Film corto”Burning Red” finalista al Festival film Corto Tulipani di Seta Nera

Film corto diretto da Fabrizio Ancillai, in finale alla XIII edizione del Festival Internazionale del Film Corto Tulipani di Seta Nera racconta della tematica legata al femminicidio,

 Fabrizio Ancillai, sceneggiatore e regista, ha studiato e si è diplomato in Fotografia e Ripresa Cinematografica all’Istituto di Stato di Cine e Tv Roberto Rossellini di Roma.

Burning Red corto di Fabrizio Ancillai

Dopo aver completato gli studi, ha iniziato a lavorare prima come assistente operatore  e poi come operatore di macchina. Ha lavorato con importanti Direttori della Fotografia come Gerry Fisher, Dante Spinotti, Armando Nannuzzi, Tonino delli Colli, Franco Di Giacomo e con registi di grosso calibro tra cui Franco Zeffirelli, Carlo Lizzani, Julie Taymor, Fedor Bondarchuk, Tinto Brass e altri ancora. Nel 2002 ha diretto il primo cortometraggio “La Scarpa Rossa”, ricevendo diversi premi e la nomination al Golden Globe Italiano. Da lì è iniziata una carriera professionale di rilievo tra documentari, cortometraggi, videoclip con il raggiungimento di numerosi riconoscimenti nel nostro Paese ed anche in Europa.

Il cortometraggio “Burning Red”, in concorso a diversi festival nel mondo e anche per la imminente finale della XIII edizione del Festival Internazionale del “Film Corto Tulipani di Seta Nera sulla diversità sociale, tratta della tematica del femminicidio. Scritto e diretto da Fabrizio Ancillai,” Burning Red” è stato realizzato nel 2019, dura circa 15’ ed appartiene al genere drammatico.

Burning Red corto di Fabrizio Ancillai Foto Corto 1

Prodotto da Pierfrancesco Ancillai, “Burning Red” ha un cast artistico di tutto rispetto: Federico Ancillai, Francesca Della Ragione, Barbara Gioli, Valeria Milillo.

Nel cast tecnico vanno ricordati Gianluca Braccieri alla Direzione della Fotografia e Carlotta Bolognini in qualità di Organizzatore Generale. Tra gli altri: Ugo De Rossi (Montatore); Mariano Tufano (Costumista); Angelo Talocci (Musicista); Desideria Corridoni (Hair Stylist Designer); Ivan Mendico (MakeUp Artist); Stefano Di Fiore (Montaggio Suono e Musica & Mixage).

Burning Red corto di Fabrizio Anclillai  Foto Back Stage 6

Burning Red”, in lizza per la vittoria, ha sposato l’aspetto sociale della kermesse Tulipani di Seta Nera affrontando nello specifico la tematica della violenza di genere, dalle tragiche sfaccettature ed implicazioni, attraverso la storia d’amore di Luca (Federico Ancillai) e Marzia (Barbara Gioli) che, dal loro punto di vista e separatamente, raccontano la loro ultima sera insieme.

Burning Red corto di Fabrizio Ancillai Foto Back Stage 3

Questo movie si presenta al pubblico e ai giurati accompagnato da un considerevole palmarès di awards ricevuti nei festival di  tutto il mondo: all’ Indie Fanfilmfest (Rock Island – Usa) come Miglior Cortometraggio Straniero; al Santa Marinella Film Festival (Santa Marinella- Italia) come vincitore Premio della Critica; al Focus International Film Festival(Usa) come Miglior Effetti Pratici; al NVIFF Awards – (Amsterdam – Olanda)  come  Nomination Miglior Corto Europeo, al Genre Celebration Festival – (Tokyo – Giappone) le Nominations Miglior Cortometraggio Drammatico, Miglior Attrice, Miglior Musica; all’ Enginuity Film Festival (Shepherdstown – Usa)  le Nominations Miglior Attrice non protagonista, Miglior Scenografo, Miglior Coreografia; al  Focus International Film Festival (Usa) le Nominations come Miglior Cortometraggio e Effetti Visivi.                        Infine, selezionato e finalista ad una pletora di ulteriori festival di corti sparsi in tutto il globo.

La cerimonia di premiazione 2020 della XIII edizione del Festival Internazionale del Film Corto Tulipani di Seta Nera sarà registrata il prossimo 22 giugno ed andrà in onda in esclusiva su Rai Cinema Channel e RaiPlay, dove alla fine del festival tutti i 12 cortometraggi compreso “Burning Red” saranno visibili per un intero anno.

I cortometraggi finalisti si contenderanno i premi come Migliore Film Corto – Miglior Sorriso Nascente (dedicato solo agli emergenti e Opera Prima) – Migliore Attrice, Migliore Attore – Miglior Attore Young – Miglior Sceneggiatura – Migliore Fotografia – Migliori Musiche e Migliore Opera per la TV.

Silvana Lazzarino

Link Burning Red   

https://www.youtube.com/watch?v=5rHUaEaJLNs&t=4s

 

 

 

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Bruno Sacco: il ritratto di Artemisia alla libreria Hora Felix a Roma

Il suo libro “ARTEMISIA E GLI OCCHI DEL DIAVOLO” la presentazione a Roma alla libreria Hora Felix il 27 aprile 2019

Protagonista della scena artistica della prima metà del XVII secolo, pittrice e intellettuale dal talento straordinario,, ARTEMISIA GENTILESCHI,  ambiziosa e intraprendente, antesignana dell’affermazione delle attitudini femminili, ha fatto propri gli  insegnamenti dei suoi contemporanei e degli antichi maestri scultori e pittori per restituire una pittura dallo stile versatile e mutevole di grande forza espressiva come si evince ad esempio in capolavori quali:  “Giuditta che taglia la testa a Oloferne del Museo di Capodimonte, “Ester e Assuero” del Metropolitan Museum di New York, “l’Autoritratto” come suonatrice di liuto del Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut.

Grazie al suo talento e ad un carattere determinato e senza scrupoli  Artemisia Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, 14 giugno 1653), nel suo percorso umano e professionale tra sofferenze e successi, tradimenti e attimi di respiro è riuscita giovanissima ad entrare all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, a superare le violenze familiari, le difficoltà economiche; sostenuta dall’amore del suo amante il nobile Francesco Maria Maringhi, fedele compagno di una vita.

Dopo gli inizi presso la bottega paterna a Roma dove da prova di un talento innato, per il ritratto e la resa realistica nei gesti, grazie anche all’assimilazione di certi aspetti della pittura romana di quegli anni come la luce drammatica e gli scorci intimi, giunge a Firenze dove non solo è la prima donna ad entrare all’Accademia del Disegno, ma riceve diverse committenze ampliando il suo linguaggio con forme più eleganti e raffinate sulla scorta del Cigoli e dell’Allori. Seguono gli anni romani dove risente dell’influenza di Simon Vouet con il preziosismo cromatico che fa interagire con aspetti naturalistici del de Ribera.

A ripercorrere la sua avvolgente vicenda è il romanzo dello scrittore e poeta Bruno Sacco, nato a Portici (Napoli) docente in materie letterarie presso il liceo di Portici Filippo Silvestri, che si è dedicato con passione e professionalità a restituire il vero volto di Artemisia donna coraggiosa e pronta a farsi strada in un mondo, come quello delle arti, in cui la figura maschile era sempre in prima linea.

L’opera di Sacco “ARTEMISIA E GLI OCCHI DEL DIAVOLOedita da Kairòs (2017) che prende il via dagli anni napoletani quando la pittrice è già nota altrove come a Firenze, verrà presentato a Roma alla Libreria Hora Felix (in Via Reggio Emilia 89) il 27 aprile alle ore 17.00. L’incontro che vede come moderatrice la Presidente Iplac Maria Rizzi, scrittrice di gialli di successo, avrà quali relatori Paolo Buzzacconi e Valeria Bellobono, mentre le letture saranno affidate all’attrice Leda Conti con all’attivo diversi successi televisivi e teatrali.

Sulle orme del suo mito Caravaggio, nella primavera del 1630 Artemisia giunge a Napoli per aprirsi a nuove esperienze d’arte e di vita. Viene a contatto con una città ricca di fervore culturale e di talenti artistici, ma anche preda di una triste decadenza economica e sociale; un luogo dove convivono fasto e miseria,  incontri imprevedibili e inspiegabili apparizioni, illusioni d’amore e torbide manovre di satanismi.

Entro questo scenario si snoda la vicenda umana e artistica  di questa donna sensibile e anticonformista, che vuole rompere coni fantasmi del passato  controverso, recuperando il senso della bellezza dell’amore nell’incontro con un giovane nobile di origine spagnola, poi illusorio non potendo cancellare quel passato che metterà a dura prova la sua dignità di donna e di artista. Ad arricchire la serata gli intermezzi musicali dei fratelli Gelone con musiche del Seicento.

Silvana Lazzarino

Nato a Portici, Bruno Sacco, dopo il suo percorso di studi e la laurea in Lettere con la tesi su Guido Gozzano con la cattedra del critico letterari e filologo Salvatore Battaglia all’Università Federico II di Napoli, si è dedicato per molti anni all’insegnamento di materie letterarie presso il liceo di Portici “Filippo Silvestri”, coltivando parallelamente la scrittura creativa tra poesia e narrativa. La sua raccolta di liriche “Segreti” si è classificata al secondo posto al Concorso Letterario nazionale Città di Castello per la sezione poesia nel 2016 ed è pubblicata dalla casa editrice Luoghi Interiori (2017). Il suo recente romanzo “Artemisia e gli occhi del diavolo”  edito dalla Kairòs (2017) di grande successo è dedicato alla grande artista Artemisia antesignana dell’affermazione del talento femminile, di cui restituisce un’immagine autentica e intensa

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Il Dispari 20180820 – Redazione culturale

Il Dispari 20180820 – Redazione culturale

Il Dispari 20180820


Editoriale

L’inizio della seconda parte del mio racconto “La notizia virgola, la condanna punto” tratto dalla raccolta “per Aurora”

La Condanna punto – Capitolo 1°

Non avevo ancora completamente realizzato cosa fare, se accettare da Aurora il nuovo attestato di amicizia, salutare ed abbandonare il suo regno pur essendo a conoscenza degli eventi pronti ad investirla con nuova e più grande pericolosità, oppure, rimettendo in moto la narrazione (con Edoardo, Tom ed Edith sul palco), lasciare che i miei timori balenassero nella sua psiche se non come certezza, almeno come sospetto.

Così agendo, ne ero consapevole, poteva tuttavia accadere che lei, Aurora, interpretasse in maniera non assolutamente conforme ai miei intenti i risvolti delle azioni e dei convincimenti insiti nella narrazione della parte del racconto che avrei dovuto proporre.

Non muovevo, né in un senso, né nell’altro la mia determinazione, quasi imbambolato, sognante, ad occhi aperti immobili, con a fianco la mia Anima e il mio Cervello tutti magicamente adagiati nelle oblianti attenzioni della nostra amica.

Nessuna altra idea.

L’uomo vestito di bianco riprese il suo posto al pianoforte suonando in nostro onore le più belle melodie napoletane del suo immenso repertorio.

Un’indubbia corrente di pensieri gli consentiva di percepire i miei desideri, tramutandoli in musicalità prima che io li esprimessi. “Indifferentemente” ritornava ad ogni mio impulso, sempre con maggiore intensità.

Una volta intonata da trombe parlanti, ed era lui vestito di bianco a farlo, la successiva, come se cime di palme e di eucalipti, ondeggiando, rumoreggiassero più simili a violoncelli e contrabbassi che ad alberi tra venti tropicali in foreste dense di pioggia.

“E nuie pe’ recità l’urtima scena…”

La donna dalle mani ambrate e con un ventaglio di seta…

ISBN 9781445237534 – Copyright Bruno Mancini – Pagine 454 – Copertina morbida con rilegatura termica – Inchiostro contenuto bianco e nero – ID 6048193 – Spedizione in 3-5 giorni feriali
Prezzo € 16,92 (IVA esclusa)
http://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/per-aurora-tutti-i-racconti/paperback/product-6048193.html.

News

Grazie alla costante e tenace attività di Caterina Guttadauro La Brasca (opinionista di questa testata giornalistica Il Dispari diretta da Gaetano Di Meglio), la celebre Direttrice d’orchestra Patrizia Bernelich, in collaborazione con Aldo Gallina (vedi nostra presentazione nell’edizione del quotidiano “IL Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio) del 13 Agosto 2018), sono impegnati nella ricerca di sponsor e di orchestrali atti a far sì che la sinfonia “Per Ischia” scritta dal Roberto Prandin venga eseguita in diretta durante l’evento “Otto milioni” organizzato dalla nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ed inserito nel palinsesto della manifestazione internazionale #BCM18 Bookcity Milano (17 Novembre 2018 Aula Magna della SIAM di Milano).

Chi è Patrizia Bernelich lo scriveremo in dettaglio in una successiva occasione, oggi basterà dire che lei è Direttore d’orchestra, di coro, pianista.

Patrizia Bernelich è diplomata al Conservatorio S. Cecilia di Roma con il massimo dei voti e la lode.
Dopo aver frequentato corsi di perfezionamento tecnico e interpretazione pianistica con V. Vitale, C. Bruno ha studiato direzione d’orchestra con il maestro Fabrizio Dorsi.

Dal 2004 dirige il Coro Lirico Ponchielli Vertova con il quale svolge intensa attività di divulgazione del repertorio lirico di tradizione e dal 2006 dirige anche il Coro Filarmonico di Piacenza.

Ha suonato a Lugano, Ginevra, Zurigo, Monaco di Baviera, Parigi, Bellinzona, Rejkjavik, Berlino.

Ha diretto numerosi concerti lirico-sinfonici e opere liriche quali: Cavalleria Rusticana di Mascagni, Le Villi di Puccini, La Traviata di Verdi, Oberto, Conte di San Bonifacio di Verdi, Lucia di Lammermoor di Donizetti.

Ha diretto Carmina Burana di C. Orff a Cremona, la Messa da Requiem di G. Verdi e il Requiem di Faurè nel Duomo di Cremona.

È titolare della cattedra di Pianoforte Principale al Conservatorio G. Nicolini di Piacenza.

Bruno Mancini


Premio Ragunanza sesta edizione

L’Associazione di promozione sociale “Le Ragunanze” con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, Roma Capitale XII Municipio, Ambasciata di Svezia a Roma; in collaborazione con EMUI Euro Med University, Golem Informazione, Associazione Culturale Euterpe, Da Ischia L’Arte – DILA, Come Una Marea Onlus, Radio 00, Leggere Tutti, Nuova Accademia Monteverde, Premio internazionale di Poesia e Narrativa Città di Latina, promuove la sesta Ragunanza di POESIA, NARRATIVA e PITTURA.

La partecipazione è aperta a tutti coloro che, dai 16 anni in su –per i minorenni è necessaria l’autorizzazione dei genitori o di chi ne fa le veci- senza distinzioni di sesso, provenienza, religione e cittadinanza, accettano i 13 articoli del bando disponibile al link https://premiarti.it/ragunanza-di-poesia-narrativa-pittura-6-edizione-2019/

Il regolamento per la sesta Ragunanza di POESIA, NARRATIVA e PITTURA, prevede quattro sezioni.

I nostri Giurati, i cui nomi saranno resi noti solo a conclusione della votazione, valuteranno, a loro insindacabile giudizio, gli scritti e le opere pittoriche pervenuti.

Michela Zanarella, Socia Fondatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Oliviero Rainaldi, Le otto opere della misericordia

3 Silvana Lazzarinio Oliviero Rainaldi, Le otto opere della misericordia

Oliviero Rainaldi: “Le otto opere della misericordia”.

Foto di un articolo scritto da Silvana Lazzarino che pubblicheremo nella pagina culturale del 27 Agosto 2018 del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio

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Il Dispari 20180319 – Redazione culturale

Il Dispari 20180319 – Redazione culturale

Il Dispari 20180319

Il Dispari 20180319
POESIA, BRUNO MANCINI A FATTITALIANI: I VERSI VIVONO IN AMBIENTI E IN MOMENTI CHE PRESCINDONO DA OGNI REALTÀ. L’INTERVISTA

 Argomenti: Caterina Guttadauro La Brasca, Ischia, Personaggi, Poesia

Bruno Mancini racconta, per Fattitaliani, a Caterina Guttadauro La Brasca la sua Poesia e il suo amore per Ischia.

Bruno Mancini è nato a Napoli nel 1943 e risiede ad Ischia, dalla età di tre anni. A lui piace dire che l’origine della sua ispirazione o forse solo un iniziale impulso ancestrale ed istintivo, il vero basilare momento poetico della sua vita, si è concretizzato nell’incontro, propriamente fisico, tra i suoi sensi acerbi, infantili, e le secolari, immutate, tentazioni autoctone dell’Isola d’Ischia, dove le leggi della natura sembrano fluire ancora difese da valori di primitive protezioni.
La marina di Ischia, che sia accesa dalle stelle e dalla luna o brilli di mattina sotto il sole strappa sempre emozioni, a chi la guarda.
Induce al sorriso beato, alla contemplazione, alla nostalgia, all’amore romantico e ai versi di Bruno Mancini espressi in raccolte che, iniziando nel 1956 con le poesie giovanili di “Davanti al tempo”, giungono fino a nostri giorni con i testi maturi ed intriganti di“Erotismo, sì!” . Versi in canto perché la bellezza di Ischia è musica.
Così, con le parole, Mancini traduce e regala a chi lo legge l’amore per e di questa sua Isola, dove affondano le sue radici e la sua umanità.
Senza dimenticare la consistente produzione di racconti, più o meno lunghi raggruppati nei sei tomi di “Per Aurora” e nei tre libri di “Come i cinesi”.
Eccoci Mancini, lei ha stimolato la nostra curiosità.
La troviamo al timone di un’Associazione Culturale da lei fondata e ormai consolidata dal riscontro che ha avuto nel mondo culturale: DILA che si dirama poi in tanti eventi di cui adesso ci parlerà.
Innanzitutto com’è nata l’idea di avventurarsi in un settore così impegnativo?
«Il progetto DILA nasce dal desiderio di costruire una TRIBÙ di Artisti (Poeti, Narratori, Pittori ecc.) che non si accontenti di rimanere segregata tra le quattro mura dei propri “siti”, ma decida di dare battaglia con le stesse armi e sullo stesso campo ove spadroneggiano banalità edulcorate, omologate e massificate, e voglia farlo accettando di utilizzare a tale scopo alcune forme pubblicitarie come veicolo promozionale.
Lei vive in una parte d’Italia che tutto il mondo ci invidia. Cosa la rende orgoglioso di essere un ischitano?
Sono felice di aver vissuto quasi tutta la mia vita in un’isola che abbinava, fino all’inizio degli anni ’80, le migliori caratteristiche climatiche, sociali, naturalistiche ed ambientali che si potessero immaginare e desiderare.
Poi, lo sfascio totale.
L’isola, principalmente a causa di speculazioni edilizie ed imprenditoriali messe in atto dai suoi cittadini con la colpevole collusione delle amministrazioni comunali e di tutti gli organismi preposti al controllo della legalità, è precipitata in un vortice del quale ancora non si intravvede il punto finale.
Non posso più, quindi, essere orgoglioso della mia ischitanità

Lei la sua Poesia la vive quotidianamente, guardandosi attorno, dipinge con le parole la bellezza di ciò che la circonda e rimane ancorato alla realtà, all’apprezzamento per la vita, ai suoi valori fondanti. La loro conoscenza le permette poi di conquistare la realtà e aspirare al sogno. È cosi?
«Non sarò io a definire i confini e le ambizioni presenti nelle mie poesie, ma forse possono essere delucidanti alcuni amichevoli commenti che desidero proporre in modo anonimo:
“Vedo una folla che si muove compatta verso un’unica meta guidata dagli incitamenti di colui che punta il dito ed una penna, che crea volti per i sentimenti.”
“…si fondono nell’intero componimento in una prospettiva ampia che contempla l’umano, l’umano cammino. Ed è una Commedia, una Commedia divina in chiave poetica, in versi che sento anche io estremamente dolorosi, con il preciso intento di affidarli alla penna , che non li disperda ma li urli e li renda in qualche modo eterni”.
“… lodo quel senso di eco lontano che riverbera le parole enfatizzandone i concetti”.
“Percorso di memoria o ricerca di spazi temporali virtuali?”
“Il continuo intersecarsi di livelli di identità con ipotesi e incarnazioni simboliche…”
“…sembrano accarezzare un sogno lontano, una speranza che non sarà mai certezza, un miraggio di felicità che si perde oltre l’orizzonte illusorio di fragili esistenze.”
“…a volte lirismo crepuscolare, intriso di soffusa malinconia, di struggente tristezza.”
“Opera interessante per i contenuti e le tematiche affrontate, nonché per i valori estetici…”
“…seria preparazione, corredata da rimarchevole fantasia.”
“…lavoro meditato, armonioso di buon afflato poetico.”
“ Bella poesia, con alti picchi in termini d’emozione e intensità.”
“Ed io invece, Bruno, ho letto a ritroso, prima la seconda parte, bellissima, ed ora la seconda, altrettanto splendida. Senso o non senso è una poesia dal forte impatto emotivo. Giochi con il lessico e le iterazioni, che adoro, ed è questa una delle poesie più belle che abbia letto qui dentro, quel genere di poesia che cerco e difficilmente poi trovo.
Mi domando come mai non ti abbia scoperto prima, Poeta??!!”
“Una poetica lacerata e sfuggente…”
“Le aperture liriche, più che segnare il passo dell’emozionalità, offrono un ulteriore invito a perdersi nei labirinti della parola scritta…”
“Quasi poesia cruda, percuote e carezza, giovane e antica…”
“Lavoro intenso, vissuto nella profondità della sua composizione, fatta di toni e di immagini…”
“Una voce nuova che chiama ad ascoltarla ed a giudicarla senza inibizioni, come liberamente essa è sviluppata.”
“Sì, lasci molto lavoro a chi legge, eppure questo mi affascina della tua poesia, la afferri e ti sfugge: in essa ti perdi ed allora ti turba… e cerchi il senso e lo cogli e ti lascia poi subito in dubbio. Ma il dubbio stimola, ti coinvolge … Sperimentalismo? Se lo è, come credo, ben venga; io lo adoro.
Bravissimo. Vero artista.”
“Troverete un urlo e un soffio di amore, un vuoto, immersi nella forza e nella malinconia di chi
Prima dell’alba
regalami un verso
così che io possa
sfrontata babbuccia
ricamo sulla brina
imprimere.

Al sole tenero
Vederla piangere di gioia”»

Ogni poesia è un viaggio che tocca paesaggi, frontiere, percorsi, mete visibili e invisibili. Verso l’altro, l’altrove, l’oltre. E alla fine del viaggio, cosa deve esserci a parer suo?
«Per me la poesia è l’espressione di stati d’animo che prescindono da ogni configurazione temporale e/o spaziali. I versi vivono, quando riescono a diventare poesia, in ambienti e in momenti che prescindono da ogni realtà. Quando scrivo la parola fine in calce ad un componimento poetico mi sembra di aver salutato un amico del cuore nel momento della sua definitiva partenza per un altro continente.»

L’Associazionismo dovrebbe essere un’esperienza che aggrega, quindi che unisce sinergie. É così in Italia o c’è ancora della strada da fare per superare la competitività?
«In Italia l’associazionismo è pervaso da notevoli sacche di elitarismo disdicevole per una sana collaborazione utile a realizzare i nobili scopi che troviamo spesso elencati negli atti costitutivi delle Associazioni.
DILA ha lanciato più di un appello pubblico per organizzare sinergie con altre Associazioni, mettendo sempre a disposizione tutte le risorse promozionali e divulgative che le sono state rese disponibili da organi dì informazione e da gruppi di lavoro che seguono con attenzione i nostri progetti culturali, artistici e sociali.
In alcuni casi (Arte del suonare, Oceanomare Delphis, CentroInsieme Onlus ecc.) siamo riusciti a stabilire rapporti che hanno valorizzato oltre ogni previsione le iniziative gestite congiuntamente.»

Circoli e Associazioni, offrendo momenti di aggregazione generazionale, cioè di realtà altrimenti molto distanti tra loro, trovano il modo di confrontarsi. Cosa fare perché questo avvenga senza forzature, in maniera quasi naturale?
«Pur senza aver ricevuto mai un solo euro di finanziamento pubblico; senza aver mai percepito somme per iscrizioni; senza aver mai chiesto neppure un euro di balzelli vari del tipo tassa di lettura o diritti di segreteria, abbiamo dato spazio a diverse centinaia di Artisti che hanno letto poesie, presentato mostre di dipinti e di fotografie (collettive e personali), offerto esecuzioni musicali di ogni tipo (dalla classica alla leggera), celebrato ricorrenze storiche ed artistiche, realizzato interviste e presentato libri di prosa e di poesia (editi ed inediti), proiettato video culturali sociali ed ambientali, proposto recital teatrali e cabarettistici, negli Hotel di Ischia, Corte degli Aragonesi, Ulisse, Oriente, Miramare e Castello, Mareblù, Parco Verde, Delfini; nella Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia, nelle Antiche terme comunali di Ischia, nel Museo di Villa Arbusto a Lacco Ameno, nella sede dell’associazione “Arte del suonare” di Roma, nel parco idrotermale Negombo di Lacco Ameno, nel teatro di Monza, nel teatro di Vermiglio, nel Museo Etnografico del Mare di Ischia, nel teatro Parente di Milano, nell’Aula Magna della SIAM di Milano, nell’Auditorium del Museo Delle Culture – MUDEC – di Milano, nel Museo di Latina, nell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, nella Chiesa degli Artisti – Basilica Santa Maria in Montesanto, nella sede della Pro-loco di S. Possidonio…
Come abbiamo fatto?
Prima o poi qualcuno doveva accorgersi che i tempi sono cambiati (i mecenati non vivono più nei palazzi ducali), che la pubblicità governa i nostri piaceri edonistici ed epicurei così come semina le spore di ideologie e di spiritualità, e che essa è la vera padrona delle nostre scelte e dei nostri portafogli.
Ecco pertanto le proposte dei progetti DILA consentire che, sponsorizzando i nostri volumi di poesie e di arti varie, senza dubbio gli Autori dei testi e delle immagini, ma sicuramente anche le Aziende Commerciali, ottengano notevoli benefici quali possono essere considerati quelli derivanti da una rete alternativa di distribuzione, una forma innovativa di pubblicità aziendale, un nuovo strumento di propaganda personale, il rafforzamento di contatti operativi tra Cultura e Aziende, la gratificazioni per il serio lavoro di Scrittori, Artisti, ed Imprese Commerciali, e, non ultimo, il vantaggio derivante dall’effetto sorpresa conseguente alla novità dello strumento utilizzato per promuovere i propri prodotti.
Noi affermiamo che nessun libro viene cestinato prima ancora di essere sfogliato (come viceversa avviene per depliant, brochure, volantini, e cataloghi vari).
Oggi parliamo dell’ultimo nato e del più azzardato, se vogliamo, dei suoi gioielli: IL Premio Letterario Internazionale “Otto Milioni” Ischia.
Il Premio, nato nel 2011 unicamente come premio di Poesia, si presenta quest’anno in cinque differenti sezioni: poesia, arti grafiche, musica, letteratura, giornalismo.
Se posso specificare un solo parametro indicativo del suo successo, mi basta segnalare che la sezione arti grafiche di quest’anno ha ricevuto 217 richieste di iscrizioni provenienti da 36 nazioni (Algeria, Argentina, Armenia, Austria, Azerbaijan, Brasile, Bulgaria, Cile, Egitto, Georgia, Germania, Giordania, Grecia, India, Inghilterra, Iran, Israele, Italia, Lettonia, Messico, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Perù, Portogallo, Romania, Russia, Sebia, Spagna,Tunisia, Turchia, Ucraina, USA, Venezuela, Vietnam).»

Cos’è LENOIS?
«LENOIS (acronimo di “LE NOstre ISole”), progenitore di DILA, oggi ha trovato la sua consacrazione nel social face book costituendo un gruppo di oltre 25.000 membri per la maggior parte Artisti di tutti i continenti.
LENOIS è una vetrina artistica, culturale e sociale nella quale non esistono censure.»

Vogliamo dare dei motivi per partecipare a chi cerca di emergere in questo panorama letterario italiano non facile?
«I motivi sono evidenti nella lettura della nostra“storia”: nessun narcisismo, nessuna pregiudiziale sulla valenza delle proposte artistiche sono mai state consentite, privilegiando coloro che sappiamo mettere gli “interessi” comuni al di sopra dei propri.
Essere Scrittori – modestamente dilettanti come molti di noi -, anche se apprezzati da critici e da altri scrittori, anche se vincitori di premi e di attestati, non basta a dare respiro a quella che, infine, abbiamo compreso essere la vera ambizione di tutti noi “Artisti”: liberarci dei sogni e dei dubbi che sono state le prepotenti matrici delle nostre ispirazioni aprendoli alla conoscenza collettiva.
Leggere, vogliamo essere letti!
È questa la catarsi ambita, molto spesso incoscientemente, dalla maggioranza di coloro che si dedicano alle arti letterarie.
Partecipando alla pubblicazione delle nostre antologie sponsorizzate, nasce certo una controversia tra la spiritualità delle forme poetiche ed il materialismo proprio delle imprese produttive, ma oggi più che mai appare irrinunciabile annullare la dicotomia e procedere verso una stessa meta pur con interessi diversi.»

La Cultura e la lettura in Italia, secondo Lei, godono di buona salute?
«Assolutamente no. Esse sono trattate come ”merci” e bistrattate da lobby economiche e finanziarie che trovano facili sponde nelle componenti politiche delle amministrazioni pubbliche italiane.»

Perché i giovani oggi dovrebbero essere motivati a scrivere?
«Con l’iniziale patrocinio dell’Istituto Agostino Lauro abbiamo creata una nuova “autostrada” che può diventare un esempio per molti gruppi intenzionati, come noi, a riportare l’Arte in generale e la poesia in particolare sul palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana.
Come già detto, abbiamo pubblicato, primi in Italia e certamente primi anche in molti altri Paesi del mondo, alcune antologie con all’interno pagine di pubblicità.
Ciò ci ha consentito di stamparne decine di migliaia di copie e di renderle disponibili in gratuita lettura, per anni, ai diversi milioni di passeggeri della Flotta Lauro in navigazione nel Mediterraneo.»

Tutto il suo percorso con le sue difficoltà e le sue soddisfazioni cosa ha dato a Bruno Mancini uomo? In poche parole, se lei tornasse indietro rifarebbe tutto quello che ha fatto?
«Per molti decenni sono stato impegnato in attività commerciali che mi hanno consentito di entrare in contatto con personaggi di varia estrazione culturale e sociale.
Ne ho studiato le caratteristiche prendendo spunti per scrivere racconti e poesie che hanno riempito molti cassetti.
Poi, quando finalmente è giunto il tempio della pensione, mi sono posto la domanda se provare a costruire una mia personale identità artistica o se tentare di mettere insieme un gruppo di amanti dell’Arte che potesse costituire un polo di attrazione per quanti avessero scarse capacità divulgative delle proprie opere e timidezze inibenti ogni tipo di aggregazione con altri artisti.
Ho scelto la seconda ipotesi quando sono venuto in contatto, tramite web, con Roberta Panizza che gestiva il noto sito di scrittura “poesiaedintorn.it”.
L’incontro è stato determinante nel farmi credere alla possibilità di ottenere importanti risultati avviando precise ricerche di Artisti “portatori sani” di “furore artistico” unito ad una buona dose di volontà collaborativa per l’attuazione delle idee che ritengo di avere, almeno in parte, espresse in questa intervista.»

Concludendo è indubbio che ci troviamo dinanzi ad un uomo coraggioso, che aveva un sogno e, credendoci fermamente, è riuscito a realizzarlo. Sotto questo profilo è un esempio per tutti coloro che soffocano le loro ambizioni dinanzi alle difficoltà e al rischio. Ci piace chiudere con una frase di Steve Jobs, un personaggio che tutti conosciamo come fondatore di APPLE Inc. “Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.”
Buona vita a DILA e a tutti coloro che ne sostengono gli intenti e si spendono per renderla una fucina di eventi Culturali e Artistici per percorrere strade nuove

IL DISPARI 2015 – 2016

IL DISPARI 2017

IL DISPARI 2018

DILA

Premi Otto milioni

Il Dispari 20180312

Editoriale

Ringrazio la pittrice poetessa italo americana Pamela Allegretto Franz per la magnifica traduzione della mia poesia “Un Taglio”

UN TAGLIO

Un taglio alla fune del timone
sobbalza come la trottola sulle molliche di pane.
Sfugge corda indefinita.
Movenza soffice d’ora di sole.
E` vortice di fantasia di specchi.
Se invece sei colpevole
e mentisti
se sei colpevole
e fuggi
e verso luci te ne fuggi
ossessive,
se sei colpevole
e premi
respiri e sangue
t’annulli avvilendoti,
tu mi rincontrerai,
acerbi altari a lustrare
indifferenti vuoti a credere
parole a piangere
sfide a creare
curvi colori oscuri e matti a muovere
in malinconie
tossiche
più di un fumo giallo e denso.

Ed io ti parlerò
di cani e di animali
delle mie pallide albe di sconfitte
di ore mai vissuto
di stelle.
Ed io ti creerò bellezze
e ti richiamerò ricordi
e la mia mente
lenti accordi espia.

 

A SPLIT

A split at the helm’s rope
pops like the crust on bread.
The boat escapes the eternal cord
and is set gently adrift on a sunlit day
into a fantasy whirl of prismatic mirrors.
If instead you’re guilty
and lied
if you’re guilty
and flee
and toward the light you escape
obsessed,
if you’re guilty
and squash
breath and blood
cease humiliating yourself,
you’ll see me again,
undeveloped altars to glaze
frivolous indifferences to create
words to cry
challenges to conceive
warped colors dark and wild to move
downhearted
toxic
more so than a yellow and dense fog.

And I’ll speak to you
of dogs and animals
of my pale defeated dawns
of hours never lived
of stars.
And I’ll create splendors for you
and I’ll evoke memories
as my compassion
repents slowness to concede harmony.


Twitterone

1) Le poesie ammesse alla settima edizione del Premio internazionale di Poesia “Otto milioni” sono state 66, in gran parte provenienti dall’Italia, ma molte altre tradotte da Liga Sarah Lapinska da testi scritti in lingua cecena, lettone, russa, ucraina.

2) Le opere ammesse alla terza edizione del Premio internazionale di Arti grafiche “Otto milioni” sono state 217, provenienti dalle seguenti 36 Nazioni: Algeria, Argentina, Armenia, Austria, Azerbaijan, Brasile, Bulgaria, Cile, Egitto, Georgia, Germania, Giordania, Grecia, India, Inghilterra, Iran, Israele, Italia, Lettonia, Messico, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Perù, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Tunisia, Turchia, Ucraina, USA, Venezuela, Vietnam.

3) Sandra Milo, in arte Salvatrice Elena Greco, ha ricevuto il Nastro d’Argento e proiezione documentario sulla sua vita.
In occasione della giornata dedicata alla festa della Donna l’8 Marzo 2018, l’attrice SANDRA MILO, tra le icone più affascinanti del cinema italiano, è stata premiata con il Nastro d’Argento alla Casa del Cinema di Roma.

4) Per conto dell’Accademia in Europa di Studi Superiori ARTECOM-onlus, presso lo Studiolo dell’artista Eugenia Serafini a Roma in Via del Marsi 11, lo scorso 8 Marzo 2018 vi è stato un incontro fra studiosi, artisti, scrittori e personalità della cultura per ricordare l’importanza del ruolo della Donna nella società di oggi.

5) Sabato 24 Marzo 2018 alle ore 18.00 si inaugura, presso la galleria d’Arte contemporanea Spazio 40, sita in via dell’Arco di S. Calisto 40, nel cuore di Trastevere, scelta non a caso nella Roma Sparita di Ettore Roesler Franz, del Pinelli con echi del Trilussa e del Belli, la rassegna d’arte contemporanea dal titolo “LE TRE SSS: SIMBOLI, SEGNI E SOGNI”, con la partecipazione di artisti contemporanei.

6) La mostra “TERRY O’NEILL icons”, sarà aperta dal 2 Marzo al Complesso del Vittoriano di Roma dove sarà visibile fino al 20 Maggio 2018. Attraverso più di 50 ritratti la mostra, curata da Cristina Carrillo de Albornoz, offre al visitatore un percorso in cui si susseguono i volti dei miti del cinema, della musica, della moda, della politica e dello sport che Terry O’ Neill ha immortalato nei suoi cinquant’anni di carriera da Frank Sinatra (fotografato nell’arco di trent’anni) a Elvis Presley, da Elton John a Bono Vox, da Elizabeth Taylor a Brigitte Bardot e ancora Ava Gadner fino a Marlene Dietrich.

Ilze Zeimule Stepanova intervista Liga Sarah Lapinska

Stepanova: La tua energia è ricca di vari colori. Come la riveli in arte e che cosa ti ispira?
Lapinska: La mia raggiera è di bianco brillante, ma intorno c’è lo splendore del violetto.
Dalla prima infanzia indago sulle raggiere.
Gli elementi a me più vicini sono fuoco e acqua.
Amo il mare, le conchiglie che echeggiano la musica delle tempeste, le caravelle, i gioielli di corallo, le pietre, gli alberi, i profumi, come assenzio, rose e sandalo, il calore dell’estate, gli animali, le persone, anche se sono fisicamente lontane, che sento a me vicine per sempre.
Se posso sentirmi orgogliosa di voi, ecco che cosa m’ispira non solo nel senso artistico.
L’amore mi da di più.
La mia energia viene tagliata se sento frustrazione per ciò che amo, o robusti e violenti umani abbandonati nel dire parolacce.
Cucinare la minestra per me è più difficile che tradurre un piccolo libro di poesie.
Mi viene in mente il pensiero assurdo di capire perché non si può esistere solo con la luce.
Un gelato insieme con un mio amico pescatore, o il pilaf con le uvetta di un marinaio in eventi indimenticabili, mi toccano molto.

Stepanova: Con quale clima ti sentiresti più a tuo agio?
Hai pensato caso mai di trasferirti al un paese del Mediterraneo?
Lapinska: Nelle mie visioni d’infanzia mi sono vista come Maryam e Sarah.
Nei miei sogni, voci melodiose parlavano con me in lingue semitiche, turche e latine.
Le mie terra promesse sono Israele, la Palestina, l’Andalusia, la Sicilia, la Tunisia.
Tra i miei antenati ci sono ebrei e spagnoli ma, per quanto ne so, non ci sono africani.
Quando sono stata ad Ischia, Bruno mi ha chiesto se desideravo tornare lì in alto, nel nord, dove soffiano i venti forti e freddi. Ho risposto che sono un uccello migratore e devo ritornare nella mia terra.
Nella mia poesia “Se io fossi la strada” scrivo di questo mitico ritorno.
Scrivere o dipingere non è difficile, invece le sculture che faccio chiedono maggiore forza fisica.
Prima non potevo vivere un giorno senza cantare o ballare.
La malattia del cuore avanza, e l’affaticamento ha cambiato il mio ritmo naturale.
L’arte è solo un frammento del mio Destino.
Il Destino non ha un vero significato.
Dapprima sono astrologa, o meglio dire, maga.
Nelle visioni mi vedevo come Maryam, ebrea perseguitata dai nazisti, con la Stella di Davide sul suo vestito di pizzo, con il figlio Abesalom o Shlomo.
E davvero, come Maryam, sono stata perseguitata nelle strade quasi vuote, e la gente ha gettato i suoi peccati su di me.
Sapevo che avrei avuto esperienza negative e sapevo perché.
Comunque, ero spesso felice felice.
L’Amore da una forza enorme.
Certo, sono contenta quando un quadro è terminato o, anche di più, quando un gattino è salvato dall’agonia.
La vita è sacra.

Stepanova: La tua capacità di astrologa è ereditaria o è frutto della vita?
Lapinska: La madre di mia madre, Herma, prevedeva il futuro, ma non ho mai partecipato ai misteri di mia nonna .
Anche la nonna di mio padre ha letto le carte.
Come un’astrologa vera mi sento Ivan Kostik.
Tra gli astrologhi, ci sono tanti spioni che vengono a conoscenza di particolari segreti e poi sostengono che le informazioni sulle loro vittime le hanno apprese leggendo le carte.
Gli Dei parlano con noi nelle carte da gioco e nelle visioni.
Talvolta mi preparano le medicine.
La forza della cura è nella cenere quando prendo il fuoco con le mani nude e canto al fuoco.
Gli Dei ci hanno creato come fate ed eroi.
Non dobbiamo andare oltre il nostro vero Sentiero.

Stepanova: Tu scrivi una serie autobiografica intitolata “Il racconto dei Tarot”. Hai ottenuto un cessate il fuoco con questi ricordi del passato?
Lapinska: “Racconto di Tarot” è così chiamato perché nelle carte dei Tarot ho visto cosa mi aspetta e cosa accadrà non solo nel futuro mio.
Vi racconto la storia dal Maggio 2010 fino al Maggio 2017.
Non è il passato.
Tutto continua.
Il passato, il presente e il futuro sono collegati come radici con le cime.
Come potrei dimenticare i tempi in cui ero, spesso, felice come non mai?

Stepanova: Mi piace soprattutto il tuo dipinto “Maryam’s Passion”.
Qual è la sua storia?
Lapinska: Maryam’s Passion” è un mio parziale autoritratto.
La quarta parte della mia autobiografia si chiama “Maryam’s Passion”.
Questa è la storia di come ho difeso un marinaio contro un gran pericolo, poiché ero consapevole che avrei dovuto aspettarmi prove di rischio mortale che mi trascineranno con le pietre perché ho salvato lui e ho provato a salvare una vecchietta.
Jekaterina, adesso morta.
Spero di aver riprodotto bene il primo volto di questo uomo.
Nello sfondo del quadro girano le pianete che ho visitato nei miei voli.
Nel primo piano, il mio cavaliere anonimo, come un vero uomo, mi guarda.
Usando terminologia cristiana, anche se non sono una cristiana, sono nata come un angelo custode per qualcuno che, quindi, non ha il suo angelo custode in cielo.

Stepanova: Sei femminile e luminosa, ma hai dovuto combattere in tante lotte.
Hai costruito intorno a te muri durante questi combattimenti?
Le donne moderne spesso sono costrette a svolgere il ruolo di un uomo.
Secondo te, per una donna è più importante il suo “Io” o il suo essere figlia, madre, moglie, combattente, collega?
Lapinska: Non solo le donne moderne, ma ogni donna ha una sua definizione.
Il suo “Io” è importantissimo.
Secondo me, la donna prima di tutto è una donna per il suo uomo e, in secondo luogo, madre.
Shlomo, purtroppo, non l’avrò più.
Shlomo nascerà da un’altra Maryam.
Sono coraggiosa e ingenua.
Con una difesa eccessiva, perdiamo il nostro primo volto, ed è meglio se ciò può far male che se diventiamo indifferenti.
Non fumo, bevo non di più di qualche goccia di vino, non capisco come una donna può cambiare i partner.
Questi non sono principi insegnati, i tabu sono nel mio sangue.
Ed ho piacere di contattarmi con una lady bella e sensibile come te, Ilze.

Liga Sarah Lapinska

Il Dispari 20180305 – Redazione culturale

DILA

Premi Otto milioni

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Astensione avvocati sede Ischia Tribunale Napoli

Astensione avvocati sede Ischia Tribunale Napoli

Astensione avvocati

Oggi 9 Ottobre 2017 si è tenuta un’assemblea straordinaria dell’Associazione forense dell’isola d’Ischia nei locali della sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli.

L’oggetto all’ordine del giorno era costituito dalla “vergognosa situazione di interruzione di pubblico servizio per chiusura delle cancellerie da circa un mese”.

L’assemblea, all’unanimità, ha proclamato l’astensione dalle udienze a partire da venerdì 20 fino a venerdì 27 Ottobre 2017,

Durante il periodo dell’astensione saranno organizzate manifestazioni di protesta che si terranno anche presso il Centro Direzionale di Napoli, dove ha sede il Tribunale.

Una decisione questa che impedisce il corretto funzionamento della Sede ischitana del Tribunale di Napoli

Astensione avvocati sede Ischia Tribunale Napoli

proprio in un momento di grande attenzione verso la difesa dell’ordine pubblico, in quanto è ben noto che il 19 e il 20 Ottobre Ischia sarà interessata dalla riunione del G7 (o meglio G10 per l’annunciata partecipazione di due delegazioni UE e una dell’Interpol che vanno aggiunte a quelle degli Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Canada e Italia.)

Infatti, se solo si analizzano le imponenti misure di sicurezza che sono previste a tutela dei partecipanti all’incontro, si capisce bene che l’inadeguato funzionamento della Sede ischitana del Tribunale di Napoli potrebbe compromettere alcune essenziali garanzie di difesa dei cittadini.

Bruno Mancini

Grazie x aver pensato a noi!

Grazie x aver pensato a noi!

impavidi? Ma mi facciano il piacere!

Ischia. Stop G7”, monta la polemica contro il Ministro Minniti

Ischia, scontro tra auto e moto: centauro rovina sull’asfalto

Scempi ad Ischia – Non solo spiagge e pinete

francobolli

Redivivi
Redivivi

Bruno oggi parliamo di scempi

Scempio & pericoli INSETTARIO Ischia

Controlli: “Mazzata” al ristorante da Peppino, Pescatore e Deco di Fiaiano

Bracconiere marino – Ischia 18 Marzo 2017

Cesare Di Scala scrive che…

Premio Cane di piombo

Bracconieri marini 16 Aprile 2016

Museo ischitano

Ridicolo concetto

Cemento sulla scogliera

I CESSI della città d’Ischia

Quando Berta filava

Una salus victis, nullam sperare salutem

Arrestato Sindaco Ischia Giosi Ferrandino

Amedeo Romano intervista Bruno Mancini

Ancora Scempi ad Ischia

Il ciclamino attonito

“Perversioni” nella pineta

Siringhe immortali – immortalate

La siringa abbandonata

Continua la distruzione

Coniglio morto pineta Mirtina

Ancora un cane morto su spiaggia Ischia

Spiagge “inondate” di meduse in pieno inverno

Alberi distrutti

Siringhe infette: la denuncia di Gennaro Savio

Le siringhe infette, bambini scomparsi

I funghi velenosi spariscono, le siringhe infette restano

Ancora siringhe infette – Carabinieri nella pineta Mirtina?

Siringhe infette – Un cercatore di funghi velenosi.

Siringhe buttate tra le paperelle

Siringhe come funghi nella pineta Mirtina di Ischia

Carcassa di cane morto su spiaggia Punta Molino

Siringhe infette in pineta Mirtina

Scempi spiagge Ischia Natale 2014 – Foto gruppo 1

Scempi spiagge Ischia Natale 2014 – Foto gruppo 2

Scempi spiagge Ischia Natale 2014 – Foto gruppo 3

Scempi spiagge Ischia Natale 2014 – Foto gruppo 4

Scempi spiagge Ischia Natale 2014 – Foto gruppo 5

Scempi alberi pinete Ischia – Foto gruppo 1 

Scempi alberi pinete Ischia – Foto gruppo 2

Gli scempi ischitani continuano e le vergogne non mancano!

Nel mare d’Ischia, peggio che nel far west dei pistoleri e degli sceriffi.

Meglio uno sceriffo con una stella di latta sul petto

Guardia Costiera Ischia: “Ogni scorfano è bello per sua madre”

Topicida nelle aiuole

Spiaggia Maronti

ENEL 1  Ischia

Spiaggia San Pietro – Ischia

Scempi Dicembre 2010

FOTO scempi Maronti 2009

FOTO scempi Maronti 2010

FOTO scempi Maronti 2011

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Scempi

onorevoli e Parassiti – Esopo news

Ischia: a vergogna si aggiunge nuova VERGOGNA

Scempi ad Ischia

 Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

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