Il Dispari 20180924 Redazione culturale

Il Dispari 20180924 – Redazione culturale

Il Dispari 20180924

Il Dispari 20180924

Editoriale

Il Dispari 20180924Indossando per una volta gli abiti dell’inviato del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, ho inteso partecipare personalmente al vernissage di una mostra da noi consigliata (della quale avete avuto modo di leggere ampie notizie nella pagina culturale del 10 Settembre), allo scopo di capire bene quali siano i reali connotati dei progetti posti in essere da Mariapia Ciaghi (Il Sextante editore) e Paola Valori (Galleria MICRO in Viale Mazzini 1 Roma).

Dico subito che

all’inaugurazione della mostra di arti grafiche L’eco della pace un folto e competente pubblico non ha fatto mancare la sua approvazione per il tema oggi più che mai tristemente attuale, né ha lesinato complimenti per la qualità delle opere esposte, e neppure si è sottratto ad applaudire, metaforicamente e concretamente,

 

l’operato delle due promotrici.

Paola Valori e Milena Petrarca

E, naturalmente,

non mi sono fatta scappare l’opportunità di intervistare alcune delle personalità di spicco (artistico e culturale ovviamente!) presenti in galleria.

Prima tra tutte, Milena Petrarca (Presidente della Sede italiana dell’Associazione “Magna Grecia Latina New York” di Mario Fratti, nonché vincitrice del premio di Arti grafiche “Otto milioni proposto dalla nostra Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA) che ha donato alle organizzatrici due suoi quadri realizzati appositamente per rendere omaggio alla Mostra.

Mariapia Ciaghi – Milena Petrarca – Flora Rucco

Poi Flora Rucco,

dott.ssa in Conservazione dei Beni Culturali, museologa di genere, Segretaria Nazionale. dell’Associazione “Calmana”, Presidente dell’Associazione Artistica e culturale “Exper’art” e Vice Presidente per la Regione Lazio della Delegazione DILA in Pontinia presieduta da Angela Maria Tiberi ben nota opinionista di questo giornale,.

Felice Corticchia – Milena Petrarca – Bruno Mancini

A seguire ho intervistato

Felice Maria Corticchia,

scrittore regista sceneggiatore, e, come splendida conclusione ho registrato alcune interessanti dichiarazioni delle due organizzatrici Mariapia Ciaghi e Paola Valori.

Come punto di forza della serata,

Mariapia Ciaghi e Milena Petrarca

Mariapia Ciaghi, amica ed estimatrice della grande scrittrice americanista Fernanda Pivano, ha letto la post-fazione del libro “Ho fatto una pace separata” in cui Fernanda Pivano parla di Rovereto e dell’importanza che Rovereto ha assunto come riferimento universale verso questo valore.

Ricordiamo con ammirazione che la scrittrice Fernanda Pivano, fino dagli anni Sessanta e con importanti amici come Allen Ginsberg, Jack Kerouac o Gregory Corso, si è sempre schierata per la pace e ha dedicato molti incontri, soprattutto con i giovani, a questo tema.

Ah, che gioia, che emozione, che una città bianca come Rovereto abbia creato un progetto per dare vita a un movimento di pace, un sogno collettivo di pace, ignaro di vincoli geografici o peggio di vincoli politici, un sogno giusto per bambini e per vecchi, ispirato da artisti e vissuto magari da chi ha perso in guerra una persona amata, gente che non vuole niente, vuole solo che la gente smetta di ammazzarsi scegliendo il ruolo degli animali feroci.

Il mio sogno è che questo movimento di pace si muova sempre di più, e che tante città, tanti popoli, possano vivere questo stesso mio sogno.

Forse i sogni sono destinati a fallire, ma io non posso pensare che possa fallire il sogno della pace.

La cosa più luminosa di un uomo è l’amore, la cosa più luminosa di un uomo è il rispetto, la cosa più luminosa di un uomo è la non violenza.

Questo rende sicuri i nostri cuori, rende sicuri i nostri affetti, è come se l’eternità ci illuminasse: solo nella non violenza si può trovare l’ispirazione nella vita.

A queste parole a cui i guerrafondai ci vogliono disabituare si raccoglie la speranza di chi preferisce una passeggiata nei boschi piuttosto che una sparatoria mortale.

Il nostro amore ci riporta a sognare città dove vivere l’uno accanto l’altro con fiducia, dove uomo e donna possono incontrarsi sognando il futuro, magari, perché no, facendo l’amore, comunque non uccidendo nessuno.

(…) la guerra è la più brutale delle offese alla pace.

Un’offesa basata a volte sopra emozioni nazionali, a volte emozioni volgari come le medaglie, ma sempre posate su un’illusione che i più ingenui considerano di pace piuttosto che di ambizioni.

Forse fa parte del sogno della pace che la nostra dignità ci faccia ricordare gli occhi di un ragazzo che muore.

La morte è la più grande nemica dell’uomo e la più grande amica dell’ignavia.
Gli artisti faranno sempre una pace separata perché così vedranno risplendere la luce delle loro anime. Perché un artista non può essere perverso: sono i perversi che preferiscono la violenza alla pace.

Ora, voi vi aspettate

che io trascriva tutte le interviste effettuate in esclusiva per Il Dispari, mentre, invece, desidero proporvi il “Manifesto della pace” che è un mio personale contributo al tema PACE adottato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Chiuderò questo editoriale

con la presentazione, in sintesi, della pittrice-poetessa Gianna Formato, anche lei intervenuta all’inaugurazione, anche lei artista di fama nazionale e anche lei prossima firma che farà parte della redazione di questa pagina., con l’intento di proseguire, durante le prossime puntate, nel raccontarvi la cronaca della bellissima serata di Arte e di cultura vissuta a Roma.

MANIFESTO DELLA PACE DI BRUNO MANCINI

La mia personale “militanza” tra coloro che hanno difesa la ferma determinazione di dichiararsi “PACIFISTI”, quando ancora erano gli anni in cui la Polizia ci inseguiva qualificandoci sovversivi e caricava nei cellulari a randellate i manifestanti meno lesti nel fuggire -Bologna Settembre 1963 / Aprile 1964-, ritengo possa rappresentare un esplicito e doveroso chiarimento atto a consentirmi di precisare, senza generare equivoci, che noi,

uomini e donne dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

non intendiamo assumere mai il ruolo di storiografi, sociologi, o di specialisti in altre discipline tese a classificare eventi ed a chiarirne genesi, cause ed effetti; e che noi non intendiamo neppure presentarci nella veste di un gruppo, più o meno politicizzato, per il quale esistano i “sempre nel giusto” ed i “sempre malvagi“; e che noi, infine, non ci proponiamo –questo può sembrare un paradosso– nemmeno come portatori di nostre personalità semplicemente umane, le quali, comunque, potrebbero indurci in errori invogliandoci –per debolezze– a giustificare, oppure –per vendette– a condannare.

NO… NO… NO… noi siamo presenti sulla scena sociale come ARTISTI,

per la maggior parte Scrittori e Poeti, ma anche Pittori, Fotografi, Musicisti, Giornalisti, Editori, Registi, ecc. e agiamo per invitare a creare ed a godere anche i nobili sentimenti e le intime emozioni indotti dalla parola PACE, la quale, sebbene celebrata in mille e mille modi diversi, non consentiremo mai che venga scritta con la penna di un solo colore.

Scegliere tra rosso e nero può andare bene in un gioco stupido come la roulette, ma l’ARTE ha altre ambizioni, l’Arte è rosso, nero, giallo, verde…

ARTE sono i grigi delle nebbie, le variazioni d’indaco dei mari, le terre di Siena, i viola…

L’Arte ha diritti e cittadinanza, forza e bellezza, sebbene espressa e scritta con qualsiasi colore dell’arcobaleno.

Ma ciò non basta a definire del tutto gli ideali che la nostra Associazione intende proporre con questo breve scritto, poiché noi crediamo –con uguale grande fermezza– che la parola PACE non sia soltanto in antitesi, in contrasto, l’opposto della parola GUERRA, ma possa esprimere una forza di resistenza ineguagliabile nei confronti di altre iatture e di tutte le reali nefandezze perpetrate da parti infime ed infide del genere umano:

RAZZISMO, MAFIA, SPECULAZIONI DI OGNI TIPO, ABUSI DI POTERE, sono tutte Guerre contro le quali gli “Artisti” innalzano lo stendardo della PACE.

Così come abbiamo affermato che gli inchiostri di tutti i colori sono adatti a scrivere la parola PACE, nello stesso modo e con identica determinazione garantiamo che combatteremo e contrasteremo con ogni mezzo non violento, come abbiamo sempre fatto, tutti coloro che hanno voluto, vogliono o vorranno intingere le penne d’oca utilizzate per la scrittura della parola PACE in calamai pieni delle lacrime dei popoli affamati, oppressi, schiavizzati, così come nel sangue innocente dei morti sul lavoro.

Bruno Mancini

Chi è Gianna Formato Cavuoto Paganelli

nuova amica dei progetti culturali made in Ischia dell’Associazione DILA?

Riconoscimenti ottenuti per la poesia: Centro culturale Giuseppe Gioacchino Belli; Accademia Internazionale F. Petrarca (Capranica) concorso Dante e Beatrice; Concorso Nazionale di Poesia Rosa Formisano – premio speciale della critica; premio speciale del venticinquennale; premio speciale fedeltà sezione lingua; targa fedeltà; premi vari.

Mostre di pittura: Sermoneta@art; Personale ad Aprilia; Premio Internazionale Arte e cultura; Circolo artistico La Pallade; Trentunesima festa dell’uva e del vino, prima edizione Marcantonio Colonna; Mostra collettiva Associazione 100 pittori; Mostra alla Galleria Il Leone Roma; Mostra collettiva al teatro dei Dioscuri con l’Associazione Urbis et Arti.

Senza dimenticare di dirvi che l’epilogo si è svolto nel favoloso mondo di Bacco, generosamente offerto in abbondanti calici di Sangiovese (un 13° prodotto dall’Azienda agricola “Lorenzo Cecchetelli), offerti da Serenella Grossi (artista e medico).
Il Dispari 20180917 – Redazione culturale – Bruno Mancini

Il Dispari 20180917

Editoriale

L’inizio del mio racconto “Ambiguità” tratto dalla raccolta “Come i cinesi volume secondo”

Ambiguità – Capitolo 1°

Se non c’è più niente, e niente c’è da difendere, voglio conservare la memoria, le mie memorie per cercare di dare un senso ed un seguito all’assurdo tentativo di far quadrare il cerchio (lei cerchio io quadrato) che ho esasperatamente inseguito.

Scoprirono
vicoli storti in curve rapide,
a getto,
in fughe di risse
e c’erano voglie di addii.

Dialoghi, intimità, ragionamenti, passioni, le irrazionali note, cadute, catarsi, sdegni, i vari voltano di un atto, gli equivoci, i nodi, le sfide, i sensi dei vinti, i come, perché, dove, se, che abbiamo macinato più contro di noi per dare che non verso di noi per avere, più sciocchi per idoli che lucidi d’esperienze, sempre senza pause catalizzatrici.
Voglio conservare le mie memorie completamente libere da sovrapposizioni di tempi e da confronti con altre prospettive.

Vento fasciato a pelle
sbalzi, stridori
stimoli
stimoli
stimoli a lacrime.

Fino a giovedì 24 Ottobre (anzi notte tra mercoledì e giovedì), salvo due precisi momenti, non avevo vissuto in maniera passionale questa storia; voglio dire che non avevo vissuto sommerso in una impulsività irrazionale, bensì teso ad una conquista, con un impegno certo asfissiante perché in definitiva vestito di spregiudicatezza, cinismo, attesa, provocazione.
Solo ho detto, due momenti di passionalità, di uno forse scriverò più avanti, anche se mi era parso influente nel mio-suo quesito. L’altro, vissuto insieme con lei, lo definirei caratterizzato dallo…

Bruno Mancini

L’ECO DELLA PACE

di Mariapia Ciaghi

Sognare il dolce sogno della pace”: chi può dire di non nutrire o aver nutrito questo desiderio così ben espresso dalle parole di Kant?

Credo nessuno, neppure tra quanti, per realizzare quel sogno, sono fermamente convinti di dover usare gli strumenti della guerra.

Eppure la pace continua a essere relegata nel mondo dei “sogni”, in una “utopia” che non ha né luogo né tempo: la realtà ci parla di guerre, di conflitti, di violenze che, nel migliore dei casi, “sognano” sempre di essere le ultime, pretendono di costituire le dolorose e inevitabili premesse per una pace duratura che tuttavia mai giungerà.

Ma davvero nulla si può inserire tra il sogno e la realtà per rendere quest’ultima più simile al primo?
Davvero l’unica alternativa al brusco risveglio da un bel sogno è il piombare nell’angoscia di un incubo?

No, forse un esile spazio esiste, una fragile opportunità è concessa tra l’illusione del sogno e la tragica realtà delle cose: è l’ambito precario dell’immaginazione, intesa non come fantasia onirica bensì come respiro del pensiero, come capacità di dare un volto a realtà che non si vedono ma
della cui esistenza si è certi, nonostante tutto e contro ogni evidenza: “se dobbiamo immaginare la pace -osservava il filosofo francese Paul Ricoeur- è perché la guerra resta l’accecante realtà”.

Sì, “la pace appare oggi più che minacciata: una visione dello spirito, forse persino un’allucinazione, come una pellicola translucida, un profumo volatile, l’ala di un’ape, il sogno di un saggio che immagina di essere una farfalla o di una farfalla che si considera saggia” afferma Julia Kristeva.

E per questa scrittrice psicanalista diventa persino problematico “pensare la pace”, perché “il discorso sulla vita ci fa difetto all’inizio di questo terzo millennio…

Molto più che nello scontro di civiltà, il deficit della civilizzazione moderna risiede nella nostra assenza di risposta alla domanda: cos’è una vita? cosa significa amare la vita?”.

Allora, conclude, “più che la coesistenza pacifica tra religioni, è un’analisi radicale delle loro logiche di vita che può ancora salvarci”.

In questo senso pare fondamentale chiedersi come mai accada – e il fenomeno è talmente generalizzato a livello storico e geografico che non si può negarne la caratteristica di costante antropologica, indipendente dalla specifica natura dei contendenti – che la religione, cioè
quell’insieme di convinzioni, norme di comportamento, sentimenti e riti che mette in
comunicazione l’umano con il divino, inneschi pensieri e azioni di guerra e non di pace?

Nella dimensione del divino non siamo abituati a collocare l’anelito umano a una vita piena in cui pace, giustizia, prosperità, salute, assenza di dolore, gioia, amicizia possono trovare la loro fonte e il loro culmine?

Forse la ragione fondamentale consiste nell’enorme carica di “identità” e nella presunzione di “verità” di cui le religioni sono portatrici.

Da un lato, infatti, è tale la loro capacità di determinare, definire, identificare un popolo, una nazione ma anche una famiglia, un singolo, che finiscono per diventare il “collante” ideale per qualunque impresa che richieda all’uomo un superamento di se stesso, nel bene come nel male: così è la religione che mi fornisce la ragione per cui vale la pena dare la vita affinché gli altri
abbiano la vita, ma è la distorsione della stessa religione che può portarmi a dare la vita perché altri abbiano la morte.

D’altro lato, intimamente legato all’identità che la religione è in grado di offrire, vi è il concetto di “verità”.

Ora, finché questa “verità” viene cercata, scrutata, riconosciuta, accolta come dono destinato all’umanità intera, essa è parte integrante, fondamento di quella “pace” come vita piena che l’uomo
ricerca.

Ma quando la “verità” viene concepita come possesso esclusivo, come conquista da difendere e da imporre agli altri, essa innesca l’ostilità verso gli estranei e il “rigetto” verso i simili.

Capire la natura profonda di questi meccanismi è essenziale per invertire il senso di marcia delle enormi potenzialità insite nelle religioni: convertirne le finalità, anzi ripristinare il loro orientamento originale, teso alla piena realizzazione dell’essere umano, al ristabilimento di una condizione di pace cosmica, fatta di armonia interiore, di concordia con i propri simili, di serena convivenza con tutte le creature, di amore condiviso.

Immaginare la pace, allora, significa anche liberarsi da questi schemi mentali, dare spazio e possibilità di espressione all’altro, alla sua identità e alla sua verità: immaginare la pace significa,
come ricorda ancora Paul Ricoeur, “non sognarla o allucinarla, ma concepirla, volerla e sperarla. La pace, infatti, in ultima istanza, è più dell’assenza della guerra o della sospensione della guerra: è un bene positivo, una condizione di felicità che consiste nell’assenza di timore, nella tranquillità dell’accettazione delle differenze… Se si dovesse designare una forma verbale che distingue l’immaginazione della pace dal sogno, io la chiamerei l’ottativo della tranquillità, nella calma accettazione delle differenze su scala planetaria”.

Quanta ostinata perseveranza, quanta paziente tenacia, quanta lotta interiore richieda questa “tranquillità” è ogni giorno sotto gli occhi di ciascuno di noi.

Mariapia Ciaghi

NdR: “Mariapia Ciaghi, Socia dell’Associazione “Da Ischia L’

Arte – DILA”, già nota ai lettori di questo quotidiano Il Dispari diretto da Gaetano Di Meglio in quanto collaboratrice ed opinionista della pagina culturale, giornalista e

 regista cinematografica, titolare de Il Sextante (impresa di organiz

zazione di eventi internazionali e casa editrice che vanta tra le sue pubblicazioni anche il trimestrale Eudonna Magazine della quale lei è anche Direttrice), ha curato e pubblicato le ultime edizioni delle nuove antologie di DILA.” 

Il Dispari 20180917 – Redazione culturale - Bruno Mancini Il Dispari 20180917 Editoriale L’inizio del mio racconto “Ambiguità” tratto dalla raccolta “Come i cinesi volume secondo” Ambiguità – Capitolo 1°

Tre poesie di Angela Maria Tiberi

Presidente Regione Lazio Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”; Presidente Regione Lazio Accademia internazionale “Arte e Cultura” di Michelangelo Angrisani; Ambasciatrice Dell’Associazione internazionale “Magna Grecia Latina New York”.Presidente Regione Lazio Associazione internazionale “La pulce letteraria”;

SERGIANNI LUIGI

I tuoi capelli grigi
mi incutano profondo rispetto di un grande uomo
vissuto nell’Italia della gloria
del cinema italiano
conosciuto nel mondo oltre oceano
dal Polo Nord al Polo Sud.
Ora i giovani devono ritrovare quei valori
perduti e prenderti come esempio da imitare
con il tuo operato di giovane falegname
dalle mani cesellate di creatività infinita
a credere in loro come facesti tu
senza posa nella storia italiana del cinema
a cavallo di due generazioni che non ci sono più
ma rimaste immortalate nei film
dove li ritroviamo immortalati e
perennemente resteranno nella antica gloria italiana.

GIUSEPPE LORIN

Uomo di grande valore
la storia la fai vivere nei nostri cuori
come se tu avessi la macchina del tempo,
ci emozioni facendoci piangere le sofferenze
passate dagli uomini che ci hanno lasciato
con i loro dolori e sofferenze e gioie vissute.
Sei un uomo ineguagliabile che sa lasciare ai posteri
ricchezze inestimabili e uniche.

PAOLA OCCHI

Voce d’usignolo che tocchi la mia anima
sola e raminga nella città
dei fantasmi che vagano nel nulla.
Addolcisci il mio cuore stanco di credere nell’amore
di uomini privi di sentimenti
incapaci d’amare
consolami e asciuga le mie lacrime
nel vedere un giorno trionfare l’AMORE sul MALE
e i deserti che danno i loro frutti,
la TERRA luogo di esistenza dove esiste la fratellanza
senza barriere e la Pace fra gli uomini e la Natura
rispettata come una madre capace d’amare.

Il Dispari 20180910 – Redazione culturale

Il Dispari 20180910

Il Dispari 20180910

Editoriale

MICRO & IL SEXTANTE proporranno una Mostra d’Arte ad ingresso GRATUITO AD INVITI dal titolo L’ECO DELLA PACE il cui vernissage si terrà giovedì 20 Settembre 2018, alle ore 18:30, presso la  MICRO in Viale Mazzini 1, ove resterà in esposizione fino al successivo 30 Settembre.

La mostra L’ECO DELLA PACE a cura di Mariapia Ciaghi e Paola Valori è composta da cinquanta grafiche per la pace e contro tutte le guerre.

Un nucleo di inediti materiali d’archivio provenienti dalla collezione privata di il Sextante di Mariapia Ciaghi raffiguranti opere realizzate da alcuni dei migliori artisti mondiali.

L’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

tramite me (tel. 3914830355 ore 11-24) e/o tramite Angela Maria Tiberi (tel 3205584216) Presidente della sede operativa di Latina, provvederà al rilascio di inviti per tutti i lettori di questa pagina e per tutti i membri del nostro gruppo fb LENOIS che ne faranno richiesta entro il prossimo 15 Settembre.

Tutti coloro che per ragioni di distanza non saranno in condizione di presenziare all’evento, potranno concordare con Angela Maria Tiberi un breve cenno di saluto che sarà espresso agli artisti, agli organizzatori e ai visitatori della mostra da uno dei Soci DILA presente all’evento.

I Soci DILA, e solo loro, potranno iscriversi, sempre tramite Angela Maria Tiberi, per partecipare attivamente alla presentazione dell’evento.

Il Vernissage sarà registrato in video e successivamente sarà immesso in rete e diffuso tramite le TV che seguono con interesse i progetti culturali indicati ed organizzati da DILA e dai suoi Soci.

Ampio spazio sarà riservato alla cronaca dell’evento in questa pagina culturale del quotidiano Il Dispari di Gaetano N Di Meglio (distribuito in edicola ogni lunedì in gratuito abbinamento con la storica testata giornalistica Il Mattino di Napoli)

La Mostra  L’ECO DELLA PACE

nasce da un’idea di Mariapia Ciaghi  Socia dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”, già nota ai lettori di questo quotidiano Il Dispari diretto da Gaetano Di Meglio in quanto collaboratrice ed opinionista della pagina culturale, giornalista e regista cinematografica, titolare de Il Sextante, impresa di organizzazione di eventi internazionali e casa editrice che vanta tra le sue pubblicazioni anche il trimestrale Eudonna Magazine oltre a curare l’edizione delle nuove antologie di DILA, direttrice della rivista Eudonna); con il coordinamento generale di Paola Valori della quale pubblicheremo presto un’intervista esclusiva per questa testata giornalistica e che ora ci limitiamo a presentare dicendo solo che è specializzata in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo presso l’Accademia di Belle.

Ha svolto attività freelance per diverse case editrici

curando l’illustrazione di copertine per libri destinati sia ai ragazzi che al pubblico adulto, affianca all’attività di illustratrice e designer un vivo interesse per l’organizzazione di iniziative culturali, artistiche e musicali, è promotrice di eventi dedicati alle nuove tendenze dell’arte contemporanea, collabora con artisti e istituzioni nell’ideazione e realizzazione di progetti culturali, ha fondato MICRO, spazio aperto alle nuove tendenze dell’arte e della ricerca, dove alterna mostre di artisti contemporanei a esposizioni proprie, ed è presidente dell’Associazione Michele Valori impegnata particolarmente nella promozione delle arti visive contemporanee e nell’allestimento di mostre, rassegne, conferenze, dibattiti e workshop.

La Mostra rientra nell’ambito di “Open Generazioni a Confronto”

una serie di appuntamenti culturali ideati e promossi dall’Associazione Michele Valori con attività espositive, giornate di ricerca e incontri di approfondimento, che focalizzano l’attenzione sul confronto intergenerazionale tra artisti.

La collaborazione tra Paola Valori e Mariapia Ciaghi, oltre a sottolineare il valore storico artistico della collezione, intende offrire un’occasione di incontro e di riflessione sul ruolo dell’arte su temi tanto attuali e urgenti come la pace e il dialogo tra culture diverse

La Mostra può considerarsi un piccolo ma intenso percorso espositivo, ricco di inedite produzioni realizzate nel secondo Novecento e presentate al pubblico per la prima volta:

Gropper, Makoto Ueno, J.W.Wassiljew, Norberto Onofrio, Jose Venturelli, Erasto Cortes, Charles White, Verdon Morcom, I.Md. Sukengadja, Toshitugu Yoshida, To Chiem, Nguyen do Cung, Kim Gon-Dzung, BaUn-Song, Li Tschung, Li Hua, Wu Fan, U Ohn Lwin, Haren Das, Ruth Schloss, Nicolaus Manoussis, Augusto Murer, Giacomo Manzù, Peter Peri, Fritz Griebel, Arno Mohr, Fritz Cremer, Tadeusz Kulisiewicz, Vaclav Sivko, Orest Dubay, Karl Raszler, Johann Kass, Julius Hincz, Gheorghe Ivancenco, Marcel Chirnoaga, Jakobov Mirtscho, Georgi Daskalov, G.F. Sacharow, I.N. Worobjewa, N.I.Kalita.

MICRO è la struttura organizzativa, nonché la sede, di un progetto dedicato alla creatività  contemporanea.

Luogo interattivo dove convergono le più diverse forme di espressività.

Propone una programmazione culturale multidisciplinare con eventi, esposizioni, performance, installazioni, grafica, design, fotografia, musica, spettacolo.

Concepito come work in progress, legato ai diversi luoghi espositivi che lo accolgono, si è ormai consolidato come punto di aggregazione anticonvenzionale per Roma e la sua provincia.

La mostra sarà inaugurata alla presenza delle curatrici e resterà visitabile su appuntamento  chiamando il numero +39 347 0900625.

Visto l’alto valore dell’iniziativa durante il periodo d’esposizione sono previsti incontri con promotori culturali ed esperti, per educare alla pace le nuove generazioni attraverso percorsi laboratoriali per le scuole di diverso ordine e grado.

Riferimenti organizzativi per i visitatori:

info@associazionemichelevalori.it

info@ilsextante.net

emmegiischia@gmail.com

Bruno Mancini

Angela Maria Tiberi intervista Luigi Sergianni in esclusiva per Il Dispari

Luigi Sergianni è definito il “cinema italiano” in quanto ha lavorato come scenotecnico nei film dei più grandi attori e registi italiani fin dalla fine degli anni Sessanta.

-D: Come è nata la sua passione per il cinema ?

-R: Nel 1968 mi recai agli Stabilimenti di Cinecittà a ROMA perché avevano bisogno di un falegname e con l’incoraggiamento di mia moglie intrapresi questa carriera quasi per gioco.

-D: Quali sono i film a cui ha partecipato?

 -R: Construction manager: 2013 The Elevator: Three Minutes Can Change Your Life; 2009 Holy Money; 2007Seta; 2006 Black Dahlia; 2006 Le colline hanno gli occhi; 2005 Il nascondiglio del diavolo – The cave; 2002/IHeaven; 1999 Titus; 1997 Kundun; 1994 A che punto è la notte (TV Movie); 1985 A.D. (TV Mini-Series); 1994 Il postino; 1991 Monteriano – Dove gli angeli non osano metter piede; 1990 La voce della luna; 1989 Etoile; 1988 Le avventure del Barone di Munchausen; 1986 Il nome della rosa; 1982 Oltre la porta; 1969Fellini – Satyricon. 

Construction coordinator: 2002 Gangs of New York; 1998 La leggenda del pianista sull’oceano; 1996 Bambola; 2003 Ritorno a Cold Mountain.

Construction supervisor: 2002 Callas Forever; 1999 Il settimo papiro (TV Mini-Series 3 episodi); Part Three; 1999 Part Two; 1999 Part One; 2005 Casanova. 

Set construction supervisor: 1988 Il segreto del Sahara (TV Mini-Series 4 episodes). 

Master set builder: 1989 Francesco. 

Set constructor: 1986 Ginger e Fred; 1983 Donna sola. 

Construction manager – uncredited: 1976 Il Casanova di Federico Fellini.  

-D: Come scenotecnico si ricorda alcuni film?

-R: Non sono solo scenotecnico, ho avuto altre mansioni. Ora elenco alcuni film.
Scenotecnico, filmografia: 2007 Seta.
Direttore dei lavori: 2006 Le colline hanno gli occhi.
Capocantiere: 2005 Casanova.
Construction Co-ordinator SV: 2005 La grotta.
Supervisore dei lavori: 2005 The Black Dahlia.
Construction Manager: 1990 La voce della luna.
Imposta Decoratore: 1989 Le avventure del barone di Munchausen.
Responsabile della costruzione: 1986 Der Name der Rose.
Capocantiere: 1985 Zenzero e Fred.

-D: Quale regista sente più vicino alla sua personalità?

-R: Ho conosciuto notevoli registi ma ho sentito più vicino a me Sergio Leone.

-D: In quali film ha lavorato con lui?

-R: C’era una volta in America.

-D: Ha conosciuto Federico Fellini?

-R: Sì, ho lavorato con lui in Satyricon, Amarcord, Roma, La città delle donne, Casanova,

D: Quale tra i film di Federico Fellini è stato il più difficile da interpretare?

-R:  Satyricon

-D: Qual è fra gli attori con cui ha lavorato quello che ha stimato o, se ancora in vita, stima di più?

-R: Marcello Mastroianni, era una persona molto umile, direi un gentiluomo.
-D: Ha lavorato con Pier Paolo Pasolini?
-R: Sì, ho girato con lui Il Decameron, Uccellacci e uccellini.
-D: Quali sono gli ultimi film in cui ha lavorato?
-R: Gomorra I, Gomorra II, Suburra, I delitti del BarLume.

-D: Qual è l’attore che porta nel cuore?

-R: Massimo Troisi con la sua interpretazione nel film Il Postino.

-D: Qual è la donna invece che porta nel suo cuore?

-R: Mia moglie, compagna fedele e ammirevole che mi ha sostenuto e compreso in oltre cinquanta anni di matrimonio.

La ringrazio per la sua disponibilità.

Le ho dedicato la seguente poesia

 

Luigi Sergianni

I tuoi capelli grigi
mi incutono profondo rispetto
nei tuoi confronti,
grande uomo
vissuto nell’Italia della Gloria del cinema italiano
conosciuta nel mondo d’oltreoceano.
Oggi i giovani devono ritrovare quei valori
perduti e prenderti come esempio da imitare
con il tuo operato di giovane falegname
dalle mani di creatività infinita
e credere in se stessi come facesti tu
senza posa nella storia italiana del cinema
a cavallo di due generazioni che non esistono più
ma che sono immortalate nei film
che perennemente resteranno nella antica gloria italiana.

Angela Maria Tiberi Presidente Regione Lazio per conto dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Presidente Regione Lazio per conto dell’Associazione internazionale La Pulce Letteraria.
Ambasciatrice dell’Associazione Magna Grecia Latina New York.
Ringrazio per la collaborazione Manuela Ranaldi (Segretaria Delegazione Regione Lazio Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”).

DILA & IL DISPARI 2018

 

Il Dispari: una pagina per DILA

DILA & IL DISPARI 2017

Il Dispari & Bookcity

Gaetano Di Meglio

Miramare Gaetano .jpg

Direttore del quotidiano Il Dispari

DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale

distribuito in edicola insieme al quotidiano “Il Mattino” di Napoli

Il mattino logo

ha scritto:

Al Presidente Bruno Mancini e a tutti i Soci Fondatori dell’Associazione Culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

  • Cari amici, come da accordi verbali con Bruno Mancini ed in considerazione della valenza culturale e sociale dei progetti proposti dalla “nostra” Associazione DILA, ho piacere di rendere disponibile una pagina settimanale del quotidiano Il Dispari, da me diretto, per offrire una costante informazione dei programmi DILA ed una qualificata presentazione delle Opere e degli Artisti che vorrete mettere in mostra.
    Tutto ciò tenendo in massima evidenza possibile il rapporto con la realtà geografica, isola d’Ischia in primis, nella quale viene distribuita la testata Il Dispari che, vi ricordo, è venduta in abbinamento con il quotidiano Il Mattino di Napoli.La pagina sarà inserita, salvo imprevisti, nell’edizione del lunedì. Il format suggerito è quello di 2-3 articoli della lunghezza totale di circa 6.000 battute spazi compresi con l’aggiunta di 1-2 foto. Augurando a DILA e al Il Dispari una felice e lunga collaborazione

————|————

Gaetano Di Meglio

Il Dispari Quotidiano | Il direttore

m. +39 346.6226480
u. +39 081.18909067
www.google.com/+gaetanodimeglio
dir@ildispari.com
www.ildispari.it

Alla attenzione di tutti gli Amministratori dei gruppi ai quali sono iscritto.

Nella pagina

IL Dispari 20150525 testata -comp

che il quotidiano Il Dispari (distribuito in edicola insieme al quotidiano Il Mattino di Napoli) ha recentemente assegnata all’attività redazionale dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” (della quale sono Presidente), sarò lieto di pubblicare notizie di carattere artistico culturale indicate dagli Amministratori dei gruppi ai quali sono iscritto.

Ciò vuole rappresentare il naturale proseguimento del programma di collaborazione con le varie forze operanti sul territorio che è parte integrante dei progetti culturali da me proposti con la Direzione Artistica di Roberta Panizza.

Compatibilmente con lo spazio di volta in volta disponibile, e con l’avvertenza che i contenuti dovranno essere interessanti specialmente per la comunità ischitana, invito chi di voi vorrà partecipare a questa iniziativa ad inviarmi un cenno di adesione e gli opportuni recapiti telefonici/e-mail a

emmegiischia@gmail.com.

Per ulteriori informazioni rispondo dal 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 24 con avvertenza che NON rispondo a numeri segnalati come anonimi.
Bruno Mancini

DILA & IL DISPARI 2015 – 2016

Il Dispari DILA 2

Il Dispari: una pagina per DILA

DILA & IL DISPARI 2015 – 2016

IL DISPARI 2017

1 Il Dispari 2017-01-02

2 Il Dispari 2017-01-09

3 Il Dispari 2017-01-16

4 Il Dispari 2017-01-23

Il Dispari 2017-01-27

6 Il Dispari 2017-01-30

Il Dispari 2017-02-06 Agenzia entrate

Il Dispari 2017-02-06

7 Il Dispari 2017-02-13

8 Il Dispari 2017-02-20

9 Il Dispari 2017-02-27

10 Il Dispari 2017-03-06

11 I1 Dispari 2017-03-/a>

13 Il Dispari 2017-03-20

12 Il Dispari 2017-03-27

13 Il Dispari 2017-04-03

I4 Dispari 2017-04-10

I5 Dispari 2017-04-18

16 Il Dispari 2017-04-24

17 Il Dispari 2017-05-01

18 Il Dispari 2017-05-08

19 Il Dispari 2017-05-15

Il Dispari 2017-05-22

20 Il Dispari 2017-05-29

21 Il Dispari 2017-06-05

22 Il Dispari 2017-06-12

23 Il Dispari 2017-06-19

24 Il Dispari 2017-06-26

25 Il Dispari 2017-07-03

26 Il Dispari 2017-07-10

27 Il Dispari 2017-07-17

Il Dispari 2017-07-24

28 Il Dispari 2017-07-31

29 Il Dispari 2017-08-07

30 Il Dispari 2017-08-14

31 Il Dispari 2017-08-21

32 Il Dispari 2017-08-28

33 Il Dispari 2017-09-04

34 Il Dispari 2017-09-11

35 Il Dispari 2017-09-18

36 Il Dispari 2017-09-25

37 Il Dispari 2017-10-02

38 Il Dispari 2017-10-09

39 Il Dispari 2017-10-16

40 Il Dispari 2017-10-23

41 Il Dispari 2017-10-30

42 Il Dispari 2017-11-06

43 Il Dispari 2017-11-13

44 Il Dispari 2017-11-20

45 Il Dispari 2017-11-27

46 Il Dispari 2017-12-04

47 Il Dispari 2017-12-11

48 Il Dispari 2018

DILA & IL DISPARI 2017

Il Dispari

Associazione culturale DILA

YOUTUBE Bruno Mancini

Camera Commercio Milano vetrina progetti

CCIAA Milano Progetto Otto Milioni

DILA & Bookcity

Antologia poetica – Pubblicità
Proposta di sponsorizzazioni

Caratteristica dell’opera

– 160 pagine stampate a 1 colore in b/n
– carta testo uso mano da grammi 80/mq
– copertina stampata a 4 colori con plastificazione opaca in bianca su carta da 300 grammi/mq
– allestimento brossura filorefe con doppia cordonatura
– prezzo di copertina 22.00
– editore Il Sextante con distribuzione nazionale

Condizioni valide fino al 30 Ottobre 2019.

Offerte valide fino al 30 Ottobre 2019 per i primi 10 Sponsors aderenti ad una delle seguenti proposte (IVA esclusa)

1) Partecipazione all’Antologia mediante 1 pagina di immagini e/o testi decisi dallo Sponsor.
Acquisto da parte dello Sponsor di 20 copie dell’Antologia a meno di 1/3 del prezzo di copertina, per un importo totale, comprese spese di spedizioni, pari a 100.00 euro (5.00 euro a copia spedizione compresa!)

2) Partecipazione all’Antologia mediante 4 pagina di immagini e/o testi decisi dallo Sponsor.
Acquisto da parte dello Sponsor di 100 copie dell’Antologia ad 1/6 del prezzo di copertina, per un importo totale, comprese spese di spedizioni, pari a 300.00 euro (3.00 euro a copia spedizione compresa!)

3) Partecipazione all’Antologia mediante 10 pagine di immagini e/o testi decisi dallo Sponsor.
Acquisto da parte dello Sponsor di 400 copie dell’Antologia a 1/10 del prezzo di copertina, per un importo totale, comprese spese di spedizioni, pari a 720.00 euro (1.80 euro a copia spedizione compresa!)

4) Partecipazione all’Antologia mediante un logo a colori deciso dallo Sponsor, sia in prima e sia in quarta di copertina, delle dimensioni massime di 30 centimetri quadrati.
Acquisto da parte dello Sponsor di 100 copie dell’Antologia per un importo totale, comprese spese di spedizioni, pari a 350.00 euro (3.50 euro a copia spedizione compresa!)

A complemento di tutte le precedenti proposte verranno effettuate GRATUITAMENTE queste ulteriori promozioni pubblicitarie.

A) Pagina personale per lo Sponsor su www.emmegiischia.com per la durata di un anno

B) Invito personale per lo Sponsor in occasione delle presentazioni pubbliche dell’Antologia

C) Tutte le immagin e/o i testi trasmessi in video attraverso una tv web

D) Disponibilità di ulteriori 10 copie per distribuzione omaggio presso biblioteche, scuole, testate giornalistiche ed emittenti televisive contattate dallo Sponsor.

Modalità pagamento
Pay pal comeicinesi@email.it
Bonifico Bancario IT 59 J051 4239 9301 3357 1082 422

Carta prepagata POSTPAY n. 4023600925626386

intestata a Bruno Mancini codice fiscale MNCBRN43D30F839Z
inviare codice versamento a emmegiischia@gmail.com

Per contatti 3914830355 (ore 14 – 23)
emmegiischia@gmail.com

Sponsorizzando i nostri volumi di poesie,

senza dubbio gli Autori dei testi, ma sicuramente anche le Aziende Commerciali, ottengano notevoli benefici quali possono essere considerati quelli derivanti da una rete alternativa di distribuzione, una forma innovativa di pubblicità aziendale, un nuovo strumento di propaganda personale, il rafforzamento di contatti operativi tra Cultura e Aziende, la gratificazioni per il serio lavoro di Scrittori, Artisti, ed Imprese Commerciali, e, non ultimo, il vantaggio derivante dall’effetto sorpresa conseguente alla novità dello strumento utilizzato per promuovere i propri prodotti.

Noi affermiamo che nessun libro viene cestinato prima ancora di essere sfogliato (come viceversa avviene per depliant, brochure, volantini, e cataloghi vari).

La nostra esperienza ci dice che i libri ed i loro contenuti (siano anche messaggi pubblicitari) vivono e vengono letti da più generazioni, continuando a fare bella mostra di sé nelle case e nelle librerie, perché:

1) I libri sono cultura, serenità, malizia

2) I libri aggiungono valore agli auguri

3) I libri aumentano il pregio dei regali.

4) I libri donano intensità emotive.

5) I libri sprigionano emozioni.

6) I libri offrono esperienze insostituibili.

7) I libri rappresentano patrimoni di conoscenze.

8) I libri arricchiscono competenze.

9) I libri spandono seduzioni.

10) I libri suscitano serenità.

11) I libri adornano di charme.

12) I libri diffondono culture.

13) I libri posseggono fascino.

14) I libri infondono distensione.

15) I libri non ingannano, ma ammaliano.

16) I libri sono tranquillità, sono suggestioni, sono tentazioni, sono lusinghe, sono confronto e tanto altro ancora.

Grazie per l’attenzione.

Bruno Mancini

Vuoi aggiungere un pacchetto promozionale alle presentazioni dei tuoi eventi (libri, dischi, mostre, incontri…)?

Abbiamo disponibile:

1) Alcuni spazi d’informazione culturale e di riproduzione video all’interno del palinsesto di teleischia (digitale terrestre e web)

2) Il coordinamento e la gestione delle informazioni culturali per i sei comuni dell’isola d’Ischia del portale IDC “Italia Della Cultura”

3) Il sito www.emmegiischia.com

4) Servizi di grafica, di editing, e di stampa per ogni tipo di pubblicazione

5) Un numeroso gruppo di scrittori, giornalisti, artisti dello spettacolo, musicisti, pittori ecc. in grado di presentare eventi in prestigiose location ubicate sull’isola d’Ischia.

6) ) La sezione culturale di un periodico cartaceo

7) La gestione di una “Casa della Cultura LENOIS”.

8) La disponibilità di alloggi per Artisti in un Ostello LENOIS sull’Isola d’Ischia.

9) La sezione culturale di un periodico cartaceo

10) Numerose altre opportunità

Se vuoi ne parliamo.
Per contatti:
Bruno Mancini
Cell.

3914830355

tutti i giorni dalle 14 alle 23
emmegiischia@gmail.com

Il portale www.emmegiischia.com si propone come il sito in cui trovare il maggior numero possibile di eventi appunto culturali presentati sul territorio italiano. Posso assegnarti un login con il quale inserire autonomamente gli eventi di tuo interesse se m’invierai il nome l’indirizzo mail e un recapito telefonico.
emmegiischia@gmail.com

HOME – Libri – Ischia

Bruno Mancini,

ideatore del progetto culturale “Le nostre isole”
Il progetto culturale LENOIS nasce dal desiderio di costruire una TRIBU’di Artisti (Poeti, Narratori, Pittori ecc) che non si accontenti di rimanere segregata tra le quattro mura dei propri “siti”, ma decida di dare battaglia con le stesse armi e sullo stesso campo ove spadroneggiano banalità edulcorate omologate e massificate, e voglia farlo accettando di utilizzare a tale scopo alcune forme pubblicitarie come veicolo promozionale.

Contatti

www.emmegiischia.com in questo periodo è impegnata nel proporre nuove forme di attività utili a dare visibilità al portale e pubblicità agli eventi, due delle quali mi sembra interessante proporre alla tua attenzione.

Scambio di visibilità. Perché non pubblicizzare www.emmegiischia.com sulle locandine degli operatori culturali? Può essere un’idea avvincente.

Possiamo dare visibilità ad un evento all’interno della newsletter, in modo assolutamente gratuito. In cambio chiediamo l’inserimento del logo sulle locandine degli eventi promossi dai nostri operatori.

DILA http://dila.altervista.org/
Antologia poetica – Pubblicità
Proposta di sponsorizzazioni
Caratteristica dell’opera
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– carta testo uso mano da grammi 80/mq
– copertina stampata a 4 colori con plastificazione opaca in bianca su carta da 300 grammi/mq
– allestimento brossura filorefe con doppia cordonatura
– prezzo di copertina 22.00
– editore Il Sextante con distribuzione nazionale
– ISBN
Condizioni valide fino al 30 Ottobre 2019.

Offerte valide fino al 30 Ottobre 2019 per i primi 10 Sponsors aderenti ad una delle seguenti proposte (IVA esclusa)

1) Partecipazione all’Antologia mediante 1 pagina di immagini e/o testi decisi dallo Sponsor.
Acquisto da parte dello Sponsor di 20 copie dell’Antologia a meno di 1/3 del prezzo di copertina, per un importo totale, comprese spese di spedizioni, pari a 100.00 euro (5.00 euro a copia spedizione compresa!)

2) Partecipazione all’Antologia mediante 4 pagina di immagini e/o testi decisi dallo Sponsor.
Acquisto da parte dello Sponsor di 100 copie dell’Antologia ad 1/6 del prezzo di copertina, per un importo totale, comprese spese di spedizioni, pari a 300.00 euro (3.00 euro a copia spedizione compresa!)

3) Partecipazione all’Antologia mediante 10 pagine di immagini e/o testi decisi dallo Sponsor.
Acquisto da parte dello Sponsor di 400 copie dell’Antologia a 1/10 del prezzo di copertina, per un importo totale, comprese spese di spedizioni, pari a 720.00 euro (1.80 euro a copia spedizione compresa!)

4) Partecipazione all’Antologia mediante un logo a colori deciso dallo Sponsor, sia in prima e sia in quarta di copertina, delle dimensioni massime di 30 centimetri quadrati.
Acquisto da parte dello Sponsor di 100 copie dell’Antologia per un importo totale, comprese spese di spedizioni, pari a 350.00 euro (3.50 euro a copia spedizione compresa!)

A complemento di tutte le precedenti proposte verranno effettuate
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B) Invito personale per lo Sponsor in occasione delle presentazioni pubbliche dell’Antologia

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D) Disponibilità di ulteriori 10 copie per distribuzione omaggio presso biblioteche, scuole, testate giornalistiche ed emittenti televisive contattate dallo Sponsor.

Modalità pagamento

Pay pal comeicinesi@email.it
Bonifico Bancario IT 59 J051 4239 9301 3357 1082 422
Carta prepagata POSTPAY n. 4023600925626386
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Per contatti 3914830355 (ore 14 – 23)
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Sponsorizzando i nostri volumi di poesie,
senza dubbio gli Autori dei testi, ma sicuramente anche le Aziende Commerciali, ottengano notevoli benefici quali possono essere considerati quelli derivanti da una rete alternativa di distribuzione, una forma innovativa di pubblicità aziendale, un nuovo strumento di propaganda personale, il rafforzamento di contatti operativi tra Cultura e Aziende, la gratificazioni per il serio lavoro di Scrittori, Artisti, ed Imprese Commerciali, e, non ultimo, il vantaggio derivante dall’effetto sorpresa conseguente alla novità dello strumento utilizzato per promuovere i propri prodotti.

Noi affermiamo che nessun libro viene cestinato prima ancora di essere sfogliato (come viceversa avviene per depliant, brochure, volantini, e cataloghi vari).
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1) I libri sono cultura, serenità, malizia
2) I libri aggiungono valore agli auguri
3) I libri aumentano il pregio dei regali.
4) I libri donano intensità emotive.
5) I libri sprigionano emozioni.
6) I libri offrono esperienze insostituibili.
7) I libri rappresentano patrimoni di conoscenze.
8) I libri arricchiscono competenze.
9) I libri spandono seduzioni.
10) I libri suscitano serenità.
11) I libri adornano di charme.
12) I libri diffondono culture.
13) I libri posseggono fascino.
14) I libri infondono distensione.
15) I libri non ingannano, ma ammaliano.
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Grazie per l’attenzione.
Bruno Mancini

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6) ) La sezione culturale di un periodico cartaceo

7) La gestione di una “Casa della Cultura LENOIS”.

8) La disponibilità di alloggi per Artisti in un Ostello LENOIS sull’Isola d’Ischia.

9) La sezione culturale di un periodico cartaceo

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Bruno Mancini,

ideatore del progetto culturale “Le nostre isole”
Il progetto culturale LENOIS nasce dal desiderio di costruire una TRIBU’di Artisti (Poeti, Narratori, Pittori ecc) che non si accontenti di rimanere segregata tra le quattro mura dei propri “siti”, ma decida di dare battaglia con le stesse armi e sullo stesso campo ove spadroneggiano banalità edulcorate omologate e massificate, e voglia farlo accettando di utilizzare a tale scopo alcune forme pubblicitarie come veicolo promozionale.

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DILA http://dila.altervista.org/

Vetrina negozio libri Bruno Mancini

1) Vetrina negozio Prima parte

2) Vetrina negozio Seconda parte

3) Vetrina negozio Terza parte

4) Vetrina negozio Quarta parte

5) Vetrina negozio Quinta parte

6) Vetrina negozio Sesta parte

7) Vetrina negozio Settima parte

8) Vetrina negozio Ottava parte

Bruno Mancini scrittore
è nato a Napoli nel 1943 e risiede ad Ischia, dalla età di tre anni.
A lui piace dire che l’origine della sua ispirazione, o forse solo un iniziale impulso ancestrale ed istintivo, il vero basilare momento poetico della sua vita, si è concretizzato nell’incontro, propriamente fisico, tra i suoi sensi acerbi, infantili, e le secolari, immutate, tentazioni autoctone dell’Isola d’Ischia, dove le leggi della natura sembravano fluire ancora difese da valori di primitive protezioni.

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Il Dispari 2017-07-24- Pagina culturale

Il Dispari 2017-07-24 – Pagina culturale

Il Dispari 2017-07-24

Il Dispari 2017-07-24

Editoriale

Il 5 Maggio 2017, su queste colonne, abbiamo scritto che Angela Maria Tiberi ci aveva informati che: Silvana Arbia (già Capo del Principale Organo Amministrativo della Corte Penale Internazionale dell’Aia) ha accettato di collaborare con DILA.” ed eccoci impegnati a dare voce alle attività umanitarie, sociali, culturali della illustrissima nuova collaboratrice di questa redazione culturale.
Prima di tutto chiariamo bene la prestigiosa statura internazionale di Silvana Arbia delineandone, ovviamente in maniera succinta, le principali mansioni e attività in ambito legislativo e umanitario.

Silvana Arbia – Magistrato

Presidente della Fondazione internazionale Silvana Arbia.

Già alla Corte d’Appello a Milano, poi ad Arusha (Tanzania) col Tribunale penale internazionale per i crimini commessi in Ruanda (nove anni come chief of prosecutions nella Procura generale), adesso alla Corte penale internazionale dell’Aja con un mandato di cinque anni, eletta a capo della Registry, uno dei quattro organi in cui si articola la Corte penale internazionale.

Silvana ARBIA partecipò,

come membro della delegazione italiana, alla conferenza tenutasi nel 1998 a Roma, in cui venne scritto lo statuto di quella che poi sarà la Corte Penale Internazionale.

Il 28 Febbraio 2008 viene eletta Registar (cancelliere) presso il Registry, il principale organo amministrativo della Corte Penale Internazionale.

Il suo compito è fornire supporto amministrativo ed extra-giudiziario nel perseguimento delle strategie della Corte.

La protezione e l’assistenza delle vittime e dei testimoni, la cooperazione giudiziaria, l’amministrazione del centro di detenzione, e della difesa, l’organizzazione e la gestione dei field offices, la gestione finanziaria e la sicurezza della Corte sono funzioni chiavi del Registry.

In questo ruolo è coinvolta nei casi attualmente trattati dalla corte: fra questi, il procedimento contro il presidente sudanese Omar Hasan Ahmad al-Bashir e le indagini sulle violenze occorse nel 2008 in Kenya, quelle in Libia, in Costa d’Avorio.

RICONOSCIMENTI

• Premio “Nicola Sole” 2010
• “Paul Harris” (da Rotary Catania)
• Premio “Carlo Levi” 2012
• Premio “Donne Zonta” 2012
• “Paul Harris” (da Rotary Basilicata) 2012
• “Peace Prize” da Soroptimist International of Europe 2013
• Il 29 Agosto 2015, l’Amministrazione Comunale di Pomarico le conferisce il Premio Lucania
• Oro per la Cultura Giuridica
• Chèvalier de la Legion d’Honneur.

Ultimo libro: Mentre il mondo stava a guardare – Vittime, carnefici e crimini internazionali: le battaglie di una donna magistrato nel nome della giustizia, pubblicato da Strade Blu – Mondadori, nel novembre 2011. Premio Carlo Levi 2012.

Angela Maria Tiberi intervista Silvana Arbia

TIBERI D: Si parla spesso in questi giorni di “Bambini soldato”, “Child soldiers”, “Enfants soldats”, e simili e pare che nonostante i numerosi sforzi per arginare tale pratica, centinaia di migliaia sono i bambini coinvolti in operazioni militari e il mondo rimane cieco e sordo, spesso tollerante.

ARBIA R: La definizione di bambini soldato, come stabilita nel 1997 nei c.d. Principi di Città del Capo comprende non sono quelli armati e che combattono, ma anche quelli che sono utilizzati dagli eserciti e dai gruppi armati come esche, corrieri o guardie, per svolgere azioni logistiche o di supporto, come trasportare le munizioni e le vettovaglie, posizionare mine ed esplosivi, fare ricognizioni.

La situazione più grave è quella delle bambine soldato che oltre a essere adibite alle operazioni militari sono anche usate come schiave sessuali.

Nonostante l’adozione di convenzioni internazionali dirette a tutelare i diritti dei minori (si ricordano la Convenzione di New York sui diritti dei minori entrata in vigore il 2 Settembre 1990; il Patto sui diritti civili e politici; il Patto sui diritti economici, sociali e culturali e la Carta Africana sui diritti e il benessere dei bambini del 1999), risulta che ancora oggi, secondo fonti UNICEF, la pratica di arruolare bambini esiste

in Africa

(in Somalia in cui tra il 1991 e il 2004 sono stati registrati 200.000 minori, Sierra Leone, Repubblica democratica Congo, Uganda, Mozambico, Liberia, in Ruanda durante il genocidio del 1994 i militari hanno coinvolto minori nei combattimenti);

nell’Asia

(In Afganistan i Talebani usano i bambini come suicide bomber: in Burma si contano 70.000 minori che servono nell’esercito), in America latina, in particolare in Bolivia 40% dell’esercito è composto da minori, dei quali 50% sono minori di anni 16.

Occorreva un mezzo

per rendere giustiziabili le violazioni del divieto di usare i minori in operazioni militari e nel 1998 con l’adozione dello Statuto di Roma, atto costitutivo della Corte Penale Internazionale, l’arruolamento di minori di anni 15 è definito crimine di guerra (le prime sentenze su tali crimini sono state emesse dalla Corte speciale per la Sierra Leone che tuttavia ha un mandato limitato nel tempo e riguarda soltanto una determinata area geografica).

Il primo processo della Corte penale internazionale ha riguardato proprio il crimine di guerra dell’arruolamento dei bambini, nel caso Lubanga, un capo dell’UPC, operante nella regione dell’Itturi, nella repubblica democratica del Congo, ricchissima di diamanti, è stato dichiarato responsabile e condannato definitivamente per aver arruolato bambini, i kadogos.

Ho avuto il privilegio

di essere il Registrar della Corte penale internazionale proprio al tempo in cui si è iniziato e si è concluso questo primo processo, con la condanna del capo militare e con ordine di riparazione alle vittime.

Innumerevoli sono state le difficoltà, anche per ottenere la cooperazione degli Stati, al fine di assicurare la protezione dei testimoni e delle vittime, tra cui vi erano ex bambini soldato devastati, con poche speranze di futuro normale.
Numerose sono state anche le questioni sulla riparazione da accordare a quelle vittime.
Si è sottolineato che, tra le misure riparatrici, vi è la non stigmatizzazione degli ex bambini soldato.

I kadogos sono vicino a noi,

non possiamo ignorarli, specialmente nel momento storico attuale, in cui gli standard di tutela di diritti fondamentali che sembravano acquisiti, stanno vacillando, cedendo a esigenze di mercato e di finanza mondiali, specialmente se pensiamo che spesso i minori si fanno arruolare volentieri per riscattarsi dalla povertà estrema, situazione che ci ricorda quella di tanti bambini in Italia, che sono ingaggiati dalla criminalità organizzata, assicurando manovalanza criminale a basso costo e non punibile.

Un compito per le donne si delinea netto e ineludibile: proteggerli.”

Ringraziamo Silvana Arbia

di averci concesso questa sua intervista esclusiva e le auguriamo successi per la pace mondiale tramite la sua Fondazione internazionale, costituita a San Marino per tutelare i diritti dell’infanzia coinvolta nei conflitti armati.
La Fondazione si propone, infatti, di prevenire il fenomeno dei bambini soldato nella regione dei Grandi Laghi Africani, attraverso l’informazione, la sensibilizzazione e il rafforzamento delle capacità degli adulti, vicini ai minori, di proteggerli e di garantirne il diritto all’educazione e allo sviluppo.
INFO: http://www.arbia.foundation.com
Bruno Mancini

The registrar of the International Criminal Court Sylvana Arbia is seen during a news conference in The Hague November 22, 2010. REUTERS/Michael Kooren (NETHERLANDS)

DILATWITTERONE

Da Liga Sarah Lapinska (Lettonia):

  • 1) A nome di DILA ho regalato una nostra Antologia a Edvìns Jansons per il suo compleanno.
    2) Ho regalato per conto di DILA, una nostra Antologia a Elìna Zàlìte per il suo compleanno.
    3) Ho regolato la nostra Antologia “Otto Milioni 2016” a Jànis Camanis Sr., in nome di DILA.
    4) In nome di DILA ho regalato la nostra antologia 2016 alla stilista Daiga Latkovska.
    5) In nome di DILA ho regalato la nostra Antologia ‘Otto milioni 2016’ al Consigliere comunale Vilis Ļevčonoks di Jelgava.

DA MIGUEL PIÑERO (VENEZUELA).

La rivista Eudonna,

edita da Il Sextante di Maria Pia Ciaghi, alla quale collabora l’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA” è acquistabile presso l’edicola della Piazzetta San Girolamo di Ischia porto.

La collana “Da Ischia, arte al femminile”,

edita da Il Sextante di Maria Pia Ciaghi, alla quale collabora l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” valuta opere da pubblicare offrendo un regolare contratto editoriale. INFO: Tel. 3935937717 tutti i giorni dalle 14 alle 24
ilsextante@emmegiischia.com

Angela Maria Tiberi

PASQUALE NESTA

conosciuto nell’AGRO PONTINO tramite il quotidiano quindicinale “Altirpinia”.

Lungo è il percorso di vita del meraviglioso irpino.
Non si dimentica il suo amato paese: “Lioni [AV]”
e ci tramanda gli antichi ricordi di
un meraviglioso nonno, amato dai miei figli.
Con i tuoi meravigliosi racconti,
ci fai vedere tra le righe un’epoca vissuta
e passata tra tante sofferenze indimenticabili.
Quanti ricordi davanti al camino con il nonno
e i miei pargoli.
Le tue parole calde riscaldano il nostro animo acerbo,
come il sole illumina il tempo interminabile
di questa amata Terra agonizzante ma fiduciosa
di una magnifica società mondiale dove la pace senza confine,
è la sovrana eterna di ogni mortale.

Il Dispari 2017-07-17

Il Dispari 2017-07-17

CS | DILA

In data 11 Luglio 2017 l’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA, tramite il suo Presidente Bruno Mancini, ha sottoscritto un accordo con la Professoressa Dalila Boukhalfa per l’apertura di una sede operativa in Algeria al seguente indirizzo: “DILABLIDA Via Benyoucef Benkhedda Bt 13 num 03 AADl ouled yaich Blida Algeria tel. 393472110225 – 213561778895.

Ciò, nella convinzione che tale collaborazione internazionale potrà dare notevole risalto positivo ai progetti Made in Ischia proposti da DILA, e sarà determinate per creare i presupposti affinché si sviluppino incontri, gemellaggi, iniziative artistiche culturali e sociali tali da soddisfare l’obiettivo/slogan di “ottenere, per l’Arte in generale e per la Poesia in particolare il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana.”

l’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA,

riconosciuta l’ampia positiva divulgazione dei propri progetti ottenuta grazie alle attività professionali e sociali fino ad ora realizzate dalla Professoressa Dalila Boukhalfa, ha deliberato di nominarla Presidente della sede operativa algerina “DILABLIDA”, augurandole i migliori successi.
Bruno Mancini
Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Dalila Boukhalfa

Per gli amici Caroline Dali, è nata a Oran in Algeria il 26 Dicembre 1968 e vive a Blida.
Insegnante di francese presso la scuola media e il centro di lingue stranieri dell’università di Soumaa.

Da sempre appassionata di lingue, di libri e di poesia, ha saputo trasmettere con notevole successo questi interessi ai suoi studenti.
Ha partecipato a diverse manifestazione di carattere culturale in Algeria.

Scrive a titolo personale storie per ragazzi e poesie.
Il suo sogno è di organizzare e partecipare ad eventi artistici e culturali in Italia e in Algeria, facendo affidamento sulla cooperazione, sincera e continua, con l’Associazione culturale DILA, in modo tale da creare e riaffermare rapporti, tra artisti italiani e algerini, che abbiano in lei e nella sua volitiva presenza un collante forte e determinante.

STANZE D’ARTISTA: ALLA GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA IN MOSTRA I PROTAGONISTI DEL PRIMO NOVECENTO

Tra i più problematici e contraddittori, il Novecento è stato un secolo ricco di drammi, tensioni, ma anche di innovazioni, scoperte e trasformazioni sul piano umano, sociale e scientifico.

Nel campo dell’arte vede l’affermarsi di diverse correnti tutte o quasi, orientate ad uscire dai canoni classici e tradizionali per dare vita ad un nuovo modo di ridefinire la realtà con i suoi cambiamenti e incertezze.

A ripercorrere momenti importanti delle innovazioni artistiche nel corso del primo Novecento è la mostra STANZE D’ARTISTA.
Capolavori del ‘900 italiano allestita a Roma presso la Galleria d’Arte Moderna in Via Crispi aperta fino al 1 Ottobre 2017.

Curata da Maria Catalano e Federica Pirani,

l’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, attraverso le opere di alcuni tra i più noti protagonisti della scena artistica della prima metà del ‘ 900 quali Mario Sironi, Arturo Martini, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio De Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Marino Marini, Fausto Pirandello e Scipione, intende dimostrare l’importanza di certe innovazioni sul piano ideologico e sociale, oltre che espressivo, portate dall’arte italiana dei primi decenni del Novecento.

Le circa sessanta opere di scultura, pittura, grafica a firma di questi dodici artistiche procedono dal divisionismo al futurismo, dalla metafisica al ritorno all’ordine, guidano nella complessità dei loro singoli percorsi, tantoché a ciascun artista è dedicata una “stanza” illusoria.
Nelle sale espositive, accanto ad ogni opera degli artisti, si possono trovare i loro scritti tratti da diari o lettere, testi teorici e critici, così da offre una sorta di commento critico proveniente dalla stessa fonte creativa dei capolavori in mostra.

La scrittura rappresentava per questi protagonisti dell’arte del Novecento un modo per dar voce alle loro impressioni e stati d’animo spesso riferite all’atto del creare.

Le opere in mostra,

appartenenti alle collezioni della Galleria d’Arte Moderna e provenienti da prestigiose raccolte private, mirano, in un rapporto dialogico, a restituire una più approfondita conoscenza del patrimonio artistico del primo Novecento sottolineando le caratteristiche linguistico espressive degli stessi artisti.

Tra le opere presenti citiamo quella di De Chirico che definisce la realtà quale allusione a narrazioni fantastiche con richiami a mondi mitologici o classici con “Combattimento di gladiatori” (1933-1934); quelle di Savinio dove sono presenti aspetti irrazionali, sospesi tra gusto surrealista ed atmosfere con cui tratta il mondo infantile, aspetti legati all’antichità e il conflitto fra razionale e irrazionale: Senza titolo (Foresta tropicale) 1945-1946 e Autunno(1934); quelle di Pirandello presente con Paesaggio romano (1935-1938), Scena campestre (1926), Il Sarto (1929); senza dimenticare Soffici con Campi e colline (1925), Paesaggio (1909) e Marzo burrascoso 1926-1927).

A Giorgio De Chirico

è stata dedicata un’interessante mostra ad Ischia nel 2010 presso il Complesso Museale di Villa Arbusto dove sono stati esposti 28 quadri e 5 sculture provenienti dalla Collezione Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
Silvana Lazzarino

Il Dispari 2017-07-10

Il Dispari 2017-07-10

Tina Bruno,

opinionista di questa pagina culturale, scrittrice poetessa romana, durante tutto il suo percorso letterario ha curato in modo particolare il mondo infantile, scrivendo, tra l’altro, “Favole Educative”. Un libro dedicato non soltanto ai bambini, ma anche agli adulti che si prendono cura dell’educazione formativa dei piccoli.

Tale libro, è importante ricordarlo, ha partecipato a numerosi concorsi di narrativa, ricevendo sempre ampi consensi fino a che, tra le varie recensioni e giudizi positivi, il volume è stato gratificato dalla Commissione del concorso internazionale “Scriviamo Insieme” come ”Il Migliore Libro Dì Letteratura Per L’infanzia”: senza dubbio una consacrazione a livello nazionale della qualità educativa e delle capacità letterarie di Tina Bruno.

Da “Racconti brevi”

Betty
Tra Antropologia e Cultura

Astolfo e Fidenzio erano due giovani amici.

Il primo figlio di proprietari terrieri, l’altro, del fattore della tenuta, avevano la stessa età.
Fidenzio, diplomato ragioniere, da sempre svolse mansioni di contabilità presso la masseria. Astolfo, il Marchese, dopo il diploma partì per l’America, dove conseguì la Laurea in “Scienze Naturali.”

Il giovane Marchese amava l’esplorazione di posti sconosciuti e selvaggi, la caccia, l’arte, la ricerca e le belle donne.

Spesso, in compagnia di altri ricercatori, partiva per l’Amazzonia: gli piaceva conoscere la gente del posto, sostare qualche giorno e fare ricerca sul campo.
Era il giorno 08/08/88 quando il Marchese partì insieme con altri ricercatori per conoscere la parte settentrionale dell’Amazzonia che appartiene al Brasile ed è bagnata dal Rio Delle Amazzoni.

Lungo il percorso esplorativo, il gruppo dei ricercatori sentì il bisogno di riposare un po’.

Fu proprio in quell’angolo di terra che costeggia il fiume scelto per piantare le tende, che il marchese incontrò la bella Betty.

La ragazza era in compagnia dei figli delle persone che si presero cura di lei dopo la morte dei suoi genitori in quel fiume.

Betty, questo era il suo nome,

cercava di rendersi utile dando lezioni di cultura moderna ai loro figli.
Non avendo libri, impartiva loro importanti insegnamenti attraverso l’esperienza diretta con gli oggetti, la manipolazione, l’osservazione, il gioco.
L’arrivo degli antropologi aumentò in Betty il desiderio di lasciare quel posto per incontrare gente nuova e divulgare la cultura e l’educazione iniziata dai suoi genitori.

Ottenuto il permesso di partire, il 28/08/88 arrivò alla tenuta insieme al Marchese.

Di origini svedesi era alta, bionda, occhi azzurri e portamento elegante, per cui la casa del Marchese, come spesso la gente ripeteva, era proprio quella giusta per un tipo come lei.

Accolta, su invito del Marchese, al castello dalle sue sorelle (due brave insegnanti) con lo scopo d’istruirla nel loro idioma, queste rifiutarono di accettarla come cognata.

Tale rifiuto non era giusto e il giovane Marchese non lo sopportava.

Pensò, quindi, di rivolgersi al suo fedele amico Fidenzio e di fare con lui un accordo dietro compenso, sia per zittire le chiacchiere del paese, sia per calmare la furia delle sorelle.
L’accordo era; “Far finta di partire lontano dalla tenuta e sposare Betty.”
La finzione andò avanti fino alla nascita del piccolo Louis, giorno in cui il Marchese decise di sfidare i membri della famiglia e di sposare la ragazza.

Era una notte di luna piena, del mese d’agosto, quando Betty, mise al mondo un bel maschietto e Fidenzio, presunto padre, appena ne ebbe notizia, sentì il dovere di comunicarlo ai vicini di casa.
Aprì la finestra e ad alta voce, dopo una bevuta di vino, annunciò la nascita.

– È nato, è nato

Fidenzio deve essere impazzito, altrimenti non si spiega quest’euforia; non è figlio suo e lo sappiamo tutti, perciò per quale motivo urla? Lo sa che sono le due del mattino? Commenta con voce impetuosa rivolgendosi alla propria moglie Nardo il nasone, soprannominato così dai paesani a causa di una Malformazione al naso.

Lascialo urlare, soddisfatto lui, felici tutti, a te cosa toglie? Rispose la moglie.
Mi toglie il sonno! Santo cielo! Hai capito? Io alle 5 mi devo alzare per recarmi in campagna a dar da bere agli animali, e fino a quell’ora ho bisogno di dormire!
Va bene, spegni la luce e cerchiamo di dormire, è ancora troppo presto! Esclamò Teresa, una donna sulla quarantina, madre di quattro figli, con un fisico logoro dalla fatica, dalle gravidanze e dal carattere turbolento del marito.

Paziente e rassegnata

a occupare in famiglia, sempre il secondo posto, non osò ribellarsi al volere del compagno.
In paese era nota la bellezza di Betty, però non capisco come mai ha sposato Fidenzio.
– Scusa Nardo, ma dobbiamo per forza continuare a parlare di loro?
A fare i figli, sono tutti bravi, guarda noi.
Ne abbiamo messi al mondo quattro.
La cosa difficile è allevarli e educarli. Affermò Teresa, con un po’ d’invidia e gelosia.
È vero ciò che dici. Buona notte!

Nardo non riusciva a prendere sonno, e ricominciò a spettegolare.
Nardo io ho sonno, spegniamo la luce? Te lo chiedo per favore! Buona notte!
– Che notte ragazzi! Finì Nardo.

All’alba, come tutti i giorni si recò in campagna e lungo la strada, incontrò i suoi colleghi di lavoro e cominciò a spettegolare, fra loro c’èra anche compare Ciccio, suo amico speciale.
Ciccio, soprannominato dai colleghi di lavoro il ”Giornalista” per via di tutte le storie che inventava e raccontava, appena vide Nardo, gli domandò:
Buongiorno compare hai saputo che la moglie di Fidenzio questa notte ha dato alla luce un maschio?
– Perché, secondo te, è figlio suo? Adesso ti ci metti anche tu? Quel poveraccio è solo la controfigura del Marchese, il fortunato con cui va a letto è il padrone. Affermò.

Lungo la strada incontrarono altri amici,

erano felici ed esaltati, avevano ricevuto dal Marchese l’invito di prendere parte alla festa in occasione del battesimo del bimbo.
Si racconta in giro che verrà l’Arcivescovo a celebrare il Battesimo, quindi, ci sarà festa grande. Aggiunse Carmelo, un omino tarchiato, trent’anni d’età, ma che in realtà ne dimostrava almeno dieci di più, a causa della pelle bruciata dalla continua esposizione al sole, cui il lavoro dei campi lo sottoponeva.

Il piazzale dell’aia era pieno di tavoli imbanditi con ogni ben di Dio e Fidenzio era felice di servire le bevande e i dolci: sprizzava gioia da tutte le parti del corpo.
È felice perché pensa che nessuna persona conosca il suo segreto, invece si sbaglia, la gente non parla, per non umiliarlo. Disse Ciccio.

– La gente oggi è felice perché sa d’avere privilegi speciali, grazie alla bontà del Marchese, che a differenza d’altri datori di lavoro, mostra d’essere veramente una persona perbene, sedendo e mangiando allo stesso tavolo dei braccianti! Esclamò compare Nardo.
Fidenzio, a un certo punto, abbandonò l’arte del vivandiere prese in braccio il bambino e annunciò al pubblico la sua nascita:

Questo è mio figlio.

Seguì un forte applauso di buon augurio per il bambino da parte di tutti i presenti e di richiesta, per il Marchese
Signor Marchese, dove ha trovato una donna così bella?

Al posto del Marchese rispose la gente:
Si dice l’abbia trovata in orfanotrofio, nei paesi intorno al nostro.

Compare Ciccio, informato più di tutti, si girò verso il gruppetto di chiacchieroni e disse:
Se proprio ci tenete a saperlo ve lo dico io.
– Compare Ciccio sbrigati a parlare muoio dalla curiosità. Affermò Nardo.
Ricordi compare, quel viaggio in Amazzonia che il Marchese fece qualche anno fa?
– Quello che lo portò a lasciare la fidanzata che aveva in paese, la figlia del Conte, non posso andare oltre, tanto hai capito a chi mi riferisco?
– Ho capito sì, ecco perché andava sempre agli uffici comunali e al Tribunale, adesso si spiega tutto, grazie!

La festa durò fino a tardi

e verso mezzanotte alcuni invitati cominciarono ad abbandonare la tenuta.

Lungo la strada era tutto un dire, un commentare sulla festa.
Il giorno seguente come tutte le domeniche, i cittadini cattolici si recavano in chiesa per assistere alla S. Messa.

Gli uomini aspettavano in piazza le compagne, era usanza del paese entrare insieme in chiesa, nel frattempo, chiacchieravano del più e del meno, scambiavano pareri, consigli e apprezzamenti su quella o quell’altra persona.

Quel giorno il discorso, come tutti i giorni dall’arrivo della giovane donna, era centrato sul Marchese e la sua amante.

Alle 10, l’auto del Marchese, guidata da uno dei suoi braccianti, arrivò in piazza e fu parcheggiata al solito posto: un angolo appartato della piazza, che nessuno osava occupare perché riservato ad Astolfo.

Dall’auto scese per primo il Marchese,

poi le due sorelle e per ultimo la bellissima Betty.
Gli uomini presenti in piazza, salutati amichevolmente dal Marchese, risposero con riverenza e riconoscenza, non solo per la sua amicizia, ma anche perché ancora una volta, potevano ammirare la bellissima Betty.
In chiesa il Parroco invitò tutti i fedeli alla preghiera, al perdono, al ringraziamento e al riconoscimento delle buone opere del Marchese, sempre generoso con tutti.

Fra i fedeli il mormorio era continuo, tanto che al momento dell’Omelia, il prete pregò i presenti di fare silenzio e di ascoltare l’annuncio che stava per fare:
Ieri ho saputo una bella notizia e voglio comunicarla a tutti voi: fra qualche mese il Signor Marchese sposerà la bellissima Signora Betty, siete invitati tutti alla sua tenuta per festeggiare insieme il loro matrimonio.

A quell’annuncio molti dei presenti meravigliati si domandarono: “Come può sposare Betty se lei è già sposata con Fidenzio?

Le donne invidiose della fortuna capitata alla futura sposa, cominciarono a trovarle tanti difetti:
La spilla che porta è proprio brutta!
– Io al suo posto a quel vestito avrei abbinato le scarpe blu.
– Sai che cosa ti dico? Quell’abito non mi piace.

Alla fine della S. Messa

il Marchese pregò i paesani di attendere qualche minuto in piazza perché doveva spiegare come stavano veramente le cose:
Ho il dovere di chiarire il motivo che mi abilita a sposare Betty o Betta, come voi tutti la chiamate:
1) perché il suo matrimonio con Fidenzio è stato solo una recita;
2) perché il bambino è figlio mio e di Betty;
3) perché le mie sorelle dopo tanti chiarimenti hanno accettato che Betty diventi mia moglie.
Vi aspettiamo in tanti.

Il Marchese, a quel punto, salutò tutti e ripartì.
La gente si guardò intorno smarrita e tacque, non una parola di disapprovazione, non una a favore fu pronunciata.
Da quel giorno il pettegolezzo che durava da qualche tempo cessò.

Tina Bruno

 Il Dispari 2017-07-03

Editoriale

Natalia Benedetti e Guido Arbonelli “Duo Namaste”

La parola Namaste è originaria di una zona compresa tra l’India e il Nepal ma è utilizzata anche in molte regioni dell’Asia e nell’Australia meridionale.

Essa, pur essendo letteralmente traducibile con “mi inchino a te” in quanto deriva dal sanscrito “namas” (inchinarsi, salutare con reverenza) e “te” (a te), viene comunemente associata ad una valenza spirituale, per cui può forse essere interpretata in modo più completo come un saluto alle qualità divine che sono in te. Unita al gesto di congiungere le mani e chinare il capo, acquisisce l’ulteriore significato di “le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te”.

Ciò può definirne quindi il significato ultimo come un saluto tramite il quale si riconosce la sacralità sia di chi porge il benvenuto sia di chi lo riceve.

Natalia Benedetti e Guido Arbonelli

hanno scelto questo nome per il loro duo di clarinetti e canto, quale augurio di grande simbiosi che vogliono stabilire con i loro ascoltatori.

Ad Ischia ne abbiamo avuto un esempio recente durante la loro esibizione del Natale 2016 durante la quale hanno suonato anche il bellissimo inno “Girotondo di emozioni”, scritto da Guido e cantato da Natalia, dedicato a Ischia con il quale hanno vinto il premio internazionale “Otto milioni” edizione 2016.

Natalia

è anche professore di strumento e direttrice dell’Orchestra della scuola media Cocchi-Aosta e Liceo Jacopone di Todi, mentre Guido, oggi docente al Conservatorio “Cherubini” di Firenze, ha fatto parte di numerose orchestre internazionali quali la NIS simphony orchestra (Serbia), Orchestra Sinfonica di Perugia e dell’Umbria, Arturo Toscanini orchestra, Queen’s College orchestra-Usa, Orchestra Sinfonica di Constanta-Romania, nonché delle orchestre della Rai di Torino e Napoli, ed ha tenuto il corso per Professori d’orchestra presso il Teatro lirico Sperimentale di Spoleto nell’anno 2007.

Guido Arbonelli e Natalia Benedetti

hanno svolto attività concertistica a Ischia fin dagli anni ’80, invitati spesso dal compianto M° Vincenzo Sena.
Inoltre, i due musicisti hanno svolto spesso attività di docenza in masterclasses nei vari comuni dell’isola d’Ischia.
Di conseguenza, l’Isola, con il suo sole e calore, mare e amore è da sempre rimasto nel cuore del Duo tanto quando, in internet, trovano la notizia del premio letterario Made in Ischia “Otto milioni” organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ne rimangono attratti fino al punto di scrivere la canzone “Girotondo di Emozioni”che ora va n giro per il mondo con i loro concerti.

Bruno Mancini

Il Dispari 2017-07-03

IL DOPPIO E LA COPIA CON CARAVAGGIO NEL PATRIMONIO DEL F. E .C.

Avvolgente e provocatoria, intensa e eloquente nel realismo con cui cattura fatti, atmosfere sacre e profane, e in quei contrasti unici di luci ed ombre che restituiscono allo spazio e alle figure un profondo realismo, l’opera del Caravaggio figura tra le più importanti nello scenario dell’arte del Seicento, apre ad un nuovo modo di percepire e sentire la vita nel suo scorrere con drammi e passioni, misteri e verità.

A parlare sono i suoi personaggi sia legati alla mitologia, sia al sacro o al profano, senza dimenticare le splendide nature morte dove il taglio di luce esalta ogni dettaglio accarezzando un nuovo modo di restituire spazi ordinari che diventano straordinari.
Caravaggio, tanto studiato da storici dell’arte e critici, tra cui Rossella Vodret, maggiore esperta al mondo di questo straordinario artista, è al centro della mostra in corso fino al 16 Luglio presso gli spazi di Palazzo Barberini a Roma.

Giulia Silvia Ghia,

in occasione dei trent’anni del F.E.C. (Fondo edifici di culto) presenta “Il Doppio e la Copia” quattro dipinti, o meglio due coppie di dipinti messi a confronto, due di certa mano caravaggesca e gli altri copie antiche che ritraggono rispettivamente San Francesco in meditazione del 1606 e La Flagellazione di Cristo del 1607.
Due tematiche di forte impatto emotivo e visivo, legate al sacro che Caravaggio restituisce con quegli squarci di luci che si aprono attraverso zone scure a rappresentare da una parte la meditazione sulla morte e dall’altra l’accettazione della flagellazione

I dipinti con San Francesco

in meditazione –l’uno proveniente dalla chiesa di San Pietro a Carpineto Romano e in deposito alle Gallerie Nazionali di Arte Antica e l’altro proveniente dalla chiesa romana di Santa Maria della Concezione (nota come Chiesa dei Cappuccini)– sono stati per anni al centro di una complessa vicenda attributiva conclusasi, dopo operazioni di restauro e ricerche tecniche eseguite – contestuali e parallele – su entrambi i dipinti, con l’attribuzione dell’originale alla tela proveniente dalla chiesa di San Pietro a Carpineto, oggi in deposito presso Palazzo Barberini.

La copia della pala del Caravaggio con la Flagellazione di Cristo, proveniente dal Museo di Capodimonte di Napoli che fu commissionata al Merisi dalla famiglia De Franchis, e collocata nella loro cappella nella chiesa di San Domenico, è stata attribuita al noto copista di Caravaggio, Andrea Vaccaro collocata oggi nella cappella del Rosario di San Domenico.

Nel dipinto di San Francesco

in meditazione (1606)in cui il frate è raffigurato con in mano un teschio e davanti un tronco su cui poggia una croce, la novità iconografica è proprio il teschio qui ad indicare la precarietà della vita di fronte all’ineluttabilità della morte, anticipando il motivo delle vanitas nature morte in cui accanto a fiori, frutta, o strumenti musicali e libri appare anche un teschio.
Nella Flagellazione, il Cristo, legato alla colonna dai tre aguzzini, si prepara a sopportare il dolore senza mostrare gesti strazianti ed è reso nella sua vulnerabilità come qualsiasi essere umano.
Un’opera del Caravaggio “I musici” del 1595 è esposta fino al 16 luglio a Napoli presso Palazzo Zevallosa Stigliano in via Toledo e in essa sono rappresentati quattro giovani suonatori in concerto, una sorta di allegoria di Amore e Musica.

Silvana Lazzarino

Grande successo per la mostra di Milena Petrarca vincitrice del premio “Otto milioni” 2017

Grande successo per la mostra di Milena Petrarca a Pozzuoli, sua terra natia, dedicata ad Artemisia Gentileshi.

Infatti, inaugurata il 15 Giugno ne era prevista la durata fino al 30, ma il notevole interesse suscitato nel pubblico e nella critica ne hanno consigliata la proroga per un altro mese!
Così sarà possibile visitarla tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 23 nella sede del Bistrò-Galleria-Apotecha—Art Port in via Solfatare 131/133.

Organizzata dal Dott. Nicola Fasano art tutor scopritore di Milena quando lei aveva solo 15 anni, tra i dipinti più significativi spicca “Il volto di Artemisia – omaggio di Milena”.
Affiancate a Milena Petrarca espongono anche le pittrici Rosalia Tortorelli e Veronica Longo.

Pietrantonio Di Lucia, noto critico d’arte, ha scritto:

All’orizzonte uno sfumato tra leonardesco e seicentesco.” e poi “Oggi la pittrice Milena Petrarca dipinge nello sfondo un paesaggio fantasioso e un tantino partenopeo a marcare la sua origine in quel di Napoli, città del canto, della musica e dell’Arte. Quel paesaggio è dato relativo e mai realistico oggettivo; è presente e passato; è oggi e storico periodo che vide le peripezie e i capolavori della bella Artemisia… ma è pure il paesaggio evanescente, prospettiva aerea di Leonardo. Quanta storia puoi leggere in quel dipinto di paesaggio!”

Silvana Lazzarino ha scritto di lei:

Scultrice e poetessa di grande sensibilità, stilista e ritrattista che dona emozioni oltre il tempo legate all’uomo e alla sua vita tra gioie e malinconie, passioni e speranze, le opere di Milena Petrarca, presenti nei musei italiani e americani ed in prestigiose collezioni americane, francesi, inglesi e cinesi, incantano gli occhi e la mente per quel loro essere sospese tra realtà e sogno, mistero e poesia, avvolte da una luce che traspare da colori ora caldi e accesi, ora freddi e opachi.”

Nata a Pozzuoli nel 1950, vive e lavora a Latina trasferendosi periodicamente anche a New York.
Ha studiato all’istituto d’Arte Filippo Palizzi di Napoli, dove ha conseguito il titolo di maestra d’Arte.
Allieva del grande Scultore Lelio Gelli, è stata docente di discipline pittoriche presso il liceo Artistico di Latina.
Sue composizioni poetiche e sue opere pittoriche faranno parte della nuova Antologia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” dal titolo “Penne Note Matite”, di prossima pubblicazione, a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza e con la collaborazione di Silvana Lazzarino, edita da “Il Sextante” di Maria Pia Ciaghi.

Grande successo per Milena Petrarca. Le due Muse

Il Dispari 2017-06-26Il Dispari 2017-06-26

Editoriale

Rita Cuccaro, che alcuni di voi certamente ricorderanno come mirabile interprete di canzoni classiche italiane durante eventi proposti nella Biblioteca comunale Antoniana diretta da Lucia Annicelli, nell’Hotel Parco Verde della famiglia Buono diretto da Guerino Cigliano e nel ristorante Coquille dell’On. Salvatore Lauro, Rita Cuccaro, dicevo, ha, proprio ultimamente, pubblicato il magnifico CD “Credere all’amore” in cui spicca la canzone “L’amore c’è” scritta dal cantautore italo australiano, Peter Ciani, particolarmente noto e amato qui a Ischia per aver dedicato diverse sue canzoni alla nostra Isola (Ischia Marrana, Ischia Ischia, e l’inno Mare mare dedicato al Comm. Agostino Lauro in occasione del premio di poesia “Otto milioni” sono solo alcuni titoli delle sue canzoni dedicate a Ischia).

Contattata telefonicamente dalla nostra Redazione, Rita Cuccaro ci ha stupiti ed entusiasmati con la bella idea di comunicarci, in anteprima, che ha già iniziato le registrazioni dei brani che faranno parte del suo prossimo album dal titolo provvisorio “I sogni si vivono a Ischia”.

Album in cui ha intenzione di inserire alcune delle canzono scritte dal cantautore siciliano Enzo Salvia, ed in particolare “Coquille” vincitrice del premio musicale “Otto milioni” (presentata in anteprima all’EXPO e al Bookcity di Milano nell’Autunno 2015), e “Nelle bugie dei sogni” anch’essa vincitrice di un’edizione del premio “Otto milioni”.

A questo punto è facile prevedere che Rita Cuccaro sarà invitata a presentare i suoi “lavori” discografici nel Museo Etnografico del mare e che li illustrerà nel modo che le resta più congeniale: Cantando!
Auguri Rita, Ischia ti aspetta!

Silvana Lazzarino al “Giardino segreto dell’anima” in Campinola di Tramonti

C’è un luogo su questa Terra, e in particolare lungo la Costiera Amalfitana, dove i pensieri diventano parole e i ricordi riaffiorano inattesi a scandagliare sensazioni che il tempo non cancella. è il “Giardino Segreto dell’anima”, sito a Campinola di Tramonti, custodito come uno scrigno dai coniugi Enza Telese e Antonio De Marco che amorevolmente da oltre quindici anni si dedicano alla manutenzione di questo scenario di piante e fiori, dove i colori e i profumi sono i protagonisti di un concerto unico fatto di sfumature visive ed emotive in cui ritrovare qualcosa di se stessi, del proprio vissuto tra nostalgie e attese, gioie e speranze.

Un giardino botanico sperimentale, dove tra i tanti tipi di fiori si resta incantati dalle 200 piante di rose e dalle molteplici variazioni cromatiche dei glicini.

Ed è proprio all’interno di questo spazio, dall’atmosfera quasi da sogno lontana dalla routine quotidiana, adatto a recuperare il bello e il vero nascosto nelle parole e negli sguardi delle persone -spesso difficile da carpire in contesti lontani dalla natura dove i ritmi della vita scorrono troppo veloci-, che lo scorso 16 giugno 2017 si è svolto l’appuntamento con la poesia e la letteratura all’interno dell’XI edizione di incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Commissione Europea.

Un appuntamento nato in virtù del gemellaggio tra incostieraamalfitana.it di cui è direttore artistico Alfonso Bottone e il “Photofestival Attraverso le Pieghe del Tempo” di cui è direttore artistico Lisa Bernardini che insieme, da circa due anni, portano avanti un percorso dove la cultura diventa occasione per riscoprire le bellezze del territorio nazionale.

La serata, accanto all’assegnazione del premi per il terzo Concorso Nazionale di Poesia “Il Giardino segreto dell’anima” alla presenza della presidente di giuria Sonia Giovannetti, ha visto “Incontri d’autore” con la poetessa Silvana Lazzarino e gli scrittori Simonetta Bumbi e Ugo De Angelis intervistati da Alfonso Bottone.

Antonino Giordano, Gerardo Pagano e Maria Antonietta Rotter, classificati rispettivamente al primo al secondo e al terzo posto, dopo essere stati invitati da Alfonso Bottone a parlare delle proprie emozioni legate alle loro opere hanno ricevuto il premio da Antonio De Marco ed Enza Telese.

L’attrice Vania De Angelis ha letto le opere premiate regalando forti emozioni con un’interpretazione che ha commosso il pubblico presente.

La scrittrice Simonetta Bumbi con il suo “Iostoconletartarughe” (Emigli) ha fatto emergere la durezza della vita che spesso porta dolore e sofferenza.

La “nostra” Silvana Lazzarino, Socia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e valentissima opinionista della Redazione culturale di questo quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, ha presentato la sua raccolta poetica Oltre le immagini tra visione ed emozione” (Pagine) in cui dipinge le emozioni della vita.

Non solo della sua, ma la vita in chiave universale toccando ricordi passati e presenti attraverso i luoghi più nascosti e intimi che la natura regala nei suoi volti ora solari, ora abitati dalla notte.

Ha chiuso l’interessante serata l’architetto e scrittore Ugo De Angelis con il libro “In quella foto c’è Maria” (Nane) con il quale ha restituito una visione storica e sociale ai personaggi e ai fatti, accaduti nel mese di Luglio del 1902 alle Ferriere di Conca, che portarono al martirio della piccola Maria Goretti..

Bruno Mancini

La filosofia e il filosofo

La filosofia è ricerca della verità?
Esiste o non esiste una verità assoluta?
La verità va ricercata, sempre.
Il nostro cervello lavora e non si appiattisce mai, è sempre alla ricerca di realtà da scoprire, è motore sempre in funzione, che viaggia dalla nascita ed è in continuo movimento fino all’esaurirsi della sua energia.
Il pensiero che produce subisce continue evoluzioni ed elabora sempre qualcosa di diverso, spesso tenta di volare, per andare oltre l’assoluto, ma poi deve fermarsi e rientrare.

Se è vero che la filosofia è ricerca continua, allora la troviamo nella vita semplice di tutti i giorni.
La filosofia è pensiero, mobile e nobile,nche si modifica costantemente col passare degli anni. Filosofare è ricercare.
Questo è normale anche in un bambino, che non conosce ancora il mondo, il significato delle stelle, della luna, del sole e dell’universo che lo circonda e non è interessato ancora alla ricerca più profonda, ma è sempre impegnato a scoprire il nuovo ed ha voglia di apprendere, di sapere e di migliorare.

Questa è filosofia.

Ma allora il bambino è il vero filosofo?
Dunque, se noi riusciamo a conservare quel bambino dentro di noi, possiamo sperare di filosofare tutta la vita?
Dobbiamo augurarci che l’uomo dia più spazio al bambino che ha dentro, per sperare di vedere un mondo migliore.

Tutti i padri della filosofia, da Talete a Platone, ad Aristotele, a Socrate, a Pitagora e fino ai pensatori odierni, hanno espresso il loro pensiero, ma nessuno ha scoperto quello che cercava.
Una verità è certa e sicura: “Ognuno di noi, preso isolatamente, non vale nulla”, è ciò che sostiene il filosofo Aldo Masullo ed è, a mio avviso, una grande verità, è frutto della saggezza di un grande studioso.

La filosofia, dunque, è per l’uomo, fin dalla nascita, ricerca del vero, del nuovo,del suo simile, del suo spirito, della sua anima, della sua natura e dell’impossibile.

Ma allora, senza fare confusione con la fede, anche la religione è filosofia o potremmo definirla tale?
Dagli inizi della storia dell’umanità a tutt’oggi la scienza ha raggiunto moltissimi traguardi, ma l’uomo non ha scoperto la verità che cercava.
Spesso individuiamo nelle persone sagge, nel linguaggio, nel modo di fare, di pensare, di vivere, nel modo di sdrammatizzare, un filosofare perpetuo.

È uno stile di vita semplice, è un modo di vedere le cose, un po’ alla buona, non esasperato.
Si accentuano il comportamento e il linguaggio filosofico più avanti negli anni, con la maturità, con l’esperienza della vita, con l’andare verso gli altri, con la conoscenza e se si ha un poco di cultura in più, questo aiuta maggiormente nel relazionarsi al prossimo, aiuta a vivere e può essere di aiuto anche a chi ci sta vicino.

Il percorso della vita di ognuno di noi può essere breve o può essere lungo, io so quanto tempo ho vissuto, ma non quanto tempo vivrò ancora, questo non lo sa nessuno di noi, è il mistero della vita, ma so che l’impegno della ricerca è stato forte e che alla fine non ha prodotto i risultati sperati. L’uomo si è accorto sicuramente di avere scoperto solo un mondo bellissimo, che non ha saputo godere, apprezzare e proteggere.
Napoli, Marzo 2017
Adolfo Giuliani

Pietro Lapiana

Tra pensieri e sentimenti vagando

Poeta sensibile alle tematiche giovanili in quanto ha svolto l’attività di insegnante per 25 anni nelle Scuole Elementari Statali e per oltre dieci anni è stato docente di Italiano e Storia negli Istituti Tecnici e Professionali, Pietro Lapiana ha collaborato, come corrispondente, con vari giornali e riviste, tra cui “Cronache Italiane”.

Ha conseguito notevoli premi letterari.

Concordo con il poeta che gli affetti familiari costituiscono il fulcro dell’esistenza.
La sofferenza per la morte della madre non è stato mitigata con la sua poesia, nonostante che sia passato mezzo secolo dal tragico giorno e la scomparsa del padre è stata dolore incolmabile e le sue emozioni nefaste si trovano nei suoi versi.
Toccante la sua poesia:

Mio padre

Era parco di lodi e carezze
ma immenso il suo amore,
abbondava di tenerezze
celate nei recessi del cuore…
Non faceva mai mancare niente,
sopportava sacrifici e privazioni,
all’occasione si mostrava indulgente
pur di assecondare le loro aspirazioni…
Onusto di malanni più che d’età diede l’addio,
l’ultimo brindisi con i suoi cari a Capodanno,
poi una sincope nefasta lo involse nell’oblio,
solo e in silenzio, forse capì che la vita è inganno.
Era mio padre.

La sua anima poetica la troviamo in questi versi

… E scrivo

Meditabondo,
illuminato
da lampi di luce,
raccolgo parole
dal profondo
del cuore,
e scrivo.

Presidente della sede operativa di Sermoneta con competenza su tutta la Provincia di Latina per conto dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, nonché Presidente delegato Regione Lazio per conto dell’Accademia Internazionale “Arte e Cultura di Michelangelo Angrisani”.

 

  DILA

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Il Dispari 2017-07-03

Il Dispari 2017-06-26 –  Redazione culturale

Il Dispari 2017-07-03

Editoriale

Natalia Benedetti e Guido Arbonelli “Duo Namaste”

La parola Namaste è originaria di una zona compresa tra l’India e il Nepal ma è utilizzata anche in molte regioni dell’Asia e nell’Australia meridionale.

Essa, pur essendo letteralmente traducibile con “mi inchino a te” in quanto deriva dal sanscrito “namas” (inchinarsi, salutare con reverenza) e “te” (a te), viene comunemente associata ad una valenza spirituale, per cui può forse essere interpretata in modo più completo come un saluto alle qualità divine che sono in te. Unita al gesto di congiungere le mani e chinare il capo, acquisisce l’ulteriore significato di “le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te”.

Ciò può definirne quindi il significato ultimo come un saluto tramite il quale si riconosce la sacralità sia di chi porge il benvenuto sia di chi lo riceve.

Natalia Benedetti e Guido Arbonelli

hanno scelto questo nome per il loro duo di clarinetti e canto, quale augurio di grande simbiosi che vogliono stabilire con i loro ascoltatori.

Ad Ischia ne abbiamo avuto un esempio recente durante la loro esibizione del Natale 2016 durante la quale hanno suonato anche il bellissimo inno “Girotondo di emozioni”, scritto da Guido e cantato da Natalia, dedicato a Ischia con il quale hanno vinto il premio internazionale “Otto milioni” edizione 2016.

Natalia

è anche professore di strumento e direttrice dell’Orchestra della scuola media Cocchi-Aosta e Liceo Jacopone di Todi, mentre Guido, oggi docente al Conservatorio “Cherubini” di Firenze, ha fatto parte di numerose orchestre internazionali quali la NIS simphony orchestra (Serbia), Orchestra Sinfonica di Perugia e dell’Umbria, Arturo Toscanini orchestra, Queen’s College orchestra-Usa, Orchestra Sinfonica di Constanta-Romania, nonché delle orchestre della Rai di Torino e Napoli, ed ha tenuto il corso per Professori d’orchestra presso il Teatro lirico Sperimentale di Spoleto nell’anno 2007.

Guido Arbonelli e Natalia Benedetti

hanno svolto attività concertistica a Ischia fin dagli anni ’80, invitati spesso dal compianto M° Vincenzo Sena.
Inoltre, i due musicisti hanno svolto spesso attività di docenza in masterclasses nei vari comuni dell’isola d’Ischia.
Di conseguenza, l’Isola, con il suo sole e calore, mare e amore è da sempre rimasto nel cuore del Duo tanto quando, in internet, trovano la notizia del premio letterario Made in Ischia “Otto milioni” organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ne rimangono attratti fino al punto di scrivere la canzone “Girotondo di Emozioni”che ora va n giro per il mondo con i loro concerti.

Bruno Mancini

Il Dispari 2017-07-03

IL DOPPIO E LA COPIA CON CARAVAGGIO NEL PATRIMONIO DEL F. E .C.

Avvolgente e provocatoria, intensa e eloquente nel realismo con cui cattura fatti, atmosfere sacre e profane, e in quei contrasti unici di luci ed ombre che restituiscono allo spazio e alle figure un profondo realismo, l’opera del Caravaggio figura tra le più importanti nello scenario dell’arte del Seicento, apre ad un nuovo modo di percepire e sentire la vita nel suo scorrere con drammi e passioni, misteri e verità.

A parlare sono i suoi personaggi sia legati alla mitologia, sia al sacro o al profano, senza dimenticare le splendide nature morte dove il taglio di luce esalta ogni dettaglio accarezzando un nuovo modo di restituire spazi ordinari che diventano straordinari.
Caravaggio, tanto studiato da storici dell’arte e critici, tra cui Rossella Vodret, maggiore esperta al mondo di questo straordinario artista, è al centro della mostra in corso fino al 16 Luglio presso gli spazi di Palazzo Barberini a Roma.

Giulia Silvia Ghia,

in occasione dei trent’anni del F.E.C. (Fondo edifici di culto) presenta “Il Doppio e la Copia” quattro dipinti, o meglio due coppie di dipinti messi a confronto, due di certa mano caravaggesca e gli altri copie antiche che ritraggono rispettivamente San Francesco in meditazione del 1606 e La Flagellazione di Cristo del 1607.
Due tematiche di forte impatto emotivo e visivo, legate al sacro che Caravaggio restituisce con quegli squarci di luci che si aprono attraverso zone scure a rappresentare da una parte la meditazione sulla morte e dall’altra l’accettazione della flagellazione

I dipinti con San Francesco

in meditazione –l’uno proveniente dalla chiesa di San Pietro a Carpineto Romano e in deposito alle Gallerie Nazionali di Arte Antica e l’altro proveniente dalla chiesa romana di Santa Maria della Concezione (nota come Chiesa dei Cappuccini)– sono stati per anni al centro di una complessa vicenda attributiva conclusasi, dopo operazioni di restauro e ricerche tecniche eseguite – contestuali e parallele – su entrambi i dipinti, con l’attribuzione dell’originale alla tela proveniente dalla chiesa di San Pietro a Carpineto, oggi in deposito presso Palazzo Barberini.

La copia della pala del Caravaggio con la Flagellazione di Cristo, proveniente dal Museo di Capodimonte di Napoli che fu commissionata al Merisi dalla famiglia De Franchis, e collocata nella loro cappella nella chiesa di San Domenico, è stata attribuita al noto copista di Caravaggio, Andrea Vaccaro collocata oggi nella cappella del Rosario di San Domenico.

Nel dipinto di San Francesco

in meditazione (1606)in cui il frate è raffigurato con in mano un teschio e davanti un tronco su cui poggia una croce, la novità iconografica è proprio il teschio qui ad indicare la precarietà della vita di fronte all’ineluttabilità della morte, anticipando il motivo delle vanitas nature morte in cui accanto a fiori, frutta, o strumenti musicali e libri appare anche un teschio.
Nella Flagellazione, il Cristo, legato alla colonna dai tre aguzzini, si prepara a sopportare il dolore senza mostrare gesti strazianti ed è reso nella sua vulnerabilità come qualsiasi essere umano.
Un’opera del Caravaggio “I musici” del 1595 è esposta fino al 16 luglio a Napoli presso Palazzo Zevallosa Stigliano in via Toledo e in essa sono rappresentati quattro giovani suonatori in concerto, una sorta di allegoria di Amore e Musica.

Silvana Lazzarino

Grande successo per la mostra di Milena Petrarca vincitrice del premio “Otto milioni” 2017

Grande successo per la mostra di Milena Petrarca a Pozzuoli, sua terra natia, dedicata ad Artemisia Gentileshi.

Infatti, inaugurata il 15 Giugno ne era prevista la durata fino al 30, ma il notevole interesse suscitato nel pubblico e nella critica ne hanno consigliata la proroga per un altro mese!
Così sarà possibile visitarla tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 23 nella sede del Bistrò-Galleria-Apotecha—Art Port in via Solfatare 131/133.
Organizzata dal Dott. Nicola Fasano art tutor scopritore di Milena quando lei aveva solo 15 anni, tra i dipinti più significativi spicca “Il volto di Artemisia – omaggio di Milena”.
Affiancate a Milena Petrarca espongono anche le pittrici Rosalia Tortorelli e Veronica Longo.

Pietrantonio Di Lucia, noto critico d’arte, ha scritto:

All’orizzonte uno sfumato tra leonardesco e seicentesco.” e poi “Oggi la pittrice Milena Petrarca dipinge nello sfondo un paesaggio fantasioso e un tantino partenopeo a marcare la sua origine in quel di Napoli, città del canto, della musica e dell’Arte. Quel paesaggio è dato relativo e mai realistico oggettivo; è presente e passato; è oggi e storico periodo che vide le peripezie e i capolavori della bella Artemisia… ma è pure il paesaggio evanescente, prospettiva aerea di Leonardo. Quanta storia puoi leggere in quel dipinto di paesaggio!”

Silvana Lazzarino ha scritto di lei:

Scultrice e poetessa di grande sensibilità, stilista e ritrattista che dona emozioni oltre il tempo legate all’uomo e alla sua vita tra gioie e malinconie, passioni e speranze, le opere di Milena Petrarca, presenti nei musei italiani e americani ed in prestigiose collezioni americane, francesi, inglesi e cinesi, incantano gli occhi e la mente per quel loro essere sospese tra realtà e sogno, mistero e poesia, avvolte da una luce che traspare da colori ora caldi e accesi, ora freddi e opachi.”

Nata a Pozzuoli nel 1950, vive e lavora a Latina trasferendosi periodicamente anche a New York.
Ha studiato all’istituto d’Arte Filippo Palizzi di Napoli, dove ha conseguito il titolo di maestra d’Arte.
Allieva del grande Scultore Lelio Gelli, è stata docente di discipline pittoriche presso il liceo Artistico di Latina.
Sue composizioni poetiche e sue opere pittoriche faranno parte della nuova Antologia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” dal titolo “Penne Note Matite”, di prossima pubblicazione, a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza e con la collaborazione di Silvana Lazzarino, edita da “Il Sextante” di Maria Pia Ciaghi.

Grande successo per Milena Petrarca. Le due Muse

Il Dispari 2017-06-26Il Dispari 2017-06-26

Editoriale 

Rita Cuccaro, che alcuni di voi certamente ricorderanno come mirabile interprete di canzoni classiche italiane durante eventi proposti nella Biblioteca comunale Antoniana diretta da Lucia Annicelli, nell’Hotel Parco Verde della famiglia Buono diretto da Guerino Cigliano e nel ristorante Coquille dell’On. Salvatore Lauro, Rita Cuccaro, dicevo, ha, proprio ultimamente, pubblicato il magnifico CD “Credere all’amore” in cui spicca la canzone “L’amore c’è” scritta dal cantautore italo australiano, Peter Ciani, particolarmente noto e amato qui a Ischia per aver dedicato diverse sue canzoni alla nostra Isola (Ischia Marrana, Ischia Ischia, e l’inno Mare mare dedicato al Comm. Agostino Lauro in occasione del premio di poesia “Otto milioni” sono solo alcuni titoli delle sue canzoni dedicate a Ischia).

Contattata telefonicamente dalla nostra Redazione, Rita Cuccaro ci ha stupiti ed entusiasmati con la bella idea di comunicarci, in anteprima, che ha già iniziato le registrazioni dei brani che faranno parte del suo prossimo album dal titolo provvisorio “I sogni si vivono a Ischia”.

Album in cui ha intenzione di inserire alcune delle canzono scritte dal cantautore siciliano Enzo Salvia, ed in particolare “Coquille” vincitrice del premio musicale “Otto milioni” (presentata in anteprima all’EXPO e al Bookcity di Milano nell’Autunno 2015), e “Nelle bugie dei sogni” anch’essa vincitrice di un’edizione del premio “Otto milioni”.

A questo punto è facile prevedere che Rita Cuccaro sarà invitata a presentare i suoi “lavori” discografici nel Museo Etnografico del mare e che li illustrerà nel modo che le resta più congeniale: Cantando!
Auguri Rita, Ischia ti aspetta!

Silvana Lazzarino al “Giardino segreto dell’anima” in Campinola di Tramonti 

C’è un luogo su questa Terra, e in particolare lungo la Costiera Amalfitana, dove i pensieri diventano parole e i ricordi riaffiorano inattesi a scandagliare sensazioni che il tempo non cancella. è  il “Giardino Segreto dell’anima”, sito a Campinola di Tramonti, custodito come uno scrigno dai coniugi Enza Telese e Antonio De Marco che amorevolmente da oltre quindici anni si dedicano alla manutenzione di questo scenario di piante e fiori, dove i colori e i profumi sono i protagonisti di un concerto unico fatto di sfumature visive ed emotive in cui ritrovare qualcosa di se stessi, del proprio vissuto tra nostalgie e attese, gioie e speranze.

Un giardino botanico sperimentale, dove tra i tanti tipi di fiori si resta incantati dalle 200 piante di rose e dalle molteplici variazioni cromatiche dei glicini.

Ed è proprio all’interno di questo spazio, dall’atmosfera quasi da sogno lontana dalla routine quotidiana, adatto a recuperare il bello e il vero nascosto nelle parole e negli sguardi delle persone -spesso difficile da carpire in contesti lontani dalla natura dove i ritmi della vita scorrono troppo veloci-, che lo scorso 16 giugno 2017 si è svolto l’appuntamento con la poesia e la letteratura all’interno dell’XI edizione di incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Commissione Europea.

Un appuntamento nato in virtù del gemellaggio tra incostieraamalfitana.it di cui è direttore artistico Alfonso Bottone e il “Photofestival Attraverso le Pieghe del Tempo” di cui è direttore artistico Lisa Bernardini che insieme, da circa due anni, portano avanti un percorso dove la cultura diventa occasione per riscoprire le bellezze del territorio nazionale.

La serata, accanto all’assegnazione del premi per il terzo Concorso Nazionale di Poesia “Il Giardino segreto dell’anima” alla presenza della presidente di giuria Sonia Giovannetti, ha visto “Incontri d’autore” con la poetessa Silvana Lazzarino e gli scrittori Simonetta Bumbi e Ugo De Angelis intervistati da Alfonso Bottone.

Antonino Giordano, Gerardo Pagano e Maria Antonietta Rotter, classificati rispettivamente al primo al secondo e al terzo posto, dopo essere stati invitati da Alfonso Bottone a parlare delle proprie emozioni legate alle loro opere hanno ricevuto il premio da Antonio De Marco ed Enza Telese.

L’attrice Vania De Angelis ha letto le opere premiate regalando forti emozioni con un’interpretazione che ha commosso il pubblico presente.

La scrittrice Simonetta Bumbi con il suo “Iostoconletartarughe” (Emigli) ha fatto emergere la durezza della vita che spesso porta dolore e sofferenza.

La “nostra” Silvana Lazzarino, Socia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e valentissima opinionista della Redazione culturale di questo quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, ha presentato la sua raccolta poetica Oltre le immagini tra visione ed  emozione” (Pagine) in cui dipinge le emozioni della vita.

Non solo della sua, ma la vita in chiave universale toccando ricordi passati e presenti attraverso i luoghi più nascosti e intimi che la natura regala nei suoi volti ora solari, ora abitati dalla notte.

Ha chiuso l’interessante serata l’architetto e scrittore Ugo De Angelis con il libro “In quella foto c’è Maria” (Nane) con il quale ha restituito una visione storica e sociale ai personaggi e ai fatti, accaduti nel mese di Luglio del 1902 alle Ferriere di Conca, che portarono al martirio della piccola Maria Goretti..

Bruno Mancini

La filosofia e il filosofo

 La filosofia è ricerca della verità?
Esiste o non esiste una verità assoluta?
La verità va ricercata, sempre.
Il nostro cervello  lavora e non si appiattisce mai, è sempre alla ricerca di realtà da scoprire, è  motore sempre in funzione, che viaggia dalla nascita ed è in continuo movimento fino all’esaurirsi della sua energia.
Il pensiero che produce subisce continue evoluzioni ed elabora sempre qualcosa di diverso, spesso tenta di volare, per andare oltre l’assoluto, ma poi deve fermarsi e rientrare.

Se è vero che la filosofia è ricerca continua, allora la troviamo nella vita semplice di tutti i giorni.
La filosofia è pensiero, mobile e nobile,nche si modifica costantemente col passare degli anni. Filosofare è ricercare.
Questo è normale anche in un bambino, che non conosce ancora il mondo, il significato delle  stelle, della luna, del  sole e dell’universo che lo circonda e non è interessato ancora alla ricerca più profonda, ma è sempre impegnato a scoprire il nuovo ed ha voglia di apprendere, di sapere e di migliorare.

Questa è filosofia.

Ma allora il bambino è il vero filosofo?
Dunque, se noi riusciamo a conservare quel bambino dentro di noi, possiamo sperare di filosofare tutta la vita?
Dobbiamo augurarci che l’uomo dia più spazio al bambino che ha dentro, per sperare di vedere un mondo migliore.
Tutti i padri della filosofia, da Talete a Platone, ad Aristotele, a Socrate, a Pitagora e fino ai pensatori odierni, hanno espresso il loro pensiero, ma nessuno ha scoperto quello che cercava.
Una verità è certa e sicura: “Ognuno di noi, preso isolatamente, non vale nulla”, è ciò che sostiene il filosofo Aldo Masullo ed è, a mio avviso, una grande verità, è frutto della saggezza di un grande studioso.

La filosofia, dunque, è per l’uomo, fin dalla nascita, ricerca del vero, del nuovo,del suo simile, del suo spirito, della sua anima, della sua natura e dell’impossibile.

Ma allora, senza fare confusione con la fede, anche la religione è filosofia o potremmo definirla tale?
Dagli inizi della storia dell’umanità a tutt’oggi la scienza ha raggiunto moltissimi traguardi, ma l’uomo non ha scoperto la verità che cercava.
Spesso individuiamo nelle persone sagge, nel linguaggio, nel modo di fare, di pensare, di vivere, nel modo di sdrammatizzare, un filosofare perpetuo.

È uno stile di vita semplice, è un modo di vedere le cose, un po’ alla buona, non esasperato.
Si accentuano il comportamento e il linguaggio filosofico più avanti negli anni, con la maturità, con l’esperienza della vita, con l’andare verso gli altri, con la conoscenza e se si ha un poco di cultura in più, questo aiuta maggiormente nel relazionarsi al prossimo, aiuta a vivere e può essere di aiuto anche a chi ci sta vicino.

Il percorso della vita di ognuno di noi può essere breve o può essere lungo, io so quanto tempo ho vissuto, ma non quanto tempo vivrò ancora, questo non lo sa nessuno di noi, è il mistero della vita, ma so che l’impegno della ricerca è stato forte e che alla fine non ha prodotto i risultati sperati. L’uomo si è accorto sicuramente di avere scoperto solo un mondo bellissimo, che non ha saputo godere, apprezzare e proteggere.
Napoli, Marzo 2017
Adolfo Giuliani

Pietro Lapiana

Tra pensieri e sentimenti vagando

Poeta sensibile alle tematiche giovanili in quanto ha svolto l’attività di insegnante per 25 anni nelle Scuole Elementari Statali e per oltre dieci anni è stato docente di Italiano e Storia negli Istituti Tecnici e Professionali,  Pietro Lapiana ha collaborato, come corrispondente, con vari giornali e riviste, tra cui “Cronache Italiane”.

Ha conseguito notevoli premi letterari.

Concordo con il poeta che gli affetti familiari costituiscono il fulcro dell’esistenza.
La sofferenza per la morte della madre non è stato mitigata con la sua poesia, nonostante che sia passato mezzo secolo dal tragico giorno e la scomparsa del padre è stata dolore incolmabile e le sue emozioni nefaste si trovano nei suoi versi.
Toccante la sua poesia:

Mio padre

Era parco di lodi e carezze
ma immenso il suo amore,
abbondava di tenerezze
celate nei recessi del cuore…
Non faceva mai mancare niente,
sopportava sacrifici e privazioni,
all’occasione si mostrava indulgente
pur di assecondare le loro aspirazioni…
Onusto di malanni più che d’età diede l’addio,
l’ultimo brindisi con i suoi cari a Capodanno,
poi una sincope nefasta lo involse nell’oblio,
solo e in silenzio, forse capì che la vita è inganno.
Era mio padre.

La sua anima poetica la troviamo in questi versi

… E scrivo

Meditabondo,
illuminato
da lampi di luce,
raccolgo parole
dal profondo
del cuore,
e scrivo.

Presidente della sede operativa di Sermoneta con competenza su tutta la Provincia di Latina per conto dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, nonché Presidente delegato Regione Lazio per conto dell’Accademia Internazionale “Arte e Cultura di Michelangelo Angrisani”.

l Dispari 2017-06-19

Il Dispari 2017-06-19

Editoriale

Ilde Consales, mi ha scritto:
Carissimo Bruno, ti ringrazio infinitamente!!
Sono onoratissima di essere anche io sui vostri siti!!!!..”,

po ha scritto ai suoi amici:
…con mia grande sorpresa e con tanta gratitudine verso lo scrittore Bruno Mancini, che ha voluto dedicare sui siti di Ischia emmegiischia.com e ildispari24.it/it/, uno spazio alla mia persona, e al M° Santina Amici, che ci ha messi in contatto.
Assieme daremo vita a stimolanti attività culturali, in cui le musiche del M° Roberto Prandin e i versi di Bruno Mancini e dei poeti che seguono i progetti artistici Made in Ischia promossi dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”saranno i protagonisti.
Il pensiero vola anche ai miei cari e agli amici con cui condivido tanti bei ricordi dell’Isola Verde: Erika Russo, Ezio Russo, Marcella Franchini, Raffaele Giusto, Ivana Pomicino, Manuela Pomicino.”,

e di nuovo ha scritto a me:
“Che straordinaria sinergia di talenti! Sono felice ed emozionata di entrare nella vostra grande famiglia! Grazie infinite, caro Bruno Mancini!”

Ma chi è Ilde Consales?

Ilde Consales è
Professore universitario di ruolo (II Fascia) di Linguistica italiana presso Roma Tre University.
Precedentemente Ricercatore di ruolo e Docente universitario presso Università Roma Tre.
Precedentemente Docente di Linguistica italiana e di Didattica della lingua italiana presso l’Università degli Studi di Macerata.
Precedentemente Ricercatore a progetto presso Università per Stranieri di Siena.
Precedentemente Ricercatore al CNR di Firenze presso Accademia della Crusca.
Dottorato di Ricerca (PhD) presso Università degli Studi Roma Tre.
Relatrice al 2° Convegno Internazionale di Linguistica e Glottologia Italiana (CILGI 2) presso la Uniwersytet Wrocławski (sede di Economia, Diritto e Scienze dell’Amministrazione), patrocinato dall’Accademia della Crusca e dalla Società degli Italianisti Polacchi ove ha parlato di. “Le voci degli affetti e dei moti dell’animo. Le interiezioni nella grammaticografia italiana”.
Relatrice in qualità di Visiting Professor presso la Slezská Univerzita v Opavě (Rep. Ceca).

Ma Ilde Consales è anche

Soprano e cantante del Duo Tamiri con al pianoforte: M° Santina Amici) e negli ultimi mesi ha effettuato concerti presso l’Orto Botanico di Roma per l’AER (Associazione Ecologica Romana), voci recitanti Lucilla Di Pasquale, Isabella Colucci, musiche di Tiersen, Fauré, Bellini, Händel, Martini, Pergolesi, poesie di Tognolini, Lorca, Dell’Era, Schwarz, Klimer – 11 Maggio 2017; nella Chiesa di S. Maria dei Miracoli (meglio nota come una delle due “Chiese gemelle” di Piazza del Popolo, ed è quella di destra provenendo da Piazzale Flaminio) con Valentina Licastro (flauto), Carla Martirano (flauto), Santina Amici (organo), per i musicisti Cambristi di Roma con musiche di Bach, Händel, Vivaldi, Gluck, Massenet, Schubert, Marcello, Chaminade, Tulou, Gomez – 11 Giugno, 2017; nella Chiesa di S. Michele Arcangelo, Romari con M° Santina Amici all’organo (18 marzo 2017.

Presentiamo Ilda Consales,

e le diamo un caloroso benvenuto da parte di tutta la Redazione, perché con lei, finalmente, si chiude il cerchio che ci porterà alla realizzazione di video di alto spessore culturale, nei quali uniremo poesia, canto, musica, arti visive, recitazione. spot commerciali e immagini della nostra splendida isola d’Ischia.
Qui di seguito ho piacere di fare qualche nome di Artisti che sono in lista per entrare in questi progetti che avranno, certamente, il supporto della pagina culturale del quotidiano Il Dispari Redazione culturale diretto da Gaetano N Di Meglio, della splendida rivista trimestrale Eudonna di Mariapia Ciaghi, di tutti i siti (e ne sono veramente molti!) che seguono con interesse le nostre iniziative), insieme alla diffusione televisiva del programma Mancineide.

Faranno parte del progetto, oltre ovviamente a Ilde Consales e Santina Amici: Roberta Panizza poetessa e Direttrice Artistica di DILA, Liga Sara Lapinska poetessa pittrice nonché Ambasciatrice DILA in Lettonia, Angela Maria Tiberi presidente della sede operativa DILA per la provincia di Latina, Silvana Lazzarino poetessa e opinionista specializzata in critica artistica, Neri Maria Luisa direttrice musicale DILA nonché presidente dell’Ass. Arte del Suonare, Guido Arbonelli prof. Conservatorio Firenze, Roberto Prandin compositore, Antonio Mencarinii mitica VOX, Patrizia Canola pittrice che attualmente espone al Museo Etnografico del Mare di Ischia, Milena Petrarca vincitrice del premio di Arti grafiche “Otto milioni” edizione 2016, e TUTTI i poeti, TUTTI gli artisti di arti grafiche e TUTTI i musicisti che hanno già fatto parte di una nostra antologia (se ce lo chiederanno), e poi anche la mia amica del cuore Katia Massaro presidente onorario di Oceanomaredelphis fotografa per hobby così come Roberto Federico.
Certamente dimentico molti amici, ma loro sapranno perdonarmi:-)
Bruno Mancini

Il Dispari 2017-06-19

Ajub Ibragimov

:dipinti melodici come le correnti delle acque e le vibrazioni delle stelle.

Ajub Ibragimov è un pittore con un suo stile inconfondibile, perché ha suo mondo unico e nelle sue composizioni talvolta meditative, talvolta espressive, tutte piene di musica, usa sia colori splendenti, sia rilassanti.
Ajub è un pittore ceceno, nato il 18.07.1969.
Ha cominciato a disegnare e poi a dipingere, ispirato da artisti a lui vicini, quando aveva otto o nove anni.
Da bambino era stimato per come riusciva a sviluppare la sua arte, dipingendo la sua ispirazione, interna ed esterna, con colori e zigzag filigranati.
Ispirato, come dice lui stesso, specialmente dalla natura, dal silenzio come l’inizio di tutte le musiche, sia quelle espresse con i colori, sia quelle proprie delle note.
Il suo maestro Adam Ilyassov, molto orgoglioso di Ajub.Adam, è sicuro, proprio come Ajub, che l’arte e la bellezza uniscono il mondo, i popoli, le fratture, superando i confini violenti di fraintendimenti e crudeltà.

A Grozny, Ajub

ha partecipato alla prima mostra nella sua vita, con le sue opere pittoriche in stile ebru: uno stile conosciuto dai tempi degli antichi persiani che era molto apprezzato in Cecenia dove veniva sviluppato da tradizionalisti artisti turchi.
Il significativo modo della pittura ebru è la danza dei colori, la musica dell’Universo, la dominanza dell’ elemento acqua, il movimento perpetuo in diversi ritmi, in diversi frequenze.
La tecnica per creare queste opere inizia con il preparare la propria anima aprendola per l’amore contemplativo, e poi prosegue usando colori che non risplendono nell’acqua e non corrono tutti insieme.

Ajub, di solito,

usa l’acrilico e l’olio aggiungendovi colle speciali per far fluire colori luminosi sulla carta marmorizzata, inumidita d’acqua come è il fondamento e l’inizio di tutte le vite.
Nel 2002 Ajub si è trasferito in Germania, pare per sempre.
Adesso abita a Norimberga e lavora in una grande industria per guadagnare i soldi necessari a continuare nella sua arte.
Quasi tutto il suo tempo libero lo dedica alla sua arte.
Non ha il conto del numero delle sue opere, sono tantissime.
Ama donarle aspettandosi, timidamente ma senza chiedere, di ricevere in cambio almeno i costosi materiali necessari alla realizzazione delle sue opere.
Dice che il suo stile di pittura è il futurismo astratto, ma nei suoi quadri crea tante forme, anche immagini e simboli concreti.
Non ha preso dal futurismo la sua aggressività, ma il dinamismo sì.
Come tanti emigranti internazionali che non accettano i confini dell’arte e non vogliono accettarli tra i popoli e tra i paesi, Ajub è anche un dadaista, negando la violenza, ma non diventando nichilista.

É, certo, un’esteta:

i suoi quadri sono anche decorativi.
É anche un surrealista, come quasi ogni dadaista.
Sto guardando ancora e ancora i quadri di Ajub.
Astrazioni filigranate, tutte nello stesso tono.
La voce di Ajub, quando ho parlato con lui, aveva intonazioni melodiche, proprio come i suoi quadri.
Ajub è uno stupendo artista disegnatore.

Dipinge strumenti musicali e tele

Vuole diventare un artista disegnatore professionista, ma non ha i soldi per gli studi.
Ajub lavora rapidamente, ha tanta forza creativa, come l’abbiamo, talvolta, noi timidi, noi limpidi, noi che conosciamo tanti segreti dei miti e della bontà.
Durante la mia lunga permanenza a Ischia in occasione della cerimonia di premiazione del premio “Otto milioni” dedicato al Comm. Agostino Lauro e sponsorizzato dall’Istituto Agostino Lauro del quale è Presidente l’On. Salvator Lauro, ho avuto modo di capire che a Ischia sono in molti a poter prendere in considerazione l’idea di promuovere l’arte di Ajub, così armonica e quasi terapeutica.
Così necessaria per tutti.
Tutti.

Liga Sarah Lapinska

Ricordandovi che il 20/03e l’8/05 abbiamo pubblicato 2 serie di 3 poesie finaliste del premio “Otto milioni”, oggi ne pubblichiamo altre 3.
Tutti i componimenti scritti da Autori stranieri sono stati tradotti in italiano da Liga Sarah Lapinska (che ringraziamo per il grande lavoro svolto) la quale, Socia Fondatrice DILA, oltre ad essere un’eccellente pittrice, poetessa e fotografa è anche traduttrice della lingua lettone in italiano, in inglese e in russo.

Franco Maccioni

Cod. 07
Franco Maccioni
Nello spiraglio di luce

L’incredula notte
nascondeva avanzi consumati.
Dietro lo spiraglio aperto
la luna filtrava argentei raggi
tra gli alberi sommersi dal sonno.
Avevo i tuoi occhi di pianto
uniche stelle generose
che dall’immenso cielo
potevo tuffarmi con gioia.
Dall’immensità del nostro amore
nell’incredula notte trascorsa,
l’orizzonte scopriva il nuovo giorno.
Le nostre mani si tenevano strette
e i tuoi occhi risplendevano ancora.
La luce del giorno abbagliava
tracciando nei nostri volti
una tremenda forza di vivere.

Antonio Fiore

Cod. 08
Antonio Fiore
A mia madre

Non si potrà sottrarre
una sola briciola di tempo
per prorogare di quanto le stelle
hanno già scritto
nella nitida luce che arde,
ma che puntualmente si spegnerà,
a prescindere dal vento,
quando la notte scenderà
per addormentare le membra.

Colmo di speranza
l’anima si dilungherà
verso l’infinito sogno,
e su questa terra
che gela la polvere dei tuoi sandali,
nel freddo silenzio
mi ritrovo a respirare i mille ricordi
da riesumare per chi ha tanto amato
e resterà ad amarti.

 

Angela Tiberi

Cod. 09
Angela Maria Tiberi
Cancellarmi

Cancellarmi dal tuo cuore vorresti,
ma in fondo alla tua anima
ci sono i ricordi di quei meravigliosi
momenti vissuti insieme
nel rito di quell’amore immenso che ci ha unito
fino all’estremità del cielo.
I sussurri sono dentro di noi
come lo scroscio di una cascata fresca
che accarezza ancora la nostra pelle di ricordi
indimenticabili siamo noi uniti nelle nostre anime,
anche se il silenzio ci vuole chiudere nell’oblio.
C’è una luce in noi… esiste il nostro amore
che tu vorresti cancellare come avrei voluto io.
No, non si può il nostro calore lo conosce anche il cielo.
Tu rimani in me come io in te,
e tu lo sai anche se smetti di sentirmi,
ormai vivi in me come io in te.

Il Dispari 2017-06-19

 

Il Dispari 2017-06-12

Il Dispari 2017-06-12 Editoriale Eudonna: Giugno 2017 Con il numero di Giugno della rivista Eudonna, prossimamente in edicola,

Il Dispari 2017-06-12

Editoriale

Eudonna: Giugno 2017

Con il numero di Giugno della rivista Eudonna, prossimamente in edicola, l’Associazione culturale Da Ischia l’Arte- DILA proporrà, avvalendosi della preziosa collaborazione di tutta la Redazione della sezione cultura & società del quotidiano Il Dispari diretto da Gaetano Di Meglio, i principali progetti Made in Ischia ideati ed organizzati in sintonia con Mariapia Ciaghi, Founder e CEO di Il Sextante che è l’Editore della rivista.

Eudonna: Giugno 2017 fra eventi, musica e incontri

Importante punto di riferimento di appassionati lettori e addetti ai lavori, stampato e distribuito in 10.000 copie, il magazine Eudonna che esce tra pochi giorni (sarà disponibile nell’edicola della Piazzetta San Girolamo di Ischia porto) sarà dedicato all’artista sarda Maria Lai, alle filandere di Salzano e ad Anna Gaddo.
Nel numero i nomi, le storie e le vicende di donne che hanno cambiato per sempre il volto della società, dell’arte e del mondo del lavoro.
In occasione della presentazione, che avverrà a Roma il prossimo 22 Giugno 2017 nella sede di Micro a Porta Mazzini, sarà presentata anche la seconda tappa espositiva del progetto “OPEN generazioni a confronto” ideato e curato da Paola Valori.
La mostra romana “Il rivisitismo di Fulber, i sentieri di Roy” è dedicata a Fulvio Bernardini, in arte Fulber.

Si tratta – come ci dice Mariapia Ciaghi–

di un ciclo di mostre dedicate al confronto generazionale tra artisti.
Un viaggio itinerante con diversi appuntamenti che si ripeteranno nel corso dell’anno tra gallerie, spazi istituzionali e privati con l’obiettivo di offrire al pubblico un’ambiziosa programmazione, incentrata sulla contaminazione tra talenti emergenti e personalità già consolidate.
Quanto prima, valuteremo il tuo progetto di proporne una tappa in una sede idonea ischitana… magari proprio nel Museo Etnografico del Mare e, senza che questa sia una promessa, posso sbilanciarmi dicendoti che confido di poterla realizzare.”

La mostra “Il rivisitismo di Fulber, i sentieri di Roy”,

aperta tutti i giorni (tranne la domenica) dal 22 al 26 Giugno dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, nasce dalla collaborazione tra Paola Valori e Mariapia Ciaghi e prevede l’esposizione di alcune delle grandi tele più rappresentative del lavoro di Fulber (Fulvio Bernardini) esposte a partire dal 2013 nelle principali capitali europee, a cura del MIIT di Torino.

Sempre in occasione della presentazione di Eudonna, il 26 Giugno alle ore 21:00, a Roma presso la galleria d’arte MICRO, l’Orchestra Mandolinistica Romana diretta dalla Maestra di musica Teresa Fantasia proporrà un concerto di musica classica e popolare, con l’intento di dare un’ampia panoramica sulle diverse sonorità di un’orchestra a plettro in funzione dei differenti stili musicali.

L’Orchestra Mandolinistica Romana, porta avanti una ricca tradizione musicale in perfetto equilibrio tra professionismo, attività amatoriale, divulgazione.
Cuore dell’orchestra è il mandolino, con tutta la sua famiglia (mandolino, mandola, mandoloncello), uno strumento che vanta più di tre secoli di vita, con un repertorio che spazia dai capolavori dell’età barocca, alla musica popolare, a quella contemporanea.

Bruno Mancini

UN GENIO TRA TEATRO E CINEMA

UNA MOSTRA RACCONTA TOTÒ NELLA SUA NAPOLI

Attore per eccellenza dalla risata inconfondibile e contagiosa capace con la sua ironia e mimica di conquistare un pubblico sempre più vasto, Totò (Antonio De Curtis) rivalutato solo dopo la sua morte e pertanto affiancato a grandi nomi quali Charlie Chaplin e Buster Keaton, è stato artista a tutto tondo passando con disinvoltura dal teatro al cinema alla televisione, mai stanco di improvvisare.
Attraverso i suoi personaggi ha raccontato le sfaccettature dell’uomo e della società a lui contemporanea, in particolare quella povera del dopoguerra alle prese con le difficoltà e la voglia di rimettersi in gioco, sempre con una comicità pungente e quell’immancabile affettuosa ironia che ne smorzava il dramma.

La mostra TOTÒ GENIO, in corso a Napoli fino al 9 luglio 2017,

allestita presso le tre sedi di Palazzo Reale, Maschio Angioino e San Domenico Maggiore, lo ricorda a distanza di cinquanta anni dalla sua scomparsa avvenuta il 15 aprile 1967.

L’esposizione, promossa e co -organizzata dal Comune di Napoli in collaborazione con le maggiori istituzioni culturali del paese, ripercorre la carriera di Totò dando ampio spazio alla sua figura poliedrica che ha sempre saputo stupire raccontando aspetti della vita gioiosi e malinconici, giocando sull’improvvisazione e l’imprevisto con quell’ingenuità cui legava un’ironia spesso beffarda e pungente fonte di soluzione per uscire da situazioni non sempre facili.

Curata da Alessandro Nicosia,

che ha coordinato anche la direzione generale del progetto, insieme a Vincenzo Mollica, la mostra prodotta da C.O.R. (Creare Organizzare Realizzare), attraverso centinaia di documenti si sofferma sulla vita e l’arte di un genio intramontabile: accanto a fotografie, filmati, costumi di scena, locandine di film, vi sono interviste, disegni, riviste e giornali d’epoca, spezzoni cinematografici e televisivi e ancora manoscritti personali, lettere, cimeli e materiale inedito,

Il rapporto tra Totò e i grandi della cultura del Novecento “Genio tra i geni” viene ripercorso negli spazi del Museo Civico di Castel Nuovo con le interviste a personaggi di spicco della cultura e dello spettacolo italiani tra cui: Dario Fò, Roberto Benigni, Andrea Camilleri, Mina, Fiorello.
Sono poi i disegni di Fellini per Totò e quelli realizzati negli anni ’50 da Ettore Scola per la rivista satirica “Marc’Aurelio” e gli oltre trenta schizzi di Pasolini per “La terra vista dalla luna”, senza dimenticare i disegni di celebri fumettisti come Crepax, Pratt, Manara, Onorato e Pazienza.

Nella sezione “Totò, che spettacolo!”

La vita, il varietà, la poesia, le canzoni, la biblioteca, le cose di Totò allestita presso Palazzo Reale è analizzato il rapporto tra Totò e le arti passando dai costumi di scena originali, ai filmati e installazioni multimediali”, per poi trovarsi di fronte all’immancabile baule di scena, che Totò portava sempre con se nei teatri e nei set cinematografici.

Il percorso si chiude con “Dentro Totò”

allestito presso il Convento di San Domenico Maggiore attraverso cui scoprire nuovi aspetti della figura del grande artista, un Totò più “privato” come attraverso le 250 fotografie in cui è ripreso nei fuoriscena dei suoi film, nei momenti di vita quotidiana, nelle serate mondane, fotografie che rivelano le sue passioni, come quella per gli animali.
Il catalogo, edito da Skira, è introdotto da una prefazione di Goffredo Fofi.

Silvana Lazzarino
Fino al 9 luglio 2017

Le Ragunanze & DILA: cerimonia premiazione quarta edizione

Il, 28/05/2017 è stata effettuata la cerimonia di premiazione della 4^ Ragunanza di poesia e fotografia.

Un evento che ogni anno regala grandi emozioni agli organizzatori e agli Artisti.
Ringrazio in primis tutti gli autori premiati che con la loro presenza hanno reso possibile questa iniziativa, grazie anche a coloro che hanno scelto semplicemente di partecipare unendosi a noi.
Un sincero grazie ai componenti di Giuria, al presidente Roberto Ormanni, a Giuseppe Lorin, Fiorella Cappelli, Eduardo Fiorito, Dario Amadei, Elena Sbaraglia, Lorenzo Spurio, Alessandro Bagnato che si sono impegnati con professionalità, scegliendo tra le numerose opere i vincitori. Ringrazio Rita Rag Angelelli direttrice editoriale de Le Mezzelane Casa Editrice, che ha realizzato l’antologia con le opere delle tre edizioni precedenti.
Un grazie a Valerio D’Amato che ci ha donato lo scatto di copertina dell’antologia ed è stato con noi.
Un grazie speciale ad Andrew J A Bulfone e a Monica Fiorucci, grandi sostenitori della nostra associazione.
Grazie a Daniele Franceschini per le riprese video ed il servizio fotografico.
Un ringraziamento a chi ci ha ospitato, l‘Aps Bel Repiro, a chi ha patrocinato l’evento, a chi ha collaborato con noi pubblicizzando il concorso, in particolare il quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, Magic BlueRay, Radio Doppio Zero, Golem Informazione, l’Associazione culturale Euterpe, L’Associazione culturale “Da Ischia l’Arte – DILA” e il suo presidente Bruno Mancini.
Ringrazio gli ospiti: il Maestro Gianni Mirizzi con la sua fisarmonica, l’ideatore di “Movie Club Film Festival” David Cardarelli, l’attore Corrado Solari, l’attore Gennaro Momo, l’attrice Chiara K Pavoni, la compagnia “Oltreconfine“, Santo Tornabene e il Comitato Monteverde Nuovo presieduto da Tina Pelliccia, Silvio Parrello “er Pecetto” che ha declamato la poesia “L’airone”,
Davide Cortese vincitore della seconda edizione del concorso “Incontri con la poesia e il racconto” ideato dal Comitato, Antonietta Tiberia vincitrice dell’edizione 2016 dello stesso concorso.
Grazie a Xilema della preziosa presenza.
Spero di non aver dimenticato nessuno e a presto con tutte le foto dell’evento.

Michela Zanarella

Il Dispari 2017-06-05

 

Editoriale

Era il 18/05/2015 quando Gaetano Di Meglio Patron e Direttore del quotidiano Il Dispari ci affidava l’incarico redazionale di questa pagina.
Oggi, dopo due anni di ininterrotta collaborazione, ringraziamo ancora Gaetano Di Meglio insieme a quanti ci hanno inviato loro scritti (pubblicati quasi 400!) ed in particolare: Roberta Panizza, Liga Sarah Lapinska, Katia Massaro, Silvana Lazzarino, Angela Maria Tiberi, Francesca Luzzio,Tina Bruno, Michela Zanarella, Maria Luisa Neri, Emanuela Di Stefano, Paola Occhi, Antonella Ronzulli, Enzo Salvia, Antonio Fiore, Vincenzo Monfregola, Luciano Somma, Alberto Liguoro, Antonio Mencarini, Adolfo Giuliani, Salvatore Santoro.

Con l’augurio di continuare a ricevere la stima di voi lettori, celebriamo l’anniversario pubblicando un “bozzetto ischitano” inserito nel mio libro di racconti

“Per Aurora volume terzo”

… Una teoria secondo la quale la Germania avrebbe avuto dei vantaggi se l’Italia non fosse entrata in guerra al suo fianco?
Eccola.
Nell’autentica versione.
Ebbi personalmente modo di ascoltarla dal suo ideatore, da Questo Uno, al quale non voglio dare un nome.
Costui grande bevitore, nei momenti di euforia, di tanto in tanto andava «esplicitando» la sua teoria, personale inedita rivoluzionaria, delle ragioni per le quali la Germania aveva perso la seconda guerra mondiale.

«Così o come»

non si è mai grandi profeti se non s’insozzano di paure e d’illazioni le menti semplici, ugualmente non si penetrano le essenze recondite delle storie se non si galleggia senza pudori su frasi fatte, ipotesi eccellenti, rapporti indiscussi, prospettive calcificate, verità dogmatizzate, fatti… scusate, notizie di fatti mai verificati, eroi, vigliacchi, generali, ritirate, avanzate, strategie, reclusioni, folli indifese, potenza, potenti, potentati, potenzialità.

Inoltre, per ogni rivolgimento di situazione provocato da un cambio di condottiero, non solo bisogna adattarsi ad agitare nuove bandiere vociando «Arrivano i nostri», ma spesso si è indotti ad accettare di tesserarsi alla nuova «ideologia», e finanche, non di rado, occorre dedicarsi a rielaborare nostri «nuovi» particolari paragrafi (particelle pronominali e parcelle personali comprese).

A «Costui»

nessuno pensò mai di appiccicare sulla schiena l’etichetta d’opportunista venduto incoerente stupido ignorante.
Inizio:
-“La ragione! Una sola!
Tutti i presenti sapevano di doverlo invogliare con frasi tipo:
-“Davvero?
-“Ma quale?
-“Incredibile.
.”Fioooooooo…
-“Possibile?
-“Impossibile!
-“Uhhhh!”
-“È la verità?
-“Enorme!
-“Dicci.
-“Dimmi.
-“L’avevo sospettato.
-“Mamma mia!
-“ È uno scoop.
-“Sei un genio.
-“Avanti, racconta.
-“Stupiscici.
-“Sei unico.”
-“Racconta.

E Lui Colui Il Grande Bevitore

lasciandosi convincere dalle amichevoli lusinghe, sistemò un posacenere nell’angolo destro del tavolo, spostò una bottiglia sull’opposto spigolo sinistro, pose al centro dell’improvvisato ripiano scacchiera, con decisione, il pugno chiuso intorno al bicchiere colmo di birra commerciale dalla schiuma bionda:
-“Le guerre si perdono per troppi nemici, ma anche per alleati inadeguati.
Mettiamo il caso che io voglia penetrare nella villa di un ricco pappone per tentare di privarlo, con un improvviso attacco criminale, del cofanetto nel quale egli custodisca i gioielli -frutto d’estorsioni, ricatti, tangenti, usura, traffici di armi, d’uomini, di farmaci e di segreti-, poi aggiungiamo un’ulteriore ipotesi secondo cui la sfarzosa residenza bunker, oltre che da cinque gorilla umani -di origine italiana indiana indonesiana indiscriminata- provvisti di armi -semi automatiche a tamburo canne mozze dirompenti-, risulti protetta da un circuito -tele audio sensitivo cablato afferente combinato interagente- collegato con sette satelliti, sette stazioni terrestri, sette ripetitori ausiliari, sette velivoli urbani, sette posti di controllo, sette controlli di ascolto, sette postazioni di visione, sette visoni addestrati nella ricerca di uomini, sette strati di filo spinato elettrificato, sette stadi di verifica termica, sette, sette, sette… sette cani -misti tra dobermann pit bull mastino… bracco (quest’ultimo per identificare gli odori e dare l’allarme)-, precisato che un mio piano perfetto preveda il geniale superamento delle difese opposte dai gorilla ecc.… dalle trappole e dalle tagliole ecc…., ipotizziamo anche che nella elaborazione del mio progetto sia inserito lo sviluppo di una complessa azione vincente (mutuata dalla strapotente strategia della Partita di Donna così come fu adottata in 33 delle 34 partite del celebre match per il campionato mondiale di scacchi tra Capablanca ed Alechin nel 1927), supponiamo infine che questo stesso intento abbia funzione di fulcro intorno al quale sia stato attivato il gioco perverso di un Uomo Cattivo nel tentativo d’oppressione degli ebrei polacchi austriaci cecoslovacchi ungheresi francesi belgi olandesi… che faccio? Tento la sortita portandomi come alleato un «gatto» affamato spelacchiato privo di artigli di artiglieri e di artiglieria?
La villa è difesa da cani!
Io vado con un gatto?
I cani ci sbranano.
Così fu.

-“Va bene, ma non fermarti, continua.
“Proprio adesso.
“No, no.
-“Mi deludi.
-“Cosa racconterò ai miei nipotini, una storia monca?
-“Ti prego.
-“Fallo per me.
-“Fallo per chi vuoi, ma fallo.
-“Vuoi una birra nazional popolare?
-“Una birra a Costui!
-“Una birra ed una sigaretta.
-“Tutte bionde. Ah, Ah, Ah.
-“Non ridere, scema.”
-“La curiosità mi scuote le vene.
-“Tu, poi, figuriamoci…
-“Che vuoi dire?
-“Niente.
-“Bugiardo.
-“Ma sì, sei tutta scossa. Sei una scossa, va bene? E basta così. Dai, Costui, continua.
-“Ti farò una foto sul leone di bronzo.

Costui rimase affascinato

dall’accostamento che gli veniva proposto in coda a tanta affettuosa insistenza.
Una sua foto, sul monumento simboleggiante la custodia del palazzo reale, quale premio per una teoria storica! Magnifico!
Chiese conferma:
-“Quando?
-“Anche adesso. Quando vuoi.”
-“ Bene. Le belle idee vincenti non sono, all’origine, differenti…”.

Costui, con un inizio strascicato e pensante,

quasi paladino della necessaria concentrazione che doveva lentamente liberarsi dalle velleitarie sovrapposizioni d’altri futili pensieri e preoccupazioni, più o meno attuali, che durante la breve pausa si erano celati nelle menti dei provvisori ascoltatori, Lui, concesse il bis alla maniera del migliore Ungaretti, con un irripetibile ed unico stile televisivo:

-“… o distanti, nel formulario delle loro composizioni scientifiche filosofiche, da ubbriacanti teoremi destituiti di credibilità.
Io credo…

Questo fu l’incipit con cui avviò la successiva narrazione spettacolo.

Quindi ne proseguì l’esposizione in un suo personale folcloristico parossistico edonismo. Vagando tra due birre commerciali bionde fredde indifferenti, e nebulizzandosi fra sigarette bionde fuoco aspirate violentemente attraverso i baffi di colore giallo arancione indaco nero. Incipriandola con effetti mutuati dalla storia della cinematografia: il polso del protagonista alla fronte (nel gesto dello sconforto per la notizia di una disfatta), il cammina e cammina di Monica nel mitico Deserto Rosso, John Waine alle prese con Jane Russel (pareggio ai punti). Quando tutto ciò non gli parve sufficiente ad ammattire i docili astanti, utilizzò iconologie riconducibili al bagno nella fontana di Trevi, a Totò, ad Albertone e la pastasciutta. Fino al punto da osare d’inserirvi anche sporadiche fragili simbologie canore tipo «Voooolareee…».
Non ricordo di averlo notato proporsi con allegorici riferimenti politici, religiosi.
Li schifava entrambi.
-“… io credo che il vero disastro per il «cattivo» abbia avuto origine nella vanitosa attesa di un applauso.
Chi avrebbe potuto assecondarlo?
Chiaro, un altro «cattivo» meno potente.
Quasi sempre è per questo motivo che il numero Uno consente ad un piccolo inferiore di seguirlo nelle feste, nei festini, nelle orge, ed in quanto altro è prodotto dalla libidine di potenza, lasciando che ne apprezzi le molliche.
Devo dire che le briciole non sono uguali per tutte le valutazioni! Piccole porzioni di pane non hanno evidentemente ugual pregio di minime elargizioni territoriali.
L’impero! Un impero, anche se inutile, è pur sempre un impero.
Se ci regalano l’Isola d’Ischia in cambio del vilipendio di uno sputo in faccia, ci sembra di aver fatto un ottimo affare?
Dipende!
Dipende da chi – come – io – tu – se – ma – quando – dove – e via così.
Nel caso in esame, al Piccolo Inferiore era stato promesso che avrebbe potuto fare quello che voleva: Capo, Presidente, Duce, Super Duce, Super Capo, Extra Presidente.
Va bene, ma non basta, l’Africa non è niente di fronte all’Albania la Grecia Nizza e Savoia.
Vieni con me, caro, – disse il numero Uno – e sarai il faro dell’immenso golfo del Nuovo Mediterraneo, da Nizza a Cipro da Trieste a Gibilterra.
Per te mari e coste e Porti-giane più sensuali e variegate delle tue belle Corti-giane Abissine.
Il diavolo disse al diavoletto.
E il diavoletto che era bravo (alle elementari aveva avuto sei in storia), rispose «obbedisco».”
Costui, in fondo, era un uomo gioioso e collerico, sensuale rude e tenero, bislacco e profondo, futile e sottile. Un brivido per donne di sani tradizionali principi, per maschi timorosi di confronti e per tutte le belle statuine dei presepi viventi allestiti nelle piazze e nelle feste di paese.
Nessuna persona provvista di buon senso avrebbe voluto provocare un confronto con la sua dissacrante, violenta ed anarchica mancanza d’auto ironia:
-“Coloro che bussano alla porta, i bussanti, i bussatori – e così anche il liquido di una bottiglia dal tappo di sughero biondo come la schiuma della mia birra commerciale o come i baffi scoloriti dalle tremila sigarette che fumo in meno di cinquanta giorni – non sempre sono i migliori nel catalogo degli attesi.
Io credo che l’America avrebbe dichiarato guerra al Giappone per l’affronto delle Hawaii, ma non si sarebbe impegnata nello scacchiere europeo se l’Italia non fosse stata in lizza.
Senza la partecipazione del nostro Duce al conflitto, loro, le stelle e strisce, avrebbero comodamente sistemato l’orticello acquatico del vicino Pacifico non creandosi altre preoccupazioni.
Le fabbriche di cannoni ed ogive per proiettili dalle svariate caratteristiche, avrebbero continuato a creare benessere economico con minime perdite di vite umane, sia in regime di guerra, sia nel successivo tempo di ricostruzione.
Ma «la popolo ed il popolazione» nel continente a stelle e strisce era formato in maggioranza da itali americani.
«Non salviamo i nostri cugini zie e nipoti amici fratelli padri nonni madri cumparielli padrini sorelle consanguinei conoscenti?
Il cattivo li opprime.
Noi siamo la libertà.
Loro, gli Italioti, custodi delle nostre radici, delle nostre origini, delle nostre fedi, sono persone a noi care. I nostri consanguinei sono ingenui, semplici, affettuosi, docili, simpatici, gentili, ospitali.
Sono poveri scemi imbrogliati dal fottuto figlio di puttana.
Abbiamo lottato contro le Montagne Rocciose, gli Apache, il Fiume Colorado, Geronimo, ed il Deserto del Nevada, che facciamo, gli spettatori nella corsa alla conquista dell’Italia, l’origine delle nostre origini?
Non sia mai detto!
Andiamo.
WE GO

E vennero.

Non piangere, bambino, tua madre fu violentata da truppe marocchine, sì, sotto il comando di…, sì, sì, sì… ma non erano i cugini, neppure le settantamila, settecentomila, sette milioni, sette miliardi di tonnellate di bombe a tonnellate sui vicoli palazzi spiazzi giardini pubblici scuole chiese alberghi prostiboli… et de hoc satis.”

Bruno Mancini

Il Dispari 2017-05-29 – Redazione culturale

Editoriale

Mercoledì prossimo, 31 Maggio, sarà l’ultimo giorno utile per effettuare l’iscrizione al Bookcity 2017.

Ricordiamo che si tratta di una delle più importanti manifestazioni culturali italiane, sia per la serietà e competenza organizzativa e sia per il numero di eventi in essa proposti.

Infatti, BOOKCITY MILANO è un’iniziativa voluta dal Comune di Milano e dall’Associazione BookCity Milano (Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri), a cui si è affiancata l’AIE (Associazione Italiana Editori), in collaborazione con l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e l’ALI (Associazione Librai Italiani), e vanta numeri davvero consistenti se si tiene conto che nella passata edizione ha proposto oltre 1.000 eventi, più di 1.700 ospiti, risultando premiata dalla straordinaria partecipazione di un pubblico ancora in crescita, più di 160.000 persone, che ha seguito con interesse ed entusiasmo gli eventi e gli incontri in 260 sedi (in tutti i quartieri di Milano e della Città Metropolitana) con più di 200 case editrici coinvolte, oltre 250 scuole, 1300 classi, 165 progetti didattici riservati allevati scuole e 99 incontri alle Università.

L’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA, unica voce dell’isola d’Ischia presente sia nell’edizione 2015 e sia in quella del 2016, ha riproposto la sua candidatura anche quest’anno.

Ancora pochi giorni e poi sapremo se il progetto presentato quest’anno avrà ricevuto l’auspicato Ok da parte della Commissione addetta alla selezione delle iniziative da inserire nel programma ufficiale della manifestazione.

Bruno Mancini

Corrado Solari: “Ad Ischia il fascino di mondi diversi”

E’ uno dei volti più particolari e interessanti del cinema italiano. Corrado Solari è nato a Rimini, ma vive da molti anni a Roma.

Nella sua lunga carriera da attore, iniziata nella prima metà degli anni Settanta, ha sempre interpretato ruoli impegnativi ed è riuscito a farsi apprezzare dal pubblico e dalla critica per la sua unicità espressiva. Recentemente ha lavorato nel film “Questione di Karma” diretto da Edoardo Falcone, insieme a Elio Germano e Fabio De Luigi.

Tra i film più noti che lo hanno visto protagonista ricordiamo: “Giù la testa” diretto da Sergio Leone, “Ma che colpa abbiamo noi”, “L’amore è eterno finché dura” regia di Carlo Verdone, “L’uomo delle stelle” regia di Giuseppe Tornatore.

Nel Cinema è stato diretto anche da: Pietro Germi, Elio Petri, Damiano Damiani, Steno, Carlo Carunchio, Marco Bellocchio, Umberto Lenzi, Stelvio Massi, Sergio Castellitto, Michele Placido, e tanti altri. Dal cinema al teatro fino alla televisione, abbiamo l’opportunità di intervistarlo per scoprire alcune curiosità professionali, oltre al suo legame con Ischia, isola tutta da vivere.

Corrado Solari, come ricorda il suo esordio da attore?

Nacqui a Rimini. Dopo vicissitudini da giramondo per mari e sogni, i più azzardati, anche ‘impossibili’, sentii di sbarcare ad una Scuola dell’attore a Trieste, città che artisticamente bolle sotto.

Avevo 18 anni. Dopo il triennio con promettenti soddisfazioni mi avviai nell’unica direzione possibile per un giovanissimo attore: Roma. Era il 1969. E lì le cose, i fatti, i personaggi, le vicende politiche, in quel periodo tutto era esasperato, saturo, spregiudicato, possibile, innamorabile.
Ci accampammo a piazza Sonnino a Roma in casa di un regista, autore e impresario che ci ospitò in cambio della nostra partecipazione ai suoi testi. E fondammo il Teatro la Paglia in via della Paglia a Santa Maria in Trastevere…ora sparito; anche se spesso vado a recuperare qualche memoria, ma non c’è proprio più. Facemmo diversi testi con discreto successo. I posti disponibili erano sempre esauriti in quegli anni era il momento dei teatri dì avanguardia: Ricci, Carmelo Bene, Teatro Camion, Beat 72, La Fede.
Ecco, esiliai con vigoroso andare verso il teatro‘La Fede, in uno di quei suggestivi magazzini a Porta Portese, compagnia di Manuela Kustermann e Giancarlo Nanni. E fu cosa bella e grandiosa. Eravamo in nove. Un pensiero intenso lo dedico a Fiammetta Baralla, Giancarlo Nanni che ci lasciarono pochi anni fa e a Meme’ Perlini che ci ha lasciato il 4 aprile 2017
”.

Un suo pensiero per Ischia?

Ischia mi è molto cara.
Spettacolo che dice di sé e non si schermisce a sapersi bella, la più bella.

65 mila anime che gioiscono d’abitarla e di accoglierne altrettanti in estate. Preziosa creatura degli dèi greci, Pithecausa appoggiata sul mar cobalto che ne culla le bellezze e le vanità discrete, ma prorompenti.
E poi romana dove Enea stesso vi fece scalo sulla rotta di Lavinio, Ostia, Roma.
Ischia vanta al visitatore il fascino e la personalità di mondi diversi, sovrapposti e misteriosi. Avvolge il suo essere sibillino e confonde il piacere all’interesse, il passeggiare o il pensare. Ischia si referenzia da sola: è sponsor di se stessa, nei giardini della Mortella fra un concerto e un sospeso musicale dove il canto sorge a dir che non basta mai.
Vorrei scrivere ancora di te Ischia, che lo scriver di te m’ innamora e vorrei, se donna di non lasciarti agli occhi altrui, se non per legger di te, temendo che altri di te s’innamora
”.

Michela Zanarella

MONICA FIORENTINO

HO CONOSCIUTO UN ANGELO CHE SI CHIAMA GODOT

Monica Fiorentino è una poetessa, dolcissima, che tocca il cuore del lettore in maniera semplice e diretta con versi poetici simili a raggi di sole e proposti con grande sintesi di pensieri e di immagini.
Bellissimo il suo blog “Lettera Ventunowww.haikusparsi.wordpress.com nel quale si possono leggere i suoi haiku in “Haiku Sparsi – Versi in giro per la rete”.
Libro profondo che raggiunge l’anima del lettore ed invita ad amare liberalmente, senza l’attesa di un ritorno.
Ho scelto alcuni versi che meritano la meditazione del lettore.

Vento,
a far l’amore
dentro me.
Noi due
soli, in piedi ci baciamo oltre
il muro della notte

Amami-
E silenti spogli l’anima mia

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 2017-05-29 - Redazione culturale

ARTE DI KOKOCINSKI in mostra a Napoli

Nell’arte di Alessandro Kokocinski la maschera quale punto di separazione tra la finzione e la verità, quale mezzo per nascondere le emozioni, diventa strumento di indagine con cui toccare aspetti forti dell’esistenza con protagonista l’uomo, sempre più orientato a non mostrarsi col suo vero volto e troppo spesso etichettato e leso nella propria identità.

A questo artista che utilizza diversi linguaggi dell’arte tra pittura, scultura, installazione, fotografia e ancora video e performance, è dedicata un’interessante esposizione in corso a Napoli presso il Museo Archeologico Nazionale aperta fino al 5 giugno 2017.

Promossa ed organizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, la mostra “Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown”, attraverso un corpus di oltre 70 opere comprendenti dipinti, sculture, disegni, bassorilievi, installazioni, filmati, versi poetici e libri d’artista, esplora il motivo della maschera, la cui iconografia si lega da sempre alla storia e all’arte tra mito, finzione e realtà per parlare dell’uomo, del suo essere sospeso tra verità e finzione e della sua perdita d’identità celata dietro una falsa rappresentazione di sé che spesso anche la società gli affibbia.

In quasi tutti i lavori di Kokocinski è presente la cartapesta, medium dell’effimero, con cui fa emergere la precarietà dell’essere nel constatare come la linea di separazione, tra pubblico e palcoscenico, tenda a scomparire fino a far coincidere l’aspetto legato all’atto del recitare a quanto è nell’agire legato alla realtà.

In questo avvicinamento tra l’apparire della recitazione e l’essere della vita, in questo loro finire per coincidere creando una sorta di reciproco scambio tra marionetta e uomo e uomo e marionetta, si smarrisce l’identità, imprigionata chissà dove.

Distribuito lungo sei aree – L’Arena; Pulcinella; Petruška; Sogno; Il Clown; Maschera Interiore- il percorso espositivo punta su tre grandi installazioni: “Olocausto del Clown tragico”, “Non l’ho fatto apposta”,”Sguardo al futuro nascente”, centrate sul rapporto tra finzione e realtà, dando forma a nuove configurazioni a partire anche da opere precedenti.

Come sostiene il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che promuove e sostiene l’evento “La mostra del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, oltre a rappresentare il punto più alto della produzione artistica di Kokocinski, può considerarsi anche una sintesi del suo percorso esistenziale.”

Al centro del discorso di Kokocinski è la malinconia del vivere con le sue ambiguità, le sue incertezze, catalizzata entro un’ottica ironica.

Gioiosità e malinconia si intrecciano nelle sue rappresentazioni in cui lo spettatore è invitato a guardare dentro se stesso a partire da questa giostra ironica propria del circo, dove il grottesco sostiene e stempera il dramma che affiora nella presa di coscienza di essere parte di una realtà alienante.

Vita, maschera e sogno si susseguono in un ritmo dove la stessa vita perde il senso e lo riacquista sotto altra luce per recuperare quell’individualità che coincide con il restituire identità al proprio essere.

Silvana Lazzarino

DILA

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