Premio “Il poeta Ebbro…di Colori” ideato da Anna Manna si svolge a fine agosto 2020 a Spoleto

Premio Poeta Ebbro 3 edizione. La Cerimonia oltre ai Premi speciali, premia artisti tra pittori e fotografi  che per le loro opere si sono ispirati alle poesie di Anna Manna raccolte nel suo recente libro “Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori , Il Premio alla Cultura all’Ambasciatore Gaetano Cortese e il Premio Leonardo 2020 al Prof Nicolò Giuseppe Brancato.

Donna di grande spessore umano e professionale, organizzatrice di importanti eventi culturali, Anna Manna, scrittrice e poetessa di successo internazionale, è la fondatrice del prestigioso Premio “Le Rosse pergamene del Nuovo umanesimo”, attraverso cui con un nuovo linguaggio, si vuole guardare ad una lettura di una realtà profonda e autentica. Attraverso il suo costante impegno Anna Manna ha voluto restituire nuovo spessore alla cultura nelle sue potenzialità quale canale di conoscenza e di aggregazione e scambio tra le persone sul piano etico e sociale. Cultura che si vuole allargare sempre più ad un pubblico giovane così da trovare nuovi spunti di riflessione dando spazio alle proprie emozioni anche attraverso la scrittura legata ai versi o alla prosa, il cui fascino resterà nel tempo.

    Premio “Il poeta ebbro….di colori”.  Anna Manna poetessa e scrittrice

Il recente libro di Anna Manna dedicato alla poetica amorosa ”Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori” (Nemapress Edizioni) presentato con grande successo a Roma (basti pensare alla presentazione di Palazzo Sora sede del  Sindacato Libero Scrittori italiani, in Corso Vittorio Emanuele II, svoltasi lo scorso 12 dicembre 2019) è stato il punto di forza per restituire nuovo colore ed emozione al Premio  IL POETA EBBRO alla 3 edizione che si svolgerà  possibilmente a Spoleto alla fine di agosto 2020. Nell’ambito del premio il “Poeta Ebbro …di colori”, la poesia incontra la pittura e la  fotografia per il quale  non è stato possibile bandire il concorso ed allestire la Mostra delle opere concorrenti a causa dell’emergenza sanitaria pervia del Coronavirus,  saranno premiati artisti tra pittori e fotografi che negli anni hanno dedicato i propri lavori alle poesie di amore di Anna Manna ideatrice e fondatrice dello stesso Premio.

Premio “Il poeta ebbro…di colori”. Eugenia Serafini artista, poetessa, giornalista, storica dell’arte….

Questa edizione contempla Premi Speciali per ciascuna Sezione riservati ad artisti di fama nazionale ed internazionale. Riguardo” Il Poeta ebbro…. di colori: Poesia e pittura che vede quale Presidente di Giuria l’artista, poetessa, scrittrice e giornalista di fama internazionale Eugenia Serafini, e come giurati Anna Manna, Sandro Costanzi, Alessandro Clementi, gli artisti premiati sono (in ordine alfabetico) Cecilia Arguello con il dipinto” Tenerezza” dedicato alla poesia “Casti amanti”, Giovanna Gubbiotti per il quadro ispirato alla poesia “Partire da Roma”, Ruggero Marino per la composizione pittorica con manichino La donna farfalla ispirato alla poesia “Primavera senza scampo”, Milena Petrarca per il quadro “Tramonto” tratto dall’omonima poesia sempre di Anna Manna.

Le poesie da cui gli artisti hanno tratto ispirazione sono, come prima anticipato, quelle presenti nel libro di Anna Manna “Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori” vincitore assoluto per la poesia edita al Premio Internazionale Città del Galateo 2020.

Ciascun artista ha saputo con originalità e sensibilità trarre dai versi della poetessa quei legami sotterranei e talora nascosti nella memoria, con il colore e le emozioni cromatiche che animano le pagine della sua poesia. L’avvolgente libro di Anna Manna presenta una prima parte composta da liriche anche autobiografiche, ed una seconda, volta a sottolineare l’amore per la Natura, per l’Arte, con metafore di grande coinvolgimento, senza dimenticare l’amore per la città di Roma cui si fa accenno in alcune poesie intense e di grande impatto emotivo. Dalle stesse liriche sii evince un pensiero volto a promuovere un linguaggio universale di comprensione e rispetto, principi necessari per appassionare e creare spunti di approfondimento di storie e tradizioni che legano ad un passato che non si spegne. Ad avvalorare questo intento culturale insito nei versi della poetessa e scrittrice sono le conclusioni a firma di Giuseppe Manitta e Carmelo Aliberti riportate nel finale con grande maestria.

Proseguendo con i Premi per la Sezione Poesia e Teatro il riconoscimento va ad Ornella Cerro per recitazione in tempi diversi di poesie tratte da “Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori” nella Galleria Alberto Sordi nell’ambito degli Eventi di Antonio Bruni “Un Pensiero per Roma e COLOSSEA”. Per il premio alla Personalità Culturale il Premio alla Cultura è assegnato all’Ambasciatore Gaetano Cortese in occasione del ventennale della pubblicazione della sua opera monumentale: “Collana di libri per la valorizzazione del patrimonio architettonico ed artistico delle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero” con l’Editore Carlo Colombo. Omaggio alla Carriera al pittore futurista Antonio Fiore, e il. Premio Leonardo 2020 al Prof. Nicolò Giuseppe Brancato per la raccolta (traduzione e pubblicazione) delle “Favole di Leonardo Da Vincipresentata anche lo scorso fine febbraio 2020 con grande successo alla Biblioteca Vallicelliana di Roma diretta dalla Dott.ssa Paola Paesano nello splendido Salone Borromini. Durante l’evento alla Vallicelliana dove si è assistito alla Lettura pubblica delle favole di Leonardo che ha visto coinvolti noti scrittori, poeti e attori tra cui la stessa Anna Manna, è stato messo in risalto un aspetto poco noto del grande genio del Rinascimento quale fu Leonardo, legato alla creatività e alla sua personalità immaginifica dove protagoniste sono le sue favole. Esse sono raccolte nel testo originario e “tradotte” a fronte in italiano attuale dal prof. Nicolò Giuseppe Brancato in una pregevole e ormai pressoché esaurita edizione, con il titolo “Leonardo da Vinci, Le Favole”, editata a stampa tipografica, per i caratteri delle Arti Grafiche Brancato Editrice, Civitavecchia, 1991. Il Prof Nicolò Giuseppe Brancato è Storico dell’Arte, Epigrafista e Archeologo di fama internazionale e attualmente Presidente dell’Artecom-onlus.

Prof. Nicolo’ Giuseppe Brancato

Questo premio alla Cultura sarà assegnato ogni anno a chi avrà omaggiato un grande artista di cui nell’anno ricorre l’anniversario (dal quale questa sezione prenderà il nome). Il Premio Gemius Loci viene assegnato a Luca Filippomi per l’organizzazione e diffusione a livello internazionale della cultura, mentre il Premio Ebbra idea….di Colori a Serena Maffia con “Mostropoeta”. I premiati della Sezione  Poesia e Fotografia (in ordine alfabetico) sono: Daniela Fabrizi con la foto dedicata alla poesia “Meteorite”,

Lorenzo Silvestroni per le fotografie ispirate e dedicate alle poesie di Anna Manna per Roma, Maria Cristina Valeri per la fotografia ispirata e dedicata alla poesia “Contatto celeste“(fotografia esposta a Casa Menotti nell’aprile 2016 nell’ambito della Mostra personale di Maria Cristina Valeri “ Anemos Narrazioni simboliche”). E poi l’Omaggio alla Carriera a Mario Giannini autore della copertina del libro “ Ebbrezze di versi, dolcezze e furori”, Nemapress Edizioni, 2019).

La Sezione Letteraria. con Presidente di Giuria Mario Narducci e giurati Liliana Biondi, Clara Di Stefano, Goffredo Palmerini, Anna Manna, vede premiati: come Personaggio dell’anno: Tiziana Grassi, Poeta dell’anno: Benito Galilea e Poeta cromatico: Selene Pascasi, Nell’ambito della cerimonia di premiazione Premi speciali a Spoleto verrà presentato il bando di Concorso 2021 sia per le arti figurative, sia per la letteratura. La prossima edizione 2021 invita gli artisti ad ispirarsi per le proprie opere alle poesie di Anna Manna e a quelle del libro di Serena Maffia pubblicate in”A gambe levate”(Giuliano  Ladolfi editore). La foto di Anna Manna in evidenza in apertura è di Mario Giannini

Silvana Lazzarino

II Premio “Il Poeta Ebbro… di colori”

 edizione 2020

Ideatrice e fondatrice del Premio il Poeta Ebbro è Anna Manna

Premiazione a Spoleto A fine agosto 2020

 

 

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Vincenzo Capua: il suo nuovo singolo è già un successo

Vincenzo Capua e il suo nuovo singolo “Weekend” dal 9 giugno 2020 è in radio e digitale

E‘ in rotazione radiofonica e disponibile sulle piattaforme digitali dallo scorso 9 giugno, il nuovo singolo del cantautore romano Vincenzo CapuaWeekend”: Il brano è una ballad sincera ed immediata, prodotta da Davide Gobello con la supervisione artistica di Paolo Vallesi.

VINCENZO-CAPUA_2b_Credits-Francesco-Galati

Vincenzo Capua è pubblicato da N.I.C. United la neonata etichetta della Nazionale Italiana Cantanti, pensata per dare spazio a giovani artisti di talento e distribuita da Believe Digital.

A proposito del singolo, il cantautore commenta: «Weekend è una canzone intensa ed a tratti malinconica, che racchiude le inquietudini e le paure che la vita ci mette di fronte, e che anche l’amore ci richiede continuamente di affrontare. – continua – I vuoti profondi del nostro “Io” che tentiamo di colmare con le sigarette o una bottiglia di Vodka, oppure con il trucco od una scarpa col tacco, quando poi la vera ancora di salvezza è ritrovarsi in un abbraccio, che scaccia via tutto, come una nuova boccata d’ossigeno, e che aspettiamo impazienti sperando che arrivi il prima possibile, proprio come il Weekend. – conclude – In questo brano mi sono avvicinato a delle sonorità per me nuove, grazie alla produzione di Davide Gobello, con cui mi sono trovato molto bene in studio, ed alla supervisione artistica di uno dei più grandi cantautori italiani, Paolo Vallesi».

Il video è diretto da Federico Rapisarda e Francesco Galati. «Il videoclip semplice e sincero racconta la quotidianità di una coppia. Girato tra le mura domestiche, vediamo la verità di una relazione. La clip parla inizialmente di alcuni momenti di crisi che si ripercuotono inevitabilmente nella stesura del testo. La voglia di riconquistare il rapporto darà forza all’autore di completare al meglio il suo brano. Il crescendo di musica ed emozioni porteranno alla realizzazione di entrambe le cose», affermano i registi.

Vincenzo Capua è un cantautore romano classe 1989, laureato in Economia Aziendale presso l’Università Luiss Guido Carli e specializzato con la Laurea Magistrale in Management.

Inizia a suonare la chitarra grazie ai preziosi consigli del padre all’età di 16 anni e scopre un’immensa passione verso il mondo della musica ed un’innata abilità che sfocerà nella pratica di altri strumenti come il pianoforte e nella composizione di testi e musiche. Inizia così ad esibirsi in vari locali romani con diversi concerti personali con band o live unplugged, a cantare in concorsi e a partecipare a spettacoli ed eventi.

Dopo qualche anno di esperienza nel 2011 si iscrive alle selezioni del Festival di Castrocaro dove propone il suo primo singolo “E ci sei tu”.

Dopo le selezioni ed il tour in tutta Italia approda alla finale del Festival di Castrocaro il 15 luglio 2011, in onda in diretta su Rai 1 con la conduzione di Fabrizio Frizzi. La canzone “E ci sei tu” inizia a girare in radio, dapprima in quelle romane e poi nelle frequenze di tutta Italia.

Grazie alla nuova politica improntata sui giovani, dal 2011 fa parte della Nazionale Italiana Cantanti (con la quale ha partecipato a cinque Partite del Cuore su Rai 1). Nel 2012 presenta per le selezioni di Sanremosocial il suo secondo singolo “Amore illogico”. Nell’estate 2012 inizia gli Opening Act del tour italiano di Fabrizio Moro aprendo in quell’estate più di 20 concerti. Il 20 luglio 2012 partecipa al concerto “Artisti del Lazio uniti per l’Emilia”.

Nel giorno della Finale Europea di Calcio 2012, tra Italia e Spagna, si è esibito, in qualità di ospite, presso Casa Italia a Kiev. Ad agosto 2012 intraprende un suo personale Tour (5 date in Provincia di Reggio Calabria) che lo vede protagonista con importanti ospiti ed eventi radiofonici e televisivi. Nell’ottobre 2012 parte con una delegazione di attori, cantanti ed ex calciatori, capitanati da Enrico Montesano, per una tournée di partite e spettacoli a New York City.

Il 13 aprile 2013 apre, con successo di critica e pubblico, il concerto di Niccolò Fabi presso il Teatro Sociale di Mantova per il suo Ecco Tour!

Sempre ad aprile un’altra importante esperienza e collaborazione che durerà per circa due anni, il cantautore romano diventa ospite fisso di Edicola Fiore di Rosario Fiorello, e il suo successo è tale da portarlo fino alla Finalissima in diretta streaming Edicola Fiore LIVE, dove si esibisce insieme ad artisti come Biagio Antonacci, Max Pezzali e i Negramaro. Il suo brano “E ci sei tu” diventa il tormentone della trasmissione web e poi radiofonica (Rai Radio 2, Rai Radio 1) di Fiorello. Nell’estate 2013 apre i concerti di Fabrizio Moro dell’“Inizio Tour”.

Da novembre 2013 a marzo 2014 fa ancora parte del cast artistico di Edicola Fiore di Fiorello in onda su Rai Radio Due.

Il 31 dicembre 2013 partecipa come protagonista al concertone di Capodanno su Rai 1 “L’anno che verrà” condotto da Carlo Conti in diretta da Courmayeur, e canta 4 canzoni in 4 diversi momenti della serata. Nell’annata 2013/2014 le sue canzoni vengono spesso usate come sigle della trasmissione Uno Mattina su Rai 1.

Dal maggio 2014 fa parte del cast artistico del programma radiofonico “Fuori Programma” di Fiorello e Baldini ogni mattina su Rai Radio Uno.

Nell’annata 2013/2014 conduce il suo programma radiofonico chiamato “E ci sei tu” su Radio Mana Mana Sport in FM a Roma e nel Lazio, che vince il premio “Microfono d’oro 2014” come miglior trasmissione musicale dell’anno della radiofonia romana. Nell’Estate 2014 la sua canzone “E ci sei tu” viene inserita nella compilation nazionale Hit Mania Estate 2014.

Sempre nell’estate 2014 è in giro per l’Italia insieme alla sua band e altri ospiti per il suo Tour Nazionale “E CI SEI Tour”. A settembre 2014 riprende la sua partecipazione nell’ Edicola Fiore di Fiorello.

Il 31 dicembre 2014 partecipa nuovamente come protagonista al concertone di Capodanno su Rai 1 “L’anno che verrà” condotto da Flavio Insinna in diretta da Courmayeur, e canta 5 canzoni in 5 diversi momenti della serata, cantando nel momento massimo di share di 9 milioni di telespettatori alle 23.55. Nel maggio 2015 esce il suo nuovo singolo “Felice”, il videoclip è girato con gli attori Vittoria Belvedere e Giorgio Borghetti, il brano arriva fino alla posizione numero 9 dei Top Brani iTunes nella categoria cantautori, e viene trasmesso da numerose emittenti radiofoniche nazionali.

Il 2 giugno 2015 partecipa alla Partita del Cuore di Torino su Rai 1 con la Nazionale Cantanti e nell’apertura della serata canta il suo brano “Felice” in uno Juventus Stadium tutto esaurito.

Il 25 luglio 2015 è tra gli artisti protagonisti del concerto Valdichiana Live di Radio Cuore.  Nell’estate 2015 compie un personale tour di 10 date nelle piazze Italiane chiamato “Felice Tour”. Il 21 dicembre 2015 canta allo Stadio Olimpico di Roma nella Partita per l’Unicef davanti a 40.000 persone. Il 31 dicembre 2015, per il terzo anno consecutivo, è tra gli artisti protagonisti del Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà” in diretta dalla Piazza di Matera.

Il 18 maggio 2016 prende parte alla “Partita del Cuore” in diretta su Rai 1 esibendosi allo Stadio Olimpico nel prepartita. Nell’estate 2016 esce il suo nuovo singolo “Balla mio amore”. Ad ottobre 2016 il suo brano “Quando sarò bambino” è colonna sonora dell’omonimo film con Sergio Rubini presentato ad ottobre in anteprima al Festival del Cinema di Roma, per poi essere distribuito in tutti i cinema d’Italia nell’estate del 2017.  Il 31 dicembre 2016, per il quarto anno consecutivo, è tra gli artisti protagonisti del Capodanno di Rai1 “L’Anno che verrà” in diretta dalla Piazza di Potenza.

A fine aprile 2017 esce il suo nuovo singolo “Notte mia”. A fine maggio 2017 scrive la canzone “Immortale”, dedicata al calciatore Francesco Totti, che in pochi giorni raggiunge sul web più di 300.000 visualizzazioni. Il 31 dicembre 2017, per il quinto anno consecutivo, è tra gli artisti protagonisti del Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà” in diretta dalla Piazza di Maratea.

A giugno 2018 esce il suo singolo “1000 buone ragioni” che entra nelle varie classifiche.  Il 2 giugno canta a Piazza Sempione nel Rino Gaetano Day davanti a 20.000 persone. Il 30 settembre canta ad Ostia nel concerto “Ostia Siamo Noi” insieme a Fabrizio Moro, Nek e altri. Il 31 dicembre 2018 a Matera canta come protagonista nel Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà”.

Il 27 maggio 2019 esce il suo nuovo singolo “Il cielo resterà blu”, presentato a Roma il 17 maggio con un live all’ Auditorium Parco della Musica ospite del concerto di Briga. Il 31 dicembre 2019 a Potenza canta come protagonista nel Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà” cantando il suo brano “Il cielo resterà blu”.  Il 9 giugno 2020 esce il suo nuovo singolo “Weekend”, prodotto da Davide Gobello con la supervisione artistica di Paolo Vallesi.

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Silvana Lazzarino

 

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“MEGHAN MARKLE, UNA DUCHESSA RIBELLE” DI CRISTINA PENCO

il romanzo edito da Diarkos, racconta la storia della duchessa di Sussex. del suo consorte Harry e della loro unione.

Era un’attrice affermata i origini afrocaucasiche,  con un matrimonio alle spalle e una famiglia complicata. Meghan Markle, ha mollato la recitazione per vivere il sogno: sposare il principe Harry. Ma a corte non è tutto semplice: l’etichetta, la tradizione millenaria, l’attenzione – a volte eccessiva – delle cronache rosa possono essere soffocanti. Meghan, però, non si lascia schiacciare, il suo obiettivo è quello di cambiare, col suo comportamento spontaneo, certe regole vetuste. Il libro scritto da Cristina Panco  “Meghan Markle, una duchessa ribelle”, edito da Diarkos, racconta le vicissitudini della nuova duchessa di Sussex.

“Meghan Markle, una Duchessa ribelle” di Cristina Penco edito da Diarkos

Anche le donne adulte sognano il principe e vivono nella fantasia delle fiabe come da bambine”. Sono le parole di Meghan Markle, scritte sul suo blog in occasione del matrimonio di William e Kate, quando la giovane attrice non immaginava nemmeno che sarebbe diventata la moglie di Harry. Invece a volte le strade delle vita si incrociano in maniera inaspettata, trasformando in realtà quello che nemmeno si osava sperare.

Un amore sbocciato in segreto quello tra Megha e  Harry, durante una notte londinese, consolidato in un resort incantevole nella savana africana, poi sigillato da un Royal Wedding pieno di sorprese, e ora alle prese con la quotidianità di una vita da principi e da neogenitori certo non facile.

Ma se il matrimonio con Harry ha cambiato la vita a Meghan, anche lei ha mutato diverse dinamiche in casa Windsor portando una sferzata di novità nell’ingessata monarchia britannica. Ma quella di Harry e Meghan è prima di tutto una storia d’amore. Lui è considerato lo scavezzacollo della famiglia reale britannica, finito su riviste e rotocalchi per i suoi eccessi, ma amato dal popolo e ritenuto il rampollo di sangue blu più desiderato d’Europa. Lei è un’attrice già nota a Hollywood, con una carriera ben istradata davanti, femminista, determinata e “multietnica” col padre caucasico e la madre afroamericana.

Non è certo la descrizione della perfetta duchessa britannica, invece l’amore colma ogni distanza: Harry decide di sistemarsi e al suo fianco vuole Meghan, non per qualche accordo dinastico – come era stato per sua madre Diana e suo padre Carlo – ma per amore, solo per amore. Certo Meghan non sa quanto l’etichetta di corte possa essere rigida per una ragazza “ribelle” come lei.

Il libro di Cristina Penco spiega come Meghan abbia cercato di adattarsi alle regole della Royal House, ma come le abbia anche infrante, suscitando contemporaneamente reazioni di dissenso e di consenso tra la gente. Emblematici sono il suo ingresso da sola in chiesa, il giorno delle nozze, oppure la presentazione del Royal baby, tenuto in braccio, per la prima volta in casa Windsor, dal padre Harry. Sebbene dirompente, Meghan, però, risulta di grande aiuto all’ammodernamento dell’immagine della corona britannica: il suo femminismo, le sue origini etniche e borghesi mostrano un’apertura della monarchia nei confronti dei tempi che avanzano. Non una rivoluzionaria, quindi, ma certamente una ribelle.

Un libro affascinante in cui sono presenti molti particolari inediti in Italia e i commenti in esclusiva di maestri di stile quali Diego Dalla Palma e Giusi Ferré e di un esperto di monarchia come Antonio Caprarica, e in cui è racchiusa tutta la storia della duchessa di Sussex, del suo consorte Harry e della loro unione. Segui la pagina Instagram:  meghanduchessaribelle_libro

Cristina Penco, nata nel 1980 a Genova, si è laureata in Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna. Dal 2006 vive a Milano. Giornalista professionista dal 2009, attualmente collabora come freelance con testate nazionali come «Lei Style» e «Vero», spaziando dal mondo delle celebrities all’intrattenimento, fino a costume e società. Ha lavorato nella redazione televisiva di Detto Fatto di Raidue. Si è occupata anche di imprenditoria, management e leadership. Negli ultimi anni si è appassionata sempre di più alla storia e alle vicende delle famiglie reali europee, in particolare a quella inglese.

 

Silvana Lazzarino

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Il Dispari 2017-07-03

Il Dispari 2017-06-26 –  Redazione culturale

Il Dispari 2017-07-03

Editoriale

Natalia Benedetti e Guido Arbonelli “Duo Namaste”

La parola Namaste è originaria di una zona compresa tra l’India e il Nepal ma è utilizzata anche in molte regioni dell’Asia e nell’Australia meridionale.

Essa, pur essendo letteralmente traducibile con “mi inchino a te” in quanto deriva dal sanscrito “namas” (inchinarsi, salutare con reverenza) e “te” (a te), viene comunemente associata ad una valenza spirituale, per cui può forse essere interpretata in modo più completo come un saluto alle qualità divine che sono in te. Unita al gesto di congiungere le mani e chinare il capo, acquisisce l’ulteriore significato di “le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te”.

Ciò può definirne quindi il significato ultimo come un saluto tramite il quale si riconosce la sacralità sia di chi porge il benvenuto sia di chi lo riceve.

Natalia Benedetti e Guido Arbonelli

hanno scelto questo nome per il loro duo di clarinetti e canto, quale augurio di grande simbiosi che vogliono stabilire con i loro ascoltatori.

Ad Ischia ne abbiamo avuto un esempio recente durante la loro esibizione del Natale 2016 durante la quale hanno suonato anche il bellissimo inno “Girotondo di emozioni”, scritto da Guido e cantato da Natalia, dedicato a Ischia con il quale hanno vinto il premio internazionale “Otto milioni” edizione 2016.

Natalia

è anche professore di strumento e direttrice dell’Orchestra della scuola media Cocchi-Aosta e Liceo Jacopone di Todi, mentre Guido, oggi docente al Conservatorio “Cherubini” di Firenze, ha fatto parte di numerose orchestre internazionali quali la NIS simphony orchestra (Serbia), Orchestra Sinfonica di Perugia e dell’Umbria, Arturo Toscanini orchestra, Queen’s College orchestra-Usa, Orchestra Sinfonica di Constanta-Romania, nonché delle orchestre della Rai di Torino e Napoli, ed ha tenuto il corso per Professori d’orchestra presso il Teatro lirico Sperimentale di Spoleto nell’anno 2007.

Guido Arbonelli e Natalia Benedetti

hanno svolto attività concertistica a Ischia fin dagli anni ’80, invitati spesso dal compianto M° Vincenzo Sena.
Inoltre, i due musicisti hanno svolto spesso attività di docenza in masterclasses nei vari comuni dell’isola d’Ischia.
Di conseguenza, l’Isola, con il suo sole e calore, mare e amore è da sempre rimasto nel cuore del Duo tanto quando, in internet, trovano la notizia del premio letterario Made in Ischia “Otto milioni” organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ne rimangono attratti fino al punto di scrivere la canzone “Girotondo di Emozioni”che ora va n giro per il mondo con i loro concerti.

Bruno Mancini

Il Dispari 2017-07-03

IL DOPPIO E LA COPIA CON CARAVAGGIO NEL PATRIMONIO DEL F. E .C.

Avvolgente e provocatoria, intensa e eloquente nel realismo con cui cattura fatti, atmosfere sacre e profane, e in quei contrasti unici di luci ed ombre che restituiscono allo spazio e alle figure un profondo realismo, l’opera del Caravaggio figura tra le più importanti nello scenario dell’arte del Seicento, apre ad un nuovo modo di percepire e sentire la vita nel suo scorrere con drammi e passioni, misteri e verità.

A parlare sono i suoi personaggi sia legati alla mitologia, sia al sacro o al profano, senza dimenticare le splendide nature morte dove il taglio di luce esalta ogni dettaglio accarezzando un nuovo modo di restituire spazi ordinari che diventano straordinari.
Caravaggio, tanto studiato da storici dell’arte e critici, tra cui Rossella Vodret, maggiore esperta al mondo di questo straordinario artista, è al centro della mostra in corso fino al 16 Luglio presso gli spazi di Palazzo Barberini a Roma.

Giulia Silvia Ghia,

in occasione dei trent’anni del F.E.C. (Fondo edifici di culto) presenta “Il Doppio e la Copia” quattro dipinti, o meglio due coppie di dipinti messi a confronto, due di certa mano caravaggesca e gli altri copie antiche che ritraggono rispettivamente San Francesco in meditazione del 1606 e La Flagellazione di Cristo del 1607.
Due tematiche di forte impatto emotivo e visivo, legate al sacro che Caravaggio restituisce con quegli squarci di luci che si aprono attraverso zone scure a rappresentare da una parte la meditazione sulla morte e dall’altra l’accettazione della flagellazione

I dipinti con San Francesco

in meditazione –l’uno proveniente dalla chiesa di San Pietro a Carpineto Romano e in deposito alle Gallerie Nazionali di Arte Antica e l’altro proveniente dalla chiesa romana di Santa Maria della Concezione (nota come Chiesa dei Cappuccini)– sono stati per anni al centro di una complessa vicenda attributiva conclusasi, dopo operazioni di restauro e ricerche tecniche eseguite – contestuali e parallele – su entrambi i dipinti, con l’attribuzione dell’originale alla tela proveniente dalla chiesa di San Pietro a Carpineto, oggi in deposito presso Palazzo Barberini.

La copia della pala del Caravaggio con la Flagellazione di Cristo, proveniente dal Museo di Capodimonte di Napoli che fu commissionata al Merisi dalla famiglia De Franchis, e collocata nella loro cappella nella chiesa di San Domenico, è stata attribuita al noto copista di Caravaggio, Andrea Vaccaro collocata oggi nella cappella del Rosario di San Domenico.

Nel dipinto di San Francesco

in meditazione (1606)in cui il frate è raffigurato con in mano un teschio e davanti un tronco su cui poggia una croce, la novità iconografica è proprio il teschio qui ad indicare la precarietà della vita di fronte all’ineluttabilità della morte, anticipando il motivo delle vanitas nature morte in cui accanto a fiori, frutta, o strumenti musicali e libri appare anche un teschio.
Nella Flagellazione, il Cristo, legato alla colonna dai tre aguzzini, si prepara a sopportare il dolore senza mostrare gesti strazianti ed è reso nella sua vulnerabilità come qualsiasi essere umano.
Un’opera del Caravaggio “I musici” del 1595 è esposta fino al 16 luglio a Napoli presso Palazzo Zevallosa Stigliano in via Toledo e in essa sono rappresentati quattro giovani suonatori in concerto, una sorta di allegoria di Amore e Musica.

Silvana Lazzarino

Grande successo per la mostra di Milena Petrarca vincitrice del premio “Otto milioni” 2017

Grande successo per la mostra di Milena Petrarca a Pozzuoli, sua terra natia, dedicata ad Artemisia Gentileshi.

Infatti, inaugurata il 15 Giugno ne era prevista la durata fino al 30, ma il notevole interesse suscitato nel pubblico e nella critica ne hanno consigliata la proroga per un altro mese!
Così sarà possibile visitarla tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 23 nella sede del Bistrò-Galleria-Apotecha—Art Port in via Solfatare 131/133.
Organizzata dal Dott. Nicola Fasano art tutor scopritore di Milena quando lei aveva solo 15 anni, tra i dipinti più significativi spicca “Il volto di Artemisia – omaggio di Milena”.
Affiancate a Milena Petrarca espongono anche le pittrici Rosalia Tortorelli e Veronica Longo.

Pietrantonio Di Lucia, noto critico d’arte, ha scritto:

All’orizzonte uno sfumato tra leonardesco e seicentesco.” e poi “Oggi la pittrice Milena Petrarca dipinge nello sfondo un paesaggio fantasioso e un tantino partenopeo a marcare la sua origine in quel di Napoli, città del canto, della musica e dell’Arte. Quel paesaggio è dato relativo e mai realistico oggettivo; è presente e passato; è oggi e storico periodo che vide le peripezie e i capolavori della bella Artemisia… ma è pure il paesaggio evanescente, prospettiva aerea di Leonardo. Quanta storia puoi leggere in quel dipinto di paesaggio!”

Silvana Lazzarino ha scritto di lei:

Scultrice e poetessa di grande sensibilità, stilista e ritrattista che dona emozioni oltre il tempo legate all’uomo e alla sua vita tra gioie e malinconie, passioni e speranze, le opere di Milena Petrarca, presenti nei musei italiani e americani ed in prestigiose collezioni americane, francesi, inglesi e cinesi, incantano gli occhi e la mente per quel loro essere sospese tra realtà e sogno, mistero e poesia, avvolte da una luce che traspare da colori ora caldi e accesi, ora freddi e opachi.”

Nata a Pozzuoli nel 1950, vive e lavora a Latina trasferendosi periodicamente anche a New York.
Ha studiato all’istituto d’Arte Filippo Palizzi di Napoli, dove ha conseguito il titolo di maestra d’Arte.
Allieva del grande Scultore Lelio Gelli, è stata docente di discipline pittoriche presso il liceo Artistico di Latina.
Sue composizioni poetiche e sue opere pittoriche faranno parte della nuova Antologia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” dal titolo “Penne Note Matite”, di prossima pubblicazione, a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza e con la collaborazione di Silvana Lazzarino, edita da “Il Sextante” di Maria Pia Ciaghi.

Grande successo per Milena Petrarca. Le due Muse

Il Dispari 2017-06-26Il Dispari 2017-06-26

Editoriale 

Rita Cuccaro, che alcuni di voi certamente ricorderanno come mirabile interprete di canzoni classiche italiane durante eventi proposti nella Biblioteca comunale Antoniana diretta da Lucia Annicelli, nell’Hotel Parco Verde della famiglia Buono diretto da Guerino Cigliano e nel ristorante Coquille dell’On. Salvatore Lauro, Rita Cuccaro, dicevo, ha, proprio ultimamente, pubblicato il magnifico CD “Credere all’amore” in cui spicca la canzone “L’amore c’è” scritta dal cantautore italo australiano, Peter Ciani, particolarmente noto e amato qui a Ischia per aver dedicato diverse sue canzoni alla nostra Isola (Ischia Marrana, Ischia Ischia, e l’inno Mare mare dedicato al Comm. Agostino Lauro in occasione del premio di poesia “Otto milioni” sono solo alcuni titoli delle sue canzoni dedicate a Ischia).

Contattata telefonicamente dalla nostra Redazione, Rita Cuccaro ci ha stupiti ed entusiasmati con la bella idea di comunicarci, in anteprima, che ha già iniziato le registrazioni dei brani che faranno parte del suo prossimo album dal titolo provvisorio “I sogni si vivono a Ischia”.

Album in cui ha intenzione di inserire alcune delle canzono scritte dal cantautore siciliano Enzo Salvia, ed in particolare “Coquille” vincitrice del premio musicale “Otto milioni” (presentata in anteprima all’EXPO e al Bookcity di Milano nell’Autunno 2015), e “Nelle bugie dei sogni” anch’essa vincitrice di un’edizione del premio “Otto milioni”.

A questo punto è facile prevedere che Rita Cuccaro sarà invitata a presentare i suoi “lavori” discografici nel Museo Etnografico del mare e che li illustrerà nel modo che le resta più congeniale: Cantando!
Auguri Rita, Ischia ti aspetta!

Silvana Lazzarino al “Giardino segreto dell’anima” in Campinola di Tramonti 

C’è un luogo su questa Terra, e in particolare lungo la Costiera Amalfitana, dove i pensieri diventano parole e i ricordi riaffiorano inattesi a scandagliare sensazioni che il tempo non cancella. è  il “Giardino Segreto dell’anima”, sito a Campinola di Tramonti, custodito come uno scrigno dai coniugi Enza Telese e Antonio De Marco che amorevolmente da oltre quindici anni si dedicano alla manutenzione di questo scenario di piante e fiori, dove i colori e i profumi sono i protagonisti di un concerto unico fatto di sfumature visive ed emotive in cui ritrovare qualcosa di se stessi, del proprio vissuto tra nostalgie e attese, gioie e speranze.

Un giardino botanico sperimentale, dove tra i tanti tipi di fiori si resta incantati dalle 200 piante di rose e dalle molteplici variazioni cromatiche dei glicini.

Ed è proprio all’interno di questo spazio, dall’atmosfera quasi da sogno lontana dalla routine quotidiana, adatto a recuperare il bello e il vero nascosto nelle parole e negli sguardi delle persone -spesso difficile da carpire in contesti lontani dalla natura dove i ritmi della vita scorrono troppo veloci-, che lo scorso 16 giugno 2017 si è svolto l’appuntamento con la poesia e la letteratura all’interno dell’XI edizione di incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Commissione Europea.

Un appuntamento nato in virtù del gemellaggio tra incostieraamalfitana.it di cui è direttore artistico Alfonso Bottone e il “Photofestival Attraverso le Pieghe del Tempo” di cui è direttore artistico Lisa Bernardini che insieme, da circa due anni, portano avanti un percorso dove la cultura diventa occasione per riscoprire le bellezze del territorio nazionale.

La serata, accanto all’assegnazione del premi per il terzo Concorso Nazionale di Poesia “Il Giardino segreto dell’anima” alla presenza della presidente di giuria Sonia Giovannetti, ha visto “Incontri d’autore” con la poetessa Silvana Lazzarino e gli scrittori Simonetta Bumbi e Ugo De Angelis intervistati da Alfonso Bottone.

Antonino Giordano, Gerardo Pagano e Maria Antonietta Rotter, classificati rispettivamente al primo al secondo e al terzo posto, dopo essere stati invitati da Alfonso Bottone a parlare delle proprie emozioni legate alle loro opere hanno ricevuto il premio da Antonio De Marco ed Enza Telese.

L’attrice Vania De Angelis ha letto le opere premiate regalando forti emozioni con un’interpretazione che ha commosso il pubblico presente.

La scrittrice Simonetta Bumbi con il suo “Iostoconletartarughe” (Emigli) ha fatto emergere la durezza della vita che spesso porta dolore e sofferenza.

La “nostra” Silvana Lazzarino, Socia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e valentissima opinionista della Redazione culturale di questo quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, ha presentato la sua raccolta poetica Oltre le immagini tra visione ed  emozione” (Pagine) in cui dipinge le emozioni della vita.

Non solo della sua, ma la vita in chiave universale toccando ricordi passati e presenti attraverso i luoghi più nascosti e intimi che la natura regala nei suoi volti ora solari, ora abitati dalla notte.

Ha chiuso l’interessante serata l’architetto e scrittore Ugo De Angelis con il libro “In quella foto c’è Maria” (Nane) con il quale ha restituito una visione storica e sociale ai personaggi e ai fatti, accaduti nel mese di Luglio del 1902 alle Ferriere di Conca, che portarono al martirio della piccola Maria Goretti..

Bruno Mancini

La filosofia e il filosofo

 La filosofia è ricerca della verità?
Esiste o non esiste una verità assoluta?
La verità va ricercata, sempre.
Il nostro cervello  lavora e non si appiattisce mai, è sempre alla ricerca di realtà da scoprire, è  motore sempre in funzione, che viaggia dalla nascita ed è in continuo movimento fino all’esaurirsi della sua energia.
Il pensiero che produce subisce continue evoluzioni ed elabora sempre qualcosa di diverso, spesso tenta di volare, per andare oltre l’assoluto, ma poi deve fermarsi e rientrare.

Se è vero che la filosofia è ricerca continua, allora la troviamo nella vita semplice di tutti i giorni.
La filosofia è pensiero, mobile e nobile,nche si modifica costantemente col passare degli anni. Filosofare è ricercare.
Questo è normale anche in un bambino, che non conosce ancora il mondo, il significato delle  stelle, della luna, del  sole e dell’universo che lo circonda e non è interessato ancora alla ricerca più profonda, ma è sempre impegnato a scoprire il nuovo ed ha voglia di apprendere, di sapere e di migliorare.

Questa è filosofia.

Ma allora il bambino è il vero filosofo?
Dunque, se noi riusciamo a conservare quel bambino dentro di noi, possiamo sperare di filosofare tutta la vita?
Dobbiamo augurarci che l’uomo dia più spazio al bambino che ha dentro, per sperare di vedere un mondo migliore.
Tutti i padri della filosofia, da Talete a Platone, ad Aristotele, a Socrate, a Pitagora e fino ai pensatori odierni, hanno espresso il loro pensiero, ma nessuno ha scoperto quello che cercava.
Una verità è certa e sicura: “Ognuno di noi, preso isolatamente, non vale nulla”, è ciò che sostiene il filosofo Aldo Masullo ed è, a mio avviso, una grande verità, è frutto della saggezza di un grande studioso.

La filosofia, dunque, è per l’uomo, fin dalla nascita, ricerca del vero, del nuovo,del suo simile, del suo spirito, della sua anima, della sua natura e dell’impossibile.

Ma allora, senza fare confusione con la fede, anche la religione è filosofia o potremmo definirla tale?
Dagli inizi della storia dell’umanità a tutt’oggi la scienza ha raggiunto moltissimi traguardi, ma l’uomo non ha scoperto la verità che cercava.
Spesso individuiamo nelle persone sagge, nel linguaggio, nel modo di fare, di pensare, di vivere, nel modo di sdrammatizzare, un filosofare perpetuo.

È uno stile di vita semplice, è un modo di vedere le cose, un po’ alla buona, non esasperato.
Si accentuano il comportamento e il linguaggio filosofico più avanti negli anni, con la maturità, con l’esperienza della vita, con l’andare verso gli altri, con la conoscenza e se si ha un poco di cultura in più, questo aiuta maggiormente nel relazionarsi al prossimo, aiuta a vivere e può essere di aiuto anche a chi ci sta vicino.

Il percorso della vita di ognuno di noi può essere breve o può essere lungo, io so quanto tempo ho vissuto, ma non quanto tempo vivrò ancora, questo non lo sa nessuno di noi, è il mistero della vita, ma so che l’impegno della ricerca è stato forte e che alla fine non ha prodotto i risultati sperati. L’uomo si è accorto sicuramente di avere scoperto solo un mondo bellissimo, che non ha saputo godere, apprezzare e proteggere.
Napoli, Marzo 2017
Adolfo Giuliani

Pietro Lapiana

Tra pensieri e sentimenti vagando

Poeta sensibile alle tematiche giovanili in quanto ha svolto l’attività di insegnante per 25 anni nelle Scuole Elementari Statali e per oltre dieci anni è stato docente di Italiano e Storia negli Istituti Tecnici e Professionali,  Pietro Lapiana ha collaborato, come corrispondente, con vari giornali e riviste, tra cui “Cronache Italiane”.

Ha conseguito notevoli premi letterari.

Concordo con il poeta che gli affetti familiari costituiscono il fulcro dell’esistenza.
La sofferenza per la morte della madre non è stato mitigata con la sua poesia, nonostante che sia passato mezzo secolo dal tragico giorno e la scomparsa del padre è stata dolore incolmabile e le sue emozioni nefaste si trovano nei suoi versi.
Toccante la sua poesia:

Mio padre

Era parco di lodi e carezze
ma immenso il suo amore,
abbondava di tenerezze
celate nei recessi del cuore…
Non faceva mai mancare niente,
sopportava sacrifici e privazioni,
all’occasione si mostrava indulgente
pur di assecondare le loro aspirazioni…
Onusto di malanni più che d’età diede l’addio,
l’ultimo brindisi con i suoi cari a Capodanno,
poi una sincope nefasta lo involse nell’oblio,
solo e in silenzio, forse capì che la vita è inganno.
Era mio padre.

La sua anima poetica la troviamo in questi versi

… E scrivo

Meditabondo,
illuminato
da lampi di luce,
raccolgo parole
dal profondo
del cuore,
e scrivo.

Presidente della sede operativa di Sermoneta con competenza su tutta la Provincia di Latina per conto dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, nonché Presidente delegato Regione Lazio per conto dell’Accademia Internazionale “Arte e Cultura di Michelangelo Angrisani”.

l Dispari 2017-06-19

Il Dispari 2017-06-19

Editoriale

Ilde Consales, mi ha scritto:
Carissimo Bruno, ti ringrazio infinitamente!!
Sono onoratissima di essere anche io sui vostri siti!!!!..”,

po ha scritto ai suoi amici:
…con mia grande sorpresa e con tanta gratitudine verso lo scrittore Bruno Mancini, che ha voluto dedicare sui siti di Ischia emmegiischia.com e ildispari24.it/it/, uno spazio alla mia persona, e al M° Santina Amici, che ci ha messi in contatto.
Assieme daremo vita a stimolanti attività culturali, in cui le musiche del M° Roberto Prandin e i versi di Bruno Mancini e dei poeti che seguono i progetti artistici Made in Ischia promossi dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”saranno i protagonisti.
Il pensiero vola anche ai miei cari e agli amici con cui condivido tanti bei ricordi dell’Isola Verde: Erika Russo, Ezio Russo, Marcella Franchini, Raffaele Giusto, Ivana Pomicino, Manuela Pomicino.”,

e di nuovo ha scritto a me:
“Che straordinaria sinergia di talenti! Sono felice ed emozionata di entrare nella vostra grande famiglia! Grazie infinite, caro Bruno Mancini!”

Ma chi è Ilde Consales?

Ilde Consales è
Professore universitario di ruolo (II Fascia) di Linguistica italiana presso Roma Tre University.
Precedentemente Ricercatore di ruolo e Docente universitario presso Università Roma Tre.
Precedentemente Docente di Linguistica italiana e di Didattica della lingua italiana presso l’Università degli Studi di Macerata.
Precedentemente Ricercatore a progetto presso Università per Stranieri di Siena.
Precedentemente Ricercatore al CNR di Firenze presso Accademia della Crusca.
Dottorato di Ricerca (PhD) presso Università degli Studi Roma Tre.
Relatrice al 2° Convegno Internazionale di Linguistica e Glottologia Italiana (CILGI 2) presso la Uniwersytet Wrocławski (sede di Economia, Diritto e Scienze dell’Amministrazione), patrocinato dall’Accademia della Crusca e dalla Società degli Italianisti Polacchi ove ha parlato di. “Le voci degli affetti e dei moti dell’animo. Le interiezioni nella grammaticografia italiana”.
Relatrice in qualità di Visiting Professor presso la Slezská Univerzita v Opavě (Rep. Ceca).

Ma Ilde Consales è anche

Soprano e cantante del Duo Tamiri con al pianoforte: M° Santina Amici) e negli ultimi mesi ha effettuato concerti presso l’Orto Botanico di Roma per l’AER (Associazione Ecologica Romana), voci recitanti Lucilla Di Pasquale, Isabella Colucci, musiche di Tiersen, Fauré, Bellini, Händel, Martini, Pergolesi, poesie di Tognolini, Lorca, Dell’Era, Schwarz, Klimer – 11 Maggio 2017; nella Chiesa di S. Maria dei Miracoli (meglio nota come una delle due “Chiese gemelle” di Piazza del Popolo, ed è quella di destra provenendo da Piazzale Flaminio) con Valentina Licastro (flauto), Carla Martirano (flauto), Santina Amici (organo), per i musicisti Cambristi di Roma con musiche di Bach, Händel, Vivaldi, Gluck, Massenet, Schubert, Marcello, Chaminade, Tulou, Gomez – 11 Giugno, 2017; nella Chiesa di S. Michele Arcangelo, Romari con M° Santina Amici all’organo (18 marzo 2017.

Presentiamo Ilda Consales,

e le diamo un caloroso benvenuto da parte di tutta la Redazione, perché con lei, finalmente, si chiude il cerchio che ci porterà alla realizzazione di video di alto spessore culturale, nei quali uniremo poesia, canto, musica, arti visive, recitazione. spot commerciali e immagini della nostra splendida isola d’Ischia.
Qui di seguito ho piacere di fare qualche nome di Artisti che sono in lista per entrare in questi progetti che avranno, certamente, il supporto della pagina culturale del quotidiano Il Dispari Redazione culturale diretto da Gaetano N Di Meglio, della splendida rivista trimestrale Eudonna di Mariapia Ciaghi, di tutti i siti (e ne sono veramente molti!) che seguono con interesse le nostre iniziative), insieme alla diffusione televisiva del programma Mancineide.

Faranno parte del progetto, oltre ovviamente a Ilde Consales e Santina Amici: Roberta Panizza poetessa e Direttrice Artistica di DILA, Liga Sara Lapinska poetessa pittrice nonché Ambasciatrice DILA in Lettonia, Angela Maria Tiberi presidente della sede operativa DILA per la provincia di Latina, Silvana Lazzarino poetessa e opinionista specializzata in critica artistica, Neri Maria Luisa direttrice musicale DILA nonché presidente dell’Ass. Arte del Suonare, Guido Arbonelli prof. Conservatorio Firenze, Roberto Prandin compositore, Antonio Mencarinii mitica VOX, Patrizia Canola pittrice che attualmente espone al Museo Etnografico del Mare di Ischia, Milena Petrarca vincitrice del premio di Arti grafiche “Otto milioni” edizione 2016, e TUTTI i poeti, TUTTI gli artisti di arti grafiche e TUTTI i musicisti che hanno già fatto parte di una nostra antologia (se ce lo chiederanno), e poi anche la mia amica del cuore Katia Massaro presidente onorario di Oceanomaredelphis fotografa per hobby così come Roberto Federico.
Certamente dimentico molti amici, ma loro sapranno perdonarmi:-)
Bruno Mancini

Il Dispari 2017-06-19

Ajub Ibragimov

:dipinti melodici come le correnti delle acque e le vibrazioni delle stelle.

Ajub Ibragimov è un pittore con un suo stile inconfondibile, perché ha suo mondo unico e nelle sue composizioni talvolta meditative, talvolta espressive, tutte piene di musica, usa sia colori splendenti, sia rilassanti.
Ajub è un pittore ceceno, nato il 18.07.1969.
Ha cominciato a disegnare e poi a dipingere, ispirato da artisti a lui vicini, quando aveva otto o nove anni.
Da bambino era stimato per come riusciva a sviluppare la sua arte, dipingendo la sua ispirazione, interna ed esterna, con colori e zigzag filigranati.
Ispirato, come dice lui stesso, specialmente dalla natura, dal silenzio come l’inizio di tutte le musiche, sia quelle espresse con i colori, sia quelle proprie delle note.
Il suo maestro Adam Ilyassov, molto orgoglioso di Ajub.Adam, è sicuro, proprio come Ajub, che l’arte e la bellezza uniscono il mondo, i popoli, le fratture, superando i confini violenti di fraintendimenti e crudeltà.

A Grozny, Ajub

ha partecipato alla prima mostra nella sua vita, con le sue opere pittoriche in stile ebru: uno stile conosciuto dai tempi degli antichi persiani che era molto apprezzato in Cecenia dove veniva sviluppato da tradizionalisti artisti turchi.
Il significativo modo della pittura ebru è la danza dei colori, la musica dell’Universo, la dominanza dell’ elemento acqua, il movimento perpetuo in diversi ritmi, in diversi frequenze.
La tecnica per creare queste opere inizia con il preparare la propria anima aprendola per l’amore contemplativo, e poi prosegue usando colori che non risplendono nell’acqua e non corrono tutti insieme.

Ajub, di solito,

usa l’acrilico e l’olio aggiungendovi colle speciali per far fluire colori luminosi sulla carta marmorizzata, inumidita d’acqua come è il fondamento e l’inizio di tutte le vite.
Nel 2002 Ajub si è trasferito in Germania, pare per sempre.
Adesso abita a Norimberga e lavora in una grande industria per guadagnare i soldi necessari a continuare nella sua arte.
Quasi tutto il suo tempo libero lo dedica alla sua arte.
Non ha il conto del numero delle sue opere, sono tantissime.
Ama donarle aspettandosi, timidamente ma senza chiedere, di ricevere in cambio almeno i costosi materiali necessari alla realizzazione delle sue opere.
Dice che il suo stile di pittura è il futurismo astratto, ma nei suoi quadri crea tante forme, anche immagini e simboli concreti.
Non ha preso dal futurismo la sua aggressività, ma il dinamismo sì.
Come tanti emigranti internazionali che non accettano i confini dell’arte e non vogliono accettarli tra i popoli e tra i paesi, Ajub è anche un dadaista, negando la violenza, ma non diventando nichilista.

É, certo, un’esteta:

i suoi quadri sono anche decorativi.
É anche un surrealista, come quasi ogni dadaista.
Sto guardando ancora e ancora i quadri di Ajub.
Astrazioni filigranate, tutte nello stesso tono.
La voce di Ajub, quando ho parlato con lui, aveva intonazioni melodiche, proprio come i suoi quadri.
Ajub è uno stupendo artista disegnatore.

Dipinge strumenti musicali e tele

Vuole diventare un artista disegnatore professionista, ma non ha i soldi per gli studi.
Ajub lavora rapidamente, ha tanta forza creativa, come l’abbiamo, talvolta, noi timidi, noi limpidi, noi che conosciamo tanti segreti dei miti e della bontà.
Durante la mia lunga permanenza a Ischia in occasione della cerimonia di premiazione del premio “Otto milioni” dedicato al Comm. Agostino Lauro e sponsorizzato dall’Istituto Agostino Lauro del quale è Presidente l’On. Salvator Lauro, ho avuto modo di capire che a Ischia sono in molti a poter prendere in considerazione l’idea di promuovere l’arte di Ajub, così armonica e quasi terapeutica.
Così necessaria per tutti.
Tutti.

Liga Sarah Lapinska

Ricordandovi che il 20/03e l’8/05 abbiamo pubblicato 2 serie di 3 poesie finaliste del premio “Otto milioni”, oggi ne pubblichiamo altre 3.
Tutti i componimenti scritti da Autori stranieri sono stati tradotti in italiano da Liga Sarah Lapinska (che ringraziamo per il grande lavoro svolto) la quale, Socia Fondatrice DILA, oltre ad essere un’eccellente pittrice, poetessa e fotografa è anche traduttrice della lingua lettone in italiano, in inglese e in russo.

Franco Maccioni

Cod. 07
Franco Maccioni
Nello spiraglio di luce

L’incredula notte
nascondeva avanzi consumati.
Dietro lo spiraglio aperto
la luna filtrava argentei raggi
tra gli alberi sommersi dal sonno.
Avevo i tuoi occhi di pianto
uniche stelle generose
che dall’immenso cielo
potevo tuffarmi con gioia.
Dall’immensità del nostro amore
nell’incredula notte trascorsa,
l’orizzonte scopriva il nuovo giorno.
Le nostre mani si tenevano strette
e i tuoi occhi risplendevano ancora.
La luce del giorno abbagliava
tracciando nei nostri volti
una tremenda forza di vivere.

Antonio Fiore

Cod. 08
Antonio Fiore
A mia madre

Non si potrà sottrarre
una sola briciola di tempo
per prorogare di quanto le stelle
hanno già scritto
nella nitida luce che arde,
ma che puntualmente si spegnerà,
a prescindere dal vento,
quando la notte scenderà
per addormentare le membra.

Colmo di speranza
l’anima si dilungherà
verso l’infinito sogno,
e su questa terra
che gela la polvere dei tuoi sandali,
nel freddo silenzio
mi ritrovo a respirare i mille ricordi
da riesumare per chi ha tanto amato
e resterà ad amarti.

 

Angela Tiberi

Cod. 09
Angela Maria Tiberi
Cancellarmi

Cancellarmi dal tuo cuore vorresti,
ma in fondo alla tua anima
ci sono i ricordi di quei meravigliosi
momenti vissuti insieme
nel rito di quell’amore immenso che ci ha unito
fino all’estremità del cielo.
I sussurri sono dentro di noi
come lo scroscio di una cascata fresca
che accarezza ancora la nostra pelle di ricordi
indimenticabili siamo noi uniti nelle nostre anime,
anche se il silenzio ci vuole chiudere nell’oblio.
C’è una luce in noi… esiste il nostro amore
che tu vorresti cancellare come avrei voluto io.
No, non si può il nostro calore lo conosce anche il cielo.
Tu rimani in me come io in te,
e tu lo sai anche se smetti di sentirmi,
ormai vivi in me come io in te.

Il Dispari 2017-06-19

 

Il Dispari 2017-06-12

Il Dispari 2017-06-12 Editoriale Eudonna: Giugno 2017 Con il numero di Giugno della rivista Eudonna, prossimamente in edicola,

Il Dispari 2017-06-12

Editoriale

Eudonna: Giugno 2017

Con il numero di Giugno della rivista Eudonna, prossimamente in edicola, l’Associazione culturale Da Ischia l’Arte- DILA proporrà, avvalendosi della preziosa collaborazione di tutta la Redazione della sezione cultura & società del quotidiano Il Dispari diretto da Gaetano Di Meglio, i principali progetti Made in Ischia ideati ed organizzati in sintonia con Mariapia Ciaghi, Founder e CEO di Il Sextante che è l’Editore della rivista.

Eudonna: Giugno 2017 fra eventi, musica e incontri

Importante punto di riferimento di appassionati lettori e addetti ai lavori, stampato e distribuito in 10.000 copie, il magazine Eudonna che esce tra pochi giorni (sarà disponibile nell’edicola della Piazzetta San Girolamo di Ischia porto) sarà dedicato all’artista sarda Maria Lai, alle filandere di Salzano e ad Anna Gaddo.
Nel numero i nomi, le storie e le vicende di donne che hanno cambiato per sempre il volto della società, dell’arte e del mondo del lavoro.
In occasione della presentazione, che avverrà a Roma il prossimo 22 Giugno 2017 nella sede di Micro a Porta Mazzini, sarà presentata anche la seconda tappa espositiva del progetto “OPEN generazioni a confronto” ideato e curato da Paola Valori.
La mostra romana “Il rivisitismo di Fulber, i sentieri di Roy” è dedicata a Fulvio Bernardini, in arte Fulber.

Si tratta – come ci dice Mariapia Ciaghi–

di un ciclo di mostre dedicate al confronto generazionale tra artisti.
Un viaggio itinerante con diversi appuntamenti che si ripeteranno nel corso dell’anno tra gallerie, spazi istituzionali e privati con l’obiettivo di offrire al pubblico un’ambiziosa programmazione, incentrata sulla contaminazione tra talenti emergenti e personalità già consolidate.
Quanto prima, valuteremo il tuo progetto di proporne una tappa in una sede idonea ischitana… magari proprio nel Museo Etnografico del Mare e, senza che questa sia una promessa, posso sbilanciarmi dicendoti che confido di poterla realizzare.”

La mostra “Il rivisitismo di Fulber, i sentieri di Roy”,

aperta tutti i giorni (tranne la domenica) dal 22 al 26 Giugno dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, nasce dalla collaborazione tra Paola Valori e Mariapia Ciaghi e prevede l’esposizione di alcune delle grandi tele più rappresentative del lavoro di Fulber (Fulvio Bernardini) esposte a partire dal 2013 nelle principali capitali europee, a cura del MIIT di Torino.

Sempre in occasione della presentazione di Eudonna, il 26 Giugno alle ore 21:00, a Roma presso la galleria d’arte MICRO, l’Orchestra Mandolinistica Romana diretta dalla Maestra di musica Teresa Fantasia proporrà un concerto di musica classica e popolare, con l’intento di dare un’ampia panoramica sulle diverse sonorità di un’orchestra a plettro in funzione dei differenti stili musicali.

L’Orchestra Mandolinistica Romana, porta avanti una ricca tradizione musicale in perfetto equilibrio tra professionismo, attività amatoriale, divulgazione.
Cuore dell’orchestra è il mandolino, con tutta la sua famiglia (mandolino, mandola, mandoloncello), uno strumento che vanta più di tre secoli di vita, con un repertorio che spazia dai capolavori dell’età barocca, alla musica popolare, a quella contemporanea.

Bruno Mancini

UN GENIO TRA TEATRO E CINEMA

UNA MOSTRA RACCONTA TOTÒ NELLA SUA NAPOLI

Attore per eccellenza dalla risata inconfondibile e contagiosa capace con la sua ironia e mimica di conquistare un pubblico sempre più vasto, Totò (Antonio De Curtis) rivalutato solo dopo la sua morte e pertanto affiancato a grandi nomi quali Charlie Chaplin e Buster Keaton, è stato artista a tutto tondo passando con disinvoltura dal teatro al cinema alla televisione, mai stanco di improvvisare.
Attraverso i suoi personaggi ha raccontato le sfaccettature dell’uomo e della società a lui contemporanea, in particolare quella povera del dopoguerra alle prese con le difficoltà e la voglia di rimettersi in gioco, sempre con una comicità pungente e quell’immancabile affettuosa ironia che ne smorzava il dramma.

La mostra TOTÒ GENIO, in corso a Napoli fino al 9 luglio 2017,

allestita presso le tre sedi di Palazzo Reale, Maschio Angioino e San Domenico Maggiore, lo ricorda a distanza di cinquanta anni dalla sua scomparsa avvenuta il 15 aprile 1967.

L’esposizione, promossa e co -organizzata dal Comune di Napoli in collaborazione con le maggiori istituzioni culturali del paese, ripercorre la carriera di Totò dando ampio spazio alla sua figura poliedrica che ha sempre saputo stupire raccontando aspetti della vita gioiosi e malinconici, giocando sull’improvvisazione e l’imprevisto con quell’ingenuità cui legava un’ironia spesso beffarda e pungente fonte di soluzione per uscire da situazioni non sempre facili.

Curata da Alessandro Nicosia,

che ha coordinato anche la direzione generale del progetto, insieme a Vincenzo Mollica, la mostra prodotta da C.O.R. (Creare Organizzare Realizzare), attraverso centinaia di documenti si sofferma sulla vita e l’arte di un genio intramontabile: accanto a fotografie, filmati, costumi di scena, locandine di film, vi sono interviste, disegni, riviste e giornali d’epoca, spezzoni cinematografici e televisivi e ancora manoscritti personali, lettere, cimeli e materiale inedito,

Il rapporto tra Totò e i grandi della cultura del Novecento “Genio tra i geni” viene ripercorso negli spazi del Museo Civico di Castel Nuovo con le interviste a personaggi di spicco della cultura e dello spettacolo italiani tra cui: Dario Fò, Roberto Benigni, Andrea Camilleri, Mina, Fiorello.
Sono poi i disegni di Fellini per Totò e quelli realizzati negli anni ’50 da Ettore Scola per la rivista satirica “Marc’Aurelio” e gli oltre trenta schizzi di Pasolini per “La terra vista dalla luna”, senza dimenticare i disegni di celebri fumettisti come Crepax, Pratt, Manara, Onorato e Pazienza.

Nella sezione “Totò, che spettacolo!”

La vita, il varietà, la poesia, le canzoni, la biblioteca, le cose di Totò allestita presso Palazzo Reale è analizzato il rapporto tra Totò e le arti passando dai costumi di scena originali, ai filmati e installazioni multimediali”, per poi trovarsi di fronte all’immancabile baule di scena, che Totò portava sempre con se nei teatri e nei set cinematografici.

Il percorso si chiude con “Dentro Totò”

allestito presso il Convento di San Domenico Maggiore attraverso cui scoprire nuovi aspetti della figura del grande artista, un Totò più “privato” come attraverso le 250 fotografie in cui è ripreso nei fuoriscena dei suoi film, nei momenti di vita quotidiana, nelle serate mondane, fotografie che rivelano le sue passioni, come quella per gli animali.
Il catalogo, edito da Skira, è introdotto da una prefazione di Goffredo Fofi.

Silvana Lazzarino
Fino al 9 luglio 2017

Le Ragunanze & DILA: cerimonia premiazione quarta edizione

Il, 28/05/2017 è stata effettuata la cerimonia di premiazione della 4^ Ragunanza di poesia e fotografia.

Un evento che ogni anno regala grandi emozioni agli organizzatori e agli Artisti.
Ringrazio in primis tutti gli autori premiati che con la loro presenza hanno reso possibile questa iniziativa, grazie anche a coloro che hanno scelto semplicemente di partecipare unendosi a noi.
Un sincero grazie ai componenti di Giuria, al presidente Roberto Ormanni, a Giuseppe Lorin, Fiorella Cappelli, Eduardo Fiorito, Dario Amadei, Elena Sbaraglia, Lorenzo Spurio, Alessandro Bagnato che si sono impegnati con professionalità, scegliendo tra le numerose opere i vincitori. Ringrazio Rita Rag Angelelli direttrice editoriale de Le Mezzelane Casa Editrice, che ha realizzato l’antologia con le opere delle tre edizioni precedenti.
Un grazie a Valerio D’Amato che ci ha donato lo scatto di copertina dell’antologia ed è stato con noi.
Un grazie speciale ad Andrew J A Bulfone e a Monica Fiorucci, grandi sostenitori della nostra associazione.
Grazie a Daniele Franceschini per le riprese video ed il servizio fotografico.
Un ringraziamento a chi ci ha ospitato, l‘Aps Bel Repiro, a chi ha patrocinato l’evento, a chi ha collaborato con noi pubblicizzando il concorso, in particolare il quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, Magic BlueRay, Radio Doppio Zero, Golem Informazione, l’Associazione culturale Euterpe, L’Associazione culturale “Da Ischia l’Arte – DILA” e il suo presidente Bruno Mancini.
Ringrazio gli ospiti: il Maestro Gianni Mirizzi con la sua fisarmonica, l’ideatore di “Movie Club Film Festival” David Cardarelli, l’attore Corrado Solari, l’attore Gennaro Momo, l’attrice Chiara K Pavoni, la compagnia “Oltreconfine“, Santo Tornabene e il Comitato Monteverde Nuovo presieduto da Tina Pelliccia, Silvio Parrello “er Pecetto” che ha declamato la poesia “L’airone”,
Davide Cortese vincitore della seconda edizione del concorso “Incontri con la poesia e il racconto” ideato dal Comitato, Antonietta Tiberia vincitrice dell’edizione 2016 dello stesso concorso.
Grazie a Xilema della preziosa presenza.
Spero di non aver dimenticato nessuno e a presto con tutte le foto dell’evento.

Michela Zanarella

Il Dispari 2017-06-05

 

Editoriale

Era il 18/05/2015 quando Gaetano Di Meglio Patron e Direttore del quotidiano Il Dispari ci affidava l’incarico redazionale di questa pagina.
Oggi, dopo due anni di ininterrotta collaborazione, ringraziamo ancora Gaetano Di Meglio insieme a quanti ci hanno inviato loro scritti (pubblicati quasi 400!) ed in particolare: Roberta Panizza, Liga Sarah Lapinska, Katia Massaro, Silvana Lazzarino, Angela Maria Tiberi, Francesca Luzzio,Tina Bruno, Michela Zanarella, Maria Luisa Neri, Emanuela Di Stefano, Paola Occhi, Antonella Ronzulli, Enzo Salvia, Antonio Fiore, Vincenzo Monfregola, Luciano Somma, Alberto Liguoro, Antonio Mencarini, Adolfo Giuliani, Salvatore Santoro.

Con l’augurio di continuare a ricevere la stima di voi lettori, celebriamo l’anniversario pubblicando un “bozzetto ischitano” inserito nel mio libro di racconti

“Per Aurora volume terzo”

… Una teoria secondo la quale la Germania avrebbe avuto dei vantaggi se l’Italia non fosse entrata in guerra al suo fianco?
Eccola.
Nell’autentica versione.
Ebbi personalmente modo di ascoltarla dal suo ideatore, da Questo Uno, al quale non voglio dare un nome.
Costui grande bevitore, nei momenti di euforia, di tanto in tanto andava «esplicitando» la sua teoria, personale inedita rivoluzionaria, delle ragioni per le quali la Germania aveva perso la seconda guerra mondiale.

«Così o come»

non si è mai grandi profeti se non s’insozzano di paure e d’illazioni le menti semplici, ugualmente non si penetrano le essenze recondite delle storie se non si galleggia senza pudori su frasi fatte, ipotesi eccellenti, rapporti indiscussi, prospettive calcificate, verità dogmatizzate, fatti… scusate, notizie di fatti mai verificati, eroi, vigliacchi, generali, ritirate, avanzate, strategie, reclusioni, folli indifese, potenza, potenti, potentati, potenzialità.

Inoltre, per ogni rivolgimento di situazione provocato da un cambio di condottiero, non solo bisogna adattarsi ad agitare nuove bandiere vociando «Arrivano i nostri», ma spesso si è indotti ad accettare di tesserarsi alla nuova «ideologia», e finanche, non di rado, occorre dedicarsi a rielaborare nostri «nuovi» particolari paragrafi (particelle pronominali e parcelle personali comprese).

A «Costui»

nessuno pensò mai di appiccicare sulla schiena l’etichetta d’opportunista venduto incoerente stupido ignorante.
Inizio:
-“La ragione! Una sola!
Tutti i presenti sapevano di doverlo invogliare con frasi tipo:
-“Davvero?
-“Ma quale?
-“Incredibile.
.”Fioooooooo…
-“Possibile?
-“Impossibile!
-“Uhhhh!”
-“È la verità?
-“Enorme!
-“Dicci.
-“Dimmi.
-“L’avevo sospettato.
-“Mamma mia!
-“ È uno scoop.
-“Sei un genio.
-“Avanti, racconta.
-“Stupiscici.
-“Sei unico.”
-“Racconta.

E Lui Colui Il Grande Bevitore

lasciandosi convincere dalle amichevoli lusinghe, sistemò un posacenere nell’angolo destro del tavolo, spostò una bottiglia sull’opposto spigolo sinistro, pose al centro dell’improvvisato ripiano scacchiera, con decisione, il pugno chiuso intorno al bicchiere colmo di birra commerciale dalla schiuma bionda:
-“Le guerre si perdono per troppi nemici, ma anche per alleati inadeguati.
Mettiamo il caso che io voglia penetrare nella villa di un ricco pappone per tentare di privarlo, con un improvviso attacco criminale, del cofanetto nel quale egli custodisca i gioielli -frutto d’estorsioni, ricatti, tangenti, usura, traffici di armi, d’uomini, di farmaci e di segreti-, poi aggiungiamo un’ulteriore ipotesi secondo cui la sfarzosa residenza bunker, oltre che da cinque gorilla umani -di origine italiana indiana indonesiana indiscriminata- provvisti di armi -semi automatiche a tamburo canne mozze dirompenti-, risulti protetta da un circuito -tele audio sensitivo cablato afferente combinato interagente- collegato con sette satelliti, sette stazioni terrestri, sette ripetitori ausiliari, sette velivoli urbani, sette posti di controllo, sette controlli di ascolto, sette postazioni di visione, sette visoni addestrati nella ricerca di uomini, sette strati di filo spinato elettrificato, sette stadi di verifica termica, sette, sette, sette… sette cani -misti tra dobermann pit bull mastino… bracco (quest’ultimo per identificare gli odori e dare l’allarme)-, precisato che un mio piano perfetto preveda il geniale superamento delle difese opposte dai gorilla ecc.… dalle trappole e dalle tagliole ecc…., ipotizziamo anche che nella elaborazione del mio progetto sia inserito lo sviluppo di una complessa azione vincente (mutuata dalla strapotente strategia della Partita di Donna così come fu adottata in 33 delle 34 partite del celebre match per il campionato mondiale di scacchi tra Capablanca ed Alechin nel 1927), supponiamo infine che questo stesso intento abbia funzione di fulcro intorno al quale sia stato attivato il gioco perverso di un Uomo Cattivo nel tentativo d’oppressione degli ebrei polacchi austriaci cecoslovacchi ungheresi francesi belgi olandesi… che faccio? Tento la sortita portandomi come alleato un «gatto» affamato spelacchiato privo di artigli di artiglieri e di artiglieria?
La villa è difesa da cani!
Io vado con un gatto?
I cani ci sbranano.
Così fu.

-“Va bene, ma non fermarti, continua.
“Proprio adesso.
“No, no.
-“Mi deludi.
-“Cosa racconterò ai miei nipotini, una storia monca?
-“Ti prego.
-“Fallo per me.
-“Fallo per chi vuoi, ma fallo.
-“Vuoi una birra nazional popolare?
-“Una birra a Costui!
-“Una birra ed una sigaretta.
-“Tutte bionde. Ah, Ah, Ah.
-“Non ridere, scema.”
-“La curiosità mi scuote le vene.
-“Tu, poi, figuriamoci…
-“Che vuoi dire?
-“Niente.
-“Bugiardo.
-“Ma sì, sei tutta scossa. Sei una scossa, va bene? E basta così. Dai, Costui, continua.
-“Ti farò una foto sul leone di bronzo.

Costui rimase affascinato

dall’accostamento che gli veniva proposto in coda a tanta affettuosa insistenza.
Una sua foto, sul monumento simboleggiante la custodia del palazzo reale, quale premio per una teoria storica! Magnifico!
Chiese conferma:
-“Quando?
-“Anche adesso. Quando vuoi.”
-“ Bene. Le belle idee vincenti non sono, all’origine, differenti…”.

Costui, con un inizio strascicato e pensante,

quasi paladino della necessaria concentrazione che doveva lentamente liberarsi dalle velleitarie sovrapposizioni d’altri futili pensieri e preoccupazioni, più o meno attuali, che durante la breve pausa si erano celati nelle menti dei provvisori ascoltatori, Lui, concesse il bis alla maniera del migliore Ungaretti, con un irripetibile ed unico stile televisivo:

-“… o distanti, nel formulario delle loro composizioni scientifiche filosofiche, da ubbriacanti teoremi destituiti di credibilità.
Io credo…

Questo fu l’incipit con cui avviò la successiva narrazione spettacolo.

Quindi ne proseguì l’esposizione in un suo personale folcloristico parossistico edonismo. Vagando tra due birre commerciali bionde fredde indifferenti, e nebulizzandosi fra sigarette bionde fuoco aspirate violentemente attraverso i baffi di colore giallo arancione indaco nero. Incipriandola con effetti mutuati dalla storia della cinematografia: il polso del protagonista alla fronte (nel gesto dello sconforto per la notizia di una disfatta), il cammina e cammina di Monica nel mitico Deserto Rosso, John Waine alle prese con Jane Russel (pareggio ai punti). Quando tutto ciò non gli parve sufficiente ad ammattire i docili astanti, utilizzò iconologie riconducibili al bagno nella fontana di Trevi, a Totò, ad Albertone e la pastasciutta. Fino al punto da osare d’inserirvi anche sporadiche fragili simbologie canore tipo «Voooolareee…».
Non ricordo di averlo notato proporsi con allegorici riferimenti politici, religiosi.
Li schifava entrambi.
-“… io credo che il vero disastro per il «cattivo» abbia avuto origine nella vanitosa attesa di un applauso.
Chi avrebbe potuto assecondarlo?
Chiaro, un altro «cattivo» meno potente.
Quasi sempre è per questo motivo che il numero Uno consente ad un piccolo inferiore di seguirlo nelle feste, nei festini, nelle orge, ed in quanto altro è prodotto dalla libidine di potenza, lasciando che ne apprezzi le molliche.
Devo dire che le briciole non sono uguali per tutte le valutazioni! Piccole porzioni di pane non hanno evidentemente ugual pregio di minime elargizioni territoriali.
L’impero! Un impero, anche se inutile, è pur sempre un impero.
Se ci regalano l’Isola d’Ischia in cambio del vilipendio di uno sputo in faccia, ci sembra di aver fatto un ottimo affare?
Dipende!
Dipende da chi – come – io – tu – se – ma – quando – dove – e via così.
Nel caso in esame, al Piccolo Inferiore era stato promesso che avrebbe potuto fare quello che voleva: Capo, Presidente, Duce, Super Duce, Super Capo, Extra Presidente.
Va bene, ma non basta, l’Africa non è niente di fronte all’Albania la Grecia Nizza e Savoia.
Vieni con me, caro, – disse il numero Uno – e sarai il faro dell’immenso golfo del Nuovo Mediterraneo, da Nizza a Cipro da Trieste a Gibilterra.
Per te mari e coste e Porti-giane più sensuali e variegate delle tue belle Corti-giane Abissine.
Il diavolo disse al diavoletto.
E il diavoletto che era bravo (alle elementari aveva avuto sei in storia), rispose «obbedisco».”
Costui, in fondo, era un uomo gioioso e collerico, sensuale rude e tenero, bislacco e profondo, futile e sottile. Un brivido per donne di sani tradizionali principi, per maschi timorosi di confronti e per tutte le belle statuine dei presepi viventi allestiti nelle piazze e nelle feste di paese.
Nessuna persona provvista di buon senso avrebbe voluto provocare un confronto con la sua dissacrante, violenta ed anarchica mancanza d’auto ironia:
-“Coloro che bussano alla porta, i bussanti, i bussatori – e così anche il liquido di una bottiglia dal tappo di sughero biondo come la schiuma della mia birra commerciale o come i baffi scoloriti dalle tremila sigarette che fumo in meno di cinquanta giorni – non sempre sono i migliori nel catalogo degli attesi.
Io credo che l’America avrebbe dichiarato guerra al Giappone per l’affronto delle Hawaii, ma non si sarebbe impegnata nello scacchiere europeo se l’Italia non fosse stata in lizza.
Senza la partecipazione del nostro Duce al conflitto, loro, le stelle e strisce, avrebbero comodamente sistemato l’orticello acquatico del vicino Pacifico non creandosi altre preoccupazioni.
Le fabbriche di cannoni ed ogive per proiettili dalle svariate caratteristiche, avrebbero continuato a creare benessere economico con minime perdite di vite umane, sia in regime di guerra, sia nel successivo tempo di ricostruzione.
Ma «la popolo ed il popolazione» nel continente a stelle e strisce era formato in maggioranza da itali americani.
«Non salviamo i nostri cugini zie e nipoti amici fratelli padri nonni madri cumparielli padrini sorelle consanguinei conoscenti?
Il cattivo li opprime.
Noi siamo la libertà.
Loro, gli Italioti, custodi delle nostre radici, delle nostre origini, delle nostre fedi, sono persone a noi care. I nostri consanguinei sono ingenui, semplici, affettuosi, docili, simpatici, gentili, ospitali.
Sono poveri scemi imbrogliati dal fottuto figlio di puttana.
Abbiamo lottato contro le Montagne Rocciose, gli Apache, il Fiume Colorado, Geronimo, ed il Deserto del Nevada, che facciamo, gli spettatori nella corsa alla conquista dell’Italia, l’origine delle nostre origini?
Non sia mai detto!
Andiamo.
WE GO

E vennero.

Non piangere, bambino, tua madre fu violentata da truppe marocchine, sì, sotto il comando di…, sì, sì, sì… ma non erano i cugini, neppure le settantamila, settecentomila, sette milioni, sette miliardi di tonnellate di bombe a tonnellate sui vicoli palazzi spiazzi giardini pubblici scuole chiese alberghi prostiboli… et de hoc satis.”

Bruno Mancini

Il Dispari 2017-05-29 – Redazione culturale

Editoriale

Mercoledì prossimo, 31 Maggio, sarà l’ultimo giorno utile per effettuare l’iscrizione al Bookcity 2017.

Ricordiamo che si tratta di una delle più importanti manifestazioni culturali italiane, sia per la serietà e competenza organizzativa e sia per il numero di eventi in essa proposti.

Infatti, BOOKCITY MILANO è un’iniziativa voluta dal Comune di Milano e dall’Associazione BookCity Milano (Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri), a cui si è affiancata l’AIE (Associazione Italiana Editori), in collaborazione con l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e l’ALI (Associazione Librai Italiani), e vanta numeri davvero consistenti se si tiene conto che nella passata edizione ha proposto oltre 1.000 eventi, più di 1.700 ospiti, risultando premiata dalla straordinaria partecipazione di un pubblico ancora in crescita, più di 160.000 persone, che ha seguito con interesse ed entusiasmo gli eventi e gli incontri in 260 sedi (in tutti i quartieri di Milano e della Città Metropolitana) con più di 200 case editrici coinvolte, oltre 250 scuole, 1300 classi, 165 progetti didattici riservati allevati scuole e 99 incontri alle Università.

L’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA, unica voce dell’isola d’Ischia presente sia nell’edizione 2015 e sia in quella del 2016, ha riproposto la sua candidatura anche quest’anno.

Ancora pochi giorni e poi sapremo se il progetto presentato quest’anno avrà ricevuto l’auspicato Ok da parte della Commissione addetta alla selezione delle iniziative da inserire nel programma ufficiale della manifestazione.

Bruno Mancini

Corrado Solari: “Ad Ischia il fascino di mondi diversi”

E’ uno dei volti più particolari e interessanti del cinema italiano. Corrado Solari è nato a Rimini, ma vive da molti anni a Roma.

Nella sua lunga carriera da attore, iniziata nella prima metà degli anni Settanta, ha sempre interpretato ruoli impegnativi ed è riuscito a farsi apprezzare dal pubblico e dalla critica per la sua unicità espressiva. Recentemente ha lavorato nel film “Questione di Karma” diretto da Edoardo Falcone, insieme a Elio Germano e Fabio De Luigi.

Tra i film più noti che lo hanno visto protagonista ricordiamo: “Giù la testa” diretto da Sergio Leone, “Ma che colpa abbiamo noi”, “L’amore è eterno finché dura” regia di Carlo Verdone, “L’uomo delle stelle” regia di Giuseppe Tornatore.

Nel Cinema è stato diretto anche da: Pietro Germi, Elio Petri, Damiano Damiani, Steno, Carlo Carunchio, Marco Bellocchio, Umberto Lenzi, Stelvio Massi, Sergio Castellitto, Michele Placido, e tanti altri. Dal cinema al teatro fino alla televisione, abbiamo l’opportunità di intervistarlo per scoprire alcune curiosità professionali, oltre al suo legame con Ischia, isola tutta da vivere.

Corrado Solari, come ricorda il suo esordio da attore?

Nacqui a Rimini. Dopo vicissitudini da giramondo per mari e sogni, i più azzardati, anche ‘impossibili’, sentii di sbarcare ad una Scuola dell’attore a Trieste, città che artisticamente bolle sotto.

Avevo 18 anni. Dopo il triennio con promettenti soddisfazioni mi avviai nell’unica direzione possibile per un giovanissimo attore: Roma. Era il 1969. E lì le cose, i fatti, i personaggi, le vicende politiche, in quel periodo tutto era esasperato, saturo, spregiudicato, possibile, innamorabile.
Ci accampammo a piazza Sonnino a Roma in casa di un regista, autore e impresario che ci ospitò in cambio della nostra partecipazione ai suoi testi. E fondammo il Teatro la Paglia in via della Paglia a Santa Maria in Trastevere…ora sparito; anche se spesso vado a recuperare qualche memoria, ma non c’è proprio più. Facemmo diversi testi con discreto successo. I posti disponibili erano sempre esauriti in quegli anni era il momento dei teatri dì avanguardia: Ricci, Carmelo Bene, Teatro Camion, Beat 72, La Fede.
Ecco, esiliai con vigoroso andare verso il teatro‘La Fede, in uno di quei suggestivi magazzini a Porta Portese, compagnia di Manuela Kustermann e Giancarlo Nanni. E fu cosa bella e grandiosa. Eravamo in nove. Un pensiero intenso lo dedico a Fiammetta Baralla, Giancarlo Nanni che ci lasciarono pochi anni fa e a Meme’ Perlini che ci ha lasciato il 4 aprile 2017
”.

Un suo pensiero per Ischia?

Ischia mi è molto cara.
Spettacolo che dice di sé e non si schermisce a sapersi bella, la più bella.

65 mila anime che gioiscono d’abitarla e di accoglierne altrettanti in estate. Preziosa creatura degli dèi greci, Pithecausa appoggiata sul mar cobalto che ne culla le bellezze e le vanità discrete, ma prorompenti.
E poi romana dove Enea stesso vi fece scalo sulla rotta di Lavinio, Ostia, Roma.
Ischia vanta al visitatore il fascino e la personalità di mondi diversi, sovrapposti e misteriosi. Avvolge il suo essere sibillino e confonde il piacere all’interesse, il passeggiare o il pensare. Ischia si referenzia da sola: è sponsor di se stessa, nei giardini della Mortella fra un concerto e un sospeso musicale dove il canto sorge a dir che non basta mai.
Vorrei scrivere ancora di te Ischia, che lo scriver di te m’ innamora e vorrei, se donna di non lasciarti agli occhi altrui, se non per legger di te, temendo che altri di te s’innamora
”.

Michela Zanarella

MONICA FIORENTINO

HO CONOSCIUTO UN ANGELO CHE SI CHIAMA GODOT

Monica Fiorentino è una poetessa, dolcissima, che tocca il cuore del lettore in maniera semplice e diretta con versi poetici simili a raggi di sole e proposti con grande sintesi di pensieri e di immagini.
Bellissimo il suo blog “Lettera Ventunowww.haikusparsi.wordpress.com nel quale si possono leggere i suoi haiku in “Haiku Sparsi – Versi in giro per la rete”.
Libro profondo che raggiunge l’anima del lettore ed invita ad amare liberalmente, senza l’attesa di un ritorno.
Ho scelto alcuni versi che meritano la meditazione del lettore.

Vento,
a far l’amore
dentro me.
Noi due
soli, in piedi ci baciamo oltre
il muro della notte

Amami-
E silenti spogli l’anima mia

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 2017-05-29 - Redazione culturale

ARTE DI KOKOCINSKI in mostra a Napoli

Nell’arte di Alessandro Kokocinski la maschera quale punto di separazione tra la finzione e la verità, quale mezzo per nascondere le emozioni, diventa strumento di indagine con cui toccare aspetti forti dell’esistenza con protagonista l’uomo, sempre più orientato a non mostrarsi col suo vero volto e troppo spesso etichettato e leso nella propria identità.

A questo artista che utilizza diversi linguaggi dell’arte tra pittura, scultura, installazione, fotografia e ancora video e performance, è dedicata un’interessante esposizione in corso a Napoli presso il Museo Archeologico Nazionale aperta fino al 5 giugno 2017.

Promossa ed organizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, la mostra “Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown”, attraverso un corpus di oltre 70 opere comprendenti dipinti, sculture, disegni, bassorilievi, installazioni, filmati, versi poetici e libri d’artista, esplora il motivo della maschera, la cui iconografia si lega da sempre alla storia e all’arte tra mito, finzione e realtà per parlare dell’uomo, del suo essere sospeso tra verità e finzione e della sua perdita d’identità celata dietro una falsa rappresentazione di sé che spesso anche la società gli affibbia.

In quasi tutti i lavori di Kokocinski è presente la cartapesta, medium dell’effimero, con cui fa emergere la precarietà dell’essere nel constatare come la linea di separazione, tra pubblico e palcoscenico, tenda a scomparire fino a far coincidere l’aspetto legato all’atto del recitare a quanto è nell’agire legato alla realtà.

In questo avvicinamento tra l’apparire della recitazione e l’essere della vita, in questo loro finire per coincidere creando una sorta di reciproco scambio tra marionetta e uomo e uomo e marionetta, si smarrisce l’identità, imprigionata chissà dove.

Distribuito lungo sei aree – L’Arena; Pulcinella; Petruška; Sogno; Il Clown; Maschera Interiore- il percorso espositivo punta su tre grandi installazioni: “Olocausto del Clown tragico”, “Non l’ho fatto apposta”,”Sguardo al futuro nascente”, centrate sul rapporto tra finzione e realtà, dando forma a nuove configurazioni a partire anche da opere precedenti.

Come sostiene il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che promuove e sostiene l’evento “La mostra del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, oltre a rappresentare il punto più alto della produzione artistica di Kokocinski, può considerarsi anche una sintesi del suo percorso esistenziale.”

Al centro del discorso di Kokocinski è la malinconia del vivere con le sue ambiguità, le sue incertezze, catalizzata entro un’ottica ironica.

Gioiosità e malinconia si intrecciano nelle sue rappresentazioni in cui lo spettatore è invitato a guardare dentro se stesso a partire da questa giostra ironica propria del circo, dove il grottesco sostiene e stempera il dramma che affiora nella presa di coscienza di essere parte di una realtà alienante.

Vita, maschera e sogno si susseguono in un ritmo dove la stessa vita perde il senso e lo riacquista sotto altra luce per recuperare quell’individualità che coincide con il restituire identità al proprio essere.

Silvana Lazzarino

DILA

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Virginia Vandini e il Valore del Femminile

VIRGINIA VANDINI

CONSAPEVOLEZZA E ACCOGLIENZA NEL PERCORSO DE “IL VALORE DEL FEMMINILE”

Decidere liberamente e agire consapevolmente senza condizionamenti lungo il corso della propria vita migliorandola giorno dopo giorno, lontani da paure e angosce ed eventuali pregiudizi, rappresenta una conquista possibile grazie alla capacità dell’uomo di ascoltare e ascoltarsi. A questa conquista si giunge grazie a tutti quegli strumenti proposti dall’ASSOCIAZIONE IL VALORE DEL FEMMINILE di cui è Presidente Virginia Vandini, direttore Centro Italiano Counseling Umanistico, attraverso diversi incontri, seminari e conferenze in cui si tiene conto dei bisogni individuali e collettivi.

Virginia Vandini

Virginia Vandini

Virginia Vandini, sociologa, counselor trainer, specializzata in counseling scolastico e consulente in psicogenealogia e costellazioni familiari, insieme ad Antonella Aloi, Elisa Mastrantonio, Francesca Di Sarno, Caterina Lattanzio e Giuseppina Occhiuto, per citare alcuni nomi dello staff, attraverso corsi, seminari e attività, propongono il “cammino del counseling” come percorso di crescita e rinascita in cui ciascuno possa ritrovare se stesso in armonia con l’altro.

Un percorso per acquisire comprensione e consapevolezza di se stessi, affinché ognuno possa trovare la propria libertà per amarsi veramente e amare così anche gli altri. Nel cammino del counseling, i punti fondamentali per una rinascita culturale sostenibile in armonia con l’altro sono l’ascolto, l’accoglienza e l’amore, senza i quali  nella vita quotidiana non si può costruire una vera e autentica comunicazione e un dialogo fatto di scambio e punti di vista anche diversi che vanno a creare interazione e arricchimento sul piano personale e sociale.

Come sostiene Canterina Lattanzio, psicologa e Professional Counselor, l’ascolto e l’ accoglienza verso l’altro sono determinanti per favorire il cambiamento. A riguardo infatti i corsi da lei proposti sono

Caterina Lattanzio

Caterina Lattanzio

“percorsi creativo-esperienziali dove tecniche tradizionali di psicologia si alternano a tecniche motivazionali e rituali antichi dando vita a percorsi di consapevolezza originali e particolarmente efficaci”. Tra i corsi di formazione, seminari proposti dal VALORE DEL FEMMINILE, volti a far acquisire consapevolezza, fiducia in se stessi per trovare anche il coraggio di cambiare, tutti davvero interessanti, è il Laboratorio Esperienziale, 7 PASSI CREATIVI VERSO L’ESSENZA ideato e condotto da Caterina Lattanzio in programma a partire dal prossimo 6 gennaio 2017 a Roma nella sede de “Il Valore del Femminile” (in Via Lorenzo il Magnifico ,50).

Un percorso/laboratorio per iniziare a guardare dentro se stessi e far si che la mente si liberi da vecchi schemi e condizionamenti imposti, ma anche da paure inconsciamente causa di ansia, dove sarà dato ampio spazio alla pratica confluendo sui quattro piani: fisico, emotivo, mentale e spirituale che costituiscono l’OLOS (interezza). E’ necessario ritrovarsi e riconoscersi guardando dentro se stessi per riscoprire la propria unicità necessaria per valorizzare qualità, idee, motivazioni,

Da qui è la volta di un nuovo inizio. Il corso mira a sviluppare competenze e punti di forza individuali necessari per incrementare capacità di tolleranza e resistenza anche nell’elaborare le avversità della vita. Questa acquisizione di consapevolezza delle proprie qualità, unita al saper fronteggiare gli ostacoli permette di raggiungere uno spazio di guarigione, speranza e armonia con se stessi e gli altri. Il fine è quello di suggerire gli strumenti per imparare ad ascoltarsi per acquisire consapevolezza assumendosi responsabilità di scelte e comportamenti in piena libertà, senza perdere di vista il rispetto per se stessi. Il corso prevede incontri con cadenza quindicinale ciascuno di due ore e mezza,

Anna Maria Morsucci

Anna Maria Morsucci

Di astrologia e dell’influsso degli astri sui ritmi del cosmo e del tema di nascita visto sotto un’ottica di crescita personale e consapevolezza, parlerà durante l’incontro di presentazione Anna Maria Morsucci, giornalista, esperta di astrologia e tarocchi, autrice di diversi libri tra cui: “L’Oroscopo bastardo” scritto con il giornalista Claudio Sabelli Fioretti (2013), “Dio è la mia avventura” (2015).  L’8 gennaio 2017 presenterà (ad ingresso gratuito) il corso ASTROLOGIA PER TUTTI che prevede 4 incontri pratici ed esperienziali dedicati all’Astrologia e sui particolari del tema di nascita con approccio analitico visivo. Gli incontri con cadenza mensile (28 gennaio, 12 febbraio, 12 marzo, 23 aprile) si terranno dalle 10 alle 19.00 -,compresa 1 ora di pausa pranzo- presso la sede dell’Associazione in Via Lorenzo il Magnifico, 50.

Il percorso centrato sulla crescita personale alla scoperta di sé prosegue con il seminario tenuto da Virginia Vandini con Frida Aslan LABORATORIO IMMAGINALE CON I NAT in programma il 9, 10, 23 e 24 gennaio 2017 in cui si potranno toccare aspetti profondi del proprio animo attraverso la storia di questi spiriti guida del popolo birmano. Durante ciascun incontro si imparerà a dialogare con questi potenti archetipi attraverso le costellazioni immaginali, lo yoga sciamanico e il channeling.

Antonella Aloi

Antonella Aloi

Imparare ad ascoltare e ascoltarsi attraverso i tarocchi è il viaggio proposto da Antonella Aloi Counselor Professionista S.I.Co, con il corso I TAROCCHI E IL COUNSELING (a partire dal 13 gennaio 2017 con cadenza mensile) dove i tarocchi, immagini archetipe potenti, diventano punti di collegamento con il nostro sentire. Sarà trattato il tema dei Deanari visti in rapporto non solo alla stabilità materiale e al successo, ma anche al corpo, al cibo e alle radici familiari. Antonella Aloi, laureata in Scienze della Comunicazione e Psicologia, Master in Gestalt Artcounseling, è anche consulente in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad approccio immaginale e studiosa di Tarocchi e simbologia.

Nella complessità del mondo delle emozioni ci guida Francesca Di Sarno, Counselor Trainer pisco-corporea, specializzata in teatro- Counseling e Costellazioni sistemico familiari, con il corso teorico esperienziale VIAGGIO NEL MONDO DELLE EMOZIONI attraverso cui riscoprire una rinnovata consapevolezza di sé, mediante la conoscenza di diversi tipi di emozioni con cui si entrerà a contatto attraverso strumenti di mediazione artistica come la musica, i colori, il teatro. Si imparerà anche a gestire le stesse emozioni in diverse situazioni senza reprimerle e si scoprirà come esse si manifestano nel corpo. I corsi si svolgeranno due volte al mese di lunedì presso la sede dell’Associazione.: Attraverso le diverse attività proposte da Virginia Vandini e dall’Associazione “Il Valore del Femminile” tra incontri, seminari, convegni e la Scuola di Counseling, unitamente ad una nutrita esperienza sul campo, viene proposto un percorso di comprensione e consapevolezza di sé, stima e sicurezza per essere in armonia con gli altri e la società.

Silvana Lazzarino

IL VALORE DEL FEMMINILE

Proposta corsi con l’inizio del 2017

7 PASSI CREATIVI VERSO L’ESSENZA

 con Caterina Lattanzio

venerdì 6  gennaio dalle 18 alle 20.30 e e sabato 7 gennaio dalle 17.30 alle 20,00

ASTROLOGIA PER TUTTI

 con Anna Maria Morsucci

presentazione 8 gennaio 2017 dalle 16 alle 18

(ingresso libero)

LABORATORIO IMMAGINALE CON I NAT

con Virginia Vandini e Frida Aslan

10 e 24 gennaio dalle 10.30 alle 12.30 (Via Lorenzo il Magnfico, 50 Roma)

9 e 23 gennaio 19.30-21.30 (presso il Centro di Frida Aslan in Via della Marrana do S Fresca, 180 Roma Fioranello)

I TAROCCHI E IL COUNSELING

con Antonella Aloi

da venerdì 13 gennaio 2017 dalle 19.30 alle 21.00, con cadenza 1 volta al mese.

CORSO DI FORMAZIONE TEORICO ESPERENZIALE

“VIAGGIO NEL MONDO DELLE EMOZIONI”

con Francesca Di Sarno

da lunedì 9 gennaio 2017 dalle 19.30 alle 22.00

Il Valore del femminile

Roma, Via Lorenzo il Magnifico, 50 (fermata metro Bologna)

Per informazioni; info@ilvaloredelfemminile.it

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