Maurizio Olivieri, presso l’Associazione Il Valore del Femminile presenta per CineEmozioni il film “Caos Calmo”

Maurizio Olivieri presenta il film, diretto da Antonello Grimaldi, nell’ambito dei giovedì di Cultura Evolutiva presso la sede dell’Associazione a Roma in Piazzale delle Provincie 8, il 17 novembre alle ore 21.00. Un film per riflettere sul dolore in seguito ad una grande perdita

L’attesa, quale processo di preparazione in cui iniziare ad elaborare una perdita, può rappresentare un iter necessario dove lasciare che la confusione interiore e lo smarrimento dovuti alla mancanza, lascino il posto ad uno stadio di calma apparente. È in questa calma apparente che si trova il protagonista del film Caos Calmo diretto da Antonello Grimaldi, nell’iniziare ad elaborare il proprio dolore per la morte inaspettata e improvvisa della moglie avvenuta in sua assenza. Tratto dal romanzo omonimo di Sandro Veronesi, edito da Bompiani e vincitore del Premio Strega nel 2006, il film, che nel cast vede Nanni Moretti, Valeria Golino e Isabella Ferrari, scandaglia la vicenda di Pietro, manager affermato, il quale subito dopo la grave perdita della moglie, sceglie di trascorrere gran parte delle giornate in un luogo neutrale, distaccato dai ritmi quotidiani e precisamente su una panchina all’interno dello spazio alberato sito di fronte la scuola frequentata dalla figlia. Una scelta per lui necessaria per poi iniziare un processo di elaborazione del lutto.

Maurizio Olivieri

Il “come reagiamo di fronte ad un grande dolore per una perdita” è il tema che accompagna l’incontro sulle Cinemozioni condotto da Maurizio Olivieri Counselor professionista, scrittore e musicista, dedicato alla visione del film Caos Calmo presso la sede dell’Associazione Il Valore del Femminile di cui è Presidente Virginia Vandini, ideatrice e fondatrice di Henosis Counseling e Formazione. Docente presso Henosis, Virginia Vandini è Sociologa, Supervisor trainer Counselor professionista, Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, Custode del Mantra Madre.

L’incontro con Maurizio Olivieri, in programma nell’ambito dei giovedì di Cultura Evolutiva promossi dall’Associazione il Valore del Femminile in programma il 17 novembre alle ore 21.00 presso la sede della stessa Associazione (in Piazzale delle Provincie 8 Roma) invita a riflettere sul tema della perdita, del lutto prendendone in parte le distanze e giungere ad una sua elaborazione tra dolore e spiragli di luce, alienazione e apertura.

Il titolo già suggerisce come il protagonista nel cercare una sorta di conforto assuma un comportamento passivo e leggero insieme, ma non del tutto statico. Egli entra in una sorta di calma paradossale che lo porta a trascorrere molte ore delle giornate su una panchina in attesa che la figlia esca da scuola. In questa nuova condizione non rifiuta il contatto con le persone, anzi ascolta le loro storie mantenendo un certo distacco, storie che lo portano a guardare alla realtà con altri occhi e contattare il proprio dolore per accoglierlo.

Silvana Lazzarino

 

Il Valore del femminile

presenta per i giovedì di Cultura evolutiva

la proiezione del film “Caos Calmo”

conduce Maurizio Olivieri

presso la sede dell’Associazione Il Valore del Femminile

Piazzale delle Provincie, 8- Roma

Giovedì 17 novembre 2022 ore 21.00

Ingresso libero

con offerta volontaria

Per info: info@ilvaloredelfemminile.org

 

Alcuni articoli di silvana Lazzarino usciti su Emmegiischia e Il Dispari

Emmegiischia: Silvana Lazzarino partecipa al convegno “Le donne raccontano”

Emmegiischia: Roberta Damiata-prima-donna

Emmegiischia: La solitudine nei film di Philip Groening

Emmegiischia: Gli scatti di Llisetta Carmi documentano il senso della vita

 

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Roma a Palazzo Bonaparte ambientaliste imbrattano “Il Seminatore” di Van Gogh

Roma Palazzo Bonaparte

COMUNICATO 

Le dichiarazioni del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e di Iole Siena, Presidente di Arthemisia

Oggi, attorno alle ore 12, quattro ragazze, autodefinitesi ambientaliste del gruppo Ultima Generazione, hanno tentato con un gesto tanto plateale quanto inutile, di imbrattare con un passato di verdura il dipinto Il Seminatore, di Vincent Van Gogh, esposto nella importante rassegna a lui dedicata a Palazzo Bonaparte di Roma. L’azione è stata un totale fallimento, in quanto l’opera, protetta da un vetro, è risultata illesa.

Oggi pomeriggio ha voluto vistare la mostra anche il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che così si è espresso: “Attaccare l’arte è un atto ignobile che va fermamente condannato. La cultura, che è alla base della nostra identità, va difesa e protetta, non certo utilizzata come megafono per altre forme di protesta. Peraltro il nostro patrimonio culturale va tutelato proprio dalle conseguenze del cambiamento climatico. Questo ennesimo gesto non può quindi passare come legittima espressione di protesta. E’ giusto, proprio oggi, ricordare che i reati contro i beni culturali sono puniti gravemente e che gli autori sono perseguibili penalmente”.

Dichiara altresì Iole Siena, Presidente di Arthemisia, società che ha organizzato in collaborazione con il prestigioso Kröller-Müller Museum di Otterlo, la rassegna: “Sapevamo dal primo giorno che sarebbero venuti a manifestare all’interno della mostra di Van Gogh, eravamo pronti e sapevamo che non si poteva evitare. Le misure di sicurezza adottate hanno fatto si che l’impatto sia stato quasi impercettibile, non avendo potuto portare all’interno della mostra né borse, né zaini né altro di voluminoso. L’opera non ha subito nessun danno, ed è quello che conta. Ciò detto, ritengo che il gesto mediatico – perché di questo si tratta – sia decisamente da condannare, un’azione stupida fatta da gente stupida. Che ottiene l’effetto esattamente contrario a quello voluto, perché identificare gli ambientalisti con i vandali non giova alla loro causa, tutt’altro. Non è facendo azioni orribili che si crea consenso sui temi importanti, e di certo non è distruggendo l’arte che salveranno il pianeta. Alla fine, le opere non hanno subito danni, musei e mostre beneficiano di un’attenzione mediatica importante, gli unici che ne escono con le ossa rotte, condannati dall’opinione pubblica e senza risultati concreti, sono proprio i manifestanti”.

La mostra presenta 50 opere del grande maestro olandese, per raccontarne attraverso un percorso emozionale e suggestivo le vicende umane e artistiche. Aperta al pubblico lo scorso 8 ottobre sta ottenendo un grande consenso di pubblico; lo testimoniano gli oltre 80.000 visitatori e le lunghe code quotidiane di persone in attesa di poterne ammirare i capolavori.

Palazzo Bonaparte

Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) 00186 – Roma

https://www.mostrepalazzobonaparte.it/

 

 

 

 

 

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Sinfonia con l’Africa 2

Sinfonia con l’Africa 2
Antologia multilingue di Arti Varie

Sinfonia con l'Africa 2

Sinfonia con l’Africa 2

Sinfonia con l’Africa 2

a cura di Bruno Mancini e Dalila Boukhalfa

Strepitosa diffusione MONDIALE dell’Antologia “Sinfonia con l’Africa 2”, che è stata ritenuta idonea ad entrare nei cataloghi dei più importanti e capillari canali di vendita universale.
Infatti (cito solo qualche esempio) “Sinfonia con l’Africa 2” è acquistabile c/o

AMAZON
https://www.amazon.com/-/es/Bruno-Mancini/dp/1304244970

BOKUS
https://www.bokus.com/bok/9781304244970/sinfonia-con-lafrica-2/

BOOKTOPIA
https://www.booktopia.com.au/sinfonia-con-l-africa-2-bruno-mancini/book/9781304244970.html

BARNES & NOBLE
https://www.barnesandnoble.com/w/sinfonia-con-lafrica-2-bruno-mancini/1139781504

MAGALU
https://www.magazineluiza.com.br/sinfonia-con-lafrica-2-lulu-press/p/bej2a08ahk/li/liao/

Questa antologia è stata proposta per essere presentata in un evento DILA che si terrà, salvo imprevisti, a Milano -fine novembre 2021- nell’ambito della manifestazione internazionale BookCity #BCM21.

About the Author
ARTISTI – AUTORI

Bruno Mancini Dalila Boukhalfa Associazione ADA Riccardo Nicolai La fantasia Fouad Dahmani BookCity Ahmed Ben Youcef Stambouli Liga Sarah Lapinska Roberta Panizza Angela Maria Tiberi Adriana Iftimie Ceroli Lucio Trojano Larachiche Mohamed Luciana Capece TRADUTTORI Antonio Mencarini Dalila Boukhalfa Fatma Zohra Mahmouche Fouad Dahmani Joan Josep Barcelò I Bauçà Liga Sarah Lapinska Luciano Somma Pamela Allegretto Franz

Detalles del producto

Editorial ‏ : ‎ Lulu.com (17 Junio 2021)
Idioma ‏ : ‎ Italiano
Tapa blanda ‏ : ‎ 133 páginas
ISBN-10 ‏ : ‎ 1304244970
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-1304244970
Peso del Artículo ‏ : ‎ 5.9 onzas
Dimensiones ‏ : ‎ 5.83 x 0.3 x 8.27 pulgadas

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Il Dispari 20210607 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210607 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210607

Il Dispari 20210607 – Redazione culturale DILA

Quinto e ultimo gruppo poesie finaliste decima edizione
Premio internazionale “Otto milioni”

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla decima edizione, anche quest’anno è stato affidato alla gestione e alla organizzazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione culturale algerina ADA di Dalila Boukhalfa, del Magazine trimestrale EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE entrambe di Mariapia Ciaghi.
Il Premio si sviluppa in sei sezioni (poesia, arti grafiche, musica, giornalismo, narrativa, recitazione) e, nei giorni scorsi, un’apposita Giuria ha definito il gruppo delle finaliste della sezione “Poesia” che gareggeranno per la vittoria finale attraverso due ulteriori differenti sistemi di votazione (web e giurie tecniche).
Il gruppo è composto da 40 delle circa 300 poesie provenienti da tutto il mondo.
Il 3 maggio ne abbiamo pubblicate undici, il 10 maggio ne abbiamo pubblicate sette, il 17 maggio ne abbiamo pubblicate nove, il 31 maggio ne abbiamo pubblicate nove, e oggi, con l’avvertenza che i testi di alcune poesie contengono imperfezioni linguistiche in quanto sono stati tradotti da idiomi piuttosto desueti grazie alla versatilità della poetessa Liga Sara Lapinska, completiamo la pubblicazione con le ultime quattro poesie invitandovi ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alla pagina web che contiene tutti i link per le votazioni:

Finaliste Premio Poesia Otto milioni 2021 

Il Dispari 20210607 – Redazione culturale DILA

Lettera aperta di Angela Maria Tiberi

Gentile Dirigente Anna Leone del Liceo Artistico Statale Michelangelo Buonarroti di Latina, in nome dell’Associazione internazionale “Da Ischia L’Arte –DILA”, mi complimento per la premiazione degli studenti della sua scuola, avvenuta in diretta su Rai 1 domenica 23 maggio, ad opera del Ministro dell’Istruzione Prof. Patrizio Bianchi e dalla Prof.ssa Maria Falcone alla presenza del Presidente della Repubblica.

Infatti, il vostro Istituto ha vinto il concorso nazionale indetto dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone a.s. 2020-2021, con il progetto dal titolo: “Io, cittadino di un’Europa libera dalle mafie”, realizzato dalla classe 5F indirizzo Arti Figurative grazie alla Prof.ssa Emanuela Macera, referente del progetto e alla collaborazione delle Prof.sse Simonetta Alessandroni e Manuela Racca.

In virtù della tempestiva informazione ricevuta dalla Prof.ssa Milena Petrarca, docente in pensione del vostro Istituto nonché artista internazionale e autorevole membro dell’Associazione DILA, mi è stato possibile assistere all’evento, in sua compagnia e in uno con tutto il CS DILA e con numerosi Membri di spicco dell’Associazione DILA.

Emozionata, formulo vivi complimenti a tutti voi e, per diretto incarico della Presidenza DILA, provvedo volentieri a pubblicare la notizia su Latina Flash, sul quotidiano Il Dispari di Gaetano Di Meglio – allegato a “Il Mattino di Napoli” -, sul giornale internazionale Altirpinia e sul sito https://www.emmegiischia.com.

Inoltre, sempre su determinazione del CS DILA, insieme alla già citata la Prof.ssa Maddalena Milena Petrarca, Presidente delegata AMERICA NORD e USA, a Rosaria Zizzo Vice Presidente delegata USA (sempre per conto della nostra associazione DILA Ischia), e coadiuvata da un vasto gruppo di nostri artisti internazionali e nazionali, sono stata delegata a proporvi l’auspicio di una costante nostra collaborazione con gli studenti e con le Prof.ssa Emanuela Macera, Simonetta Alessandroni e Manuela Racca.

In caso di riposta affermativa sarò felice di mettervi in contatto con il nostro Presidente Bruno Mancini, che si detto ben lieto di ospitarvi ad un evento DILA che intendiamo programmare, salvo imprevisti, nell’ambito della manifestazione internazionale Bookcity che si terra a Milano alla fine del prossimo mese di novembre.

In attesa di riscontro, porgo distinti saluti.
Angela Maria Tiberi
Presidente delegata Nazione Italia su nomina dell’Associazione internazionale “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Il Dispari 20210607 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210607 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210607 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210607 – Redazione culturale DILA

TWITTERONE dalla Lettonia
Anastasya Lide, Kristīne Liepiņa, Rita Stūrāne ricevono in dono da Liga Sarah Lapinska le antologie Made in Ischia

Per conto di DILA.
1) La nostra amica sincerissima Anastasya Lide ha ricevuto con un cordiale “grazie” la mia piccola grafica “Isis Forewer with Osiris” e la nostra antologia “Adotta una poesia”.
Così adesso lei e i suoi familiari possono leggere le nostre poesie in lingua lettone.
Anastasya è di origine bielorussa, ma certo è più abile a leggere in lettone che non in italiano.
Con tanto piacere Anastasya ha ricevuto le copie del quotidiano “Il Dispari” che parlano di noi.
In uno dei quali è citata la storia della sua giovinezza, quando lei era tra coloro che hanno restaurata la nostra amata Jelgava, dopo le rovine dei bombardamenti.
Speriamo che Anastasya, adesso molto fragile nell’aspetto fisico, diventi più forte in estate che quest’anno è un po’ in ritardo anche se i cieli spesso sono azzurri.

2) Kristīne Liepiņa e i suoi due figli hanno ricevuto, contentissimi, la mia grafica “Like a Bird”.
La passione di Kristīne è la medicina, poiché lei ha una sua opinione, nata dalla sua esperienza. Invece, sua figlia Liene è pronta a partecipare al nostro concorso “Otto Milioni”, giovanissima pittrice e disegnatrice.
Spero molto di incontrarmi di persona con Kristīne e i suoi cari, anche se lei vive in un’altra città. Kristīne, meno male, non pensa che la pandemia del Covid è più pericolosa in paragone con altre malattie e quindi lei non ha paura degli incontri con noi, sue sorelle e suoi fratelli si può dire.
Una lady giovane e coraggiosa, Kristīne segue una sua strada.
Auguriamo a lei e ai suoi cari tanto successo!

3) Rita Stūrāne ha ricevuto la nostra antologia “Penne Note Matite”.
Questa simpatica signora lavora da gran tempo nel Comune di Jelgava e certamente ricorda i tempi in cui abbiamo lavorato insieme.
Auguri per il suo lavoro e la sua vita personale!

4) Per conto di DILA ho regalato la nostra antologia “Arte altrove” alla professoressa di agricoltura Baiba Rivža, che già da molto tempo supporta le nostre attività.
Lei ha sfogliato il nostro libro con piacere mostrando un interesse speciale per dipinti, grafiche, fotografie, sculture, gioielleria e musica.

Il Dispari 20210607 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210607 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210531 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210531

Il Dispari 20210531 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210531 – Redazione culturale DILA

CS iscrizione DILA in elenco 2×1000 CF 91013050637

L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” comunica che il Ministero della Cultura MiC l’ha ritenuta IDONEA alla iscrizione nell’elenco speciale delle Associazioni atte a richiedere ed ottenere il 2×1000.
Con la dichiarazione dei redditi, i contribuenti possono decidere, infatti, di destinare una quota della loro irpef (lo 0,2%, cioè il cosiddetto 2×1000) a un’Associazione anziché allo stato.

Il codice da inserire per destinare il 2×1000 all’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” è il CF
91013050637

Dopo sette anni di attività, questo è, decisamente, un risultato lusinghiero che consente di porre una base finanziaria per la sopravvivenza dell’Associazione.

Grazie per l’attenzione e per ciò che farete nella direzione fin qui indicata, e grazie per la vostra spero immutata stima nei nostri progetti.

Bruno Mancini
Presidente dell’Associazione culturale
“Da Ischia L’Arte – DILA”
dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20210531 – Redazione culturale DILA


Quarto gruppo poesie finaliste decima edizione
Premio internazionale “Otto milioni”

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla decima edizione, anche quest’anno è stato affidato alla gestione e alla organizzazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione culturale algerina ADA di Dalila Boukhalfa, del Magazine trimestrale EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE entrambe di Mariapia Ciaghi.
Il Premio si sviluppa in sei sezioni (poesia, arti grafiche, musica, giornalismo, narrativa, recitazione) e, nei giorni scorsi, un’apposita Giuria ha definito il gruppo delle finaliste della sezione “Poesia” che gareggeranno per la vittoria finale attraverso due ulteriori differenti sistemi di votazione (web e giurie tecniche).
Il gruppo è composto da 40 delle circa 300 poesie provenienti da tutto il mondo.
Il 3 maggio ne abbiamo pubblicate undici, il 10 maggio ne abbiamo pubblicate sette, il 17 maggio ne abbiamo pubblicate nove, e oggi, con l’avvertenza che i testi di alcune poesie contengono imperfezioni linguistiche in quanto sono stati tradotti da idiomi piuttosto desueti grazie alla versatilità della poetessa Liga Sara Lapinska che ne ha curate tutte le traduzioni, continuiamo la pubblicazione con questo quarto gruppo invitandovi ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alla pagina web che contiene tutti i link per le votazioni:
https://www.emmegiischia.com/wordpress/finaliste-premio-poesia-otto-milioni-2021/

Il Dispari 20210531 – Redazione culturale DILA

Poesia 28 Ligija Kovaļevska
Preghiera al mio Angelo Custode

Angelo mio in tutto splendore,
stai per sempre accanto a me!
Proteggimi dalle paure oscure,
riscaldati quando l’anima si congela.
Coprimi con le tue ali
quando devo attraversare le fiamme;
nel respiro tuo corroborante,
non lasciare il fumo soffocami.
Lava dai piedi miei
fango che mi impedisce di passare.
Angelo Custode mio miracoloso,
non mi lasciare mai!

—-°°°—-

Poesia 29 Anna Rancāne
Riconoscimento

Mi dichiaro colpevole
e non nasconderò il mio crimine,
il seno è trasformato in una campana,
la cui lingua colpisce una sola parola:
mia colpa, mia colpa!
Il padre ha lavato il battesimo nel Daugava,
mia colpa, mia colpa!
estranei l’hanno bruciato,
mia colpa, mia colpa!
serpente con corona d’oro-
mia colpa, mia colpa!
Il fratello ha tradito il fratello ieri, –
mia colpa, mia colpa!
questa mattina mi sono tradito –
mia colpa, mia colpa…
Mi appoggio più in basso dell’erba,
umiliandomi,
insieme con l’erba
per lodare Dio all’alba.

—-°°°—-

Poesia 30 Maria Francesca Mosca
Riflessi d’amore

Riempie la tua presenza
il mio cielo
e nel tuo sguardo
si perde il mio pensiero.
Leggera una carezza sfiora gli anni
a risvegliar colori smarriti nel vento,
come foglie palpitanti di sogni,
come fiori che si rincorrono
sulla scia di fragili steli.
Sorride e sospira il mio cuore,
mentre da tempo con te respira
e culla ogni prezioso attimo d’amore.

—-°°°—-

Poesia 31 Ināra Gaile
Sei venuto

Sei venuto da me
e il tuo cuore ha battuto molto velocemente.
Eri così gentile e affascinante
hai realizzato i miei sogni e desideri.
La tensione è tornata in me, poi,
un luccichio apparve nei miei occhi.
Beh, posso sorridere dal cuore,
Beh, posso sperare, amore, aspettare.
Ho un po’ di spazio nel mio cuore,
dove ho accettato la tua gioia.
Promosso dalla solitudine, dal dolore,
e niente più incontri inaspettati.

—-°°°—-

Poesia 32 Janis Jan Zarins
Sento un vortice

Ho avvicinato la mia mano a te.
Sento un vortice
un raggio di speranza svanisce
nel selvaggio battito cardiaco
sta suonando una canzone.

Ho avvicinato la mia mano a te.
Memoria influenzata,
speranza nel mare della speranza.
battito cardiaco
la canzone rinasce.

Ho avvicinato la mia mano a te.
Un senso di fruscìo del mare
voglia… speranza…
il mio cuore batte
sta suonando una canzone d’amore.

—-°°°—-

Poesia 33 Ingrīda Zaķe
Senza fretta

Senza fretta sorge la luce
perline di memoria ritorte
i raggi nella nuvola colorata iniziano a rifrangere
la tessitura dell’eternità incombe.
Senza fretta la tua immagine riguardo
in una cornice circondata dal dolore
due percorsi pedonali paralleli
in me impronta.
Senza fretta lasciare via
aggrappati e poi rompere
il burlone lampeggia e svanisce dalle risate
ma il castello di carte sta già spingendo.

—-°°°—-

Poesia 34 Rosaria Zizzo
Sono solo un Poeta

L’età è ormai andata, la mia giovinezza svanita
ora sono solo un Poeta.
Poeta
Sai tu chi è un poeta?
Poeta
chi legge l’anima dell’essere,
si accorge della pochezza, della grandezza,
del tutto, del niente
del sole, della luna, di un fiore,
di un sorriso,
di un’anima che muore.
Entra negli angoli più bui della vita
negli anfratti del cuore
ti invita a sognare, ad esplorare,
a guardare, a pensare.
Poeta
Sono felice di essere un Poeta
anche nella mia angoscia,
nella mia solitudine,
nella mia sofferenza,
nella mia a volte… non esistenza.
E quando la penna tocca il foglio
io sento il vibrare dell’essere
che, ansimando, soffrendo e gioendo,
come una mamma…
… partorisce versi e
li ama.

—-°°°—-

Poesia 35 Eduards Aivars
Su cuscini di gelsomino

Dal cespuglio della mia infanzia
abbiamo rotto un po’ di gelsomini per i nostri cuscini,
perché tu eri capace di sentire così profondamente
come nessuna delle pazze puttane.
Io allo stretto ho dormito, tu al largo hai dormito…
I gelsomini bianchi nei capelli neri
l’erba è verde, come nella sua giovinezza, prima,
e già splende la costellazione del carro.
Ci siamo svegliati per le gocce di pioggia
abbiamo preso i cuscini
entrammo e sistemammo nei vasi
i gelsomini un po’ appiattiti e felici!

—-°°°—-

Poesia 36 Maria Francesca Mosca
Tempo senza memoria

Danzano un valzer
di solitudine
attimi di vita
sospesi
in un limbo
che non ha
stagioni.
Figli di un tempo
senza memoria,
liquidi cristalli
di trasparente
impotenza
piangono
vite falciate
e travolte
in un soffio di nulla.
Illusioni disperse
accarezzano sogni
che paiono proibiti
e cuori feriti
ricompongono
pazienti mosaici di speranza.

Il Dispari 20210531 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210524 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210524

Il Dispari 20210524 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210524 – Redazione culturale DILA

Il ciclamino attonito
Per la serie Esopo news

“Il ciclamino attonito” fa parte del mio volume di favole moderne pubblicato con il titolo “Alla ricerca del percome” in cui ho raccolto un gruppo di miei testi i quali, per la prima volta, sono quasi del tutto privi d’influssi emotivi… se si esclude una profonda e poco controllata indignazione contro ogni genere d’ingiustizia e di violenza.

«Mentre sboccio per primo in questa stupenda giornata dell’8 marzo 2021 dedicata alla condanna delle violenze sulle donne, gli spifferi tra gli arbusti spezzati dai venti invernali, e le foglie secche e marcite che rinnovano i ricordi dell’autunno ormai lontano, mi parlano dell’ambiente nel quale trascorrerò forse solo pochi giorni.
Mi sussurrano che, non appena sbocceranno altri ciclamini, gruppi di bimbi saltelleranno allegri tra viali e rocce di questa pineta della Città d’Ischia per divertirsi a coglierci, scovandoci mentre siamo seminascosti tra mascherine, siringhe e schifezze di vario genere.
Ma ecco, in questo momento, stanno arrivano leggere brezze di maestrale ed è tutto un vociare di notizie incredibili:

“Siringhe usate non si sa da chi, né per quali scopi, proseguono nel palesare sconcia mostra dei loro tubicini un po’ dovunque.”
“Le mascherine stanno avanzando in massa, da Tindari ad Aosta.”
“Siringhe e mascherine insieme aggregate in formazioni di plotoni e di compagnie, sono giunte fino ai margini degli Hotel di super lusso ischitani.”
“Hanno conquistato postazioni strategiche come parcheggi e strade panoramiche”.

Il brusio sembra interminabile però, all’improvviso, tutto si è fermato perché è giunto LUI, il flutto del mare vaporizzato.
Gira intorno a me e agli altri boccioli nascosti tra le radici dei pini, ci individua, ci scruta ed infine, bagnandoci di salsedine soffia i suoi proclami:

“Le siringhe hanno conquistato anche le spiagge!
Le mascherine stanno sabotando le tubazioni della rete idrica.”

Aggiungendo dopo una breve pausa carica di silenzio:

“Le siringhe hanno creato teste di ponte su alcune spiagge trafficate anche d’inverno.
Alcune di esse hanno occultato gli aghi tra la sabbia creando un terreno praticamente minato.”

LUI, il flutto del mare vaporizzato, così come è giunto senza clamore, ugualmente è andato via silenziosamente.
Gli spifferi si sono ritirati in attesa della notte imminente ed io, ciclamino attonito, ho creduto d’essere capitato in un paese assediato ed indifeso.
Sì, un paese martoriato da gente incivile che getta in luoghi pubblici ogni tipo di schifezza, ma oltretutto un paese abbandonato all’incuria da parte di coloro che sono responsabili della pulizia, del decoro, e della salvaguardia della salute dei cittadini nei luoghi pubblici comunali.

Speculazione?
Camorra?
Inettitudine?

Questi sono tutti termini che nella natura in cui germoglio ed appassisco non esistono.

E allora dico, a voi, scribacchini da quattro soldi, che, ora più che mai, è più il tempo di buttare, con veemenza, in faccia ai responsabili del luridume in cui sono tenuti i vostri spazi pubblici le tante inefficienze che risultano palesi non appena si guardi la realtà con l’occhio obiettivo della natura.
Anche se quelli, i responsabili, sono esseri speciali sui quali scorre un “olio santo” che li rende intoccabili.»

Fino a qui il racconto del ciclamino, ma poi, per curiosità, andando a consultare testi di storia, di leggende e di favole, ho scoperto che nella lingua ciclaminica “olio santo” è stata una perifrasi utilizzata in tempi moderni per indurre ad idolatrare il proprio io da parte di qualcuno che santo non era.
L’ho riferito al ciclamino, sempre più attonito, che ha affermato di non conoscerne la storia.
Gli credo e, naturalmente, lo lascio impegnato nella sua personale valutazione di questa interpretazione, perché io faccio lo scrittore e non il paladino della giustizia.

P.S. Forse ha ragione il ciclamino attonito quando dice che siamo (sono) “… scribacchini da quattro soldi…” però, a mio parere e con il dovuto rispetto verso i “colleghi”, credo che la valutazione andrebbe estesa anche ai cittadini sudditi che restano indifferenti e non alzano la voce davanti a macroscopiche e condannabili inefficienze come lo sono quelle che Esopo va, ormai da millenni, narrando in giro per il mondo attraverso le sue favole antiche e/o moderne che siano.

Bruno Mancini

P.S. questo “Esopo news” è stato pubblicato nel sito IL MIO LIBRO che fa parte di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.

https://ilmiolibro.kataweb.it/storiebrevi/577698/il-ciclamino-attonito/

Il Dispari 20210524 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210524 – Redazione culturale DILA

Natalina Stefi “Ambasciatrice DILA settore poesia”

Dal Consiglio Direttivo dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” che si è tenuto ad inizio del mese di Maggio, la poetessa Natalina Stefi è stata nominata “Ambasciatrice DILA settore poesia – Senza limiti territoriali”.
Oggi iniziamo a presentarvela attraverso uno stralcio della recensione scritta da Christian Sanna per i suoi due libri “Denudando l’anima” e “Dinto ‘e vicole d’’o core“ di recente pubblicazione.

Ai veri poeti il primo verso viene regalato da Dio, mentre tutto il resto è dura fatica dell’uomo.
(Rainer Maria Rilke)

Per Albert Einstein il tempo non esiste, in quanto esiste solo la percezione soggettiva che ogni individuo ha. […]
La Stefi poetessa non si è fatta aspettare troppo dai lettori per la “materializzazione” di questo libro, Natalina si è attesa; in tutti questi anni ha dovuto “rubare” il tempo al mestiere di vivere, sempre assai complicato, a maggior ragione quando l’infanzia è stata un campo di dolore e di perdita della libertà, una dimensione in cui povertà ed umiliazioni ti consegnano agli occhi un arcobaleno senza colori.
Natalina si è attesa con pazienza e costanza.
Ha aspettato il suo momento giusto per sbocciare senza trascurare niente e nessuno; mentre pensava e ricordava, scriveva e fantasticava, raccoglieva emozioni e si interrogava sul senso della vita, lei lavorava duramente, si sposava e creava la sua famiglia, fra sacrifici, amore e tanta dignità. Questa non è la storia di una poetessa che non ha creduto abbastanza in se stessa o ci ha creduto tardi, ma è il percorso umano, filosofico e poetico di una donna dal carattere umile e “tormentato”, sensibile e romantico, pieno di punti di domanda con una costante ricerca di una definizione che significhi tutto, perché minato di incertezze e di precarietà è stato il suo cammino iniziale.
Oggi Natalina Stefi è un fiore sbocciato in tutta la sua bellezza, forse per alcuni ci ha messo troppo tempo, per altri no.
Interessa che sia stato il tempo giusto per lei e comunque vista l’opera ne è valsa la pena.
Natalina Stefi è chiamata a raccogliere i frutti dopo aver seminato bene una vita intera; finalmente entrata nella fase delle soddisfazioni e dei riconoscimenti con questo libro della maturità ci presenta se stessa in tutta la sua interezza.
Tanto generosa da donarci due libri in un’unica opera, la poetessa nata a Zara si presenta come una Virgilia, che ci accompagna per tutto il viaggio emozionale della lettura, all’Inferno di una dolorosa infanzia e poi al Paradiso di una meritata serenità conquistata a fatica, passando per il Purgatorio di incertezze ed ansie.
In “Denudando l’anima” si inabissa nelle profondità dei propri sentimenti e fragilità, svelandoci con un linguaggio semplice e potente, diretto e poetico anfratti della propria anima, posti bui dove il sole non entra, ma la luce improvvisa della poesia non è mai spenta.
C’è tutto: l’orrore delle foibe e la fuga raccontata come filastrocca.
L’amore materno con la dedica ai figli.
I dubbi sull’umanità.
Lo sguardo al futuro.
Sono poesie contro la guerra; archivio di riflessioni e messaggi di speranza per una ritrovata umanità.
Sono poesie di libertà e d’amore, di sofferenza e di riscatto, di un passato ingombrante, oggi un po’ meno pesante.
“Dinto ‘e vicole d’’o core“ in vernacolo napoletano è eredità sentimentale lasciatagli dal padre partenopeo deceduto in guerra nel ’43.
Un fatto di famiglia e di DNA, una lingua quella napoletana che la stessa autrice descrive come musicale, espressiva e bellissima.
Qui la poesia è cordone ombelicale mai spezzato con le origini e con il richiamo del sangue.
Ci sono i sentimenti della tenerezza e della nostalgia.
Il saluto a Napoli commovente e sofferto, il vento d’autunno che si porta via speranze, sogni ed illusioni, lasciando in dono una struggente malinconia.
Natalina Stefi con i suoi versi interroga la felicità e ripercorre la sua vita attraverso ricordi, stati d’animo, pensieri.
Questo libro è sutura di una ferita che finalmente ha smesso di sanguinare.
La cicatrice resta, ma a questo punto credo che sia anche un bene.
Perché non bisogna mai smettere di ricordare e di fare tesoro di quanto imparato nei momenti bui. Queste poesie sono il sole che finalmente è entrato ad illuminare e a riscaldare anche i vicoli apparentemente “dimenticati” da Dio.
Natalina Stefi poetessa e donna, anima sensibile è un fiore sbocciato.
Non importa quanto tempo ci abbia messo.
Questa abbagliante bellezza giustifica ogni “ritardo”.

Christian Sanna

 

Il Dispari 20210517 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210517

Il Dispari 20210517 – Redazione culturale DILA

Terzo gruppo poesie finaliste decima edizione
Premio internazionale “Otto milioni”

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla decima edizione, anche quest’anno è stato affidato alla gestione e alla organizzazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione culturale algerina ADA di Dalila Boukhalfa, del Magazine trimestrale EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE entrambe di Mariapia Ciaghi.

Il Premio si sviluppa in sei sezioni (poesia, arti grafiche, musica, giornalismo, narrativa, recitazione) e, nei giorni scorsi, un’apposita Giuria ha definito il gruppo delle finaliste della sezione “Poesia” che gareggeranno per la vittoria finale attraverso due ulteriori differenti sistemi di votazione (web e giurie tecniche).

Il gruppo è composto da 40 delle circa 300 poesie provenienti da tutto il mondo.

Il 3 maggio ne abbiamo pubblicate undici, il 10 maggio ne abbiamo pubblicate sette e oggi, con l’avvertenza che i testi di alcune poesie contengono imperfezioni linguistiche, in quanto sono stati tradotti da idiomi piuttosto desueti grazie alla versatilità della poetessa Liga Sara Lapinska che ne ha curate tutte le traduzioni, continuiamo la pubblicazione con questo terzo gruppo invitandovi ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alla pagina web che contiene tutti i link per le votazioni:
https://www.emmegiischia.com/wordpress/finaliste-premio-poesia-otto-milioni-2021/

Il Dispari 20210517 – Redazione culturale DILA

Poesia 19 Natalina Stefi
Il marchio nell’anima

Nell’antro buio, formato da coperte,
entra quell’ombra, amica sua fidata;
scopre il giaciglio,
ha veloci mani esperte,
dove la bimba giaceva,
addormentata.
Propone un gioco nuovo, ma speciale:
di un corpo che, affannato, la sovrasta…
Il gioco non le piace,
le fa male…
Ma non ha armi per gridare
“Basta!!!”
Lui, poi, le impone un complice silenzio,
offrendole di zucchero zollette,
lei, piccola e affamata,
lo promette;
celando il marchio per sempre
nel suo petto.
Cosi, poi, negherà ogni abbraccio vero;
né credere potrà all’amore puro;
la vergogna espierà
per quel mistero,
e della ingiusta colpa
alla paura.
E vivrà una vita svilita, inadeguata;
mai reclamando il raggio suo di sole,
né il diritto di sognare,
essere amata;
che, ormai del sogno, ignora
ogni colore!

Poesia 20 Luciana Capece
La guerriera dell’amore

Donna, monumento di Dio,
la tua agonia amplificata da stupro
strazia il viale del cuore
perché respira d’ingiustizia.

Tu, non conosci catene,
ami l’Uomo designato dal fato
per istanti ed eterni momenti
con slanci di parametri vincenti.

Esplosivo il reliquario tuo corpo
ornato di seduzione,
spesso lacero da nottate amare
ma mai ceduto a sconfitte arroccate,
aspetta tepori d’estate
per isole di diamantate conquiste.

Onde travolta di passionale impulso
non sfuggi al tacere dell’amore.

Bella portatrice di luce,
a nova creazione di Vita in terra…
protagonista d’estesa speranza
per ventralità d’ancestrale genesi.

Poesia 21 Liga Sarah Lapinska
L’occhio del Sole

Forse il Sole non è l’occhio di Dio,
ma i fiorellini negli stagni lo sono,
mentre io voglio e non voglio
proseguire con il Sole e con le ombre.
Non sarò in nessun riflesso
simile allo stesso brivido di Atlantide.
Le felci sono miti e verdi.
Inoltre, le ombre crescono
come un fantasma
alto o un castello
con un corvo in cima.
L’enorme Sole può vedere tutti insieme.
Per stare fuori dai riflessi,
per giocare nei tuoi sogni.
Goccia di rugiada,
in una castagna rossa.
Capisco, ascolto.
Cantico come un battito di terra,
tutti insieme
senza le parole di questa frequenza.
L’occhio del Sole è simile al mio.

Il Dispari 20210517 – Redazione culturale DILA

Poesia 22 Luciana Capece
Nella rete del virus

Nell’ inglobata terra di tutti
con ostica tempra
arriva lui, Covid-19,
estirpatore seriale…
ove scala le vette più alte
per decimare anime umane
compiaciuto d’ogni fascia d’età.

Il mondo crolla alle sue minacce!

Piange i figli in un silenzio assoluto
dove aleggia sulle Città deserte
quasi a scattare un’immagine sepolcrale.

Mentre, Ospedali in piena crisi
con Medici, salvatori allo stremo
nel rosario delle ore tangibili
sostenere respiri di rinascita.

Una brutta pagina da rimuovere
dalla storia del pianeta…
ormai carico di ricordi
e lontano dalla normalità sociale.

Dentro, solo pensieri scolpiti
a quando nel rallegrato tempo
del mandorlo fiorito…
non mutata la Primavera,
nello snodo d’iconiche passeggiate
e di campagne rigogliose…
allietavano la vita contadina
senza l’oscurità d’un abbraccio negato.

 

Poesia 23 Modris Andžāns
Niente cambia

Tu sei silenziosa, silenziosa, silenziosa.
Non lo so
dalla tua parte che cosa sta succedendo
vorrei chiedermelo
ma non oserò.
Le tue risposte mi sconvolgeranno
soprattutto se non hai niente da dire.
Ti mando il vento che guiderà
e forse dalla tua parte arriverà,
sia la sera che la mattina
esco ad aspettare
il tuo vento di ritorno
ma non arriva.
Posso anche chiedere diversamente, ma ho paura.
Lascia che tutto rimanga com’è.
Il vento sta cambiando!

 

Poesia 24 Anita Ķēķe
Non aspettare

Non aspettare l’inverno in autunno
non cercare il sole quando piove
non gettare pietre a un caduto
nei giorni quando piove nell’anima.

Non prendere il melo per l’abete rosso,
o le pere per i coni
non aspettare l’inverno in autunno,
quando piove nell’anima.

Non gettare pietre a un caduto,
meglio dare la mano
per alzarlo
finalmente prestante!

Non aspettare l’inverno in autunno
non cercare il sole quando piove
non aspettare il melo in abete rosso.
o le pere diventate coni.

 

Poesia 25 Lucio Rinaldini
Non ha mare

Non ha mare questa città
non ha canzoni
Ci portano le passeggiate festive
sempre alla ferrovia
dove i treni che vengono da lontano
sferrando spostano l’aria
simulando la brezza
e il fragore libero delle onde.

In due mangiavamo un gelato
a cavallo di un muro
un piede sfiorava l’abisso
l’altro saldo sui ciottoli
Così credevamo fosse la vita
sospesa tra cielo e terra
E noi eoni eternamente giovani
emanazione di luce
arbitri tra sogni e realtà.

 

Poesia 26 Liga Sarah Lapinska
Notre Dame De Paris

Sta bruciando tra grandi fiamme
Notre Dame De Paris, cattedrale.
Portano ceneri e canti bardi i venti.
La Chimera durevole si affaccia dal davanzale
ai giovani piccioni che si precipitarono giù
nel diluvio del peccati
che allagò di nuovo Paris confusa.
Abbaia e ulula Place de Greeve con i cani randagi.
Un abile boia impiccò Esmeralda,
una madonnina vestita di bianco.
Perline rosse a scatti arrotolate lungo il marciapiede,
ma la capra di Esmeralda è fuggita dai cespugli di cardo.
Esmeralda tra le lacrime rise,
cantò e ballò con zingari, mendicanti e contrabbandieri,
tanto colpevoli quanto innocenti,
mai a lei nascerà il promesso salvatore per ordine di un gransignore.
non secondo le nostre profezie.
Mattone dopo mattone, la cattedrale viene ricostruita.
Perline alla caviglia, di nuovo la collana agita.
Chi risusciterà i nostri morti?
Abbaia e ulula Place de Greeve con i cani randagi.

 

Poesia 27 Lucio Rinaldini
Petali e spine

Mentre tu mangi petali di rose
Io con le spine lacero il mio cuore
Qui tutte le vie portano il tuo nome
i calpestii ragionano d’amore

C’è silenzio senza le tue parole
c’è buio solo se tu serri gli occhi

E nel silenzio si leva inaspettata
la musica più dolce d’ogni tempo
è il tuo placido respiro mentre dormi
ed io veglio legato alla tua anca.

Il Dispari 20210517 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210510 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210510

Il Dispari 20210510 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210510 – Redazione culturale DILA

Da Angela Maria Tiberi un invito alla lettura
UNA BAMBINA DI SETTANTACINQUE ANNI – BY NANY

Un vero romanzo d’amore scritto BY NANY con spunti autobiografici e meditativi capaci di invogliare a riflettere sul significato del vivere.
La lettura è gradevole e avvincente fino all’ultimo respiro.
La protagonista è Betty, immersa a combattere la sua vita nell’arte della creatività di un atelier e la lotta per la propria scalata dalla classe meno agiata e povera alla classe di alta borghesia internazionale, con i suoi intrighi e colpi di scena.
Un amore giovanile con un uomo senza scrupoli che le lascia due figli da crescere da sola nella miseria, la rivale familiare invidiosa della sua bellezza e della sua capacità creativa, l’amore tra una donna matura e un giovane dongiovanni, l’amica bugiarda e rivale in amore.
Il destino è crudele con Betty a causa della fiducia che lei nutre verso la famiglia di un notaio, ma lei riesce a diventare anche amica delle sue avversità perché ottiene di riavere il suo amato giovane, e il vivere l’amore intenso.
Con un colpo di scena che sarà il lettore a trovare..
Messaggio per l’umanità: “L’amore esiste e va vissuto con i suoi dolori e le sue intense gioie. Siamo come polvere assorbita dalla bellezza della natura”.
La vita fugge presto da noi mortali, ma resta eterno l’Amore.
Consiglio i lettori di leggere il libro UNA BAMBINA DI SETTANTACINQUE ANNI, intenso di emozioni e di ricchezza spirituale.
Casa editrice Albatros.

Secondo gruppo poesie finaliste decima edizione

Premio internazionale “Otto milioni”

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla decima edizione, anche quest’anno è stato affidato alla gestione e alla organizzazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione culturale algerina ADA di Dalila Boukhalfa, del Magazine trimestrale EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE entrambe di Mariapia Ciaghi.

Il Premio si sviluppa in sei sezioni (poesia, arti grafiche, musica, giornalismo, narrativa, recitazione) e, nei giorni scorsi, un’apposita Giuria ha definito il gruppo delle finaliste della sezione “Poesia” che gareggeranno per la vittoria finale attraverso due ulteriori  differenti sistemi di votazione (web e giurie tecniche).

Il gruppo è composto da 40 delle circa 300 poesie provenienti da tutto il mondo.

Lunedì scorso ne abbiamo pubblicate undici e oggi, con l’avvertenza che i testi di alcune poesie contengono imperfezioni linguistiche, in quanto sono stati tradotti da idiomi piuttosto desueti grazie alla versatilità della poetessa Liga Sara Lapinska che ne ha curate tutte le traduzioni, continuiamo la pubblicazione con questo secondo gruppo invitandovi ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alla pagina web che contiene tutti i link per le votazioni:

Finaliste Premio Poesia Otto milioni 2021 

Poesia 12 Virginio Sannino
Eclissi

È notte nell’assolato giorno
Un’ eclissi di tristezza
tutt’ intorno
avidamente divora la mia forza
Scesa come bruma
inaspettata
avvolge il cuore tormentato
la luce consuma

—-°°°—-

Poesia 13 Flora Rucco
Ecos

Thànatos dell’ecosistema.
Tutto d’intorno allarme generale
genocidio naturale.
Passano i giorni funesti
di putrefazione,
feriti nel Cosmo
di cui siamo
frutto globale.
Diluvio di pioggia radioattiva,
non vedo più la luna per poetare,
né laghi, i fiumi, i monti,
il cielo chiaro
a cui d’intorno
possa dileguare.
Vibra nell’aria
sentore di veleni
e si confonde al buio
e torna neve…
l’immensa notte
della distruzione.
E scappa e si confonde
Primavera,
tumultuosa al vento
per non più tornare.

—-°°°—-

Poesia 14 Milena Petrarca
Farfalla di fuoco
poesia dedicata a Frida Kahlo

In te Frida grande anima giace
in te fuoco si accende
donna divina…
in te lo sguardo
penetra nell’universo
infinito…
in te la vita
palpita d’amore
in te si squarcia
il cuore
grondante di passione
in te tutto è magia
in te tutto è splendore
in te vola farfalla purpurea
e segna la strada
verso un mondo migliore…

—-°°°—-

Poesia 15 Ingvar El-Voron
Gli specchi tacciano

Gli specchi tacciono. Nel corridoio
le luci dalle candele scappano,
Cartomanzia, come parlare,
Magia a se stessi. Più forte
degli incantesimi d’amore slavo,
non togliere per sempre.
E pare essere un tamburello sciamano
da qualche parte chiama più lontano.
Le barriere a mezzanotte crolleranno
e negli specchi ghiacciati,
non aspettando la ricompensa,
altri mondi periranno.
—-°°°—-

Poesia 16 Eva Mārtuža
Gli uccelli gridano

Quanto lamentosi
gli uccelli gridano,
quando li impedisce la loro terra il gelo,
un stormo dopo l’altro attraverso il bluastro cielo
la dove calore, sicurezza, pace, pane, vita,
per mantenerli come la libertà,
per ordinarsi in reggimento maestoso,
poi, sopra i mari dei mari, volando via
chiamare il nome: Lettonia.

—-°°°—-

Poesia 17 Viesturs Āboliņš
Guerre dimenticate

Il picchio è scomparso nella foresta di Manila,
un’onda d’urto contro gli aghi colpisce il terrore.
Pistola sovietica in cerca di guerra Guerre dimenticate

Il picchio è scomparso nella foresta di Manila,
un’onda d’urto contro gli aghi colpisce il terrore.
Pistola sovietica in cerca di guerra
disteso ad alta voce in nome della Finlandia.
La vendetta di “Blood of the Fallen” poi si affretta,
i carri armati sovietici stanno spingendo oltre i confini.
“Portiamo la libertà al popolo finlandese!”
Un corvo sbalordito in un coro bugiardo ruggisce.
Bandiera rossa, rossa dalle bugie,
svolazzando sui cespugli e svolazzando sulla folla,
nelle foreste della Finlandia che trovano una tomba.
Anni ruggenti e guerre dimenticate,
dolore dimenticato e morti numerosi,
solo quelle bugie, quelle bugie rosse
sopra la Terra come onore della vittoria volano…
disteso ad alta voce in nome della Finlandia.
La vendetta di “Blood of the Fallen” poi si affretta,
i carri armati sovietici stanno spingendo oltre i confini.
“Portiamo la libertà al popolo finlandese!”
Un corvo sbalordito in un coro bugiardo ruggisce.
Bandiera rossa, rossa dalle bugie,
svolazzando sui cespugli e svolazzando sulla folla,
nelle foreste della Finlandia che trovano una tomba.
Anni ruggenti e guerre dimenticate,
dolore dimenticato e morti numerosi,
solo quelle bugie, quelle bugie rosse
sopra la Terra come onore della vittoria volano…

—-°°°—-

Poesia 18 Liga Sarah Lapinska
Un fuoco diverso

L’aquila vola con il Sole,
svolazzando le piume di colombe e corvi.
I primi crocchi blu, agnelli e capretti stanno sorgendo.
Qualcuno ha riacquistato la speranza.
Il pioppo nero,
ahi, fratellino,
ahi, bendaggio,
piangerò con te,
come ho cantato con rose e farfalle.
Oh, giudici,
quali cuori avete senza vergogna
per coloro che hanno sofferto al loro posto.
Chi ha messo l’arcano su se stesso,
chi ha posto la corona di spine su se stesso,
chi trema in un seminterrato gelato,
insieme a una candelina di cera, morendo.
I miei occhi di colore smeraldo brillavano,
le sue mani erano alzate verso te.
Non chiedere, pellegrino,
non chiedere, passeggero:
“Perché?”
Non c’è motivo.
Ci sono probabilità.
Un drago di fuoco in tre e nove lingue
ha il fuoco diverso da un pastore.

 

DILA

NUSIV

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Il Dispari 20210208 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210208 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210208

Il Dispari 20210208

Bruno Mancini |La “visione” di Raffaele La Capria
Per la serie Esopo news

Nei giorni scorsi ho ricevuto due telefonate da persone amiche che si trovano in grandi difficoltà nella lotta contro malattie incurabili o quasi.
Vivono su paralleli molto distanti tra di loro, eppure ho sentito nelle loro parole la stessa ansia di contatto umano capace di dare un sollievo al pianto della disperazione.

Ed ho pensato a tutta l’insipienza del genere umano impegnato nel costruire armi per offendere piuttosto che medicine per difendersi… ed alla morte che spadroneggia per tale follia collettiva.
Resta la voglia di operare affinché sia realizzata la visione ideologica espressa nel brano scritto nel 1952 da uno degli innovatori della narrativa italiana del ‘900: “Non ci sono paesini abbastanza isolati, non ci sono giorni abbastanza privati, né paralleli abbastanza lontani. Un rapporto si stabilisce sempre, prima o poi, non c’è scampo.- Raffaele La Capria“.

Dalla mia raccolta di poesie
“Sasquatch”
(1968 – 2009):

A loro

Non conosco le ragioni,
eppure sono attento,
dei suoi silenzi che ammantano distacchi.

Io vivo ancora.

I figli scalzano
immortali ambizioni, i porti certi dei fratelli.

Il nostro tetto
è il limite del nostro sguardo.

Dalla mia raccolta di poesie
“Sasquatch”
(1968 – 2009):

Adesso no

Adesso no.
Sonori squillano sopiti palpiti.
Ignazio è briciola
ondivaga in cerca di assonanze.

Nella discesa dal barchino di Caronte,
lui fu quel remo
ruotante in aria
che ne squarciava nebbie.

Vorrei capire,
verbo completo,
se il tempo mi scoppietta tra le mani
o sono stato il fabbricante dei petardi.

Dalla mia raccolta di poesie
“Sasquatch”
(1968 – 2009)
dedicata a Lina D’Onofrio:

Conversazione solitaria

Un mostro sacro s’aggira
sfiorendo
i teneri baccelli di versi smarriti
nel simplex
“futileggiante” click
di chi distrugge il proprio tempo,
nemmeno molto,
magari tutto,
contro smodato non svelare il sesto senso,
mai ultimo e mai privo di tormento,
per chi Poeta nasce e muore.

PUREZZA

Il gran “magone” non lo porgo
a peso,
affumicato,
a scaglie,
dorato,
in pillole,
stracciato tra due servi ed un padrone.

SEVIZIA

Diario di giorni non vissuti
smaltati con lacche giapponesi,
io soffio
in torride fornaci
dove gl’impasti
catturano fanghi e detriti
-magmatici anacronistici
“un giorno ancora
e sarà maggio allora
il mese delle rose o dei traslochi!”-
e i miei bizzarri
sparire in sabbie mobili
che… attenta… sembrano miele
intanto che mi tolgono respiro e forze.

Il Dispari 20210208
Angela Maria Tiberi intervista Liga Sarah Lapinska

parte seconda

Ringrazio Liga Sarah Lapinska, a nome mio personale, ma anche a nome di Bruno Mancini e di Gaetano Di Meglio, per averci concesso questa intervista, la cui parte prima è stata pubblicata lunedì 1 febbraio 2021 e che proseguo chiedendole:

D: Qual è l’artista della tua nazione che ha influenzato la tua anima nell’amore dell’arte?

R: Ahimè, non ho la nazionalità.
Sono ebrea, spagnola, libica, lettone, tatariana, bielorussa.
Amo quasi tutte le canzoni degli ebrei e mi ispirano molto.
Timna Brauer, Ofra Haza, Shulem Lemmer, Jaakov Shapiro, registi dei film ebrei.
Le canzoni dei ghetto sono molto commoventi.
Marģeris Vestermans ha fatto un lavoro importantissimo raccogliendo le canzoni degli ebrei prigionieri, spesso pieni di speranza, durante l’Olocausto.
Il pittore Murillo, lo scrittore Federico Garcia Lorca, i cantanti Monserrat Caballe, Jose Carreras e Enrico Macias sono nati in Spagna.
In lingua lettone scrive Rainis, vi raccomando di leggere le sue opere di ogni genere.
In lingua lettone cantano Margarita Vilcāne, Viktors Lapčenoks e Haralds Sīmanis.
Vi raccomando di conoscere meglio le poesie e le canzoni tradizionali di tatariani e bielorussi.

D: Perché hai scelto questo stile d’arte nella pittura e nella poesia?

R: Non ho scelto io il mio stile.
Posso ringraziare il nostro Creatore per le mie abilità di pittrice e di poetessa e anche la gente che riconosce che l’arte è la mia vocazione.
Vivo in una casa problematica.
Grazie a Māris Dzelme che è responsabile di questa casa.
Ha insieme con i nostri amici fatto tanto per realizzare i compromessi necessari con persone più rigorose che non vogliono lasciarmi lavorare tranquilla e che negano che anche altri, non sono loro, si possano ammalare non per una settimana o per mesi ed anni.

D: Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

R: Sono sopravvissuta ad alcune tragedie come la recente morte di mia madre Ārija.
Lei, a proposito, volentieri regalava i nostri libri ai suoi amici.
Allora so che cosa voglio fare come artista e come astrologa, però oggi mi sento troppo triste per sapere che cosa farò nella mia vita come figlia dell’uomo.

D: Perché ami l’Italia e quali sono i tuoi ricordi italiani.

R: Da piccolissima ho sentito nei miei sogni la lingua spagnola.
La lingua italiana l’ho imparata gradualmente dalle trasmissioni della radio romana, ah sì, un po’ dalle canzoni sanremesi e dalla corrispondenza con i miei amici in Italia.
Mi aiutava il mio spagnolo adesso già un po’ dimenticato.

D: Perché preferivi la lingua italiana a quella spagnola?

R: Sapevo che un giorno avrei visitato l’ Italia.
É successo.
Sono stata a Roma e in Campania.
Non sono stata ancora in Sicilia, la terra della quale vorrei sentire il profumo e vederla non solo nelle cartoline postali.
Amo molto il Sud Italia e la sua gente calda, aperta e cordiale, non solo il sole quasi tropicale verso il mare di smeraldo e le pareti delle rocce radianti nel Sud.
Ritornerò in Italia?
Non lo so.
Il mio gatto e i miei amici in Lettonia dicono, che non vogliano lasciarmi andar via da sola.

D: Descrivi in breve il tuo curriculum vitae.

R: Sono nata a Riga nel 1971, 5 Novembre. Vivo nella città di Jelgava.
Secondo i miei certificati, sono artista- disegnatrice e posso insegnare la lingua italiana sia per bambini sia per adulti, come ho già fatto talvolta.
Ho interrotto i miei studi nella Università della Lettonia a causa di circostanze emergenti.
Un criminale, killer e violentatore, di nome Egils Norkalns con la sua banda era deciso ad uccidere me, la mia mamma, sua sorella Ārija, sua mamma Hermīne Bittmett e non solo.
Ci siamo trasferiti a Olaine e, dopo, siamo tornati di nuovo a Jelgava durante le persecuzioni di questi criminalisti fuori legge.
All’ inizio della mia carriera lavorativa sono stata sorvegliante in un liceo musicale.
Negli anni seguenti ho prodotto traduzioni dall’italiano, dal tedesco e dall’inglese per il Seminario cattolico di Riga.
Poi ho insegnato la lingua italiana con certificato.
Per i cinque anni seguenti sono stata Consigliere Comunale di Jelgava e nello stesso periodo sono stata membro del gruppo di vendite all’asta e membro della commissione per la privatizzazione delle case del Comune di Jelgava.
Sono risultata vincitrice in alcuni concorsi in Lettonia, preso il Seminario per giovani attori, e in Italia come pittrice, scrittrice, traduttrice e giornalista nel concorso internazionale annuale “Otto Milioni”.
Sono una dalle fondatrici del partito “Nuovo Centro” (Jaunais Centrs, in lettone ), adesso trasformato in “La Concordanza” ( Saskaņa ).
Ultimamente non ho avuto il tempo per le attività sociali.
La Lettonia è un paese molto povero.
Solo se siamo più o meno onesti, allora sia i cosiddetti più “talentuosi” come me e sia i cosiddetti “incolti” che lavorano fisicamente, non rischiamo di morire di fame e di stenti.
Troppe formalità secondo le leggi di Lettonia per noi.
Durante la pandemia di Covid vi è stato in Lettonia un deficit finanche di vitamina D.
Ringrazio a te, mia cara Angela, per la nostra intervista!
E piacere di risentirti!

Il Dispari 20210208

Il Dispari 20210208

Il Dispari 20210208

Il Dispari 20210201 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210201

Angela Maria Tiberi intervista Liga Sarah Lapinska

D: Buongiorno Liga Sarah Lapinska, a nome mio personale, ma anche a nome di Bruno Mancini e di Gaetano Di Meglio, ti ringrazio per averci concesso questa intervista che avvio chiedendoti come hai iniziato ad amare la poesia e la pittura.
R: Innanzitutto saluto i lettori del quotidiano IL DISPARI e mi scuso con loro per il mio italiano difettoso.
Poi ringrazio Gaetano Di Meglio, Direttore di questo giornale, Bruno Mancini Presidente dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” e te che, tramite questa intervista, avete voluto dare visibilità alla collaborazione con cui gli Artisti della Lettonia partecipano ai progetti Made in Ischia.
Venendo alla domanda, posso dire che il mio amore per l’Arte è iniziato un giorno nel quale mi sono addormentata nella mia stanzetta blu e, nei sogni, ho sentito poesie, canzoni e cori di voci vellutati che parlavano con me in differenti lingue.
Svegliandomi ho avuto fretta di scrivere i versi e anche la musica.
Siccome non conosco abbastanza bene le note, ho scritto la musica a modo mio, usando puntini, righe ed altri simboli.
Comunque, non penso che potrei diventare una musicista di buon livello.
Talvolta però canto molto volentieri.
Con una delle mie poesie dal titolo “Io, l ultima donna ingenua”, ho vinto il primo premio al concorso internazionale “Otto Milioni” che ogni anno ha luogo in Italia e precisamente nella vostra meravigliosa isola d’Ischia.
Ecco, alcuni versi di quella poesia

“Forse ti farò male se ti spezzerò con le mie radici,
cresciute lentamente nel caos delle esperienze,
delle acque fertili e delle zolle fragili.
Solitudine trascendentale
supera i limiti di facce egoiste
e i tratti degli occhi sinceri.
Poiché tutte le verità sono troppo parziali,
tutte le solitudini sono sempre parziali.
Devi essere paziente.
Forse lontano dai mille monti e mille mari
fissati solo sulle mappe,
nel domani astratto, sarò un albero della riva,
un pino sulla riva, nel vento eterno,
più eterno del mondo.”

Colgo l’occasione per ringraziare la pittrice Nunzia Zambardi che ha preso spunto da questa mia poesia per realizzare un dipinto su una tela dorata che, con piacere, mi ha regalato nei giorni in cui ho soggiornato ad Ischia, la mia isola speciale.
Ho visto nei colori intensi visioni ed immagini, le facce degli eroi e dei martiri, mari, monti, pianeti e stelle.
Ho visto lei stessa come l’ebrea Maryam, vestita tutta in pizzo con il bambino privo di nazionalità che, purtroppo, in questa vita non mi nascerà, passando per strada piena di piume di uccelli, sia colombe, sia corvi, sia gabbiani.
Ho visto nei miei sogni il padre di suo figlio, di nome Igor Kulev.
Purtroppo, nella realtà l’ho perduto dalla mia vista.
Spesso nelle mie numerose opere grafiche e nei miei dipinti si riflette ciò che ho visto nei miei sogni, una notte dopo l’altra.
Ho iniziato a disegnare e dipingere appena ho potuto prendere in mano qualche penna.
Preferisco l’inchiostro nero, qualche penna di fibra e qualche pastello.

D: Quali sono i soggetti dei tuoi disegni?
R: Me stessa con il bambino mio non nato, madonne, eroi, martiri, danzatori, mari, monti, pianeti, stelle, cavalli, ornamenti filigranati in stile Turco e Semitico e, soprattutto, Tunisino.

D: Racconta il tuo impatto con la scuola e l’insegnante che ti fece amare l’arte.
R: Sono artista da piccolissima.
Non dimentico le mie insegnanti di musica, Gunta Paškovska e Biruta Tilgaile.
Loro mi hanno incoraggiata a cantare nel coro della scuola facendomi complimenti per il mio fortissimo timbro di voce.
Poi, dopo qualche tempo, al villaggio Svēte ho incontrato Inese Irbe, una insegnante di scrittura. Questa signora tollerante mi ha dato il consiglio di non smettere mai di scrivere e di studiare la lettura.

D: L’adolescenza è stata influente per la scelta dello stile della pittura e della poesia?
R: Non direi così.
Penso, che il mio stile sia cambiato poco dalla mia infanzia.
Adesso ho più esperienze, volute e non volute, che lasciano i loro stampi sulle mie pitture, poesie e fiabe.
Penso, che le mie grafiche più recenti e le mie fiabe più recenti sono più significative di quelle di me bambina.

D: Come hai conosciuto il Presidente Bruno Mancini?
R: Ho inviato a Bruno Mancini, che chiamo il Pescatore, una dalle mie poesie. “I tigli nella pioggia, i fuochi nella nebbia”.
Per caso.
Egli fu subito interessato, un uomo brioso ed onesto.
Gli ho chiesto se conosceva l’indirizzo di un calciatore di nome Fernando De Napoli che ha giocato per tanti anni a FC “Napoli”.
Forse Bruno mi fraintendeva pensando che io fossi innamorata di questo simpatico calciatore. Bruno non sapeva che scrivo con simpatia anche all’attore Silvester Stallone (un bravo pittore), a Raffi Kharajanyan (un brillante pianista armeno) e dedico le mie opere d’arte a Vitas (un giovane cantante di gran talento nato a Daugavpils in Lettonia).
Abbiamo cominciato la corrispondenza cordiale che continuerà fin quando saremo vivi.
Per la prima volta ho incontrato Bruno in persona durante la premiazione del nostro concorso “Otto Milioni- 2014”.
Ho capito, appena ho guardato nei suoi occhi castani chiari, che lui sia un amico per sempre.

D: Qual è l’artista italiano che ha influenzato la tua anima nell’amore dell’arte?
R: Pittori Raffaello e Sebastiano Grasso, scultore Michelangelo, cantanti Alice, Franco Battiato, Angelo Branduardi, Adriano Celentano, Andrea Parodi.

D: Qual è l’artista russo che ha influenzato la tua anima nell’amore dell’arte?
R: Pittori Nikolay Kramskoy e Ivan Shishkin, musicisti Pelageya e Vika Tziganova, Alexey Ribnikov, bandi musicali dei zingari. Scrittori Alexey Tolstoy e Aleksandr Kuprin.

Fine prima parte. La seconda parte sarà pubblicata lunedì prossimo

Bruno Mancini |L’incertezza della certezza

Per la serie Esopo news

In questi giorni sto rileggendo alcuni libri di uno scrittore che ho ammirato praticamente da sempre.
Nel testo di un vecchio volume, edito nel 1962 ed ormai senza copertine e con le pagine quasi distaccate dalla rilegatura, mi ha fatto piacere rilevare che alcune mie sottolineature, antiche di oltre 50 anni, continuano ad avere per me lo stesso rilievo positivo di allora.
Ad un tratto ho smesso di leggere e sono restato per molti minuti fermo a valutare prima, ed accarezzare poi, un pensiero tra il nostalgico e l’incredibile.

Ero da solo nel tramonto in riva al mare (il mare è uno dei personaggi importanti del libro), quando mi sono reso conto, infatti, di aver vissuta quasi tutta la vita nella logica, etica e pragmatica, sentimentale e sociale, derivante ed appartenente ad una frase sottolineata con un sottile tratto di matita.
E ciò che ancora ora mi seduce in questa scoperta non è tanto la certezza di avere agito e pensato nel modus vivendi, desiderato seppure a volte maledetto, stigmatizzato nella frase dello scrittore, ma la rivelazione di non essermene reso assolutamente conto pur nella lunga inseparabilità che ci ha uniti.

Senza lotta non si può stare soli; ma star soli vuol dire non voler più lottare.”

L’incertezza della certezza non smette mai di stupire!
Sempre lui, Cesare Pavese ma da un altro libro.

Ma ormai io non potevo più perdonarle di essere una donna, una che trasforma il sapore remoto del vento in sapore di carne.

Più lo rileggo e più sono convinto di aver fatto bene ad ammirarlo per oltre mezzo secolo.

La nostra antologia di Arti varie “ARTE ALTROVE”, la cui splendida copertina è stata realizzata con il quadro “Parnaso” del pittore Jeanfilip, sta facendo il giro del mondo promossa e pubblicizzata “anche” dalla moltitudine di Artisti che ne fanno parte.

Ringraziamo Ajub Ibragimov per questa sua indicativa testimonianza.

Il Dispari 20210125 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210125

Il graditissimo ritorno di Emanuela Di Stefano

Il Dispari 20210125

Pubblicando le foto che vedete, Emanuela Di Stefano, scrittrice, pittrice, artista a tutto tondo e sensibilissima cultrice delle migliori idealità sociali, ha scritto:

«Attraverso la lettura e l’arte raccontata in ogni forma “nobile”, intravedo una “piccola porta della speranza” per dirla con la poetica di Neruda.

E con questo prezioso “bottino” ricevuto, ringrazio tantissimo il poeta Bruno Mancini che da molti anni offre la possibilità a scrittori emergenti e non, provenienti da ogni parte del mondo, di unirsi idealmente in un pensiero comune a favore della diffusione della cultura, tramite la fondazione di associazioni da lui istituite e la pubblicazione delle nostre opere letterarie, presenti in queste antologie.

Un ringraziamento va anche alla stampa, importante divulgatrice delle nostre iniziative: i quotidiani Il Dispari e il Mattino.

A presto ritrovarci per nuovi progetti, sempre onorata di esserci …

Emy »

A questa sua inattesa e gradevolissima iniziativa è seguito il breve scambio di messaggi che qui riporto, anche con la sua autorizzazione.

Bruno Mancini: «Cara Emanuela non dimenticherò mai tutto ciò che tu hai fatto per agevolare la diffusione dei nostri progetti culturali, la tua entusiastica partecipazione fin da quando erano in pochi a dare credito alle nostre iniziative… e, naturalmente, la bellezza artistica dei tuoi dipinti e delle tue opere poetiche.

Grazie sempre e sempre di più insieme

Emanuela Eleonora Di Stefano: «Sono lusingata delle tue parole caro Bruno, quando gli ideali sono i medesimi si “viaggia” sullo stesso binario.

Mi scuso con te e con tutti gli iscritti, se negli ultimi tre quattro anni sono stata un po’ assente, ma ho vissuto l’inferno e una rivoluzione totale della mia vita trascinandomi dietro mille difficoltà… mi ero molto chiusa in me stessa ed avevo abbandonato quasi tutto.

Ma adesso sappi, e lo scrivo pubblicamente, che rientrerò a gamba tesa per ogni progetto artistico e per la sua divulgazione, perché voglio prendere esempio dalla tua determinazione e tenacia  »

 Bruno Mancini: «Anche se con molta discrezione, ho seguito sempre con tanta partecipazione emotiva le tue “vicende” esistenziali ed ora ti lascio immaginare la commozione che mi ha invaso leggendo che, in qualche modo, posso contribuire al tuo rientro tra le “cose” belle della vita.

Chiamami quando vuoi e riprenderemo a scrivere, insieme a tutti gli amici di DILA, le pagine dei progetti artistici, culturali e sociali che fanno parte del nostro DNA.»

Emanuela Di Stefano è ritornata, noi ne siamo felici e presto voi, in questa pagina, potrete leggere notizie dei suoi contributi, non solo artistici ma anche operativi, volti allo sviluppo ed alla promozione dei nostri progetti Made in Ischia.

Intanto, chi volesse iniziare a conoscerla, può accedere a questo link https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10202408594654046&type=3

Bruno ManciniIl Dispari 20210125

 

Tina Bruno |Recensione: Non è facile far ridere una donna triste

Le poesie del poeta Bruno Mancini hanno sempre un richiamo sentimentale che le unisce e le accomuna con il grande sentimento dell’amore.
La poesia che mi accingo a commentare in queste pagine, “Non è facile far ridere una donna triste“, è tratta dal volume “ARTE ALTROVE”, antologia internazionale di arti varie edita dalla Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, presentata in anteprima durante l’ultima edizione di BookCity 2020.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Associazione BOOKCITY MILANO (costituita da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori), la rassegna internazionale dell’editoria e della lettura BookCity #BCM20 è stata sostenuta da Intesa Sanpaolo (main partner), da Esselunga (premium partner), da Fondazione Cariplo con le partecipazioni di Borsa Italiana, Enel, Pirelli, Burgo Group, Federazione Carta e Grafica, Spazio Lenovo, Fondazione AEM, Intesa Sanpaolo Assicura, Messaggerie Libri SpA, Rotolito, Progetto M360, Action Aid (Charity partner), Bird&Bird, ed è stata realizzata sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura, in collaborazione con AIE (Associazione Italiana Editori), ALI (Associazione Librai Italiani), AIB (Associazione Italiana Biblioteche), e LIM (Librerie Indipendenti Milano) e con il patrocinio di Regione Lombardia, annoverando come  media partner il Corriere della Sera, il Gruppo Mondadori, la RAI Radio3, la Feltrinelli, ilLibraio.it.  e ibs.it.

La mia personale chiave di lettura mi spinge a ritenere “Non è facile far ridere una donna triste” una poesia molto bella che centra lo stato d’animo delle persone dopo una grande perdita, in questo caso la perdita del compagno.
Il poeta, con molta saggezza, descrive il cambiamento che la vita subisce dopo un grande dolore. La donna descritta dal poeta, anche se continua ad essere gentile nel portamento, nell’ordine, nelle movenze, nei rapporti con gli altri, non sente nessun trasporto per qualcuno e si lascia trascinare nel buio dalla solitudine.

Passano le feste, scorrono le giornate e, come una pellegrina per strada in silenzio con se stessa, lei si muove nella sua casa vuota.
Ha preso coscienza che la vita è triste dopo essere stata tanto amata.
A nulla valgono le gentilezze offerte dagli amici, la loro protezione, il loro amore, perché ciò che ama è chiudersi sempre di più alla vita.

 

Non è facile far ridere una donna triste

Poesia tratta dalla raccolta
di Bruno Mancini
“La mia vita mai vissuta”

Oscillava, l’amata,
in delicate armonie
di tristezze e tenerezze
invasa
oltre capienza del suo pensiero,
da lontananze tenebrose,
resa
sbilenca,sghemba, sbieca
nel quotidiano
frammentare randellare frantumare
filanti attese di ritorni…
e sempre Mario sapeva sprigionare i suoi sorrisi.

Che vale essere angeli cent’anni
se un tocco di follia
mi uccide il corpo
e lascia anime deserte?

Dalila Boukhalfa, Presidente DILA per la nazione Algeria, presenta

Mohamed Yossef Ismail Ali, nuovo collaboratore dei nostri progetti Made in Ischia.

Mohamed Yossef Ismail Ali, giornalista, poeta e scrittore è nato in Egitto nel 1967.

Laureato in chimica, facoltà di scienza presso l’Università egiziana di Ain Shams, ha insegnato a Roma presso una scuola superiore libica.

Corrispondente delle TV: Egiziana Nile News in Italia,  TV Arabia Saudita, TV Qatar sport,

TV Sudan,  TV Siriana, TV Palestina, TV Bahrein, e della Radio Arabia Saudita; nonché del quotidiano Al Masry Al Youm e della rivista Rosa AlYoussef.

Direttore di Arab News Agency (Egitto) in Italia, di Newtr News Agency (Turkia) in Italia, è il portavoce della Comunità Egiziana in Italia.

L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, il quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, la Casa Editrice IL SEXTANTE e il magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, rivolgono un caloroso “benvenuto” a Mohamed Yossef Ismail Ali nella certezza di una proficua collaborazione nei campi artistici culturali e sociali.

Bruno Mancini

EV7386 – Spazio scenico – Puntata n. 411

EV7386 – Spazio scenico – Puntata n. 411

DILA

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