Il Dispari 2017-07-17 – Pagina culturale

Il Dispari 2017-07-17 – Pagina culturale

Il Dispari 2017-07-17Il Dispari 2017-07-17

CS | DILA

In data 11 Luglio 2017 l’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA, tramite il suo Presidente Bruno Mancini, ha sottoscritto un accordo con la Professoressa Dalila Boukhalfa per l’apertura di una sede operativa in Algeria al seguente indirizzo: “DILABLIDA Via Benyoucef Benkhedda Bt 13 num 03 AADl ouled yaich Blida Algeria tel. 393472110225 – 213561778895.

Ciò, nella convinzione che tale collaborazione internazionale potrà dare notevole risalto positivo ai progetti Made in Ischia proposti da DILA, e sarà determinate per creare i presupposti affinché si sviluppino incontri, gemellaggi, iniziative artistiche culturali e sociali tali da soddisfare l’obiettivo/slogan di “ottenere, per l’Arte in generale e per la Poesia in particolare il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana.”

l’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA,

riconosciuta l’ampia positiva divulgazione dei propri progetti ottenuta grazie alle attività professionali e sociali fino ad ora realizzate dalla Professoressa Dalila Boukhalfa, ha deliberato di nominarla Presidente della sede operativa algerina “DILABLIDA”, augurandole i migliori successi.
Bruno Mancini
Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Dalila Boukhalfa

Per gli amici Caroline Dali, è nata a Oran in Algeria il 26 Dicembre 1968 e vive a Blida.
Insegnante di francese presso la scuola media e il centro di lingue stranieri dell’università di Soumaa.

Da sempre appassionata di lingue, di libri e di poesia, ha saputo trasmettere con notevole successo questi interessi ai suoi studenti.
Ha partecipato a diverse manifestazione di carattere culturale in Algeria.

Scrive a titolo personale storie per ragazzi e poesie.
Il suo sogno è di organizzare e partecipare ad eventi artistici e culturali in Italia e in Algeria, facendo affidamento sulla cooperazione, sincera e continua, con l’Associazione culturale DILA, in modo tale da creare e riaffermare rapporti, tra artisti italiani e algerini, che abbiano in lei e nella sua volitiva presenza un collante forte e determinante.

STANZE D’ARTISTA: ALLA GALLERIA D’ARTE MODERNA DI ROMA IN MOSTRA I PROTAGONISTI DEL PRIMO NOVECENTO

Tra i più problematici e contraddittori, il Novecento è stato un secolo ricco di drammi, tensioni, ma anche di innovazioni, scoperte e trasformazioni sul piano umano, sociale e scientifico.

Nel campo dell’arte vede l’affermarsi di diverse correnti tutte o quasi, orientate ad uscire dai canoni classici e tradizionali per dare vita ad un nuovo modo di ridefinire la realtà con i suoi cambiamenti e incertezze.

A ripercorrere momenti importanti delle innovazioni artistiche nel corso del primo Novecento è la mostra STANZE D’ARTISTA.
Capolavori del ‘900 italiano allestita a Roma presso la Galleria d’Arte Moderna in Via Crispi aperta fino al 1 Ottobre 2017.

Curata da Maria Catalano e Federica Pirani,

l’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, attraverso le opere di alcuni tra i più noti protagonisti della scena artistica della prima metà del ‘ 900 quali Mario Sironi, Arturo Martini, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio De Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Marino Marini, Fausto Pirandello e Scipione, intende dimostrare l’importanza di certe innovazioni sul piano ideologico e sociale, oltre che espressivo, portate dall’arte italiana dei primi decenni del Novecento.

Le circa sessanta opere di scultura, pittura, grafica a firma di questi dodici artistiche procedono dal divisionismo al futurismo, dalla metafisica al ritorno all’ordine, guidano nella complessità dei loro singoli percorsi, tantoché a ciascun artista è dedicata una “stanza” illusoria.
Nelle sale espositive, accanto ad ogni opera degli artisti, si possono trovare i loro scritti tratti da diari o lettere, testi teorici e critici, così da offre una sorta di commento critico proveniente dalla stessa fonte creativa dei capolavori in mostra.

La scrittura rappresentava per questi protagonisti dell’arte del Novecento un modo per dar voce alle loro impressioni e stati d’animo spesso riferite all’atto del creare.

Le opere in mostra,

appartenenti alle collezioni della Galleria d’Arte Moderna e provenienti da prestigiose raccolte private, mirano, in un rapporto dialogico, a restituire una più approfondita conoscenza del patrimonio artistico del primo Novecento sottolineando le caratteristiche linguistico espressive degli stessi artisti.

Tra le opere presenti citiamo quella di De Chirico che definisce la realtà quale allusione a narrazioni fantastiche con richiami a mondi mitologici o classici con “Combattimento di gladiatori” (1933-1934); quelle di Savinio dove sono presenti aspetti irrazionali, sospesi tra gusto surrealista ed atmosfere con cui tratta il mondo infantile, aspetti legati all’antichità e il conflitto fra razionale e irrazionale: Senza titolo (Foresta tropicale) 1945-1946 e Autunno(1934); quelle di Pirandello presente con Paesaggio romano (1935-1938), Scena campestre (1926), Il Sarto (1929); senza dimenticare Soffici con Campi e colline (1925), Paesaggio (1909) e Marzo burrascoso 1926-1927).

A Giorgio De Chirico

è stata dedicata un’interessante mostra ad Ischia nel 2010 presso il Complesso Museale di Villa Arbusto dove sono stati esposti 28 quadri e 5 sculture provenienti dalla Collezione Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
Silvana Lazzarino

Il Dispari 2017-07-10

Il Dispari 2017-07-10

Tina Bruno,

opinionista di questa pagina culturale, scrittrice poetessa romana, durante tutto il suo percorso letterario ha curato in modo particolare il mondo infantile, scrivendo, tra l’altro, “Favole Educative”. Un libro dedicato non soltanto ai bambini, ma anche agli adulti che si prendono cura dell’educazione formativa dei piccoli.

Tale libro, è importante ricordarlo, ha partecipato a numerosi concorsi di narrativa, ricevendo sempre ampi consensi fino a che, tra le varie recensioni e giudizi positivi, il volume è stato gratificato dalla Commissione del concorso internazionale “Scriviamo Insieme” come ”Il Migliore Libro Dì Letteratura Per L’infanzia”: senza dubbio una consacrazione a livello nazionale della qualità educativa e delle capacità letterarie di Tina Bruno.

Da “Racconti brevi”

Betty
Tra Antropologia e Cultura

Astolfo e Fidenzio erano due giovani amici.

Il primo figlio di proprietari terrieri, l’altro, del fattore della tenuta, avevano la stessa età.
Fidenzio, diplomato ragioniere, da sempre svolse mansioni di contabilità presso la masseria. Astolfo, il Marchese, dopo il diploma partì per l’America, dove conseguì la Laurea in “Scienze Naturali.”

Il giovane Marchese amava l’esplorazione di posti sconosciuti e selvaggi, la caccia, l’arte, la ricerca e le belle donne.

Spesso, in compagnia di altri ricercatori, partiva per l’Amazzonia: gli piaceva conoscere la gente del posto, sostare qualche giorno e fare ricerca sul campo.
Era il giorno 08/08/88 quando il Marchese partì insieme con altri ricercatori per conoscere la parte settentrionale dell’Amazzonia che appartiene al Brasile ed è bagnata dal Rio Delle Amazzoni.

Lungo il percorso esplorativo, il gruppo dei ricercatori sentì il bisogno di riposare un po’.

Fu proprio in quell’angolo di terra che costeggia il fiume scelto per piantare le tende, che il marchese incontrò la bella Betty.

La ragazza era in compagnia dei figli delle persone che si presero cura di lei dopo la morte dei suoi genitori in quel fiume.

Betty, questo era il suo nome,

cercava di rendersi utile dando lezioni di cultura moderna ai loro figli.
Non avendo libri, impartiva loro importanti insegnamenti attraverso l’esperienza diretta con gli oggetti, la manipolazione, l’osservazione, il gioco.
L’arrivo degli antropologi aumentò in Betty il desiderio di lasciare quel posto per incontrare gente nuova e divulgare la cultura e l’educazione iniziata dai suoi genitori.

Ottenuto il permesso di partire, il 28/08/88 arrivò alla tenuta insieme al Marchese.

Di origini svedesi era alta, bionda, occhi azzurri e portamento elegante, per cui la casa del Marchese, come spesso la gente ripeteva, era proprio quella giusta per un tipo come lei.

Accolta, su invito del Marchese, al castello dalle sue sorelle (due brave insegnanti) con lo scopo d’istruirla nel loro idioma, queste rifiutarono di accettarla come cognata.

Tale rifiuto non era giusto e il giovane Marchese non lo sopportava.

Pensò, quindi, di rivolgersi al suo fedele amico Fidenzio e di fare con lui un accordo dietro compenso, sia per zittire le chiacchiere del paese, sia per calmare la furia delle sorelle.
L’accordo era; “Far finta di partire lontano dalla tenuta e sposare Betty.”
La finzione andò avanti fino alla nascita del piccolo Louis, giorno in cui il Marchese decise di sfidare i membri della famiglia e di sposare la ragazza.

Era una notte di luna piena, del mese d’agosto, quando Betty, mise al mondo un bel maschietto e Fidenzio, presunto padre, appena ne ebbe notizia, sentì il dovere di comunicarlo ai vicini di casa.
Aprì la finestra e ad alta voce, dopo una bevuta di vino, annunciò la nascita.

– È nato, è nato

Fidenzio deve essere impazzito, altrimenti non si spiega quest’euforia; non è figlio suo e lo sappiamo tutti, perciò per quale motivo urla? Lo sa che sono le due del mattino? Commenta con voce impetuosa rivolgendosi alla propria moglie Nardo il nasone, soprannominato così dai paesani a causa di una Malformazione al naso.

Lascialo urlare, soddisfatto lui, felici tutti, a te cosa toglie? Rispose la moglie.
Mi toglie il sonno! Santo cielo! Hai capito? Io alle 5 mi devo alzare per recarmi in campagna a dar da bere agli animali, e fino a quell’ora ho bisogno di dormire!
Va bene, spegni la luce e cerchiamo di dormire, è ancora troppo presto! Esclamò Teresa, una donna sulla quarantina, madre di quattro figli, con un fisico logoro dalla fatica, dalle gravidanze e dal carattere turbolento del marito.

Paziente e rassegnata

a occupare in famiglia, sempre il secondo posto, non osò ribellarsi al volere del compagno.
In paese era nota la bellezza di Betty, però non capisco come mai ha sposato Fidenzio.
– Scusa Nardo, ma dobbiamo per forza continuare a parlare di loro?
A fare i figli, sono tutti bravi, guarda noi.
Ne abbiamo messi al mondo quattro.
La cosa difficile è allevarli e educarli. Affermò Teresa, con un po’ d’invidia e gelosia.
È vero ciò che dici. Buona notte!

Nardo non riusciva a prendere sonno, e ricominciò a spettegolare.
Nardo io ho sonno, spegniamo la luce? Te lo chiedo per favore! Buona notte!
– Che notte ragazzi! Finì Nardo.

All’alba, come tutti i giorni si recò in campagna e lungo la strada, incontrò i suoi colleghi di lavoro e cominciò a spettegolare, fra loro c’èra anche compare Ciccio, suo amico speciale.
Ciccio, soprannominato dai colleghi di lavoro il ”Giornalista” per via di tutte le storie che inventava e raccontava, appena vide Nardo, gli domandò:
Buongiorno compare hai saputo che la moglie di Fidenzio questa notte ha dato alla luce un maschio?
– Perché, secondo te, è figlio suo? Adesso ti ci metti anche tu? Quel poveraccio è solo la controfigura del Marchese, il fortunato con cui va a letto è il padrone. Affermò.

Lungo la strada incontrarono altri amici,

erano felici ed esaltati, avevano ricevuto dal Marchese l’invito di prendere parte alla festa in occasione del battesimo del bimbo.
Si racconta in giro che verrà l’Arcivescovo a celebrare il Battesimo, quindi, ci sarà festa grande. Aggiunse Carmelo, un omino tarchiato, trent’anni d’età, ma che in realtà ne dimostrava almeno dieci di più, a causa della pelle bruciata dalla continua esposizione al sole, cui il lavoro dei campi lo sottoponeva.

Il piazzale dell’aia era pieno di tavoli imbanditi con ogni ben di Dio e Fidenzio era felice di servire le bevande e i dolci: sprizzava gioia da tutte le parti del corpo.
È felice perché pensa che nessuna persona conosca il suo segreto, invece si sbaglia, la gente non parla, per non umiliarlo. Disse Ciccio.

– La gente oggi è felice perché sa d’avere privilegi speciali, grazie alla bontà del Marchese, che a differenza d’altri datori di lavoro, mostra d’essere veramente una persona perbene, sedendo e mangiando allo stesso tavolo dei braccianti! Esclamò compare Nardo.
Fidenzio, a un certo punto, abbandonò l’arte del vivandiere prese in braccio il bambino e annunciò al pubblico la sua nascita:

Questo è mio figlio.

Seguì un forte applauso di buon augurio per il bambino da parte di tutti i presenti e di richiesta, per il Marchese
Signor Marchese, dove ha trovato una donna così bella?

Al posto del Marchese rispose la gente:
Si dice l’abbia trovata in orfanotrofio, nei paesi intorno al nostro.

Compare Ciccio, informato più di tutti, si girò verso il gruppetto di chiacchieroni e disse:
Se proprio ci tenete a saperlo ve lo dico io.
– Compare Ciccio sbrigati a parlare muoio dalla curiosità. Affermò Nardo.
Ricordi compare, quel viaggio in Amazzonia che il Marchese fece qualche anno fa?
– Quello che lo portò a lasciare la fidanzata che aveva in paese, la figlia del Conte, non posso andare oltre, tanto hai capito a chi mi riferisco?
– Ho capito sì, ecco perché andava sempre agli uffici comunali e al Tribunale, adesso si spiega tutto, grazie!

La festa durò fino a tardi

e verso mezzanotte alcuni invitati cominciarono ad abbandonare la tenuta.

Lungo la strada era tutto un dire, un commentare sulla festa.
Il giorno seguente come tutte le domeniche, i cittadini cattolici si recavano in chiesa per assistere alla S. Messa.

Gli uomini aspettavano in piazza le compagne, era usanza del paese entrare insieme in chiesa, nel frattempo, chiacchieravano del più e del meno, scambiavano pareri, consigli e apprezzamenti su quella o quell’altra persona.

Quel giorno il discorso, come tutti i giorni dall’arrivo della giovane donna, era centrato sul Marchese e la sua amante.

Alle 10, l’auto del Marchese, guidata da uno dei suoi braccianti, arrivò in piazza e fu parcheggiata al solito posto: un angolo appartato della piazza, che nessuno osava occupare perché riservato ad Astolfo.

Dall’auto scese per primo il Marchese,

poi le due sorelle e per ultimo la bellissima Betty.
Gli uomini presenti in piazza, salutati amichevolmente dal Marchese, risposero con riverenza e riconoscenza, non solo per la sua amicizia, ma anche perché ancora una volta, potevano ammirare la bellissima Betty.
In chiesa il Parroco invitò tutti i fedeli alla preghiera, al perdono, al ringraziamento e al riconoscimento delle buone opere del Marchese, sempre generoso con tutti.

Fra i fedeli il mormorio era continuo, tanto che al momento dell’Omelia, il prete pregò i presenti di fare silenzio e di ascoltare l’annuncio che stava per fare:
Ieri ho saputo una bella notizia e voglio comunicarla a tutti voi: fra qualche mese il Signor Marchese sposerà la bellissima Signora Betty, siete invitati tutti alla sua tenuta per festeggiare insieme il loro matrimonio.

A quell’annuncio molti dei presenti meravigliati si domandarono: “Come può sposare Betty se lei è già sposata con Fidenzio?

Le donne invidiose della fortuna capitata alla futura sposa, cominciarono a trovarle tanti difetti:
La spilla che porta è proprio brutta!
– Io al suo posto a quel vestito avrei abbinato le scarpe blu.
– Sai che cosa ti dico? Quell’abito non mi piace.

Alla fine della S. Messa

il Marchese pregò i paesani di attendere qualche minuto in piazza perché doveva spiegare come stavano veramente le cose:
Ho il dovere di chiarire il motivo che mi abilita a sposare Betty o Betta, come voi tutti la chiamate:
1) perché il suo matrimonio con Fidenzio è stato solo una recita;
2) perché il bambino è figlio mio e di Betty;
3) perché le mie sorelle dopo tanti chiarimenti hanno accettato che Betty diventi mia moglie.
Vi aspettiamo in tanti.

Il Marchese, a quel punto, salutò tutti e ripartì.
La gente si guardò intorno smarrita e tacque, non una parola di disapprovazione, non una a favore fu pronunciata.
Da quel giorno il pettegolezzo che durava da qualche tempo cessò.

Tina Bruno

 Il Dispari 2017-07-03

Editoriale

Natalia Benedetti e Guido Arbonelli “Duo Namaste”

La parola Namaste è originaria di una zona compresa tra l’India e il Nepal ma è utilizzata anche in molte regioni dell’Asia e nell’Australia meridionale.

Essa, pur essendo letteralmente traducibile con “mi inchino a te” in quanto deriva dal sanscrito “namas” (inchinarsi, salutare con reverenza) e “te” (a te), viene comunemente associata ad una valenza spirituale, per cui può forse essere interpretata in modo più completo come un saluto alle qualità divine che sono in te. Unita al gesto di congiungere le mani e chinare il capo, acquisisce l’ulteriore significato di “le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te”.

Ciò può definirne quindi il significato ultimo come un saluto tramite il quale si riconosce la sacralità sia di chi porge il benvenuto sia di chi lo riceve.

Natalia Benedetti e Guido Arbonelli

hanno scelto questo nome per il loro duo di clarinetti e canto, quale augurio di grande simbiosi che vogliono stabilire con i loro ascoltatori.

Ad Ischia ne abbiamo avuto un esempio recente durante la loro esibizione del Natale 2016 durante la quale hanno suonato anche il bellissimo inno “Girotondo di emozioni”, scritto da Guido e cantato da Natalia, dedicato a Ischia con il quale hanno vinto il premio internazionale “Otto milioni” edizione 2016.

Natalia

è anche professore di strumento e direttrice dell’Orchestra della scuola media Cocchi-Aosta e Liceo Jacopone di Todi, mentre Guido, oggi docente al Conservatorio “Cherubini” di Firenze, ha fatto parte di numerose orchestre internazionali quali la NIS simphony orchestra (Serbia), Orchestra Sinfonica di Perugia e dell’Umbria, Arturo Toscanini orchestra, Queen’s College orchestra-Usa, Orchestra Sinfonica di Constanta-Romania, nonché delle orchestre della Rai di Torino e Napoli, ed ha tenuto il corso per Professori d’orchestra presso il Teatro lirico Sperimentale di Spoleto nell’anno 2007.

Guido Arbonelli e Natalia Benedetti

hanno svolto attività concertistica a Ischia fin dagli anni ’80, invitati spesso dal compianto M° Vincenzo Sena.
Inoltre, i due musicisti hanno svolto spesso attività di docenza in masterclasses nei vari comuni dell’isola d’Ischia.
Di conseguenza, l’Isola, con il suo sole e calore, mare e amore è da sempre rimasto nel cuore del Duo tanto quando, in internet, trovano la notizia del premio letterario Made in Ischia “Otto milioni” organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ne rimangono attratti fino al punto di scrivere la canzone “Girotondo di Emozioni”che ora va n giro per il mondo con i loro concerti.

Bruno Mancini

Il Dispari 2017-07-03

IL DOPPIO E LA COPIA CON CARAVAGGIO NEL PATRIMONIO DEL F. E .C.

Avvolgente e provocatoria, intensa e eloquente nel realismo con cui cattura fatti, atmosfere sacre e profane, e in quei contrasti unici di luci ed ombre che restituiscono allo spazio e alle figure un profondo realismo, l’opera del Caravaggio figura tra le più importanti nello scenario dell’arte del Seicento, apre ad un nuovo modo di percepire e sentire la vita nel suo scorrere con drammi e passioni, misteri e verità.

A parlare sono i suoi personaggi sia legati alla mitologia, sia al sacro o al profano, senza dimenticare le splendide nature morte dove il taglio di luce esalta ogni dettaglio accarezzando un nuovo modo di restituire spazi ordinari che diventano straordinari.
Caravaggio, tanto studiato da storici dell’arte e critici, tra cui Rossella Vodret, maggiore esperta al mondo di questo straordinario artista, è al centro della mostra in corso fino al 16 Luglio presso gli spazi di Palazzo Barberini a Roma.

Giulia Silvia Ghia,

in occasione dei trent’anni del F.E.C. (Fondo edifici di culto) presenta “Il Doppio e la Copia” quattro dipinti, o meglio due coppie di dipinti messi a confronto, due di certa mano caravaggesca e gli altri copie antiche che ritraggono rispettivamente San Francesco in meditazione del 1606 e La Flagellazione di Cristo del 1607.
Due tematiche di forte impatto emotivo e visivo, legate al sacro che Caravaggio restituisce con quegli squarci di luci che si aprono attraverso zone scure a rappresentare da una parte la meditazione sulla morte e dall’altra l’accettazione della flagellazione

I dipinti con San Francesco

in meditazione –l’uno proveniente dalla chiesa di San Pietro a Carpineto Romano e in deposito alle Gallerie Nazionali di Arte Antica e l’altro proveniente dalla chiesa romana di Santa Maria della Concezione (nota come Chiesa dei Cappuccini)– sono stati per anni al centro di una complessa vicenda attributiva conclusasi, dopo operazioni di restauro e ricerche tecniche eseguite – contestuali e parallele – su entrambi i dipinti, con l’attribuzione dell’originale alla tela proveniente dalla chiesa di San Pietro a Carpineto, oggi in deposito presso Palazzo Barberini.

La copia della pala del Caravaggio con la Flagellazione di Cristo, proveniente dal Museo di Capodimonte di Napoli che fu commissionata al Merisi dalla famiglia De Franchis, e collocata nella loro cappella nella chiesa di San Domenico, è stata attribuita al noto copista di Caravaggio, Andrea Vaccaro collocata oggi nella cappella del Rosario di San Domenico.

Nel dipinto di San Francesco

in meditazione (1606)in cui il frate è raffigurato con in mano un teschio e davanti un tronco su cui poggia una croce, la novità iconografica è proprio il teschio qui ad indicare la precarietà della vita di fronte all’ineluttabilità della morte, anticipando il motivo delle vanitas nature morte in cui accanto a fiori, frutta, o strumenti musicali e libri appare anche un teschio.
Nella Flagellazione, il Cristo, legato alla colonna dai tre aguzzini, si prepara a sopportare il dolore senza mostrare gesti strazianti ed è reso nella sua vulnerabilità come qualsiasi essere umano.
Un’opera del Caravaggio “I musici” del 1595 è esposta fino al 16 luglio a Napoli presso Palazzo Zevallosa Stigliano in via Toledo e in essa sono rappresentati quattro giovani suonatori in concerto, una sorta di allegoria di Amore e Musica.

Silvana Lazzarino

Grande successo per la mostra di Milena Petrarca vincitrice del premio “Otto milioni” 2017

Grande successo per la mostra di Milena Petrarca a Pozzuoli, sua terra natia, dedicata ad Artemisia Gentileshi.

Infatti, inaugurata il 15 Giugno ne era prevista la durata fino al 30, ma il notevole interesse suscitato nel pubblico e nella critica ne hanno consigliata la proroga per un altro mese!
Così sarà possibile visitarla tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 23 nella sede del Bistrò-Galleria-Apotecha—Art Port in via Solfatare 131/133.

Organizzata dal Dott. Nicola Fasano art tutor scopritore di Milena quando lei aveva solo 15 anni, tra i dipinti più significativi spicca “Il volto di Artemisia – omaggio di Milena”.
Affiancate a Milena Petrarca espongono anche le pittrici Rosalia Tortorelli e Veronica Longo.

Pietrantonio Di Lucia, noto critico d’arte, ha scritto:

All’orizzonte uno sfumato tra leonardesco e seicentesco.” e poi “Oggi la pittrice Milena Petrarca dipinge nello sfondo un paesaggio fantasioso e un tantino partenopeo a marcare la sua origine in quel di Napoli, città del canto, della musica e dell’Arte. Quel paesaggio è dato relativo e mai realistico oggettivo; è presente e passato; è oggi e storico periodo che vide le peripezie e i capolavori della bella Artemisia… ma è pure il paesaggio evanescente, prospettiva aerea di Leonardo. Quanta storia puoi leggere in quel dipinto di paesaggio!”

Silvana Lazzarino ha scritto di lei:

Scultrice e poetessa di grande sensibilità, stilista e ritrattista che dona emozioni oltre il tempo legate all’uomo e alla sua vita tra gioie e malinconie, passioni e speranze, le opere di Milena Petrarca, presenti nei musei italiani e americani ed in prestigiose collezioni americane, francesi, inglesi e cinesi, incantano gli occhi e la mente per quel loro essere sospese tra realtà e sogno, mistero e poesia, avvolte da una luce che traspare da colori ora caldi e accesi, ora freddi e opachi.”

Nata a Pozzuoli nel 1950, vive e lavora a Latina trasferendosi periodicamente anche a New York.
Ha studiato all’istituto d’Arte Filippo Palizzi di Napoli, dove ha conseguito il titolo di maestra d’Arte.
Allieva del grande Scultore Lelio Gelli, è stata docente di discipline pittoriche presso il liceo Artistico di Latina.
Sue composizioni poetiche e sue opere pittoriche faranno parte della nuova Antologia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” dal titolo “Penne Note Matite”, di prossima pubblicazione, a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza e con la collaborazione di Silvana Lazzarino, edita da “Il Sextante” di Maria Pia Ciaghi.

Grande successo per Milena Petrarca. Le due Muse

Il Dispari 2017-06-26Il Dispari 2017-06-26

Editoriale

Rita Cuccaro, che alcuni di voi certamente ricorderanno come mirabile interprete di canzoni classiche italiane durante eventi proposti nella Biblioteca comunale Antoniana diretta da Lucia Annicelli, nell’Hotel Parco Verde della famiglia Buono diretto da Guerino Cigliano e nel ristorante Coquille dell’On. Salvatore Lauro, Rita Cuccaro, dicevo, ha, proprio ultimamente, pubblicato il magnifico CD “Credere all’amore” in cui spicca la canzone “L’amore c’è” scritta dal cantautore italo australiano, Peter Ciani, particolarmente noto e amato qui a Ischia per aver dedicato diverse sue canzoni alla nostra Isola (Ischia Marrana, Ischia Ischia, e l’inno Mare mare dedicato al Comm. Agostino Lauro in occasione del premio di poesia “Otto milioni” sono solo alcuni titoli delle sue canzoni dedicate a Ischia).

Contattata telefonicamente dalla nostra Redazione, Rita Cuccaro ci ha stupiti ed entusiasmati con la bella idea di comunicarci, in anteprima, che ha già iniziato le registrazioni dei brani che faranno parte del suo prossimo album dal titolo provvisorio “I sogni si vivono a Ischia”.

Album in cui ha intenzione di inserire alcune delle canzono scritte dal cantautore siciliano Enzo Salvia, ed in particolare “Coquille” vincitrice del premio musicale “Otto milioni” (presentata in anteprima all’EXPO e al Bookcity di Milano nell’Autunno 2015), e “Nelle bugie dei sogni” anch’essa vincitrice di un’edizione del premio “Otto milioni”.

A questo punto è facile prevedere che Rita Cuccaro sarà invitata a presentare i suoi “lavori” discografici nel Museo Etnografico del mare e che li illustrerà nel modo che le resta più congeniale: Cantando!
Auguri Rita, Ischia ti aspetta!

Silvana Lazzarino al “Giardino segreto dell’anima” in Campinola di Tramonti

C’è un luogo su questa Terra, e in particolare lungo la Costiera Amalfitana, dove i pensieri diventano parole e i ricordi riaffiorano inattesi a scandagliare sensazioni che il tempo non cancella. è il “Giardino Segreto dell’anima”, sito a Campinola di Tramonti, custodito come uno scrigno dai coniugi Enza Telese e Antonio De Marco che amorevolmente da oltre quindici anni si dedicano alla manutenzione di questo scenario di piante e fiori, dove i colori e i profumi sono i protagonisti di un concerto unico fatto di sfumature visive ed emotive in cui ritrovare qualcosa di se stessi, del proprio vissuto tra nostalgie e attese, gioie e speranze.

Un giardino botanico sperimentale, dove tra i tanti tipi di fiori si resta incantati dalle 200 piante di rose e dalle molteplici variazioni cromatiche dei glicini.

Ed è proprio all’interno di questo spazio, dall’atmosfera quasi da sogno lontana dalla routine quotidiana, adatto a recuperare il bello e il vero nascosto nelle parole e negli sguardi delle persone -spesso difficile da carpire in contesti lontani dalla natura dove i ritmi della vita scorrono troppo veloci-, che lo scorso 16 giugno 2017 si è svolto l’appuntamento con la poesia e la letteratura all’interno dell’XI edizione di incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Commissione Europea.

Un appuntamento nato in virtù del gemellaggio tra incostieraamalfitana.it di cui è direttore artistico Alfonso Bottone e il “Photofestival Attraverso le Pieghe del Tempo” di cui è direttore artistico Lisa Bernardini che insieme, da circa due anni, portano avanti un percorso dove la cultura diventa occasione per riscoprire le bellezze del territorio nazionale.

La serata, accanto all’assegnazione del premi per il terzo Concorso Nazionale di Poesia “Il Giardino segreto dell’anima” alla presenza della presidente di giuria Sonia Giovannetti, ha visto “Incontri d’autore” con la poetessa Silvana Lazzarino e gli scrittori Simonetta Bumbi e Ugo De Angelis intervistati da Alfonso Bottone.

Antonino Giordano, Gerardo Pagano e Maria Antonietta Rotter, classificati rispettivamente al primo al secondo e al terzo posto, dopo essere stati invitati da Alfonso Bottone a parlare delle proprie emozioni legate alle loro opere hanno ricevuto il premio da Antonio De Marco ed Enza Telese.

L’attrice Vania De Angelis ha letto le opere premiate regalando forti emozioni con un’interpretazione che ha commosso il pubblico presente.

La scrittrice Simonetta Bumbi con il suo “Iostoconletartarughe” (Emigli) ha fatto emergere la durezza della vita che spesso porta dolore e sofferenza.

La “nostra” Silvana Lazzarino, Socia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e valentissima opinionista della Redazione culturale di questo quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, ha presentato la sua raccolta poetica Oltre le immagini tra visione ed emozione” (Pagine) in cui dipinge le emozioni della vita.

Non solo della sua, ma la vita in chiave universale toccando ricordi passati e presenti attraverso i luoghi più nascosti e intimi che la natura regala nei suoi volti ora solari, ora abitati dalla notte.

Ha chiuso l’interessante serata l’architetto e scrittore Ugo De Angelis con il libro “In quella foto c’è Maria” (Nane) con il quale ha restituito una visione storica e sociale ai personaggi e ai fatti, accaduti nel mese di Luglio del 1902 alle Ferriere di Conca, che portarono al martirio della piccola Maria Goretti..

Bruno Mancini

La filosofia e il filosofo

La filosofia è ricerca della verità?
Esiste o non esiste una verità assoluta?
La verità va ricercata, sempre.
Il nostro cervello lavora e non si appiattisce mai, è sempre alla ricerca di realtà da scoprire, è motore sempre in funzione, che viaggia dalla nascita ed è in continuo movimento fino all’esaurirsi della sua energia.
Il pensiero che produce subisce continue evoluzioni ed elabora sempre qualcosa di diverso, spesso tenta di volare, per andare oltre l’assoluto, ma poi deve fermarsi e rientrare.

Se è vero che la filosofia è ricerca continua, allora la troviamo nella vita semplice di tutti i giorni.
La filosofia è pensiero, mobile e nobile,nche si modifica costantemente col passare degli anni. Filosofare è ricercare.
Questo è normale anche in un bambino, che non conosce ancora il mondo, il significato delle stelle, della luna, del sole e dell’universo che lo circonda e non è interessato ancora alla ricerca più profonda, ma è sempre impegnato a scoprire il nuovo ed ha voglia di apprendere, di sapere e di migliorare.

Questa è filosofia.

Ma allora il bambino è il vero filosofo?
Dunque, se noi riusciamo a conservare quel bambino dentro di noi, possiamo sperare di filosofare tutta la vita?
Dobbiamo augurarci che l’uomo dia più spazio al bambino che ha dentro, per sperare di vedere un mondo migliore.

Tutti i padri della filosofia, da Talete a Platone, ad Aristotele, a Socrate, a Pitagora e fino ai pensatori odierni, hanno espresso il loro pensiero, ma nessuno ha scoperto quello che cercava.
Una verità è certa e sicura: “Ognuno di noi, preso isolatamente, non vale nulla”, è ciò che sostiene il filosofo Aldo Masullo ed è, a mio avviso, una grande verità, è frutto della saggezza di un grande studioso.

La filosofia, dunque, è per l’uomo, fin dalla nascita, ricerca del vero, del nuovo,del suo simile, del suo spirito, della sua anima, della sua natura e dell’impossibile.

Ma allora, senza fare confusione con la fede, anche la religione è filosofia o potremmo definirla tale?
Dagli inizi della storia dell’umanità a tutt’oggi la scienza ha raggiunto moltissimi traguardi, ma l’uomo non ha scoperto la verità che cercava.
Spesso individuiamo nelle persone sagge, nel linguaggio, nel modo di fare, di pensare, di vivere, nel modo di sdrammatizzare, un filosofare perpetuo.

È uno stile di vita semplice, è un modo di vedere le cose, un po’ alla buona, non esasperato.
Si accentuano il comportamento e il linguaggio filosofico più avanti negli anni, con la maturità, con l’esperienza della vita, con l’andare verso gli altri, con la conoscenza e se si ha un poco di cultura in più, questo aiuta maggiormente nel relazionarsi al prossimo, aiuta a vivere e può essere di aiuto anche a chi ci sta vicino.

Il percorso della vita di ognuno di noi può essere breve o può essere lungo, io so quanto tempo ho vissuto, ma non quanto tempo vivrò ancora, questo non lo sa nessuno di noi, è il mistero della vita, ma so che l’impegno della ricerca è stato forte e che alla fine non ha prodotto i risultati sperati. L’uomo si è accorto sicuramente di avere scoperto solo un mondo bellissimo, che non ha saputo godere, apprezzare e proteggere.
Napoli, Marzo 2017
Adolfo Giuliani

Pietro Lapiana

Tra pensieri e sentimenti vagando

Poeta sensibile alle tematiche giovanili in quanto ha svolto l’attività di insegnante per 25 anni nelle Scuole Elementari Statali e per oltre dieci anni è stato docente di Italiano e Storia negli Istituti Tecnici e Professionali, Pietro Lapiana ha collaborato, come corrispondente, con vari giornali e riviste, tra cui “Cronache Italiane”.

Ha conseguito notevoli premi letterari.

Concordo con il poeta che gli affetti familiari costituiscono il fulcro dell’esistenza.
La sofferenza per la morte della madre non è stato mitigata con la sua poesia, nonostante che sia passato mezzo secolo dal tragico giorno e la scomparsa del padre è stata dolore incolmabile e le sue emozioni nefaste si trovano nei suoi versi.
Toccante la sua poesia:

Mio padre

Era parco di lodi e carezze
ma immenso il suo amore,
abbondava di tenerezze
celate nei recessi del cuore…
Non faceva mai mancare niente,
sopportava sacrifici e privazioni,
all’occasione si mostrava indulgente
pur di assecondare le loro aspirazioni…
Onusto di malanni più che d’età diede l’addio,
l’ultimo brindisi con i suoi cari a Capodanno,
poi una sincope nefasta lo involse nell’oblio,
solo e in silenzio, forse capì che la vita è inganno.
Era mio padre.

La sua anima poetica la troviamo in questi versi

… E scrivo

Meditabondo,
illuminato
da lampi di luce,
raccolgo parole
dal profondo
del cuore,
e scrivo.

Presidente della sede operativa di Sermoneta con competenza su tutta la Provincia di Latina per conto dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, nonché Presidente delegato Regione Lazio per conto dell’Accademia Internazionale “Arte e Cultura di Michelangelo Angrisani”.

l Dispari 2017-06-19

Il Dispari 2017-06-19

Editoriale

Ilde Consales, mi ha scritto:
Carissimo Bruno, ti ringrazio infinitamente!!
Sono onoratissima di essere anche io sui vostri siti!!!!..”,

po ha scritto ai suoi amici:
…con mia grande sorpresa e con tanta gratitudine verso lo scrittore Bruno Mancini, che ha voluto dedicare sui siti di Ischia emmegiischia.com e ildispari24.it/it/, uno spazio alla mia persona, e al M° Santina Amici, che ci ha messi in contatto.

Assieme daremo vita a stimolanti attività culturali, in cui le musiche del M° Roberto Prandin e i versi di Bruno Mancini e dei poeti che seguono i progetti artistici Made in Ischia promossi dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”saranno i protagonisti.
Il pensiero vola anche ai miei cari e agli amici con cui condivido tanti bei ricordi dell’Isola Verde: Erika Russo, Ezio Russo, Marcella Franchini, Raffaele Giusto, Ivana Pomicino, Manuela Pomicino.”,

e di nuovo ha scritto a me:
“Che straordinaria sinergia di talenti! Sono felice ed emozionata di entrare nella vostra grande famiglia! Grazie infinite, caro Bruno Mancini!”

Ma chi è Ilde Consales?

Ilde Consales è
Professore universitario di ruolo (II Fascia) di Linguistica italiana presso Roma Tre University.

Ricercatore di ruolo e Docente universitario presso Università Roma Tre.
Precedentemente Docente di Linguistica italiana e di Didattica della lingua italiana presso l’Università degli Studi di Macerata.

Ricercatore a progetto presso Università per Stranieri di Siena.
Precedentemente Ricercatore al CNR di Firenze presso Accademia della Crusca.

Dottorato di Ricerca (PhD) presso Università degli Studi Roma Tre.

Relatrice al 2° Convegno Internazionale di Linguistica e Glottologia Italiana (CILGI 2) presso la Uniwersytet Wrocławski (sede di Economia, Diritto e Scienze dell’Amministrazione), patrocinato dall’Accademia della Crusca e dalla Società degli Italianisti Polacchi ove ha parlato di. “Le voci degli affetti e dei moti dell’animo. Le interiezioni nella grammaticografia italiana”.

Relatrice in qualità di Visiting Professor presso la Slezská Univerzita v Opavě (Rep. Ceca).

Ma Ilde Consales è anche

Soprano e cantante del Duo Tamiri con al pianoforte: M° Santina Amici) e negli ultimi mesi ha effettuato concerti presso l’Orto Botanico di Roma per l’AER (Associazione Ecologica Romana), voci recitanti Lucilla Di Pasquale, Isabella Colucci, musiche di Tiersen, Fauré, Bellini, Händel, Martini, Pergolesi, poesie di Tognolini, Lorca, Dell’Era, Schwarz, Klimer – 11 Maggio 2017; nella Chiesa di S. Maria dei Miracoli (meglio nota come una delle due “Chiese gemelle” di Piazza del Popolo, ed è quella di destra provenendo da Piazzale Flaminio) con Valentina Licastro (flauto), Carla Martirano (flauto), Santina Amici (organo), per i musicisti Cambristi di Roma con musiche di Bach, Händel, Vivaldi, Gluck, Massenet, Schubert, Marcello, Chaminade, Tulou, Gomez – 11 Giugno, 2017; nella Chiesa di S. Michele Arcangelo, Romari con M° Santina Amici all’organo (18 marzo 2017.

Presentiamo Ilda Consales,

e le diamo un caloroso benvenuto da parte di tutta la Redazione, perché con lei, finalmente, si chiude il cerchio che ci porterà alla realizzazione di video di alto spessore culturale, nei quali uniremo poesia, canto, musica, arti visive, recitazione. spot commerciali e immagini della nostra splendida isola d’Ischia.

Qui di seguito ho piacere di fare qualche nome di Artisti che sono in lista per entrare in questi progetti che avranno, certamente, il supporto della pagina culturale del quotidiano Il Dispari Redazione culturale diretto da Gaetano N Di Meglio, della splendida rivista trimestrale Eudonna di Mariapia Ciaghi, di tutti i siti (e ne sono veramente molti!) che seguono con interesse le nostre iniziative), insieme alla diffusione televisiva del programma Mancineide.

Faranno parte del progetto, oltre ovviamente a Ilde Consales e Santina Amici: Roberta Panizza poetessa e Direttrice Artistica di DILA, Liga Sara Lapinska poetessa pittrice nonché Ambasciatrice DILA in Lettonia, Angela Maria Tiberi presidente della sede operativa DILA per la provincia di Latina, Silvana Lazzarino poetessa e opinionista specializzata in critica artistica, Neri Maria Luisa direttrice musicale DILA nonché presidente dell’Ass. Arte del Suonare, Guido Arbonelli prof. Conservatorio Firenze, Roberto Prandin compositore, Antonio Mencarinii mitica VOX, Patrizia Canola pittrice che attualmente espone al Museo Etnografico del Mare di Ischia, Milena Petrarca vincitrice del premio di Arti grafiche “Otto milioni” edizione 2016, e TUTTI i poeti, TUTTI gli artisti di arti grafiche e

TUTTI i musicisti che hanno già fatto parte di una nostra antologia (se ce lo chiederanno), e poi anche la mia amica del cuore Katia Massaro presidente onorario di Oceanomaredelphis fotografa per hobby così come Roberto Federico.

Certamente dimentico molti amici, ma loro sapranno perdonarmi:-)
Bruno Mancini

Il Dispari 2017-06-19

Ajub Ibragimov

:dipinti melodici come le correnti delle acque e le vibrazioni delle stelle.

Ajub Ibragimov è un pittore con un suo stile inconfondibile, perché ha suo mondo unico e nelle sue composizioni talvolta meditative, talvolta espressive, tutte piene di musica, usa sia colori splendenti, sia rilassanti.

Ajub è un pittore ceceno, nato il 18.07.1969.
Ha cominciato a disegnare e poi a dipingere, ispirato da artisti a lui vicini, quando aveva otto o nove anni.

Da bambino era stimato per come riusciva a sviluppare la sua arte, dipingendo la sua ispirazione, interna ed esterna, con colori e zigzag filigranati.

Ispirato, come dice lui stesso, specialmente dalla natura, dal silenzio come l’inizio di tutte le musiche, sia quelle espresse con i colori, sia quelle proprie delle note.

Il suo maestro Adam Ilyassov, molto orgoglioso di Ajub.Adam, è sicuro, proprio come Ajub, che l’arte e la bellezza uniscono il mondo, i popoli, le fratture, superando i confini violenti di fraintendimenti e crudeltà.

A Grozny, Ajub

ha partecipato alla prima mostra nella sua vita, con le sue opere pittoriche in stile ebru: uno stile conosciuto dai tempi degli antichi persiani che era molto apprezzato in Cecenia dove veniva sviluppato da tradizionalisti artisti turchi.

Il significativo modo della pittura ebru è la danza dei colori, la musica dell’Universo, la dominanza dell’ elemento acqua, il movimento perpetuo in diversi ritmi, in diversi frequenze.

La tecnica per creare queste opere inizia con il preparare la propria anima aprendola per l’amore contemplativo, e poi prosegue usando colori che non risplendono nell’acqua e non corrono tutti insieme.

Ajub, di solito,

usa l’acrilico e l’olio aggiungendovi colle speciali per far fluire colori luminosi sulla carta marmorizzata, inumidita d’acqua come è il fondamento e l’inizio di tutte le vite.
Nel 2002 Ajub si è trasferito in Germania, pare per sempre.
Adesso abita a Norimberga e lavora in una grande industria per guadagnare i soldi necessari a continuare nella sua arte.
Quasi tutto il suo tempo libero lo dedica alla sua arte.

Non ha il conto del numero delle sue opere, sono tantissime.
Ama donarle aspettandosi, timidamente ma senza chiedere, di ricevere in cambio almeno i costosi materiali necessari alla realizzazione delle sue opere.
Dice che il suo stile di pittura è il futurismo astratto, ma nei suoi quadri crea tante forme, anche immagini e simboli concreti.

Non ha preso dal futurismo la sua aggressività, ma il dinamismo sì.
Come tanti emigranti internazionali che non accettano i confini dell’arte e non vogliono accettarli tra i popoli e tra i paesi, Ajub è anche un dadaista, negando la violenza, ma non diventando nichilista.

É, certo, un’esteta:

i suoi quadri sono anche decorativi.
É anche un surrealista, come quasi ogni dadaista.
Sto guardando ancora e ancora i quadri di Ajub.
Astrazioni filigranate, tutte nello stesso tono.
La voce di Ajub, quando ho parlato con lui, aveva intonazioni melodiche, proprio come i suoi quadri.
Ajub è uno stupendo artista disegnatore.

Dipinge strumenti musicali e tele

Vuole diventare un artista disegnatore professionista, ma non ha i soldi per gli studi.
Ajub lavora rapidamente, ha tanta forza creativa, come l’abbiamo, talvolta, noi timidi, noi limpidi, noi che conosciamo tanti segreti dei miti e della bontà.

Durante la mia lunga permanenza a Ischia in occasione della cerimonia di premiazione del premio “Otto milioni” dedicato al Comm. Agostino Lauro e sponsorizzato dall’Istituto Agostino Lauro del quale è Presidente l’On. Salvator Lauro, ho avuto modo di capire che a Ischia sono in molti a poter prendere in considerazione l’idea di promuovere l’arte di Ajub, così armonica e quasi terapeutica.
Così necessaria per tutti.
Tutti.

Liga Sarah Lapinska

Ricordandovi che il 20/03e l’8/05 abbiamo pubblicato 2 serie di 3 poesie finaliste del premio “Otto milioni”, oggi ne pubblichiamo altre 3.

Tutti i componimenti scritti da Autori stranieri sono stati tradotti in italiano da Liga Sarah Lapinska (che ringraziamo per il grande lavoro svolto) la quale, Socia Fondatrice DILA, oltre ad essere un’eccellente pittrice, poetessa e fotografa è anche traduttrice della lingua lettone in italiano, in inglese e in russo.

Franco Maccioni

Cod. 07
Franco Maccioni
Nello spiraglio di luce

L’incredula notte
nascondeva avanzi consumati.
Dietro lo spiraglio aperto
la luna filtrava argentei raggi
tra gli alberi sommersi dal sonno.
Avevo i tuoi occhi di pianto
uniche stelle generose
che dall’immenso cielo
potevo tuffarmi con gioia.
Dall’immensità del nostro amore
nell’incredula notte trascorsa,
l’orizzonte scopriva il nuovo giorno.
Le nostre mani si tenevano strette
e i tuoi occhi risplendevano ancora.
La luce del giorno abbagliava
tracciando nei nostri volti
una tremenda forza di vivere.

Antonio Fiore

Cod. 08
Antonio Fiore
A mia madre

Non si potrà sottrarre
una sola briciola di tempo
per prorogare di quanto le stelle
hanno già scritto
nella nitida luce che arde,
ma che puntualmente si spegnerà,
a prescindere dal vento,
quando la notte scenderà
per addormentare le membra.

Colmo di speranza
l’anima si dilungherà
verso l’infinito sogno,
e su questa terra
che gela la polvere dei tuoi sandali,
nel freddo silenzio
mi ritrovo a respirare i mille ricordi
da riesumare per chi ha tanto amato
e resterà ad amarti.

Angela Tiberi

Cod. 09
Angela Maria Tiberi
Cancellarmi

Cancellarmi dal tuo cuore vorresti,
ma in fondo alla tua anima
ci sono i ricordi di quei meravigliosi
momenti vissuti insieme
nel rito di quell’amore immenso che ci ha unito
fino all’estremità del cielo.
I sussurri sono dentro di noi
come lo scroscio di una cascata fresca
che accarezza ancora la nostra pelle di ricordi
indimenticabili siamo noi uniti nelle nostre anime,
anche se il silenzio ci vuole chiudere nell’oblio.
C’è una luce in noi… esiste il nostro amore
che tu vorresti cancellare come avrei voluto io.
No, non si può il nostro calore lo conosce anche il cielo.
Tu rimani in me come io in te,
e tu lo sai anche se smetti di sentirmi,
ormai vivi in me come io in te.

Il Dispari 2017-06-19

Il Dispari 2017-06-12

Il Dispari 2017-06-12 Editoriale Eudonna: Giugno 2017 Con il numero di Giugno della rivista Eudonna, prossimamente in edicola,

  DILA

Il Dispari 2017-01-23

Il Dispari 2017-01-23

Il Dispari 2017-01-23

Il Dispari 2017-01-23

Il Dispari 2017-01-23

Editoriale

Questa settimana la dedichiamo in modo particolare alla introduzione e alla informazione della seconda edizione del premio internazionale di Arti Grafiche “Otto milioni” del quale, in questa pagina, pubblichiamo l’intero regolamento.

Il premio nasce dall’idea di estendere, anche alle arti diverse dalla poesia, l’attività promozionale fatta propria dai progetti Made in Ischia gestiti con la Direzione Artistica di Roberta Panizza e con la collaborazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Coinvolgere gli Artisti specializzati nella creazione prodotti grafici è stata una sfida già vinta nella precedente edizione che si è conclusa con l’affermazione delle splendide opere di Antonella Ronzulli e di Liga Sarah Lapinska e con il loro inserimento sulle copertine dell’Antologia “Otto milioni – 2016”.

L’iscrizione à completamente gratuita come da sempre avviene per tutti i premi da noi proposti.

Premio internazionale di grafica “Otto milioni”

REGOLAMENTO seconda edizione 2017 TEMA LIBERO

Premio per la realizzazione grafica delle copertine dell’antologia “Penne Note Matite”

  1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
  1. Una Commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare le opere grafiche che parteciperanno alla fase finale del premio
  1. Gli Associati all’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro opera grafica direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento. Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti nelle Giurie del Premio.
  1. Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini (vedi elenco Autori partecipanti alle Antologie) sono equiparati agli Associati DILA.
  1. Autori italiani e stranieri potranno partecipare al Premio con un numero illimitato di opere grafiche.
  1. Le opere iscritte al Premio dovranno essere a) inedite; b) realizzate in formato jpeg con risoluzioni di almeno 300 dpi..
  1. A richiesta degli Autori, TUTTE le opere grafiche selezionate come finaliste potranno essere pubblicate nel volume antologico “Penne Note Matite”. Tale loro pubblicazione sarà subordinata all’ordine di acquisto di almeno due copie dell’antologia. L’antologia sarà regolarmente provvista di un codice ISBN. Il prezzo di copertina del volume sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro il mese di Settembre 2017.
  1. L’Autore per partecipare al Premio dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa in calce a questo regolamento e dovrà inviarla, debitamente firmata, insieme al file dell’opera grafica proposta..
  1. La votazione conclusiva che designerà l’opera vincitrice, avverrà sommando i punti ricevuti mediante:a) link ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio. L’opera vincitrice sarà utilizzata come prima e/o quarta di copertina dell’Antologia ” Penne Note Matite “.
  1. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire, nella loro stesura finale, a emmegiischia@gmail.com entro e non oltre il 20 FEBBRAIO 2016
  1. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Marzo 2016.
  1. La classifica finale sarà annunciata entro il 10 Aprile 2016
  1. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 20 Ottobre e il 31 Dicembre 2017. La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
  1. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento e gli Autori, inviando i propri testi, ne prendono atto in maniera definitiva.

Bruno Mancini

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Il Dispari 20170123 1 comp

Il Dispari 2017-01-23

PICASSO, IMAGES all’Ara Pacis

A scomporre e ricomporre la realtà e i suoi diversi aspetti in innumerevoli forme geometriche ora sovrapposte, ora intrecciate in combinazioni illogiche e idealizzate, è il Cubismo che della stessa realtà coglie l’idea soggettiva entro una dimensione spazio-temporale vista nella sua totalità e unità.

Pablo Picasso, fondatore del Cubismo, movimento artistico che nel Novecento influenzerà, più di altri, diverse tendenze dal Futurismo al Surrealismo, dal Dadaismo all’Astrattismo, fino ad arrivare all’Informale, viene ricordato in un importante retrospettiva in corso a Roma presso il Museo dell’Ara Pacis fino al 19 febbraio 2017.

L’esposizione, PICASSO IMAGES – Le opere, l’artista, il personaggio,

curata da Violette Andres e Anne de Mondenard, ripercorre l’intero itinerario dell’autore attraverso circa duecento fotografie e una significativa selezione di opere grafiche, dipinti e sculture provenienti dal Musée national Picasso-Paris per inquadrare l’evoluzione creativa di un artista straordinario, volto ad una sperimentazione costante in sintonia col mutare del suo pensiero.

La mostra, promossa da Roma Capitale, si suddivide in tre sezioni con cui sono indagati i diversi collegamenti che Picasso stesso stabilì con la fotografia: dai primi tentativi di utilizzo del medium quale ausilio per la sua opera e testimonianza dello stato d’avanzamento delle sue creazioni, alle fruttuose collaborazioni artistiche con fotografi d’avanguardia, tra cui Brassaï e Dora Maar, poi sua compagna.

La maturità artistica di uno dei massimi protagonisti dell’arte del XX secolo è descritta nell’ultima sezione in cui sono ripercorsi gli anni che procedono dal dopoguerra in poi, quando egli inizierà a dedicarsi alla propria immagine d’artista diffusa dalla stampa illustrata che contribuirà a renderlo personaggio di grande popolarità alimentandone il mito.

Picasso dimostra genialità anche nella fotografia che si accompagna all’arte pittorica quale strumento di analisi della stessa, per poi diventarne soggetto/modello degli scatti realizzati da artisti quali Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Lucien Clergue, David Douglas Duncan, Robert Doisneau ed Edward Quinn.

A firma di Robert Capa è l’immagine in cui Picasso viene immortalato sulla sabbia a Golfe-Juan nel 1948 mentre con l’ombrellino ripara dal sole la giovane attrice Françoise Gilot da cui rimane affascinato, mentre Luc Fournol lo riprende nel 1955 mentre suona la tromba in una strada di Vallauris, e ancora gli scatti di Robert Otero del 1964 che lo ritraggono in t-shirt bianca accanto al quadro “L’hommeau chapeau” e ancora con indosso un cappello di paglia mentre sdraiato su un lettino prende il sole in spiaggia a Cannes.

Immagini intense e piene di vita che testimoniano la genialità di Picasso nell’aver saputo costruire il proprio successo di artista e uomo.

Arista eclettico per tecnica e linguaggio, nel procedere dai periodi blu e rosa alla rivoluzione del Cubismo, per arrivare al sentimento  classicista e poi alla metamorfosi degli anni Trenta, fino all’ultimo periodo dove i linguaggio diviene sempre più astratto,ha saputo indagare a fondo la realtà umana e sociale svelandone a suo modo gli infiniti volti ora tristi e malinconici, ora gioiosi e spensierati; volti che riflettono gli stati d’animo dell’uomo come angosce  e paure, sogni e fantasie.

L’opera di Picasso, come quella di altri artisti di fama internazionale tra cui De Chirico, Morandi e Manzù, è stata esposta nei suggestivi spazi del Castello Aragonese di Ischia.

Silvana Lazzarino

Le opere, l’artista, il personaggio

Museo dell’Ara Pacis
Via di Ripetta 190-  Roma
Orario: tutti i giorni dalle ore 9.30 – 19.30
fino al 19 febbraio 2017
Per info 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00), www.arapacis.it,
Il catalogo della mostra è edito da Electa.

Il Dispari 2017-01-23

Il Dispari 20170123 tutto ridim

Il Dispari 2017-01-23

Salvatore Armando Santoro,

inizia la sua collaborazione con questa pagina culturale

Ex dirigente sindacale della Cisl, Presidente dell’Associazione culturale  “Mario Luzi”, da molti anni è amico dei progetti Made in Ischia.

Laureato in Scienze politico-sociali presso l’Università di Torino, dedicatosi giovanissimo all’impegno nel sindacato, fu tra i primi dirigenti della Cisl di Reggio Calabria.

Per diversi anni è stato corrispondente per la Valle d’Aosta di “Conquiste del Lavoro”, organo nazionale della Cisl.
A Reggio fu uno dei primi promotori del Movimento Federalista Europeo tanto da venire in contatto con i grandi ideatori del progetto europeo, Alterio Spinelli, Giuseppe Petrilli, Mauro Ferri, Angelo Lotti, ecc…
Dal 1986 è stato Segretario Regionale e componente dell’Esecutivo Nazionale del Sindacato Elettrici della CISL,

Dal 1997 è in pensione ed impegna il suo tempo libero scrivendo poesie e racconti, una passione che sviluppò fin da adolescente.

Le sue poesie sono state pubblicate su diversi periodici (a Messina, Reggio Calabria, Pistoia, Val D’Aosta ecc.) 

CON UNA SOLA GAMBA 

Pensavo di morire,
provavo un senso di disgusto della vita,
d’impotenza,
non mi sentivo più me stesso,
soffrivo a dover dipendere dagli altri,
volevo già morire,
pensavo al come e al quando
in quel lettino disteso.

Eppure il mio cervello era convinto
d’aver la gamba,
la sentiva muovere ed agire.
Il comando partiva,
ma non so poi dove finiva.

La gamba più non c’era,
toccavo il moncherino,
la ferita era ancora fresca e dolorosa,
non mi sembrava vero.

Mi sono abituato alle stampelle,
inizialmente ero disperato,
poi ha vinto la vita
e nuovamente nel cielo ho navigato,
sui pulman e sui treni son salito,
la macchina ho guidato,
anche per fare dello sport mi sono organizzato.

La mia mente era leggera
quando al bar sedevo con gli amici
al mio infortunio manco più pensavo,
finanche ci ridevo
d’aver perso del peso all’improvviso
senza aver fatto dieta,
senza alcun sacrificio.

Ogni tanto un dolore acuto m’assaliva,
una smorfia il mio volto illuminava,
ai dolori degli altri allor pensavo
che han dormito nel lettino accanto
dell’ospedale dove anch’io ho giaciuto.
Ed un lieve sorriso sul volto è rifiorito
in fondo ero ancor vivo
non volevo esser neppure compatito.

Salvatore Armando Santoro

Sul suo diario fb, Armando Santoro precisa che “La foto di Gianni Sasso (che è solo indicativa) è tratta dal web. Gianni Sasso, pur essendo con una gamba, non si è arreso. Nella foto sta partecipando alla maratona 2008 organizzata dalla Città di New York. Questo giovane l’ho scoperto da poco. è davvero commovente la sua avventura ed è diventato un grande sportivo. Nella vita non bisognerebbe mai scoraggiarsi e seguire l’esempio di questi grandi uomini!

Armando Santoro Sasso

Il Dispari 2017-01-16

Il Dispari 2017-01-16

Il Dispari 2017-01-16

Editoriale

Enzo Salvia vince al concorso “I viali del pensiero poetico”

Si chiude con un bilancio positivo il 2016 per l’autore e compositore Enzo Salvia di Torrenova (Me).

Ad Enzo Salvia, Socio sostenitore dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte” –DILA”, opinionista di questa testata giornalistica “Il Dispari”, autore di due brani musicali, “Coquille” e “Nelle bugie dei sogni”, diventati inni rispettivamente della terza e della quarta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”, è stato assegnato il primo premio di poesia, per la sez. “Amore”, al concorso “I viali del pensiero poetico”, per il testo della sua canzone “Silenzi d’ amore” con la seguente motivazione: “Per la carica  emotiva e declamatoria del testo, che con poche e semplici parole riesce a portare l’amore in un’estasi  romantica e sentimentale“.

Tutti i componimenti poetici presentati al Concorso sono stati valutati, in anonimato, da una Giuria composta da sei poeti, presieduta dallo scrittore e poeta Marino Monti, attivamente collaborato dalla poetessa Anna Cappella.

Il Monti

è autore di molti romanzi, varie silloge poetiche, fondatore della GA Edizioni; uno scrittore pluripremiato che si è sempre distinto per i suoi versi poetici, a volte taglienti, concreti, ma non senza momenti di grande tenerezza, con immagini, vivide e limpide, intrise di grande musicalità e armonia lirica.

Enzo Salvia, originario di Bronte (CT), è stato, fin da giovane, un grande appassionato di musica, spesso autore dei testi delle sue canzoni, compositore e arrangiatore.

L’interesse e l’entusiasmo per la musica degli anni ’60 – ‘70 ha spinto Enzo a far parte di numerosi gruppi musicali del catanese, maturando esperienze dense di significato sul piano umano e artistico.

Ottenuto, in qualità di docente di materie letterarie, il trasferimento nel messinese dalla prov. di Como, ha collaborato musicalmente con Sara Ricciardi, un nome noto per la grazia e la professionalità con cui affronta brani anche di notevole difficoltà, e con artisti di rilievo della nostra Associazione “Da Ischia L’Arte -DILA” della quale sono Soci Fondatori personaggi di livello internazionale come Don Backy e Vito Nicola Paradiso, ed alla quale collaborano i siciliani Linda Reale Ruffino, Rosanna Affronte Nicolò Di Bella e Sam Di Bella.

TESTO DEL BRANO “SILENZI D’AMORE” -TESTO E MUSICA DI ENZO SALVIA

Silenzi d’amore

Ti offro questo cielo,
il tempo veloce,
la memoria incancellabile,
l’amore che non ha mai fine.

Ti offro la mia corsa tra i campi,
i miei baci di oggi e di ieri,
i miei forti abbracci di sempre,
il presente ed il mio domani.

Fammi sentire brividi dentro,
fammi scoppiare scintille nel cuore,
fammi gridare silenzi d’ amore.

Ti regalo le note del cuore,
lo sguardo di un amore sincero,
la luce di una stella lontana,
i colori del mio arcobaleno.

Il sapore di cose perdute
che rimangono strette nel cuore,
mentre cerchi te stesso lontano,
tra i volti che bruciano dentro.

Fammi sentire brividi dentro,
fammi scoppiare scintille nel cuore,
fammi gridare silenzi d’ amore.

Il Dispari 2017-01-16

Il Dispari 20170116 1 comp

Il Dispari 2017-01-16

Maurits Cornelis Escher

GEOMETRIA ED ELEGANZA NELLA SUA OPERA

Sequenze geometriche dove segni grafici descrivono con eleganza rappresentazioni reali, oniriche legate all’universo esterno proprio dei volti della natura e all’universo interiore nel suo rapportarsi ai processi esistenziali, attraversano l’opera di Maurits Cornelis Escher (Leuwarden- Paesi Bassi, 1898- Laren 1972), incisore e grafico olandese di raffinato gusto e sorprendente originalità. L’interesse per le grandi teorie di inizio ‘900 quali la relatività e lo sviluppo della psicanalisi, oltre alla vicinanza di un padre ingegnere e diverse discussioni con fisici e matematici, hanno suscitato in lui un nuovo modo di osservare la realtà circostante di cui ha saputo cogliere gli aspetti scientifici entro i flussi delle emozioni.

Alla sua opera è dedicata una suggestiva mostra in corso a Milano presso Palazzo Reale fino al 22 gennaio 2017.

L’esposizione, Escher,

promossa dal Comune di Milano, curatada Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea, organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura, in collaborazione con la M.C. Escher Foundation, attraverso più di 200 opere -provenienti da prestigiosi musei, biblioteche e istituzioni nazionali-  ripercorre l’iter dell’artista con rappresentazioni che danno vita a costruzioni impossibili, esplorazioni infinite, giochi di specchi, motivi e geometrie paradossali.

Le opere in mostra tra cui Scarabei,Mano con sfera riflettente, Metamorfosi II e Casa di scale (relatività),sottolineano l’attitudine di questo artista/intellettuale ad osservare la natura in modo differente, tale da far emergere in filigrana quella bellezza della regolarità geometrica che talora diviene magia e gioco.

Suddiviso in sei sezioni

il percorso procede dagli anni ‘20 del secolo scorso in cui si evincono le influenze dell’incisore Jessurun de Mesquita al periodo trascorso in Italia (1923 -1935) dove Escher si sofferma sulla dimensione del paesaggio, per arrivare agli anni successivi al 1941 trascorsi nella cittadina di Baarn, oggi sede della Escher Foundation.

L’osservazione diretta della realtà tra paesaggi di Roma, Firenze, Ravello, della campagna senese e della Sicilia, compresi quelli di Svizzera e Olanda, ha permesso all’artista di catturare non solo le meraviglie offerte dagli scorci del nostro paese impresse ad esempio in Tetti di Siena (1922) e Notturno romano: il Colosseo (1934) ma anche le piccole realtà naturali: dai soffioni agli scarabei, dalle foglie alle cavallette, visti come una straordinaria architettura universale.

Lo sguardo di Escher

sa cogliere la realtà del reticolo geometrico che si trova dietro le cose per poi farne le premesse compositive per costruire quelle che più tardi chiamerà “immagini interiori”.  Snodo centrale della mostra è il momento della maturità artistica con i temi della tassellatura, delle superfici riflettenti e degli oggetti impossibili: ne sono un esempio Mano con sfera riflettente (1935), Relatività (o Casa di scale) (1953), Metamorfosi (1939) e Belvedere (1958).

Ogni aspetto in natura rimanda alla rotondità della sfera e l’occhio permette di esplorare i misteri del creato.

Ed è proprio il suo occhio che l’artista ha voluto riprodurre in una famosa litografia, ingrandito fino all’eccesso in cui è riflesso il motore da cui dipende l’esistenza: un teschio simbolo della caducità della vita.

Intense le rappresentazioni metafisiche legate alle immagini della natura in cui geometria e ripetitività coniugano eleganza e razionalità: ScarabeiEx libriseMetamorfosi.

Anche Napoli ha dedicato ad Escher una suggestiva esposizione nel 2005 a Castel Sant’Elmo con opere anche legate al paesaggio italiano e alla costa mediterranea.

Silvana Lazzarino

Escher
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12 – Milano
INFO: 8929711

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Il Dispari 2017-01-16

Dalla raccolta “Non sono un principe”

di Bruno Mancini

O no

È nuova notte di luccichii vagabondi
nei cieli scuri dell’emisfero boreale,
notte di San Lorenzo,
senza luna e senza nuvole
sfilacci di bagliori intensi:
quasi comete.

È breve notte di desideri eterni
abbracciati all’amata sulla spiaggia,
notte dei primi turbamenti,
in angoli distanti dalla folla
sorrisi silenzi sospiri:
quasi nirvana.

È ancora notte di fichi d’india nel cervello
a sciami indecisioni prive di senso,
notte dell’ultimo verdetto,
per l’uomo che manca di difese,
e invoca appigli pretestuosi:
quasi giustizia.

In questa notte di balconi aperti
dove l’afa ristagna indisturbata,
oggi stanotte,
nemmeno chiedo aiuto alla leggenda
e mi destino un ruolo di coerenza:
“Domani sarò Principe del tutto o nulla”.

“Non sono un principe”
di Bruno Mancini

Edizione Lulu
ISBN
9781291664447
Copyright
Bruno Mancini (Licenza di copyright standard)
Pubblicato 14 aprile 2014
Lingua Italiano
Pagine 111
Rilegatura Copertina morbida con rilegatura termica

Non sono un principe copertina anteriore OK

Il Dispari 2017-01-09

 

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Il Dispari 2017-01-09

Editoriale

Adolfo Giuliani che mi ha scritto «…mi fa piacere che tu abbia condiviso le mie riflessioni e sono ben lieto di autorizzarti a pubblicare i miei testi, naturalmente senza alcuna pretesa di carattere economico da parte mia. Ti ringrazio per la tua disponibilità e mi ritengo onorato di collaborare con te e con l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” della quale sei ottimo Presidente», inizia da oggi la collaborazione con i nostri progetti culturali in generale e con questa pagina in particolare.

Ma chi è Adolfo Giuliani?

Adolfo Giuliani è l’ideatore di un movimento culturale chiamato Esasperatismo presentato nel mese di Maggio 2000 ed il cui simbolo è il bidone.

Il Movimento, nato – a suo dire – dalla constatazione del grado di esasperazione raggiunto dal vivere quotidiano, dalla natura violentata, dalla scienza incontrollata, dall’arte non più fruibile, ha assunto come simbolo il “bidone” non più inteso come contenitore di materiali o come tradizionale metafora dell’imbroglio, ma come la vita stessa.

Nell’iconologia del movimento esso è “…il bidone che tutti ricevono alla nascita secondo modi e forme diverse, estetiche, sociali, economiche, culturali.

Il contenitore sofferto, ammaccato, consumato, pieno di esperienze, di tradimenti, di delusioni, di dolori.”

Dalla prossima settimana conosceremo meglio, e nei dettagli, le idee e le attività svolte dal nuovo amico dei nostri progetti culturali e dal suo Movimento.

Benvenuto Adolfo Giuliani!

Bruno Mancini

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Il Dispari 2017-01-09

Premio internazionale di poesia “Otto milioni”

REGOLAMENTO sesta edizione 2017 TEMA LIBERO

1) L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.

2) Una Commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare

in maniera insindacabile

le poesie che parteciperanno alla fase finale del premio.

3) Gli Associati all’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA poesia direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento. Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti nelle Giurie del Premio.

4) Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini

(vedi elenco Autori partecipanti alle Antologie)

sono equiparati agli Associati DILA.

5) Autori italiani e stranieri potranno partecipare al Premio con un numero illimitato di poesie.

6) Le poesie iscritte al Premio
a) potranno essere edite oppure inedite
b) dovranno essere scritte esclusivamente in lingua italiana
c) dovranno essere composte da un massimo di 30 righi compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe.

7) A richiesta degli Autori,

TUTTE le poesie selezionate come finaliste

potranno essere pubblicate in un volume antologico dal titolo “Penne Note Matite”. La loro pubblicazione sarà subordinata all’ordine di acquisto di almeno due copie dell’antologia. L’antologia sarà regolarmente provvista di un codice ISBN. Il prezzo di copertina del volume sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro il mese di Settembre 2017.

8) L’Autore per partecipare al Premio dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa in calce a questo regolamento (Dichiarazione autori “Otto milioni” 2017) e dovrà inviarla a

emmegiischia@gmail.com

debitamente firmata insieme al testo proposto.

9) La votazione conclusiva, che designerà, tra le poesie finaliste, le poesie vincitrici, avverrà:sommando i punti ricevuti mediante
a) link ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto)
b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti)
c) schede allegate all’antologia “Penne Note Matite” (1 voto = 30 punti)
d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio.

10) I testi delle poesie partecipanti al Premio dovranno pervenire ESCLUSIVAMENTE IN FORMATO WORD e nella loro stesura finale a

emmegiischia@gmail.com,

unitamente alla dichiarazione richiesta al punto 8 di questo regolamento, entro e non oltre il 10 FEBBRAIO 2017.

11) I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Marzo 2017.

12) I nomi dei vincitori saranno annunciati entro il 10 Ottobre 2017

13) La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 20 Ottobre e il 31 Dicembre 2017. La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.

14) Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancinisi riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento e gli Autori, inviando i propri testi, ne prendono atto in maniera definitiva.

INFO:
emmegiischia@gmail.com

TEL. 3935937717 tutti i giorni dalle 14 alle 24 con l’avvertenza che NON rispondiamo a numeri segnalati come anonimi.

Il Dispari 2017-01-09

Il Dispari 2017-01-09

Il Dispari 2017-01-09

SILVANA LAZZARINO | INTERVISTA PATRIZIA CANOLA

CON LE SUE OPER RACCONTA LE  EMOZIONI LUNGO IL MOSAICO DELLA VITA TRA NATURA E ANIMA

Attraverso i luoghi fisici e metafisici di una natura in divenire dove il paesaggio cambia  il suo volto ora mostrando atmosfere intense e rasserenanti, ora malinconiche e nostalgiche ci guida il percorso visivo ed emotivo di PATRIZIA CANOLA artista di fama internazionale, che con la sua pittura cattura in modo sorprendente i ritmi della luce nel suo riflettere le diverse atmosfere delle stagioni. Nata a Milano, ma attiva in Brianza. sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, con quarant’anni di carriera ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero di grande successo.

Il fascino della sua arte dove la natura è protagonista tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati sta nel creare una compenetrazione visivo- emotiva senza eguali riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare, invitando a guardare oltre ed interrogarsi sul senso di questa vita di cui si percepiscono i limiti.

In esclusiva per “Il Dispari” Patrizia Canola ha rilasciato un’intervista che meglio illustra il suo percorso creativo.

Quali sono stati i tuoi studi e quali gli artisti cui hai fatto riferimento nei tuoi inizi?

Dopo le Magistrali ho frequentato la Scuola di Arte Pura Applicata a Merate. Prima degli impressionisti nel mio cuore erano i Macchiaioli come Fattori, Telemaco, Signorini, ma il mio studio è partito dai classici (pittori del Trecento e del Quattrocento) visti in Toscana tra questi Luca Della Robbia.

Come nasce la scelta di riferiti ai luoghi vicini e lontani, solari e più ombreggiati di una natura sempre in divenire con l’alternarsi delle stagioni?

Dal fatto di essere rimasta affascinata dai luoghi suggestivi del nostro Paese come Montecatini, Asiago, La Spezia, diversi tra loro per colori e tipologia di paesaggio, luoghi in cui sono vissuta negli anni della mia fanciullezza e adolescenza.

Come procedi nel tuo lavoro e quali le tecniche usate?

Lavoro con pennello e spatola, lo schizzo serve come suggerimento per collocare i dettagli della natura come ad esempio quando ho realizzato il bozzetto per Il “Faggio del tè”.

Alcuni critici ti hanno definita pittrice impressionista e macchiaiola. Ti ritrovi in questa definizione?

A grosso modo sì. Mi piace la macchia toscana, ma a colpirmi era in particolare la pennellata degli Impressionisti. Prima ero molto ancorata ai dettagli,adesso il mio stile sta cambiando verso una descrizione più essenziale per andare al cuore delle cose.

Tra le opere più recenti quale quella cui tieni di più e cui sei legata per un motivo particolare?

“Va pensiero” dove è accennato il viaggio del umanità verso il desiderio di libertà.

A parte Alba Gonzales, scultrice di fama internazionale con cui hai esposto in diverse occasioni importanti, quale tra gli artisti contemporanei quello con cui vorresti esporre e perché?

Andrea Trisciuzzi che stimo come artista e maestro. Come artista è bellezza e sentimento nella forma più alta:le sue opere sono un piacere per gli occhi e lo spirito. Andrea è un compagno di viaggio e un maestro e persona di grande spessore.

Quando la tua prossima mostra?

La personale a Palazzo Zenobio Venezia da febbraio a Marzo.2017 e al mio fianco sarà anche la famosa scultrice Alba Gonzales.

Complimenti per la tua carriera luminosa e costellata di successi. Bruno Mancini e l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, ma anche tutta l’isola di Ischia non vedono l’ora di incontrarti. Ti aspettiamo al Museo Etnografico del Mare di Ischia con i tuoi dipinti in cui ritrovare il mosaico della vita tra bellezza verità

.Bene, ne sono molto felice.

Il Dispari 2017-01-09

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Il Dispari 2017-01-02

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Editoriale

Con la tre giorni di eventi inseriti nel programma natalizio organizzato dalla Città di Ischia, grazie alla attenzione che ci è stata riservata dal Consigliere Luigi Di Vaia e da Maria Funiciello, si è conclusa la quinta edizione del premio internazionale “Otto milioni” vinta da Ester Margherita Barbato con la poesia “Una nota sola” e se ne inizia a preparare la sesta edizione che alla poesia, alla grafica e alla musica aggiungerà quest’anno un premio anche per la migliore recensione di una delle cinque antologie che sono state pubblicate con i testi delle precedenti edizioni del premio.

Se l’anno che è appena terminato, ha visto la nascita di due nuovi premi made in Ischia il 2017 darà battesimo al premio di critica letteraria, fortemente voluto da tutto lo staff giornalistico di questa testata con in testa il Direttore Domenico Di Meglio.

Si tratta di un premio ideato per rendere sempre più aperta ad altre discipline culturali la partecipazione al ormai consolidato

premio di poesia “Otto milioni”.

Con questa nuova iniziativa si vuole non solo coinvolgere scrittori e giornalisti, ma si punta anche ad ottenere una maggiore dinamica di penetrazione dei contenuti, sia culturali e sia pubblicitari, collegati al premio di poesia.

Ciò avverrà certamente attraverso l’ancora più ampia diffusione dell’Antologia nella quale, infatti, saranno pubblicati oltre ai testi delle poesie finaliste anche i bozzetti delle opere grafiche particolarmente significative, i testi e gli spartiti degli inni che saranno scelti dalla Direzione artistica di DILA e tutte le recensioni che riceveranno il placet da parte della Direzione di questo giornale.

Senza contare l’enorme diffusione che scaturirà dai molteplici interessi culturali che saranno attivi durante la lunga serie d’incontri programmati per le varie fasi di divulgazione del premio: a partire dalla presentazione dei testi, fino alla cerimonia di premiazione dei vincitori, passando anche quest’anno, molto probabilmente, per il Bookcity di Milano e per altre fiere nazionali collegate alla pubblicazione dei libri.

Nelle prossime settimane pubblicheremo i regolamenti dei quattro premi tutti all’insegna e con le caratteristiche ormai note

ed apprezzate di “Otto milioni

e tutti affidati ancora una volta alla gestione della preziosa collaborazione dellAssociazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Tali regolamenti verranno comunque già diffusi nei prossimi giorni sulla sezione on-line di questa testata, ma intanto ve ne accenno alcune caratteristiche fondamentali.

Il premio di grafica “Otto milioni”,

seconda edizione, ad iscrizione del tutto GRATUITA, premierà la migliore elaborazione grafica delle copertine che saranno utilizzate per la stampa dell’Antologia contenete i testi finalisti della sesta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”.

Il premio musicale “Otto milioni”,

seconda edizione, ad iscrizione del tutto GRATUITA, premierà la migliore realizzazione musicale di un inno che fungerà da colonna sonora della sesta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”.

Il premio recensione “Otto milioni”,

prima edizione, ad iscrizione del tutto GRATUITA, premierà la migliore realizzazione di un articolo relativo ad una delle cinque antologie della serie “Otto milioni” fin qui pubblicate.

A tutti i quattro premi potranno partecipare artisti di qualsiasi nazionalità e la scadenza relativa alla presentazione degli elaborati è fissata 20 Febbraio 2016.
Info: e-mail

emmegiischia@gmail.com

Tel. 3935937717.
Buon anno a tutti voi e grandi successi per i Soci, gli Amici e i Collaboratori di DILA.

Bruno Mancini

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HENRI CARTIER BRESSON.

FOTOGRAFO IN MOSTRA A VILLA REALE A MONZA

Racconta la quotidianità della vita

Fotografare, è riconoscere un fatto nello stesso attimo ed in una frazione di secondo e organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano. È mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore”.
Con questa frase Henri Cartier Bresson (Chanteloup-en-Brie 1908 – L´Isle-sur-la-Sorgue 2004) indica l’importanza nel suo lavoro di cogliere quel preciso istante in cui persone, gesti azioni prendono vita innanzi ai suoi occhi.

Considerato il pioniere del foto-giornalismo, tanto da meritare l´appellativo di “occhio del secolo”, poliedrico nel mostrarsi versatile anche con la pittura e il disegno, Henri Cartier Bresson ha saputo interpretare attraverso i suoi scatti ogni luogo segreto e intimo del sentire umano con spiccata sensibilità e immediato realismo.

Ha saputo, come pochi, restituire sotto diversi profili la vita sociale da quella pubblica a quella più privata e domestica, facendo della macchina da presa un mezzo a servizio del proprio pensiero visivo ed emotivo, con cui testimoniare diversi contesti che scorrevano innanzi al suo sguardo affascinato da situazioni nuove e imprevedibili.

Alla sua arte fotografica

è dedicata la mostra, Henri Cartier Bresson Fotografo, presso gli spazi della Villa Reale a Monza aperta fino al 26 febbraio 2017.
Curata da Denis Curti, organizzata da Civita Mostre e promossa dal Consorzio Villa Reale Parco di Monza e in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson e Magnum Photos Paris, l’esposizione attraverso 140 opere invita a ad approfondire il modus operandi di questo straordinario artista, volto a raccontare la società del uso tempo, dai fatti legati alla guerra restituiti con spessore realistico talora duro e forte agli aspetti più spensierati degli anni Sessanta espressi con poesia ed emotività.

Seguendo il percorso si passa da un Bresson fotografo vicino al movimento Surrealista intorno agli anni Trenta al militante documentarista della Guerra civile spagnola e della Seconda guerra mondiale durante la quale è prigioniero dei nazisti dai quali riesce a fuggire.
Alcuni di questi momenti sono documentati come ad esempio la liberazione di Parigi nel 1945.
Si prosegue poi con il Bresson reporter degli anni Cinquanta e Sessanta, fino agli anni Settanta dove emerge l’aspetto più intimista della sua arte.

Intense e avvolgenti

sono le immagini legate ai viaggi lungo le aree più affascinanti del Pianeta: dalla Cina agli Stati Uniti, dal Canada all’India, al Giappone, fino all’Unione Sovietica, senza dimenticare l’Italia dove tra il 1950 e il 1970 compie numerosi viaggi toccando anche la Sardegna.
Le foto in mostra oltre ad essere testimonianza di un documento di storia, sono riflesso di emozioni legate agli universi più intimi e famigliari.

Accanto a Place de l’Europe, Stazione Saint Lazare, Parigi e Alicante, sono Prostitute, Calle Cuauhtemoctzin, Salerno, e Viale del Prado.
Scatti che destano sorpresa rivelando diversi contenuti, anche legati ad aspetti apparentemente minimi o insignificanti, ma in grado di mostrare l’inconsueto e far nascere la meraviglia in chi li osserva.

Bresson introduce il visitatore lungo un viaggio dove è svelata l’evoluzione del suo cammino artistico vario e complesso, e la storia del Ventesimo Secolo attraverso il suo sguardo di fotografo attento e partecipe che restò incantato dalla splendida isola di Ischia, immortalata nel 1952, durante uno dei suoi spostamenti in Italia.
Silvana Lazzarino

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Lettera al figlio

Con questa pagina, desidero iniziare il 2017 ringraziando Roberta Panizza per la continua e discreta Direzione Artistica con la quale “governa” tutte le iniziative che vengono realizzate dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” non più solo sull’isola d’Ischia ma in diverse e prestigiose località italiane, e lo faccio nella maniera che immagino le sia più gradita, ossia lasciando parlare la “poesia”, e lo faccio nella maniera che a me pare le sia più cara, ossia pubblicando la sua “Lettera al figlio” che, a mio parere, è una delle poesie più belle in assoluto tra quelle dedicate ai figli.
Auguri di buon anno a Roberta Panizza e al suo Breiner da parte di tutti noi.

Lettera al figlio

Ti incontro sui profili d’oro del sogno,
estate di luce, e gli occhi riempi ed il cuore
che solo per te sgrana rintocchi di cielo e parole
ma raggela in domande la stasi del suono
orrido abisso d’inascoltati dolori.

Lastricata di giorni a venire la strada
svanisce tra specchi di orizzonti
e tu sempre laggiù
nell’attesa del mio passo
certezza del cammino che la terra divora.
E s’alzano al cielo muto d’azzurro
nuvole del mio sudore tributo a te
che nel labirinto del caso
mi cerchi e non sai.

E ti dirò di quando sempre l’universo
immolava orbite su orbite agli dèi
vibrando solo un poco in fondo di tacita tristezza
ed io ribelle mi negavo all’indice del divenire
teso nello spasimo di antiche leggi ed osceno
sulle sponde del possibile a cui m’incatenava.

Ti dirò dunque.

Ma ora, Penelope strana,
dono fili di luna alla tela del tempo
e nel giorno immoto vi ricamo sorrisi
coi raggi di sole che mi raccontano il tuo volto.

roberta-panizza

Bruno Il dispari

Il Dispari 2016-10-17

Il Dispari 2016-10-17

Il Dispari 2016-10-17
Editoriale

Il Dispari all’EXPO in città & al Bookcity di Milano con il progetto DILA

E allora si inizia a “lavorare” per realizzare nel miglior modo possibile il BIG evento che vedrà l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” partecipare nel contesto di due palinsesti tra i più importanti del panorama culturale italiano e certamente i più qualificati della città di Milano e dell’intera Lombardia.
DILA, infatti, come è stato ampiamente descritto su queste colonne nello scorso 19 Settembre, unica rappresentanza culturale ed artistica MADE in Ischia, farà la sua parte domenica 20 Novembre sia nel novero degli eventi ammessi all’EXPO in Città e sia nel ristretto gruppo di manifestazioni approvate dal comitato organizzatore della quinta edizione del Bookcity, la quale, è opportuno precisare, è promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune di Milano, dalle Fondazioni “Corriere Della Sera”, “Arnaldo e Alberto Mondadori”, “Giangiacomo Feltrinelli” e “Umberto ed Elisabetta Mauri”.
TITOLO DELL’EVENTO:
“Da Ischia L’Arte – DILA”
NOMI DEI PROTAGONISTI:
Bruno Mancini, Antonio Mencarini, Paola Occhi, Anna Di Trani, Guido Arbonelli, Natalia Benedetti, Maria Luisa Neri, Guido Menichelli, Silvana Lazzarino, Alberto Ghirardini, Gaetano Di Meglio, Ivan Caldarese, Antonella Ronzulli, Autori finalisti del premio “Otto milioni!”, Soci Associazione culturale DILA.
AUTORI E PRESENTATORI:
Bruno Mancini, Antonio Mencarini, Paola Occhi, Maria Luisa Neri, Gaetano Di Meglio. DESCRIZIONE DELL’EVENTO:
Momenti di cultura consistenti in letture di opere poetiche e di prosa; realizzazioni di opere grafiche in estemporanea; esecuzione di brani musicali appositamente creati per i nostri eventi; annuncio poesie vincitrici della quinta edizione del premio internazionale “Otto milioni” e loro lettura; illustrazione progetti Museo Etnografico del Mare “DILA”, Teleischia “Mancineide”, Giornale Il Dispari “Redazione culturale”, Nazionale Cantanti Lirici; presentazione e gratuita distribuzione di centinaia di copie, sia dell’antologia “Otto milioni 2016”, d’imminente pubblicazione, e sia dei quattro volumi antologici pubblicati per le quattro precedenti edizioni del Premio “Otto Milioni”.
TIPOLOGIA DELL’EVENTO:
Reading, comunicazioni, concerto, illustrazione progetti, arti varie.
LUOGO E DATA:
Aula magna della SIAM – Società Incoraggiamento Arti e Mestieri -Via Santa Marta 18 – 20123 Milano; domenica 20 Novembre 2016 dalle ore 10:00 alle ore 12:30.
INFO E CONTATTI: emmegiischia@gmail.com – Cellulare 3935937717

Ovviamente non poteva restare senza un segno di riconoscenza la grande disponibilità dimostrata da questa testata giornalistica verso i progetti culturali DILA e, pertanto, si è deciso di mettere a disposizione 10 inviti omaggio in favore dei lettori del Dispari che ne facciano richiesta per primi telefonando al 3935937717 (tutti i giorni dalle 14 alle 24 con l’avvertenza che NON rispondiamo a numeri segnalati come anonimi).
Bruno Mancini

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Il Dispari 2016-10-17

L’ORLANDO FURIOSO

festeggia 500 Anni dalla prima edizione con la mostra “I voli dell’Ariosto. L’Orlando furioso e le arti”

Opera simbolo del Rinascimento italiano, L’Orlando Furioso, per i suoi contenuti che raccontano di imprese cavalleresche tra amori, amicizia, vendette e incantesimi, e per i luoghi entro cui si svolgono le scene, ha acquistato un valore sempre più figurativo tanto che nel corso dei secoli sono stati diversi gli artisti che ad esso si sono ispirati per le loro opere.
In occasione dei cinquecento anni dalla pubblicazione della prima edizione dell’opera di Ludovico Ariosto nel 1516, considerata l’ultimo tra i romanzi cavallereschi e il primo tra i moderni, a Tivoli è stata allestita, fino al 30 ottobre 2016, una mostra nel suggestivo scenario di Villa d’Este.
Disincantato, misterioso e di ispirazione fantastica, L’Orlando Furioso si impose quale poema classico italiano conquistando subito diversi lettori dell’epoca del calibro di Cervantes e Machiavelli, e successivamente di Voltaire nel Settecento, fino ad arrivare a Pirandello e Calvino nel Novecento.
Curata da Marina Cogotti, Vincenzo Farinella e Monica Preti, la mostra è organizzata dal Polo Museale del Lazio e ripercorre attraverso sette sezioni l’impatto esercitato dal poema fino ad oggi sulle arti figurative.
La mostra, che pende spunto dalla fortuna visiva del poema, presenta disegni, dipinti, sculture, incisioni, ceramiche, e ancora arazzi, medaglie, carte geografiche, documenti e libri illustrati (opere realizzate tra il Cinquecento e il Novecento) a ripercorrere i temi del poema coinvolgendo visivamente ed emotivamente il visitatore.
Dalla prima sezione dove sono le prime tre edizioni storiche dell’“Orlando Furioso” (1516, 1521 e 1532) e alcuni ritratti cinquecenteschi di Ludovico Ariosto, messi in rapporto con rievocazioni storiche di episodi della vita dello stesso autore, si passa alla nascita e sviluppo di una nuova iconografia ariostesca con i dipinti di Dosso Dossi e Simone Peterzano.
È poi la volta di dipinti e cicli decorativi per palazzi cittadini e ville realizzati su committenza tra sul tema del poema.
Da ricordare anche Ruggero e Angelica di Ferdinando Tacca e Orlando Paladino di Tempesta.
All’età romantica è dedicata la sezione “Distrazioni romantiche”dove risaltano le opere di Giuseppe Bisi e di Massimo Taparelli d’Azeglio.
In Francia in quegli anni Jean AugusteDominique Ingres e Eugène Delacroix realizzano due opere in cui è descritto, con diverse sfumature, il momento in cui Angelica viene liberata da Ruggero a consolidare il tema del cavaliere che salva la dama.
Alla regia di Luca Ronconi è dedicata la sezione con le foto bianco e nero scattate da Ugo Mulas durante la rappresentazione a Milano, accompagnate dai disegni preparatori delle scenografie e dei costumi di Pier Luigi Pizzi per la versione televisiva del 1975.
Un viaggio nei sentimenti tra amori, gelosie, sfide, inganni che abitano un mondo fantastico e immaginario, ma che talora affiorano nella società di oggi.
Diversi sono i riferimenti ad ISCHIA presenti nell’opera di Ariosto: come quello presente nel Canto XVI, stanza 23 dove viene accennato ad un evento mitologico riferito al gigante Tifeo fulminato da Giove e schiacciato sotto il monte Epomeo, utilizzato da Ariosto per descrivere la furia di Rodomonte.
E ancora quello del canto XXXIII stanze 24/30 dove nel tratteggiare le guerra dei francesi in Italia si racconta dell’impresa di Carlo VIII che dalla Francia giunge fino al regno di Napoli senza toccare Ischia.

Silvana Lazzarino

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Il Dispari 2016-10-17

Redazione |NELLE FERITE DEL TEMPO

Antologia ideata e curata da Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio

Gioia Lomasti, da sempre vicina ai progetti culturali made in Ischia ed opinionista di questa testata, ha messo a segno un ulteriore e pregevole progetto non solo poetico letterario ed artistico ma anche rivolto al sociale ed alla solidarietà.
Da qualche giorno, infatti, è disponibile nelle librerie e nei canali di distribuzione web “Nelle ferite del tempo. Poesia e racconti per l’Italia”.
Si tratta di un’antologia di poesia e racconti curata dai poeti Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio, ivi presenti con due liriche.
L’opera si apre con una prefazione a cura del poeta Luciano Somma ed è impreziosita da un’opera xilografica del maestro Stephen Alcorn.
Il ricavato vendite andrà in primis per i terremotati del centro Italia.
Secondo le condivisibili intenzioni di Gioia Lomasti ed Emanuele Marcuccio, l’acquisto di questo testo, la cui lettura è gradevole anche per i giovani, potrà permettere alle nuove generazioni di avvicinarsi alla solidarietà in modo attivo e diretto.
Complimenti ed auguri dalla Redazione di questa testata e dall’Associazione DILA.

SCHEDA DEL LIBRO
TITOLO: Nelle ferite del tempo
SOTTOTITOLO: Poesia e racconti per l’Italia
A cura di: Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio
PREFAZIONE: Luciano Somma
Editing Cover Images: Marcello Lombardo e Gioia Lomasti
EDITORE: Photocity Edizioni
Link di acquisto: http://ww4.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=22932&formato=11894
GENERE: Poesia/Narrativa/Antologie
PAGINE: 128
ISBN: 978-88-6682-798-6
COSTO: € 10
FAN PAGE: https://www.facebook.com/nelleferitedeltempo/

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DILA Il Dispari EXPO

Il Dispari 2016-10-14

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Il Dispari 2016-10-10

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Editoriale

Roberto Prandin sta scrivendo una sinfonia per Ischia & DILA!

Roberto Prandin, cooptato da Guido Arbonelli per aggiungersi alla folta schiera di valenti artisti che compongono il gruppo d’assalto con il quale la nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” intende portare il MADE in Ischia, Arte in generale e Poesia in particolare, sul palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana, si è presentato scrivendo una lunga lettera della quale riportiamo qui di seguito le parti salienti.

La sua valentia è riconosciuta a livello più che nazionale, e noi siamo orgogliosi di poterlo già considerare un membro collaboratore della nostra Tribù, ma ciò che maggiormente ci entusiasma è la prospettiva che ISCHIA potrebbe avere, dopo tante canzoni e canzonette, finalmente, la sua SINFONIA!
Ecco cosa ci ha scritto Roberto Prandin intitolando la lettera
SYMPHONY FOR ISCHIA
Avete presente un globetrotter? Ecco, quello sono io.
Da 40 anni a questa parte o forse da sempre.
Una vita a correre di qua e la con la musica nel cuore, una specie di febbre che ti spinge a creare a cercare cose nuove, e nel contempo soluzioni lavorative che permettano di arrivare a fine mese con dignità ma anche con due soldi in tasca, il che non guasta mai. Anzi.
E così, nato da famiglia decisamente povera, emigrata in Svizzera nel 45, alcuni mesi dopo la fine della seconda Guerra mondiale, quelli della valigia di cartone tanto per intenderci, perfettamente rievocati da Nino Manfredi in Pane e cioccolata, nel film di Franco Brusati, mi sono sin da bambino dato una mossa per non essere completamente sulle spalle dei miei che lavoravano per farsi una casa in Italia.
Ciò che fecero per poi svenderla all’atto in cui si separarono.
Un destino comune a molti figli di gente che a qui tempi cercarono fortuna lontano dal suolo italico.
Chi andava in Belgio, chi Francia, chi in Svizzera, oppure in America o in Australia.
Vita dura condizionata nel negativo da un’ignoranza abissale, intesa nel senso del “non sapere”, ma molto spesso rivalutata con la voglia di fare e di crescere anche se alle spalle ben pochi avevano degli anni di studio.
Mi padre, Attilio -Venesian de la Serenissima-, pressoché analfabeta, faceva il muratore e lo scalpellino e quando scriveva qualche cosa sbagliava tutte le doppie e non riusciva a cogliere la differenza tra il li e gli.
Non parliamo poi dei congiuntivi.
E forse li sbaglio anch’io.
D’altronde buon sangue non mente.
Scherzi a parte, cosi, ho fatto un po’ di tutto: il lavandaio, il garcon del fiorista, l’aiuto commesso, il boccia del muratore, anzi del manovale, questo verso i 15 anni.
Lavori, ovviamente effettuati nel tempo libero e quando la scuola me l’avesse permesso, che mi stavano distruggendo le mani. Ci si chiederà, quale fosse il motivo e se mio padre e mia madre non avessero a sufficienza denaro per garantirmi un livello di vita più o meno normale.
Avevo un progetto.
Amavo la musica alla follia.
Onestamente più delle ragazze anche se non mi sono certo mai tirato indietro.
Ma come non di rado avveniva, ai quei tempi ci si sentiva rispondere: se studi musica poi finisci sotto un ponte.
Ovviamente in veneto stretto.
E quindi: niet.
Non lo dico a caso…. Ma io no, insistevo: testa dura.
Pertanto, a 10 anni mi ero messo in mente di suonare la chitarra classica.
Con la complicità di mia madre che non ne comprendeva totalmente il senso, ma che mi amava alla follia, riuscimmo a trovarne una, forse di quarta mano.
Le madri sono sempre più dolci e accondiscendenti rispetto ai padri.
Ricordo che nella cassa aveva un crepa.
Pazienza.
In fondo le note uscivano ugualmente.
La rivendetti qualche anno dopo per comperare un primo flauto, scalcagnato pure quello.
I compositori.
Ne rimasi affascinato sin dal mio primo ascolto discografico: Le Stagioni di Vivaldi e subito dopo la Sinfonia del Nuovo mondo di Dvorak.
Con Beethoven ebbi qualche problema, dovetti attendere fino ai 18.
Stravinsky a 19.
Con Puccini fu amore a prima vista, visceralmente vissuto sin dalle prime note di Tosca che vidi al Donizetti di Bergamo verso i 16 e portato lì dalle mie zie e da mia nonna Ines, patite del Belcanto. Anzi ammalate di Del Monaco e della Tebaldi. Artisti immensi.
Nel 1963 dal teutonico lago di Costanza ci trasferimmo a Lugano.
Per mio padre rappresentava un passo verso il ritorno in Italia.
Ma non fu esattamente cosi poiché, ci rimanemmo per più di 40 anni.
Nel frattempo i miei genitori lasciarono questo mondo. Forse li ritroverò più oltre. Ci terrei.
Oggi vivo a Perugia ma a Lugano di tanto in tanto ci ritorno, principalmente per salutare i numerosi amici che continuo ad avere alla pari di tanti altri conosciuti qua per le strade del mondo.
Torno per un attimo alla mia adolescenza.
Dai 15 ai venticinque studiai flauto e composizione.
Molto seriamente.
Specie composizione che per me rappresenta la massima soddisfazione fisico-sonora in assoluto. Quando avevo 12 anni mi emozionavo fortemente nel sentire un accordo eseguito sul pianoforte. Una specie attrazione fatale.
Mi diplomai a 23 in flauto ma non in composizione: suonavo male il pianoforte poiché non trovavo il tempo per studiarlo come si sarebbe dovuto, anche perché, tra il 1979 ed il 91, avevo trovato da vivere facendo il cronista per il Giornale del Popolo di Lugano.
Mi impegnava 12 ore al giorno: non era mai finita. Ma è il destino del giornalista.
O cosi, oppure il mestiere non ti entra.
Per conseguire il diploma di composizione ci vuole l’ottavo di pianoforte. Impossibile.
Ciò mi ha creato un senso di colpa che porterò con me sino al giorno del giudizi, se ci sarà.
Però studiai anche Marketing Management & Communication a Milano, conseguendo un Master. Ciò mi ha aperto la strada all’insegnamento universitario.
Nel frattempo avevo vinto alcuni concorsi: presso la Malta University of Malta dove insegnai per 5 anni Cultural Management, poi All’Uni per Stranieri di Perugia, nei Master della Regione Toscana, al Conservatorio di Cesena e all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Questo tra il 1997 e il 2009.
Nel frattempo il Governo Berlusconi fece la riforma universitaria. Rimasi a piedi.
Non gli porto rancore: è una questione di fair play e un po’ di credenza nel destino.
Io che ero a contratto, sempre reiterato senza problemi mi trovai immerso in un dramma.
Ritornai in Svizzera e feci il prof invitato all’Università professionale.
Due anni fa mi prepensionai e mi ritirai a Perugia, dove scrivo a getto continuo.
Ovviamente musica.
Torno per un attimo alla mia adolescenza. Intrapresi lo studio della composizione a 15 anni. E prosegui fino ai 25: armonia e contrappunto, Palestrina, Monteverdi, Orlando di Lasso, Gesualdo da Venosa, Mozart, Beethoven, e via di seguito, alla stregua di un certosino, impegnandomi fino 10 ore al giorno.
Ritengo che l’armonia per un compositore sia l’essenziale, anche se si è scelto la contemporanea. Per ciò che mi riguarda, ho definito uno stile che attinge in parte al newjazz trasformandone le movenze e le sequenze sonore attraverso un ibrido che transita dal Bel canto all’esperienza contemporanea.
Ma di quest’ultima non sono un patito anche se riconosco nei vari Berio, Stockhausen, Fukushima e altri ancora, una vera e propria genialità.
Io mi esprimo in modo diverso.
Negli ultimi 7 anni ho scritto un centinaio di pezzi. Recentemente ho terminato due dei 4 Concertus Peruginensis per Archi, l’Opera 31 e pochi giorni fa il Duetto d’amore per due clarinetti Op. 33 Nr1 per i miei amici Guido Arbonelli e Natalia Benedetti.
E Ischia cosa centra con tutto ciò? Domanda più che pertinente.
Quando, circa in mese fa, il mio amico Guido mi ha illustrato il progetto che sta attuando con l’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA presieduta da Bruno Mancini, oltre a rimanerne affascinato ed entusiasta, ho ricordato che a 20 anni feci, in compagnia di un amico di Imola, pure lui figlio di emigranti, un viaggio nel Meridione.
Ci fermammo alcuni giorni a Napoli.
Ricordo perfettamente il Golfo, qualche cosa che a definire meravigliosa è ancora riduttivo.
Penso, una delle meraviglie del mondo: da mozzare il fiato.
Ci spiegarono la conformazione geografica e culturale di tutto quanto “vive” nel golfo.
Ebbene tra me e me, ricordo, come se fosse oggi, mi dissi, additando quell’isola: mi piacerebbe andare, ad Ischia.
A Napoli ci tornai di sfuggita 20 anni or sono: ero di passaggio.
Ischia non ebbi l’occasione di visitarla. Ma ho intenzione di recuperare. Spero presto, anche per il fatto che gli anni trascorrono inesorabilmente.
Questa nuova sfida artistica e culturale rappresentata dal new Made in Ischia di Mancini e del suo gruppo internazionale, unita all’azzurro del cielo ischitano che si specchia nel mare argenteo, mi danno la speranza ed il desiderio di scrivere un pezzo: For Ischia.
Sì, un pezzo proprio per Ischia e per DILA.
Forse per piccola orchestra. Ci sto pensando. Non so cosa ne potrebbe uscire, poiché quando mi metto a scrivere, fino a un secondo prima di mettere giù la prima nota, non so le dita cosa improvviseranno.
La composizione è un mistero.
Ecco in due righe e in estrema sintesi uno spaccato della mia vita.
Come si può vedere, è stato un vagabondare a destra e a manca, sicuramente con un senso, ma anche con il sentimento di chi cerca e a volte trova, a volte no, e allora cambia strada e guarda altrove, da un’altra parte.
Sono rimasto fedele al mondo popolare. In fondo sono impregnato dello spirito che contraddistingue la gente comune.
Non giro con la valigia di cartone, ma dentro di me è come se l’avessi.
Ciao Ischia, verrò. Presto.”
Roberto Prandin

P.S. L’ultima informazione ricevuta ieri dice che la Sinfonia è già pronta all’80% e sarà completata entro un paio di mesi!

Il Dispari 2016-10-10

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Il Dispari 2016-10-03

Il Dispari 2016-10-03

COSÌ O COME

-Un racconto–

Parte prima
Capitolo terzo

C’era una volta ed ora non c’è più, è una espressione di dolore dissimulato, la maniera atavica di considerare una perdita, qualsiasi essa sia stata, al pari di un accadimento ineluttabile, una forza del destino, una scelta divina, a secondo delle diverse dottrine alle quali ci si voglia rapportare.
C’era una volta ed ora non c’è più, è comunque una frase meno sferzante e dolorosa di: c’erano una volta ed ora non ci sono più.
Meno sotto tutti gli aspetti: quantità, certezze, valori.
Non sempre è possibile accertare, per singoli eventi, quanti siano stati coloro che “C’erano!”.
Nel tentativo d’identificare chi o cosa valga l’affetto che gli dedichiamo, e ne sia degno fino al punto da meritare l’inserimento nel nostro personale elenco speciale dei “C’erano!”, dobbiamo ricostruire molte difficili certezze.
Non sono certo che esista, per ogni situazione, uno specifico sistema adatto a farmi assegnare valore alle univoche diversità, nel caso in cui esse rappresentino i tanti o tante che “C’erano!”
“Così o come”: così trama e dubbio (sempre lui), o come da rivolo a torrente, il mio segreto addio saluta le PINETE D’ISCHIA.
C’erano.
Grazie ai miei amici ed ai miei nemici, se mai ne ho avuti degli uni e/o degli altri, le PINETE D’ISCHIA non ci sono più.

Bruno Mancini
Per Aurora volume terzo
Copertina morbida, 166 pagine,
ISBN: 9781409282013
€ 11,29 (IVA esclusa)
http://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-terzo/paperback/product-470688.html

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Michele D’Anca: Da “Centovetrine” a Jim Morrison

Ischia è conosciuta per la bellezza del territorio, per la sua arte e cultura e in particolare per il Film Festival, dove tanti artisti nazionali e internazionali si incontrano.
Per lui Ischia è un’isola straordinaria, dove riscoprire se stessi.
Michele D’Anca è uno degli attori più amati della soap “Centovetrine”, l’affascinante Sebastian Castelli.
Figlio di siciliani, bolognese di nascita e romano d’adozione, approda nel mondo del teatro e si diploma all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, dove apprende dai grandi maestri l’arte della recitazione.
L’incontro con Luca Ronconi è stato determinante.
Da allora il suo percorso artistico e professionale è segnato da numerose partecipazioni in film, fiction e rappresentazioni teatrali di successo.
Dal suo ingresso nella soap di canale 5, continua ad essere apprezzato per quel talento che lo ha portato alla popolarità.
Ma dalla sua parte ha anche una grande sensibilità che gli appartiene.
Abbiamo il piacere di incontrarlo per una breve intervista rilasciata in esclusiva per la pagina culturale del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio.

Quanto è stata importante la preparazione all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”?
L’Accademia mi ha dato modo di entrare nel mondo della recitazione dalla porta principale e più ambita. In questa scuola di stato si è formata la stragrande maggioranza dei teatranti italiani più noti e di talento.
È stata fondamentale perché mi ha fornito una preparazione totale, sia pratica che teorica e, soprattutto, mi ha dato modo di avere come maestri grandi artisti del palcoscenico come Luca Ronconi, Marisa Fabbri, Marise Flach, Angelo Corti, e tanti altri da cui ho ereditato gli insegnamenti del periodo d’oro della scuola teatrale italiana.
Quello che va all’incirca dagli anni 60 agli anni 80.
Ad esempio, avere la possibilità di recitare, a soli vent’anni, ne Il Sogno di Strindberg con la regia di Ronconi è stata per me un’esperienza formativa di altissimo livello artistico.

Lei è noto al pubblico per il ruolo di Sebastian Castelli in “Centovetrine”, qual è il punto di forza di questo personaggio e perché è così amato?
Penso che il punto di forza di Sebastian sia stato il suo essere un uomo senza scrupoli ma affascinante.
Un uomo che lotta nel bene e nel male per ciò in cui crede, e soprattutto per i suoi affetti più cari.
Un uomo che sa amare e odiare con la stessa intensità.
Un altro punto di forza è stato la mia preparazione.
Il duro lavoro.
La cura maniacale di ogni minimo dettaglio del mio ruolo.
La serietà con la quale ho affrontato lo studio e la messa in scena di questo bellissimo personaggio.
C’è stata una magica compenetrazione fra il mio lavoro e quello degli autori, che si sono divertiti a sfruttare al massimo quasi tutte le mie potenzialità recitative, facendo agire il mio personaggio nelle trame più disparate e intense, affiancandolo agli attori più preparati e amati della soap.
Inoltre, lavorare su Sebastian, mi ha coinvolto molto dal punto di vista emotivo e ne è uscito fuori un ruolo molto intenso e carismatico che ha saputo imporsi fra i tanti personaggi della soap fino a diventare un pilastro di Centovetrine.

Progetti?
In questo momento sto lavorando a una serie di progetti ideati ediretti da me, ai quali ho dato il nome di The Lizard King Project e che riguardano l’opera artistica del cantante e poeta Jim Morrison, di cui sono un profondo conoscitore e amante.
Riguarderanno reading, performance in voce e in musica, spettacoli teatrali e forme di collaborazione che avranno lo scopo di divulgare gli aspetti più umani e i testi scritti dal cantante dei Doors, dei quali indagherò le dinamiche sciamaniche, rituali, teatrali e poetiche.

Michela Zanarella
Socia Fondatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

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il-dispari-20161003-tutto-ridim
Cod 18: Tina Bruno
A Mia madre
IL tuo sorriso levigato dalla bellezza,
Su un viso illuminato da un raggio di sole,
Oggi si è spento.
La tua anima come una libellula
È volata via
Spostandosi lentamente nell’aria
Fino a raggiungere il cielo stellato
Nel cui grembo è stata ammantata.
Mi manca quello sguardo
Al quale chiedevo la fine
Del mio pianto,
Sussurravo le mie angosce,
Parlavo del mio dolore,
Delle mie gioie
E trovavo la soluzione
Alle mie pene d’amore.
Mamma, aspetterò
Che la notte affondi,
E con un volo sulle ali del destino
Ti raggiungerò:
Per ammirare quel viso,
Illuminato dal sole,
Scolpito nel mio cuore.

Cod 28: Luca Cipolla
Luna nuova
Manto che rivesti la pianura,
ricamo d’infinite notti a sognare,
una laguna, spirto di ninfe,
quale arcano mistero disseti..
Non hai parole, solo versi,
strumento di vita,
grano di sabbia fine
che urla al vento la sua presenza.
Sposa dell’incanto, candida,
ora al cielo
ti lasci nuda,
sola a pensare.
La tua purezza
monda il mio sentire
e m’eclisso,
un’alba senz’accenti
che cerca il suo cammino.

Cod 08: Liga Lapinska
Se io fossi la strada
Come avrei voluto con i miei ultimi occhi,
adesso vedo da ogni direzione
-hai l’aureola azzurra, certo,
con le rughe come le ha tutta la terra.
Hai l’aureola sopra la testa piegata
nel crepuscolo che s’alza, di nuovo ignoto,
prima che s’accendono lampioni
sul mio boulevard tra muri già scuri.
Vedo, senza i miei, ancora i tuoi occhi.
La mia mano, trasparente nella sera
s’alza sul tuo collo. Un attimo
-e vibra la tua chakra timida!
Di mattina vado via, mentre i prati
diventano gialli di pollini e di api.
Amavo lo splendore dell’acqua
tra le canne pesanti nel vento…
Se io fossi la strada, io ritornerei
da te, dagli alberi,
nel boulevard tra muri già scuri.
Ma io sono solo il cuore. Io ero.
Se io fossi la strada, io ritornerei
dopo un giro tra soli nuovi,
riavendo gli occhi più chiari.

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Ultimi giorni, fino al 6 Ottobre, per ammirare la mistica mostra di icone allestita da DILA nel Museo del Mare c/o il Palazzo dell’Orologio di Ischia ponte.

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Il Dispari 2016-09-26

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Editoriale

Feltrinelli. Oh! stupore.

Per la serie Esopo news

Nella mia immaginazione di scrittore dilettante, giungere a pubblicare un volume in una qualsiasi delle collane della Feltrinelli è sempre stato paragonato all’ottenimento di una gratificazione più importante finanche dei più apprezzati Premi riconosciuti in ambito nazionale.
Ciò, in quanto il rigore propositivo insito nel DNA della casa editrice è sempre stato valutato, non certamente solo da me, come un marmo bianco impossibile da scalfire utilizzando qualsiasi stratagemma che non sia la valenza stessa dell’opera proposta.
A dire il vero non sono state molte le case editrici alle quale, in tanti anni di scrittura, ho inviato mie opere letterarie allo scopo di ottenerne la pubblicazione, né le ricordo tutte, però posso affermare tranquillamente che contattare la Feltrinelli, se mai l’ho fatto, l’ho sempre ritenuto un atto di enorme presunzione.
Bene, in questi giorni, invogliato dalla intrigante introduzione scritta da Silvia Borri, non solo ho voluto iniziare a leggere il TRAUMNOVELLE di Arthur Schnitzler, da lei tradotto con il titolo “Doppio Gioco” per la collana “I Classici Universale Economica Feltrinelli”, ma, e nonostante il quasi immediato senso d’inutilità per l’azione che stavo compiendo proseguendo nella lettura, mi sono imposto di giungere alla fine violentando fortemente l’istinto di gettare a mare il volume ben prima della conclusione.
Difatti, ed è forse questa la ragione vera per la quale ho proseguito nella lettura, il mio contatto con il libro è iniziato ed è terminato in due giorni trascorsi quasi interamente su una spiaggia semisconosciuta dell’isola d’Ischia.
Ciò detto, so bene di avere espresso un giudizio negativo per il racconto, ma questo non implica un giudizio negativo per la casa editrice in quanto, pensavo mentre proseguivo nella lettura, può darsi che sia io a non coglierne le beltà vuoi di un’inventiva strabiliante e vuoi di un lessico all’avanguardia del suo tempo.
Infatti, non sono un conoscitore della letteratura austriaca e non ho idea di quale fossero le strutture letterarie in vigore, prevalenti ed apprezzate, di classicismo o di avanguardia, presenti in Austria intorno al 1924.
Silvia Borri ha iniziato l’introduzione scrivendo che questa novella “è una delle più affascinanti della sua produzione letteraria”, le ho dato credito… fino al rigo successivo a quando ho letto, ormai a poche pagine dalla fine (pagina 104), “… comprò nel negozio successivo tutto ciò che fosse commestibile;… ”.
Immaginandomelo carico di borse e di pacchi, diretto al covo della prostituta per la quale lui (dottore di buona reputazione che durante tutta la novella aveva sprecato una quantità considerevole di denaro in mance e ricompense) aveva espresso il cuor suo il desiderio di ricompensarla per alcuni atteggiamenti di particolare sensibilità con i quali l’aveva intrattenuto la notte precedente, ho avuto la sorpresa di leggere il proseguimento della frase “… e mentre camminava lungo i muri delle case con il piccolo pacchetto, si sentì addirittura felice…”.
Piccolo pacchetto? Aveva svaligiato un negozio di generi alimentavi e si trovava con un piccolo pacchetto? Felice di portare un piccolo pacchetto di generi alimentari ad una prostituta?
La critica letteraria potrà assolvere l’Autore e/o la traduttrice in base alle loro reali responsabilità.
L’opinione pubblica potrà assolvere la Casa Editrice Feltrinelli per un insufficiente controllo sulla bontà del testo.
Ma io non potrò mai assolvermi dal reverente rispetto verso la Feltrinelli che mi ha inibito in ogni tentativo di approccio.
Se pubblica “Doppio sogno”, non c’è ragione che non possa prendere in considerazione i miei scritti.
Bruno Mancini

feltrinelli

Il Dispari 2016-09-26

CS |Fondata la Nazionale Cantanti Lirici – no profit
Realizzato il sogno del soprano leggero Paola Occhi.
Paola Occhi, Ambasciatrice della cultura e portatrice di pace, è riuscita a realizzare un grande progetto, mai avvenuto nella storia del Canto lirico italiano.

Grazie alla sua carriera di soprano leggero, portando il suo talento a livello internazionale, è riuscita a far avvicinare adulti e bambini al bel canto.
Il soprano avendo sempre avuto molta grinta e spirito d’iniziativa nell’organizzare eventi a scopo benefico, ha deciso di puntare in alto e, prendendo spunto da un’idea lanciata per gioco, ha costituito la Nazionale Cantanti Lirici per dar vita a un qualcosa mai vista prima nella storia della Lirica italiana.
I più grandi nomi nel mondo della Lirica, si sono uniti nel formare con tempestività la Nazionale Cantanti Lirici.
Accettando di far parte di questo immenso progetto, cantanti lirici d’indiscutibile professionalità, sono stati pronti ad iscriversi per collaborare, a livello sia artistico sia sportivo amatoriale, sfatando così il mito di Artisti superbi per ribaltarlo in quello più reale di professionisti umili.
Il Presidente e fondatore Paola Occhi sarà lieta di presentare UFFICIALMENTE la Nazionale Cantanti Lirici, il 9 ottobre 2016 alle ore 10:30 nel Teatro Mauro Pagano di Canneto sull’Oglio -MN.
In tale occasione Paola Occhi ringrazierà il Sindaco Raffaella Zecchina che ha già avuto modo di dichiarare di sentirsi onorata dalla scelta effettuata eleggendo il loro Teatro a sede per un’iniziativa così importante, nonché l’Assessore Attilio Facconi insieme a tutta la Giunta Municipale per aver creduto nell’importanza di tale avvenimento.
Tutto ciò grazie al nuovo incarico, ricevuto dal Presidente dell’Associazione Culturale “Da Ischia L’Arte–DILA”, Bruno Mancini, che consiste nell’avvenuto conferimento della qualifica di: AMBASCIATRICE DI PACE, titolo che si aggiunge alle precedenti attribuzioni di Ambasciatrice Cultura e Arte, responsabile delle regioni Emilia Romagna e Basilicata, Direttrice delle Scuole di Canto Lirico “Lina Cavalieri” di S. Possidonio (MO) e Ischia (NA).
La neo Presidente della Nazionale Cantanti Lirici, Paola Occhi, annuncerà anche di aver voluto estendere il suo incarico alla Nazionale Cantanti Lirici designando quindi Ambasciatori di Pace tutti gli iscritti e i componenti delle loro famiglie.

Anna Di Trani
Addetto stampa Nazionale Cantanti Lirici
Info: nazionalecantantilirici@gmail.com

Paola Occhi (a destra) con il Sindaco Raffaella Zecchina di Canneto sull'Oglio

il-dispari-20160929-tutto-ridim
Dalla Redazione | Premio MAGNA GRECIA città di Latina

Il Premio MAGNA GRECIA città di Latina, curato dalla prof.ssa Milena Petrarca, presidente dell’Associazione Internazionale Magna Grecia Latina – New York, oltre ad avere un’importanza internazionale per l’attribuzione di riconoscimenti speciali a grandi personalità del mondo dell’arte, della moda, dello spettacolo, del teatro, del giornalismo e del sociale è caratterizzato dal coinvolgimento di diverse scuole elementari e medie superiori del territorio pontino, le quali, durante il corso dell’anno scolastico, con saggi, spettacoli e concorsi si siano distinte nel campo storico, pittorico, poetico, musicale e teatrale.
Fra i personaggi illustri presenti al Premio 2016 vanno ricordati: Valentina Cannavacciuolo, cantautrice di diciotto anni che ha cantato a San Remo “Unlimited” premiata da Johon Martinotti, produttore di Madonna e di Micheal Jackson (Premio Canto); Maria Rizzi, figlia del fondatore dell’associazione Iplac che racchiude diverse associazioni culturali italiane, Adriana Vidali Veronese ed Assunta Gneo (Premi Letteratura); Tony De Nonno, filmaker di Brooklyn (Premio Cinema); Elisa Saltarelli, giornalista di Parvopolis (Premio Giornalismo); Rosaria Zizzo che ha presentato le sue poesie NIAF negli USA (Premio Poesia); Giuseppe Poli campione italiano tra i Master sugli 800 metri (Premio Sport).
Nell’albo d’oro del Premio Internazionale Magna Grecia è presente in posizioni vincenti anche la poetessa Angela Maria Tiberi attuale finalista della quinta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”, nonché opinionista della pagina culturale del quotidiano “Il Dispari”.

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DILA Il Dispari EXPO

Il Dispari 2016-09-24

il-dispari-20160924-comp
Ambulatorio 62

L’inchiostro che parla di cancro

Il viaggio delle emozioni, iniziato il 27-8 a Ravenna durante la “Festa dell’unità sportivo culturale” presso Pala Andrè in via Trieste, proseguito poi, con l’incontro di lettura “AGGIUNGI UN LIBRO A TAVOLA”, il 15-9 a Busto Arsizio presso il Ristorante Veg Gusto Arsizio, il 23-9 a Giugliano a P.zza Matteotti, il 24-9 a Napoli nella libreria Dante & Descartes in P.zza Gesù, giunge ad Ischia domenica prossima nella Sede dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ubicata nel Museo Etnografico del Mare (Palazzo dell’orologio via Luigi Mazzella, 7).
Il volume sarà presentato dall’Autore Ivan Caldarese, con la collaborazione della casa Editrice Marotta e Cafiero, e del Presidente dell’Associazione Vincenzo Monfregola.
Soci Fondatori DILA e il Presidente del Museo Rino Lauro porgeranno il saluto dell’isola a questa iniziativa che, è giusto ricordarlo prevede che parte del ricavato delle vendite vada in beneficenza all’Associazione CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli di Scampia, della quale è Presidente Vincenzo Monfregola che ha confermata la sua presenza all’evento..

Nota biografica: Ivan Caldarese è nato nel 1977, lavora, ama cucinare e dormire, legge Hemingway, Hesse ed è maledettamente curioso di imparare. Adora vivere e gli animali, un difetto? Gli piace pensare e sognare.

Ha preso parte e partecipa a svariati concorsi ottenendo ottimi risultati, nel 2014 si classifica al 5° Posto alla I^ Edizione del Premio di Poesia “Progetto Alfa”, nello stesso anno arriva Finalista alla I^ Edizione del Premio di Poesia “Una poesia per l’Africa” e al Premio di Poesia Internazionale “Alda Merini” con Targa di Merito nell’edizione del 2015, ha inoltre preso parte a rassegne poetiche di rilievo sociale come “Autori e Amici di Marzia Carocci” patrocinata dal Comune di Firenze con il ricavato a favore della Lega del filo d’oro.
Ha trovato il vero amore, guarda il mondo e pensa a come renderlo migliore per la sua bambina, chissà prima o poi scriverà un romanzo.

Presentazione del libro con ingresso gratuito al museo.
INFO: emmegiischia@gmail.com – 39395937717 (ore 14-24)

locandina Ivan locandina 1

100 Icone +?

L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” & il Museo Etnografico del Mare della Città di Ischia vi invitano a visitare la mostra di Icone.
Soci Fondatori DILA e il Presidente del Museo Rino Lauro porgeranno il saluto delle loro Associazioni a questa iniziativa.

100 ICONE + ?
VERNISSAGE
Sabato 24/09/2016
ORE 17:30
MUSEO ETNOGRAFICO DEL MARE
ISCHIA PONTE
PALAZZO DELL’OROLOGIO

Ingresso gratuito… comprese le bollicine.

Per la prima volta ad Ischia saranno visibile alcune delle icone appartenenti ad una della maggiori collezioni italiane.
Durante tutta la durata dell’esposizione sarà presente in loco un esperto incaricato dallo staff del collezionista per illustrare le principali caratteristiche delle opere esposte.
Le opere esposte potranno essere acquistate, senza alcuna intermediazione, tramite rapporto diretto con i proprietari.
La collezione delle Icone sarà esposta fino al 6 Ottobre 2016
INFO – CONTATTI – APPUNTAMENTI:
emmegiischia@gmail.com
Cell. 3935937717 (tutti i giorni dalle 14 alle 24 con l’avvertenza che non rispondiamo a numeri segnalati come anonimi)
Bruno Mancini
Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

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DILA Il Dispari EXPO

Il Dispari 2016-09-19

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DILA unico evento made in Ischia all’EXPO in Città di Milano

Sono 464 gli eventi programmati a Milano, dal 15 Settembre 2016 fino al prossimo 30 Novembre, nel calendario dell’EXPO in Città.

Nel titolo di nessuno di essi compare un riferimento all’isola d’Ischia e crediamo (ma potremmo sbagliare) che nessuno dei suddetti eventi sia proposto da una qualche entità culturale e/o sociale e/o artistica che abbia matrici ischitane.

In nessuno, tranne, ovviamente, nel nostro evento “Da Ischia L’Arte” che avremo il piacere e l’onore di presentare dall’aula magna della SIAM (Società d’Incoraggiamento Arti e Mestieri – Via Santa Marta, 18 – Milano) per gentile concessione del comitato organizzatore.

Infatti, domenica 20 Novembre dalle ore 10:00 alle ore 12:30 porteremo a Milano il MADE in Ischia con un programma che si svilupperà su quasi tutti i settori dell’Arte tramite momenti di cultura consistenti in: letture di opere poetiche e di prosa; realizzazioni di opere grafiche in estemporanea, esecuzioni di brani musicali appositamente realizzati per i nostri eventi.

Saranno presentate le cinque antologie contenenti le poesie finaliste delle cinque edizioni del premio internazionale di poesia “Otto milioni”, inclusa l’antologia poetica “Otto milioni 2016” d’imminente pubblicazione, comprendente, tra l’altro, poesie finaliste dell’attuale quinta edizione del premio.

Sarà data lettura di alcune poesie finaliste.

In anteprima assoluta, saranno comunicati i nomi dei vincitori di quest’anno del suddetto premio.

Saranno distribuite gratuitamente molte centinaia di copie, sia della suddetta antologia “Otto milioni 2016” e sia dei quattro volumi antologici pubblicati per le quattro precedenti edizioni del Premio “Otto Milioni”.

Insieme al sottoscritto, fino ad ora hanno confermata la loro partecipazione: Antonio Mencarini – Direttore del Settore Eventi dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“che leggerà alcune poesie; Maria Luisa Neri, Direttrice del settore musica classica per l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte -DILA“, nonché Presidente dell’Associazione “Arte del suonare“ che illustrerà le linee guida ed il programma dei concerti che DILA & Partner effettueranno nel Museo Etnografico del mare della Città di Ischia presieduto da Rino Lauro; il Direttore della testata giornalistica “Il Dispari” Gaetano Di Meglio; il soprano Paola Occhi Presidente della Scuola di Canto Lirico di San Possidonio e il violinista Giulio Menichelli che proporranno alcuni brano del loro repertorio; il musicista Guido Arbonelli che proporrà, tra l’altro, la sua canzone “Girotondo d’emozioni” vincitrice del premio musicale promosso da DILA per la realizzazione di un Inno dedicato al premio Otto milioni e all’isola d’Ischia; la musicista Natalia Benedetti in duo con Guido Arbonelli; il poeta Massimo Natalucci; Alberto Ghirardini Socio Fondatore DILA; la giornalista Silvana Lazzarino; la scrittrice Antonella Ronzulli Direttrice Editoriale della casa editrice LITHOS commerciale; la Vicepresidente della casa editrice LITHO commerciale Ludovica Zoli; Annamaria Vezio scrittrice, poetessa, pittrice, musicista e docente; la rivelazione canora della Scuola di Canto Lirico “Lina Cavaliere” ossia la piccola Veronica Coppola che eseguirà un brano del suo repertorio; Anna di Trani, addetto stampa della scuola di canto lirico “Lina Cavalieri”di San Possidonio; lo scrittore Ivan Caldarese; e poi ci saranno Autori finalisti del premio “Otto milioni” e ci saranno Soci dell’Associazione culturale DILA.

E, sia chiarissimo, TUTTO senza un euro di finanziamento pubblico (ma sono sicuro che, come per il passato, non ci sarà neppure una telefonata “d’incoraggiamento” da parte delle Autorità delegate allo sviluppo della nostra isola)!

Bruno Mancini

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Alberto Ghirardini

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Annamaria Vezio

Antonella Ronzulli

Antonella Ronzulli

Antonio Mencarini Ischia 2014

Antonio Mencarini

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SIAM

Silvana

Silvana Lazzarino

Gaetano

Gaetano Di Meglio

Giulio Menichelli 5a Ceccano

Giulio Menichelli

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Guido Arbonelli

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Ivan Caldarese

Ludovica Zoli

Ludovica Zoli

Maria Luisa Neri - Giulio Menichelli

Maria Luisa Neri

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Veronica Coppola e Paola Occhi

Paola Occhi foto Anna Di Trani (196) comp

Anna Di Trani

Paola Occhi luglio 2016 comp

Paola Occhi

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DILA Il Dispari EXPO

 Il Dispari 2016-08-15

Partecipazione antologie LENOIS

Il Dispari: una pagina per DILA

Il Dispari 2015 – 05 – 25

Il Dispari 2015 – 06 – 01

Il Dispari 2015 – 06 – 08

Il Dispari 2015 – 06 – 15

Il Dispari 2015–06–22

Il Dispari 2015–06–29

Il Dispari 2015-07-06

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Il Dispari 2015-07-20

Il Dispari 2015-07-27 Sam – Zanarella

Il Dispari 2015-08-03

Il Dispari 2015-08-10

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DILA

Il Dispari 2016-09-26

Il Dispari 2016-09-26

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Editoriale

Feltrinelli. Oh! stupore.

Per la serie Esopo news

Nella mia immaginazione di scrittore dilettante, giungere a pubblicare un volume in una qualsiasi delle collane della Feltrinelli è sempre stato paragonato all’ottenimento di una gratificazione più importante finanche dei più apprezzati Premi riconosciuti in ambito nazionale.
Ciò, in quanto il rigore propositivo insito nel DNA della casa editrice è sempre stato valutato, non certamente solo da me, come un marmo bianco impossibile da scalfire utilizzando qualsiasi stratagemma che non sia la valenza stessa dell’opera proposta.
A dire il vero non sono state molte le case editrici alle quale, in tanti anni di scrittura, ho inviato mie opere letterarie allo scopo di ottenerne la pubblicazione, né le ricordo tutte, però posso affermare tranquillamente che contattare la Feltrinelli, se mai l’ho fatto, l’ho sempre ritenuto un atto di enorme presunzione.
Bene, in questi giorni, invogliato dalla intrigante introduzione scritta da Silvia Borri, non solo ho voluto iniziare a leggere il TRAUMNOVELLE di Arthur Schnitzler, da lei tradotto con il titolo “Doppio Gioco” per la collana “I Classici Universale Economica Feltrinelli”, ma, e nonostante il quasi immediato senso d’inutilità per l’azione che stavo compiendo proseguendo nella lettura, mi sono imposto di giungere alla fine violentando fortemente l’istinto di gettare a mare il volume ben prima della conclusione.
Difatti, ed è forse questa la ragione vera per la quale ho proseguito nella lettura, il mio contatto con il libro è iniziato ed è terminato in due giorni trascorsi quasi interamente su una spiaggia semisconosciuta dell’isola d’Ischia.
Ciò detto, so bene di avere espresso un giudizio negativo per il racconto, ma questo non implica un giudizio negativo per la casa editrice in quanto, pensavo mentre proseguivo nella lettura, può darsi che sia io a non coglierne le beltà vuoi di un’inventiva strabiliante e vuoi di un lessico all’avanguardia del suo tempo.
Infatti, non sono un conoscitore della letteratura austriaca e non ho idea di quale fossero le strutture letterarie in vigore, prevalenti ed apprezzate, di classicismo o di avanguardia, presenti in Austria intorno al 1924.
Silvia Borri ha iniziato l’introduzione scrivendo che questa novella “è una delle più affascinanti della sua produzione letteraria”, le ho dato credito… fino al rigo successivo a quando ho letto, ormai a poche pagine dalla fine (pagina 104), “… comprò nel negozio successivo tutto ciò che fosse commestibile;… ”.
Immaginandomelo carico di borse e di pacchi, diretto al covo della prostituta per la quale lui (dottore di buona reputazione che durante tutta la novella aveva sprecato una quantità considerevole di denaro in mance e ricompense) aveva espresso il cuor suo il desiderio di ricompensarla per alcuni atteggiamenti di particolare sensibilità con i quali l’aveva intrattenuto la notte precedente, ho avuto la sorpresa di leggere il proseguimento della frase “… e mentre camminava lungo i muri delle case con il piccolo pacchetto, si sentì addirittura felice…”.
Piccolo pacchetto? Aveva svaligiato un negozio di generi alimentavi e si trovava con un piccolo pacchetto? Felice di portare un piccolo pacchetto di generi alimentari ad una prostituta?
La critica letteraria potrà assolvere l’Autore e/o la traduttrice in base alle loro reali responsabilità.
L’opinione pubblica potrà assolvere la Casa Editrice Feltrinelli per un insufficiente controllo sulla bontà del testo.
Ma io non potrò mai assolvermi dal reverente rispetto verso la Feltrinelli che mi ha inibito in ogni tentativo di approccio.
Se pubblica “Doppio sogno”, non c’è ragione che non possa prendere in considerazione i miei scritti.
Bruno Mancini

feltrinelli

Il Dispari 2016-09-26

CS |Fondata la Nazionale Cantanti Lirici – no profit
Realizzato il sogno del soprano leggero Paola Occhi.
Paola Occhi, Ambasciatrice della cultura e portatrice di pace, è riuscita a realizzare un grande progetto, mai avvenuto nella storia del Canto lirico italiano.

Grazie alla sua carriera di soprano leggero, portando il suo talento a livello internazionale, è riuscita a far avvicinare adulti e bambini al bel canto.
Il soprano avendo sempre avuto molta grinta e spirito d’iniziativa nell’organizzare eventi a scopo benefico, ha deciso di puntare in alto e, prendendo spunto da un’idea lanciata per gioco, ha costituito la Nazionale Cantanti Lirici per dar vita a un qualcosa mai vista prima nella storia della Lirica italiana.
I più grandi nomi nel mondo della Lirica, si sono uniti nel formare con tempestività la Nazionale Cantanti Lirici.
Accettando di far parte di questo immenso progetto, cantanti lirici d’indiscutibile professionalità, sono stati pronti ad iscriversi per collaborare, a livello sia artistico sia sportivo amatoriale, sfatando così il mito di Artisti superbi per ribaltarlo in quello più reale di professionisti umili.
Il Presidente e fondatore Paola Occhi sarà lieta di presentare UFFICIALMENTE la Nazionale Cantanti Lirici, il 9 ottobre 2016 alle ore 10:30 nel Teatro Mauro Pagano di Canneto sull’Oglio -MN.
In tale occasione Paola Occhi ringrazierà il Sindaco Raffaella Zecchina che ha già avuto modo di dichiarare di sentirsi onorata dalla scelta effettuata eleggendo il loro Teatro a sede per un’iniziativa così importante, nonché l’Assessore Attilio Facconi insieme a tutta la Giunta Municipale per aver creduto nell’importanza di tale avvenimento.
Tutto ciò grazie al nuovo incarico, ricevuto dal Presidente dell’Associazione Culturale “Da Ischia L’Arte–DILA”, Bruno Mancini, che consiste nell’avvenuto conferimento della qualifica di: AMBASCIATRICE DI PACE, titolo che si aggiunge alle precedenti attribuzioni di Ambasciatrice Cultura e Arte, responsabile delle regioni Emilia Romagna e Basilicata, Direttrice delle Scuole di Canto Lirico “Lina Cavalieri” di S. Possidonio (MO) e Ischia (NA).
La neo Presidente della Nazionale Cantanti Lirici, Paola Occhi, annuncerà anche di aver voluto estendere il suo incarico alla Nazionale Cantanti Lirici designando quindi Ambasciatori di Pace tutti gli iscritti e i componenti delle loro famiglie.
 
Anna Di Trani
Addetto stampa Nazionale Cantanti Lirici
Info: nazionalecantantilirici@gmail.com

Paola Occhi (a destra) con il Sindaco Raffaella Zecchina di Canneto sull'Oglio

il-dispari-20160929-tutto-ridim
Dalla Redazione | Premio MAGNA GRECIA città di Latina

Il Premio MAGNA GRECIA città di Latina, curato dalla prof.ssa Milena Petrarca, presidente dell’Associazione Internazionale Magna Grecia Latina – New York, oltre ad avere un’importanza internazionale per l’attribuzione di riconoscimenti speciali a grandi personalità del mondo dell’arte, della moda, dello spettacolo, del teatro, del giornalismo e del sociale è caratterizzato dal coinvolgimento di diverse scuole elementari e medie superiori del territorio pontino, le quali, durante il corso dell’anno scolastico, con saggi, spettacoli e concorsi si siano distinte nel campo storico, pittorico, poetico, musicale e teatrale.
Fra i personaggi illustri presenti al Premio 2016 vanno ricordati: Valentina Cannavacciuolo, cantautrice di diciotto anni che ha cantato a San Remo “Unlimited” premiata da Johon Martinotti, produttore di Madonna e di Micheal Jackson (Premio Canto); Maria Rizzi, figlia del fondatore dell’associazione Iplac che racchiude diverse associazioni culturali italiane, Adriana Vidali Veronese ed Assunta Gneo (Premi Letteratura); Tony De Nonno, filmaker di Brooklyn (Premio Cinema); Elisa Saltarelli, giornalista di Parvopolis (Premio Giornalismo); Rosaria Zizzo che ha presentato le sue poesie NIAF negli USA (Premio Poesia); Giuseppe Poli campione italiano tra i Master sugli 800 metri (Premio Sport).
Nell’albo d’oro del Premio Internazionale Magna Grecia è presente in posizioni vincenti anche la poetessa Angela Maria Tiberi attuale finalista della quinta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”, nonché opinionista della pagina culturale del quotidiano “Il Dispari”.

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DILA Il Dispari EXPO

 Il Dispari 2016-09-24

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Ambulatorio 62

L’inchiostro che parla di cancro

Il viaggio delle emozioni, iniziato il 27-8 a Ravenna durante la “Festa dell’unità sportivo culturale” presso Pala Andrè in via Trieste, proseguito poi, con l’incontro di lettura “AGGIUNGI UN LIBRO A TAVOLA”, il 15-9 a Busto Arsizio presso il Ristorante Veg Gusto Arsizio, il 23-9 a Giugliano a P.zza Matteotti, il 24-9 a Napoli nella libreria Dante & Descartes in P.zza Gesù, giunge ad Ischia domenica prossima nella Sede dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ubicata nel Museo Etnografico del Mare (Palazzo dell’orologio via Luigi Mazzella, 7).
Il volume sarà presentato dall’Autore Ivan Caldarese, con la collaborazione della casa Editrice Marotta e Cafiero, e del Presidente dell’Associazione Vincenzo Monfregola.
Soci Fondatori DILA e il Presidente del Museo Rino Lauro porgeranno il saluto dell’isola a questa iniziativa che, è giusto ricordarlo prevede che parte del ricavato delle vendite vada in beneficenza all’Associazione CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli di Scampia, della quale è Presidente Vincenzo Monfregola che ha confermata la sua presenza all’evento..

Nota biografica: Ivan Caldarese è nato nel 1977, lavora, ama cucinare e dormire, legge Hemingway, Hesse ed è maledettamente curioso di imparare. Adora vivere e gli animali, un difetto? Gli piace pensare e sognare.

Ha preso parte e partecipa a svariati concorsi ottenendo ottimi risultati, nel 2014 si classifica al 5° Posto alla I^ Edizione del Premio di Poesia “Progetto Alfa”, nello stesso anno arriva Finalista alla I^ Edizione del Premio di Poesia “Una poesia per l’Africa” e al Premio di Poesia Internazionale “Alda Merini” con Targa di Merito nell’edizione del 2015, ha inoltre preso parte a rassegne poetiche di rilievo sociale come “Autori e Amici di Marzia Carocci” patrocinata dal Comune di Firenze con il ricavato a favore della Lega del filo d’oro.
Ha trovato il vero amore, guarda il mondo e pensa a come renderlo migliore per la sua bambina, chissà prima o poi scriverà un romanzo.

Presentazione del libro con ingresso gratuito al museo.
INFO: emmegiischia@gmail.com – 39395937717 (ore 14-24)

locandina Ivan locandina 1

100 Icone +?

L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” & il Museo Etnografico del Mare della Città di Ischia vi invitano a visitare la mostra di Icone.
Soci Fondatori DILA e il Presidente del Museo Rino Lauro porgeranno il saluto delle loro Associazioni a questa iniziativa.

100 ICONE + ?
VERNISSAGE
Sabato 24/09/2016
ORE 17:30
MUSEO ETNOGRAFICO DEL MARE
ISCHIA PONTE
PALAZZO DELL’OROLOGIO

Ingresso gratuito… comprese le bollicine.

Per la prima volta ad Ischia saranno visibile alcune delle icone appartenenti ad una della maggiori collezioni italiane.
Durante tutta la durata dell’esposizione sarà presente in loco un esperto incaricato dallo staff del collezionista per illustrare le principali caratteristiche delle opere esposte.
Le opere esposte potranno essere acquistate, senza alcuna intermediazione, tramite rapporto diretto con i proprietari.
La collezione delle Icone sarà esposta fino al 6 Ottobre 2016
INFO – CONTATTI – APPUNTAMENTI:
emmegiischia@gmail.com
Cell. 3935937717 (tutti i giorni dalle 14 alle 24 con l’avvertenza che non rispondiamo a numeri segnalati come anonimi)
Bruno Mancini
Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

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DILA Il Dispari EXPO

 Il Dispari 2016-09-19

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DILA unico evento made in Ischia all’EXPO in Città di Milano

Sono 464 gli eventi programmati a Milano, dal 15 Settembre 2016 fino al prossimo 30 Novembre, nel calendario dell’EXPO in Città.

Nel titolo di nessuno di essi compare un riferimento all’isola d’Ischia e crediamo (ma potremmo sbagliare) che nessuno dei suddetti eventi sia proposto da una qualche entità culturale e/o sociale e/o artistica che abbia matrici ischitane.

In nessuno, tranne, ovviamente, nel nostro evento “Da Ischia L’Arte” che avremo il piacere e l’onore di presentare dall’aula magna della SIAM (Società d’Incoraggiamento Arti e Mestieri – Via Santa Marta, 18 – Milano) per gentile concessione del comitato organizzatore.

Infatti, domenica 20 Novembre dalle ore 10:00 alle ore 12:30 porteremo a Milano il MADE in Ischia con un programma che si svilupperà su quasi tutti i settori dell’Arte tramite momenti di cultura consistenti in: letture di opere poetiche e di prosa; realizzazioni di opere grafiche in estemporanea, esecuzioni di brani musicali appositamente realizzati per i nostri eventi.

Saranno presentate le cinque antologie contenenti le poesie finaliste delle cinque edizioni del premio internazionale di poesia “Otto milioni”, inclusa l’antologia poetica “Otto milioni 2016” d’imminente pubblicazione, comprendente, tra l’altro, poesie finaliste dell’attuale quinta edizione del premio.

Sarà data lettura di alcune poesie finaliste.

In anteprima assoluta, saranno comunicati i nomi dei vincitori di quest’anno del suddetto premio.

Saranno distribuite gratuitamente molte centinaia di copie, sia della suddetta antologia “Otto milioni 2016” e sia dei quattro volumi antologici pubblicati per le quattro precedenti edizioni del Premio “Otto Milioni”.

Insieme al sottoscritto, fino ad ora hanno confermata la loro partecipazione: Antonio Mencarini – Direttore del Settore Eventi dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“che leggerà alcune poesie; Maria Luisa Neri, Direttrice del settore musica classica per l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte -DILA“, nonché Presidente dell’Associazione “Arte del suonare“ che illustrerà le linee guida ed il programma dei concerti che DILA & Partner effettueranno nel Museo Etnografico del mare della Città di Ischia presieduto da Rino Lauro; il Direttore della testata giornalistica “Il Dispari” Gaetano Di Meglio; il soprano Paola Occhi Presidente della Scuola di Canto Lirico di San Possidonio e il violinista Giulio Menichelli che proporranno alcuni brano del loro repertorio; il musicista Guido Arbonelli che proporrà, tra l’altro, la sua canzone “Girotondo d’emozioni” vincitrice del premio musicale promosso da DILA per la realizzazione di un Inno dedicato al premio Otto milioni e all’isola d’Ischia; la musicista Natalia Benedetti in duo con Guido Arbonelli; il poeta Massimo Natalucci; Alberto Ghirardini Socio Fondatore DILA; la giornalista Silvana Lazzarino; la scrittrice Antonella Ronzulli Direttrice Editoriale della casa editrice LITHOS commerciale; la Vicepresidente della casa editrice LITHO commerciale Ludovica Zoli; Annamaria Vezio scrittrice, poetessa, pittrice, musicista e docente;  la rivelazione canora della Scuola di Canto Lirico “Lina Cavaliere” ossia la piccola Veronica Coppola che eseguirà un brano del suo repertorio; Anna di Trani, addetto stampa della scuola di canto lirico “Lina Cavalieri”di San Possidonio; lo scrittore Ivan Caldarese; e poi ci saranno Autori finalisti del premio “Otto milioni” e ci saranno Soci dell’Associazione culturale DILA.

E, sia chiarissimo, TUTTO senza un euro di finanziamento pubblico (ma sono sicuro che, come per il passato, non ci sarà neppure una telefonata “d’incoraggiamento” da parte delle Autorità delegate allo sviluppo della nostra isola)!

Bruno Mancini

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Alberto Ghirardini

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Annamaria Vezio

Antonella Ronzulli

Antonella Ronzulli

Antonio Mencarini Ischia 2014

Antonio Mencarini

Bookcity 2016 sede Società Incoraggiamento 1

SIAM

Silvana

Silvana Lazzarino

Gaetano

Gaetano Di Meglio

Giulio Menichelli 5a Ceccano

Giulio Menichelli

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Guido Arbonelli

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Ivan Caldarese

Ludovica Zoli

Ludovica Zoli

Maria Luisa Neri - Giulio Menichelli

Maria Luisa Neri

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Veronica Coppola e Paola Occhi

Paola Occhi foto Anna Di Trani (196) comp

Anna Di Trani

Paola Occhi luglio 2016 comp

Paola Occhi

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DILA Il Dispari EXPO

 Il Dispari 2016-09-12

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Editoriale
Dalla raccolta poetica “Io fui mortale” (Ed. LULU eBook 1.99€ ISBN: 978-1-326-78531-4)

Scrivo poesie.
Se un tizio mi dirà che le ha capite,
io sorridendo penserò “È folle”.

Bruno Mancini

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ASSOCIAZIONE “DILA” PERSONE CHE NE FANNO PARTE

Mi chiamo Tina Bruno, e vivo a Roma dall’età di tredici anni, qui ho trascorso i momenti più belli della mia giovinezza.
In quel periodo, parlo del 1962, Roma era l’esempio di un’Italia sempre più globalizzata e multiculturale in continuo e dirompente cambiamento, in ogni dimensione: politico-istituzionale, ideologico-culturale e socio-economico.
Qui poco più che una bambina ho preso parte ai cortei pacifisti, con gente venuta da ogni parte d’Itala: studenti, metalmeccanici, impiegati, insegnanti… sfociati nel 1968 nella “Rivoluzione Culturale”.
Insieme con altre donne ho partecipato alla lotta per i diritti delle donne, da sempre negati e ottenuti intorno agli anni ’70: divorzio, aborto.
In questa città mi sono formata culturalmente, ho formato la mia famiglia e ho svolto la mia professione presso gli asili nido del comune di Roma: educatore.
Una professione con la quale ho dedicato gran parte della mia vita ai bambini.
Ho iniziato a scrivere nel 2006, pubblicando le mie esperienze lavorative con i bambini e con il gruppo educativo del quale facevo parte.
Ho scritto favole, racconti, poesie, operette teatrali, libri di formazione per gli educatori e le insegnanti , ho partecipato a tanti concorsi letterari, vincendo molti premi e riconoscimenti e sono presente in oltre 200 antologie tra le quali alcune MADE in Ischia pubblicate nell’ambito dei progetti culturali proposti da Bruno Mancini con la Direzione Artistica di Roberta Panizza.
Nel 2015 sono stata nominata dal M.I.U.R. a tenere lezione di favolistica presso 5 scuole primarie e dell’Infanzia.
Grazie al concorso “OTTO MILIONI” ho conosciuto il suo ideatore Bruno Mancini scrittore, e fondatore dell’associazione culturale “DILA” con la quale collaboro alla stesura di qualche articolo giornalistico sui problemi sociali che affliggono l’ITALIA in questo periodo di grandi incertezze, articoli che vengono distribuiti in edicola ogni lunedì all’interno della pagina culturale del quotidiano “IL DISPARI”, distribuito in gratuito abbinamento con lo storico ”Mattino” di Napoli!
Bruno Mancini è una persona vulnerabile, ricca di creatività e progettistica, amante della natura, dell’arte e dell’ambiente.
Una persona alla quale facilmente ti affezioni e dalla quale ricevi l’aiuto che cerchi.
In questi giorni ho letto alcuni dei suoi libri, cito LA MIA ISOLA VOL. 1, SOTTOTILO “Racconti e Poesie alla ricerca di belle storie d’amore”, volume nel quale è contenuto il racconto “Il Paradiso non esiste.”
In questo racconto lo scrittore immagina di avere un rapporto con la penna, non solo come strumento di lavoro che gli permettere di mettere su carta il suo mondo interno, ma, anche, come amica e compagna dei suoi viaggi letterari .
Questa penna ogni volta che esaurisca l’inchiostro provoca nello scrittore sgomento, e quindi smarrimento, gli impedisce di scrivere.
Non solo, è capace anche, quando funziona, di tenerlo legato a sé in qualsiasi giorno dell’anno, quasi come una donna, una fidanzata, un’amante.
Questa penna che per prima conosce i suoi segreti, le sue emozioni, i sentimenti, è felice di trasferire sul foglio il suo mondo.
Quanto scritto testimonia la grande voglia di scrivere e comunicare dello scrittore Mancini, e le sue capacità di diffondere e condividere con gli altri attraverso i libri, gli editoriali, i comunicati stampa il suo amore per la scrittura.
L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” è la sua creatura, nata dopo tanto lavoro e impegno da parte dello scrittore che si è prodigato coinvolgendo altri artisti e scrittori – come la Professoressa Roberta Panizza, direttrice artistica e Vice Presidente DILA-; chiedendo il sostegno a grandi industriali come l’onorevole Salvatore Lauro Presidente dell’Istituto Agostino Lauro per la divulgazione delle opere; stringendo accordi con l’editore Gaetano Di Meglio Direttore del quotidiano “ IL DISPARI” per la divulgazione delle notizie.
Terminando, si può affermare che DILA è figlia dell’impegno, dell’arte, della cultura, dei problemi socio-ambientali, e io sono più che contenta di farne parte.

Tina Bruno

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PATRIZIA CANOLA RACCONTA NEI SUOI DIPINTI IL RESPIRO DI GAIA: LA MADRE TERRA

La natura nelle sue infinite espressioni tra serenità e malinconia, armonia e inquietudine, è protagonista dei dipinti di PATRIZIA CANOLA, artista di fama internazionale che dal 18 al 25 Settembre 2016 espone la sua personale presso i suggestivi spazi dello Store San Benedetto nel centro storico di Gualdo Tadino (PG).
La mostra NEL RESPIRO DI GAIA LA MADRE TERRA, promossa da Porta San Benedetto, in sintonia per la scelta dei soggetti e dei colori con le atmosfere di questa affascinante città ai piedi dell’Appennino dominata da verdi colline, s’inserisce nell’ambito di una delle più suggestive manifestazioni di Gualdo Tadino: il Palio di San Michele Arcangelo attraverso cui sono rievocate le tradizioni del passato tra feste, giochi, competizioni, senza dimenticare l’artigianato e percorsi d’arte.
Entrando negli spazi dello Store San Benedetto dove ogni dettaglio è stato curato con attenzione, si è catturati dalla poesia e dal lirismo dei dipinti di Patrizia Canola, avvolgenti e densi di luce, a cogliere luoghi infiniti della Natura per interrogarsi sul significato dell’esistenza proprio ad iniziare dal senso di appartenenza dell’uomo a questa Terra che ama svelarsi, ma anche nascondersi.
Patrizia Canola, nata a Milano, ma attiva in Brianza, con sensibilità e attenzione, attraverso i diversi volti della nostra Madre Terra, ora rasserenanti e solari, ora nostalgici e inquietanti, ha saputo dare voce alle emozioni della vita che riaffiorano anche dopo tempo, lasciandosi guidare con lo sguardo e il pensiero da quella linea di confine tra la terra e il cielo dove avvertire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico.
I suoi dipinti svelano ogni dettaglio della stessa natura: accanto al leggero vibrare delle canne accarezzate dal vento in Un momento di tranquillità è la gamma di colori autunnali delle foglie cadute in terra di Luci d’autunno presente qui con un trittico dove gli alberi quasi spogli si lasciano attraversare da una luce diffusa sullo sfondo.
E ancora il silenzioso vento freddo che investe l’avvolgente scenario di Atmosfera sul fiume Adda e Armonia d’inverno, e l’ampia e vigorosa apertura dei rami del Faggio del tè che rappresenta il rifugio e il mistero dove recuperare la capacità di guardare oltre e quella saggezza che purifica. Intense per i colori e la descrizione dei particolari le nature morte come le melagrane, l’uva bianca e poi i fiori di cui spiccano i lilla e la mimosa, che conducono il visitatore a proseguire lungo questo viaggio per recuperare attimi di serenità e riflettere sul mistero della vita.
Mistero che è racchiuso anche nell’albero di Riposo d’inverno solitario nel suo riposo che apre all’attesa.
Rifrazioni di luci, percezioni d’ombra, melodie nascoste nel fruscio delle foglie o nel vibrare delle canne, svelano i ritmi infiniti del respiro della natura con cui ritrovare emozioni che il tempo non cancella.
Alla fine del percorso espositivo dove si inseguono i colori delle stagioni, si ha la sensazione di essere avvolti per magia da un abbraccio caldo e misterioso: l’abbraccio di Gaia Madre Terra per sentire fino in fondo le emozioni che colorano la vita.
Una mostra che parla di gioia e libertà, bellezza e verità, in linea con le atmosfere della tradizione del palio, resa possibile grazie alla professionalità del Signor Nicola Bossi Gonfaloniere delle Porte e Priore Porta San Benedetto e di Catia Monacelli direttore del Polo Museale di Gualdo Tadino.
Patrizia Canola è stata selezionata con l’opera Va pensiero per Il Festival Verdioff che si inaugurerà a Parma il 23 settembre 2016.
Il prossimo 2 Ottobre un suo incaricato sarà ad Ischia per valutare, insieme a Bruno Mancini, la possibilità di realizzare una mostra, seppure necessariamente limitata per numero di opere, nel Museo Etnografico del Mare.

Silvana Lazzarino

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Bruno oggi parliamo di museo

Il Dispari 2016-09-05

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@ L’editoriale  Dal racconto “Così o come”

… ed ora mi guadagno da campare facendo il “Lettore di giornali in pubblico”.
Non esiste?
Forse non esisteva.
Esiste, esiste.
Mi sono inventato una libera professione con molta dignità e talento, seguendo un ragionamento diciamo “pragmatico”.
Perché, mi chiedevo, i giornali pagano la pubblicità per se stessi su altre forme di comunicazione ed anche su testate a volte acerrime concorrenti?
Risposta: per farsi leggere.
Perché, mi chiedevo, un quotidiano di tiratura nazionale viene distribuito gratis annesso ad un foglio di cronaca locale?
Per farsi leggere, rispondevo.
Per quale ragione, nel mio paese di origine, il notiziario di pettegolezzi comunali, unito ad uno storico giornale filo monarchico  e ad un quotidiano politico nazionale affiliato alle gerarchie di un potente costruttore finanziere editore presidente politicante, perché mi chiedevo, tutti e tre insieme vengono venduti al prezzo di un solo?
Si sa bene che non bada a spese il potente costruttore finanziere editore presidente politicante proprietario del quotidiano politico nazionale, e che neppure sono in cerca di soldi i referenti politici dello storico vessillo monarchico.
Il notiziario locale di pettegolezzi comunali, li regala entrambi ed acquisisce nuovi lettori.
O.K.
Perché?
Risposta: vogliono essere letti.
Ed io mi sono proposto nella specifica mansione di “Lettore di giornali in pubblico”.
Il loro ufficio gestione rapporti col pubblico mi fissa un itinerario, con rotazione mensile, per la cui precisa attuazione i dirigenti addetti alla struttura finanziaria mi pagano viaggi trasferte pernottamenti cene pranzi e colazioni, scarpe nuove ogni mese, venti consumazioni ogni giorno ai tavoli dei bar più prestigiosi, due concerti a settimana, ventuno pacchetti di sigarette marca… (omissis)… a settimana (poi vi spiego perché), un nuovo accendino ed un orologio ogni cambio di stagione, e, considerato il disagio dei continui trasferimenti, l’Azienda mi concede una femmina a piacere ogni quindici giorni, un mese di ferie l’anno, ed il barbiere quotidiano.
La mia giornata lavorativa di solito inizia alle otto di mattina e termina alle sedici.
Al mattino, nella portineria della locanda albergo pensione residence villaggio in cui ho trascorso la notte, trovo un mucchio di giornali: stessa marca stavo per dire, stessa testata è invece corretto.

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Il Dispari 2016-07-18

Il Dispari 2016-07-18

Il Dispari 20160718 comp

Editoriale
Sabato 16 Luglio, così come era stato ampiamente annunciato da questa testata e da numerosi altri organi d’informazione, è stata inaugurata la nuova sede dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ubicata nei locali del Museo Etnografico del Mare della Città di Ischia.
Organizzato da Maria Luisa Neri, presidente dell’Associazione “Arte del suonare”, valenti musicisti e cantanti hanno allietato la serata impegnandosi in un concerto che ha toccato svariati temi: dall’operetta alla musica da camera, dal melodramma alla canzone antica e popolare.
La soprano Paola Occhi, il violinista Giulio Menichelli, il pianista Roberto Villani e la piccola allieva della scuola di canto lirico “Lina Cavalieri” hanno intrattenuto amici e collaboratori di DILA e del Museo per alcune ore.
L’editore Salvatore Monetti, la pittrice Nunzia Zambardi, la poetessa pittrice Clementina Petroni, il poeta Luigi Esposito, lo scrittore Massimo Natalucci hanno parlato della loro arte ed hanno letto qualche loro poesia.
Anna di Trani, esperta manager della scuola “Lina Cavalieri”, è stata la gentile anfitrione.
La ciliegina sulla torta è stata messa dal Presidente del Museo, Rino Lauro, che ha ricordato alcuni momenti di vita ischitana degli anni passati, regalando ai presenti la lettura di alcune sue poesie/canzoni.
La prossima settimana, salvo imprevisti, prevediamo di pubblicare alcune foto dell’evento.
Intanto, giova ripetere che DILA è pronta ad accogliere con un caloroso “Benvenuto” tutti coloro, singoli artisti e/o associazioni culturali, ischitani e non, che intendano collaborare alla realizzazione di un ampio programma di eventi artistici (mostre di arti visive, presentazioni di libri, concerti, ecc.) da allestire nella sede testé inaugurata.
Grazie

Bruno Mancini

Museo DILA inaugurazione foto Bruno (25)

Paola Occhi e Rino Lauro

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A.T. ANGHELOPOULOS ESPONE PRESSO LA GALLERIA CLICHY A FIRENZE E NEI DIPINTI SI ISPIRA A MONTALE CHE SOGGIORNÒ AD ISCHIA

Con i suoi dipinti materici dove si intrecciano le alchemiche linee di un pensiero in costante divenire a cogliere le emozioni che avvolgono il corpo e la mente tra luci e ombre Anghelopoulos, artista tra i più interessanti nel panorama contemporaneo internazionale, proietta chi guarda a percorrere il viaggio interiore dell’uomo tra tormenti e speranze, isolamenti e aperture verso il nuovo e l’ignoto da cui proteggersi.
Segni fitti e armoniosi, squarci densi di chiarori e ancora identità riscoperte oltre quella maschera che imprigiona e poi libera, aprono ad un nuovo sguardo sul mondo dove si delinea quel confine tra materia e spirito al d là del quale si cela la verità sulla stessa esistenza.
Ed è all’esistenza e all’uomo che guarda la sua arte interpretando, attraverso rappresentazioni concettuali e segni, emozioni legate a dubbi, paure, ma anche aspirazioni e desideri dello stesso individuo in difficoltà nel creare ponti relazionali.
L‘uomo diventa protagonista afflitto e fragile nella sua incertezza innanzi a questa vita, ma alla fine desideroso di volgere il proprio sguardo oltre il visibile per lasciarsi aperta una possibilità: un percorso nuovo, fatto di speranza.
I suoi dipinti di grandi dimensioni, intensi per l’energia materica e per l’uso di un colore che alterna tonalità energiche ad altre quasi eteree sono protagonisti della mostra A.T. ANGHELOPOULOS a Firenze presso la Galerie Clichy fino al 24 luglio 2016.
L’esposizione rappresenta la seconda tappa del programma della rassegna “Artisti in Libreria” iniziato lo scorso 5 Maggio con la personale di un altro importante artista contemporaneo Andrea Pinchi con cui lo stesso Anghelopoulos ha esposto nelle sale del Complesso del Vittoriano di Roma nel novembre 2015.
La rassegna “Artisti in Libreria” prevede l’accostamento dell’arte alla letteratura, attraverso una serie di mostre in cui artisti di fama internazionale sono invitati ad esporre opere a partire da un testo letterario dalle cui letture e scritti hanno tratto ispirazione.
In questa raffinata e suggestiva mostra le opere di Anghelopoulos, una quindicina tra cui tre installazioni site-specific, sono affiancate dalle poesie e dai testi che hanno ispirato l’artista tra cui: Neruda, Foscolo, Erasmo da Rotterdam, Chateaubriand e Montale.
Fu Montale a soggiornare ad Ischia verso gli inizi degli anni Cinquanta presso il comune di Forio e a quest’isola, la più affascinante del Mediterraneo, ha fatto riferimento in una poesia della raccolta “Xenia”.
Tra le opere esposte la serie Vite Interiori è l’inedita rivisitazione dei più famosi ritratti di profilo del ‘400 raffigurati però dall’altro lato del volto, quello finora sconosciuto.
Un modo per catturare la vita interiore dei personaggi ed entrare nelle atmosfere del tempo, espresse attraverso i simboli di ingranaggi meccanici innestati sulle figure.
Ritratti quali: l’Anonimo Giovane di Cosmè Tura, I Duchi di Urbino e il Malatesta di Piero della Francesca, e Bianca Sforza identificata nell’opera “La Bella Principessa” recentemente attribuita a Leonardo da Vinci, prendono nuova vita mostrando l’altro lato del loro profilo, quello misterioso e finalmente rivelato.
Per la prima volta sono esposte le opere del ciclo I Planisferi le cui superfici non hanno confini essendo questi relegati solo a determinate costruzioni mentali.
Superfici senza confini spesso in bilico in questa epoca dove si tende a creare punti di separazione e distanze che investono diversi contesti.
Aperture verso ampi spazi a ricordare soglie, varchi, portali che si aprono all’improvviso innanzi agli occhi del visitatore sono descritte nel ciclo Passages-Untitled in cui dominano ampie campiture di colore.
Riguardo l’intensità espressiva e lo stile originale con cui Anghelopoulos entra nella realtà e la supera per parlare dell’uomo all’uomo, Claudio Strinati ha scritto: “Anghelopoulos ha la consapevolezza e la qualità di un artista notevole. (…) La sua percezione ricorda talvolta Klee, talvolta Rothko”.
Silvana Lazzarino

Silvana Lazzarino Anghel (2)

 

Il Dispari 20160718 tutto ridim

Cod 11: Anna Gura
Ricordando l’estate soleggiata
Già dalla mattinata la pioggia
bussa nella pozzanghera,
proprio come una finestrina che guarda
al cielo dall’assalto umido.
Silenziosamente piange l’autunno,
perché gli uccelli vagabondi
sono già volati via.
Sotto i piedi qualcosa sussurra.
Forse sono le foglie che ricordano
l’estate soleggiata, l’estate splendida,
quando gli uccelli tra le foglie succose
hanno costruito i nidi sicuri
e poi cantavano insieme all’alba timida.
L’autunno. La pioggia. Significa solo
che dopo l’inverno ritornerà la primavera,
quando nei giardini, nelle foreste, nei prati
tra le foglie, quelle nuove più verdi,
di nuovo sentiremo il canto magico dell’usignolo.

Cod 21: Paola Occhi
Pensiero alla nonna
Cara nonna, oggi hai dovuto staccare quel cordone che ci legava in modo unico… per volare dal mio adorato nonno.
Mi hai lasciata in un turbine di rabbia ed un lacerante dolore che non sopporto.
Ho il cuore a pezzi e una parte di me è volata con te.
Mi hai insegnato tante cose e so che questa notte sei passata a salutarmi: ho visto la tua sagoma dietro la tenda, ma purtroppo non ho capito… odio, giuro, chi esce dalla camera ardente dicendo “La sua vita l’ha fatta” “Era anziana” ecc., perché lei stava bene accanto a me.
Mi rammarica non aver preso venerdì più baci dalle tue labbra ed altre carezze che tu, lentamente, mi stavi regalando.
Non ti dimenticherò mai e se piango è perché sono egoista?
No, è perché ti ho amato davvero e non mi vergogno di mostrare le mie lacrime, o la rabbia per averti persa… ti chiedo solo che, quando sarà il mio turno, mi verrai a prendere con il nonno e staremo assieme come ai vecchi tempi ad ascoltare le tue favole.
Ogni concerto che farò sarà un omaggio per voi nonni che mi avete amato come una figlia e tramite voi sarò libera di esprimere al Signore il dolore per la vostra perdita e la gioia di aver vissuto con voi.
Il tuo amore era davvero unico immenso ed ho un ricordo di te che nessuno mai mi toglierà e solo tu ed io sappiamo. Un segreto che non ho mai detto e non dirò mai a nessuno. Era una cosa nostra ed ora è chiusa solo dentro di me.
Ti amo.

Cod 1: Angela Maria Tiberi
Katia Massaro
Meravigliosa donna ischitana,
doni amore alle nuove generazioni che
hanno gli occhi chiusi,
ancora da crescere nella giovinezza grigia e senza calore,
se l’umanità rifiuta l’AMORE verso il mare e la natura
e l’insegnamento degli antichi popoli estinti per l’avidità umana.
Briciole sono rimaste della loro civiltà e cultura,
ma non il loro amore verso MADRE NATURA.
Il mondo hai percorso.
Hai attraversato mari e cielo blu per imparare da popoli lontani
il linguaggio dei famosi tursiopi dell’antico Egitto.
Per verificare l’efficienza della delfino terapia in acque libere,
sei arrivata in Israele fino alla lontana Australia.
Immensa gioia doni ai grandi e ai piccoli quando ti immergi
come una sirena nel mare raggiungendo i profondi abissi.
Sei dentro di noi come l’immagine dell’aurora dopo una notte buia
e una ninna nanna ci accarezza l’anima.

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Bruno Il dispari

Il Dispari 2016-07-11

Il Dispari 20160711 comp
Tre voci intervistano un MITO: DON BACKY

Bruno Mancini. Il buongiorno al MITO Don Backy desidero renderlo pubblico con una lunga serie di ringraziamenti, primo tra tutti quello speciale per avere voluto dare il suo assenso ed entrare come Socio fondatore nell’Associazione culturale che Roberta Panizza ed io, alla fine del 2014, iniziammo a costituire e che ora, con il nome DILA (Da Ischia L’Arte), ha già conquistato l’interesse di una notevole fascia di amanti dell’Arte e della Cultura. Cosa ha spinto il MITO ad accettare l’invito da parte dei due sconosciuti?
Don Backy:Prima di tutto l’affetto che porto a Ischia, ricordando i miei lontani trascorsi datati 1966, quando con i miei Fuggiaschi ci esibimmo per un’intera settimana al Castello d’Aragona, gestito allora da Sandro Petti. In quella settimana avemmo modo di affezionarci ed amare l’isola. Il secondo motivo è che sono sempre interessato alle novità stimolanti.

Bruno Mancini. Il secondo ringraziamento deriva dall’aver voluto includere i ricordi piacevoli dei giorni che hai trascorso ad Ischia nella trilogia “Memorie di un juke box” (edito da Ciliegia Bianca sas  www.donbacky.it ).
Vuoi parlarci di questi tre volumi di ricordi e raccontare ai nostri lettori la disavventura che ti capitò a Ischia?
Don Backy:I volumi sono ben 5 e vanno dall’avvento del rock and roll a oggi (1955/2012). Raccontano in maniera romanzata, una storia vera e meravigliosa, corredata da una documentazione composta da fotografie, articoli, minute di canzoni, documenti storici, etc. che ne fanno una vera e propria enciclopedia, certamente unica nel suo genere, indispensabile anche per chi vi cerca il senso dell’evoluzione della nostra musica leggera nel corso di più di mezzo secolo.
La disavventura vissuta sull’isola, invece, riguarda un lieve incidente d’auto. Per salvare un amico che guidava senza patente il nostro furgoncino e aveva colpito un turista tedesco con lo specchietto retrovisore del mezzo, fratturandogli una costola, fui costretto a dichiararmi autista, guadagnandomi così una denuncia dal sig. Otto Strunz. Tutto si risolse in un processo ischitano (dove tornai in Dicembre), in cui venni condannato a 3 mesi (con condizionale). Oggi è solo un bel ricordo anche quello.

Bruno Mancini. Certo non sai che l’incidente avvenne a pochi metri dal “Bar Italia” che gestivo in quegli anni proprio sul Corso!  Il terzo ringraziamento, e poi mi fermo su questo tema, nasce dall’enorme emozione che ho provato nell’ascoltare le tue letture di nostre poesie. Poiché anche Roberta Panizza mi ha confermato le stesse sensazioni, vuoi dirci in quale modo ti rapporti  alla poesia e quali emotività ti hanno procurato i nostri versi?
Don Backy:Ma pensa… e tu non ricordi (o non c’eri al momento) che noi c’eravamo fermati poco prima proprio al Bar Italia a prendere i crostoni che ci facevano da cena, per poi correre a cambiarci e andare al Castello per la serata. Il mio rapporto con la poesia è piuttosto debole, ma quando qualcosa mi solletica le corde emozionali, allora è evidente che anche il mio essere si adegua e quindi anche la voce. Ma, sinceramente, non pensavo di procurare un’emozione così sentita. Sono felice.

Bruno Mancini. Appena ho accennato alla possibilità di costruire questa intervista con domande provenienti da persone diverse c’è stato entusiasmo in redazione. Avrei voluto accontentare tutti, ma per ragioni di spazio, ecco cosa desiderano sapere da te il Direttore di questa testata Gaetano Di Meglio e la Direttrice Artistica di DILA Roberta Panizza
Don Backy:Bene, sono felice di suscitare ancora un così fresco interesse.”

Gaetano Di Meglio. Spesso le tv locali basano i loro palinsesti su film datati anni 60 e così ultimamente mi è capitato di guardare qualche scena del “Monaco di Monza” dove Lei e Celentano vi esibite in una canzone vestiti da monaci. A me che sono un “patuto” di Totò piacerebbe ascoltare qualche aneddoto delle vostre frequentazioni artistiche, e se ce sono, anche personali e/o prettamente umane.
Don Backy:è un ricordo che mi accompagnerà per la vita, anche se, sinceramente, frequentammo Totò solo per lo spazio di quella scena. Ovviamente tutta quanta quella storia ha inizio la notte precedente alla RCA, dove noi del CLAN eravamo per incidere la colonna sonora di un film appena girato ad Amalfi. Scrissi quella canzone “La carità” in meno di 2 ore per accontentare Sergio Corbucci, che, incontrati Adriano e me al bar della RCA, ci pregò di andare a girare una scena in quel film il mattino seguente. Fu così che la scrissi e la registrammo seduta stante alle 2 di notte. Il tutto è narrato nel 1° volume della serie “MEMORIE DI UN JUKE BOX”. Io ero ancora sulla rampa di lancio e Totò mi fece gli auguri per la carriera. Evidentemente mi ha portato fortuna perché quella canzoncina ancora oggi è molto conosciuta grazie al film.”

Gaetano Di Meglio. Con la politica come la mettiamo?
Don Backy:Sono già molti asini a parlare, non voglio aggiungermi al serraglio. E comunque sono un anarcoide da sempre libero e senza tessere. La mia politica la faccio con le mie canzoni, tipo “Diluvio universale” o “Verità”. Mi diverto e intanto gliele canto e gliele suono”.

Roberta Panizza. Da appassionati di poesia, mondo letterario che si occupa di far emergere ciò che nell’interiorità preme e vuole esprimersi, diamo la dovuta importanza alle emozioni e quindi la domanda che sorge spontanea è: cosa prova Don Backy quando canta?
Don Backy:Ci ho scritto su una canzone intitolata proprio “L’artista” ed è lì che ho descritto tutte le emozioni che ancora oggi avverto dopo 55 anni.”

Roberta Panizza. In una canzone quale peso hanno, messi a confronto tra di loro, la musica, il testo, l’arrangiamento e l’interpretazione canora secondo Don Backy?
Don Backy:Dipende da chi sono gli autori. Per uno che si scrive parole e musica, la voce potrà anche essere non curata (come la mia), ma sicuramente non avrà alcun termine di paragone anche con la più tecnica del mondo. Avrà sempre la meglio, perché l’autore avrà sicuramente vissuto sulla sua pelle quello che canta. comunque, per me la musica è sempre un pelo più sotto del testo. è quello che, se ben descritto, dà il tocco emozionale e ti fa vedere una scena. Una bella musica da sola arriva a una certa altezza, ma non arriva all’acme. Il “nessun dorma”, ha una musica meravigliosa da sola, ma quando entra il tenore  con “all’alba vincerò….” beh, non ce n’è per nessuno e tutto prende vita. Quindi, una bella musica può essere danneggiata da un brutto testo, ma la si esalta quando il testo è grande concettualmente (vedi Mogol Battisti).”

Bruno Mancini. In chiusura, mi piace sorridere per essere uscito indenne dall’incontro con un toscano, eterno ribelle e icona musicale di un mezzo secolo abbondante, uno, dal nome di battesimo Aldo Caponi, che non si è fatto mai prestare parole o azioni, né crude né indigeste, per difendere i propri principi e le ragioni sia della coerenza intellettuale e sia dell’incoerenza artistica. Don Backy cantante musicista lo conoscono in tutto il mondo giovani e anziani come me, Aldo Caponi pittore, scrittore, attore, talent scout, editore ecc. è la faccia semisegreta del MITO. Ci saluti con una carrellata su queste tue attività?
Don Backy: “In tutta sincerità questo mio polimorfismo è dovuto esclusivamente alla curiosità. Sono un incostante cronico e appena ho raggiunto un obbiettivo in quella particolare sfida, devo assolutamente cercarne altre. Non faccio il “mestiere”, ma soddisfo curiosità personali. Solo le canzoni sono ciò che ho scelto di fare da sempre e rinnovano in me il desiderio di riprovare a raccontare nuove emozioni. Le altre, i disegni, il cinema, la scrittura, il teatro, etc. non sono che curiosità soddisfatte, sfide affrontate e vinte. Non mi sono mai arreso senza affrontarle, avendo sempre come motto un vecchio detto: “gli antichi non sapevano che quella cosa era impossibile da farsi, pertanto…. la fecero!”. Avrei avuto rimpianti se non fossi andato ad affrontare quelle sfide in prima persona. Una volta scopertone il segreto, non c’era altro da cercare, mi aspettavano le canzoni.”

Bruno Mancini. Grazie, Don: ti aspettiamo ad Ischia!
Don Backy: “MAGARI… QUANDO??”

Bruno Mancini. Ciao, Don.

Don Backy Totò e Macario comp

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DILA & PARTNER al MUSEO DEL MARE
Sabato 16 Luglio verrà inaugurata la nuova sede dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” negli ambienti del Museo Etnografico del Mare ubicato nello storico Palazzo dell’Orologio di Ischia Ponte.
Ciò, grazie all’accordo stipulato tra i presidenti del Museo, Rino Lauro, e di DILA, Bruno Mancini.
L’Associazione DILA si prefigge di organizzare nel Museo una corposa serie di eventi artistici e culturali che coprano tutto l’arco dell’anno realizzando il progetto annunciato da Bruno Mancini di volere operare affinché “Ischia possa diventare una località conosciuta e stimata in ambito internazionale ANCHE per le sue attività artistiche e culturali”.
A fare da cornice al taglio del nastro giungeranno dal Lazio la presidente dell’Associazione “Arte del Suonare”, Maria Luisa Neri, che illustrerà le linee guida ed il programma dei concerti che DILA & Partner effettueranno nel Museo, offrendone un’anticipazione mediante l’esibizione del celebre violinista Giulio Menichelli;  mentre dalla Romagna arriverà la ben nota soprano Paola Occhi accompagnata dai suoi musicisti tra i quali va citato il pianista, organista, fisarmonicista Roberto Villani.
Un numero sempre crescente di Associazioni, tra le quali la già citata “Arte del Suonare” di Maria Luisa Neri, “AICS IL Dragone” presieduta da Pasquale Di Costanzo, CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli Scampia” presieduta da Vincenzo Monfregola, si sta coagulando intorno al progetto che potrà contare sulla Direzione Artistica della vicepresidente DILA, Roberta Panizza, e sulla costante nonché determinante presenza dei numerosi Soci Fondatori di DILA, tra i quali il Direttore di questo giornale, Gaetano Di Meglio, si trova sempre in prima linea. Katia Massaro, Vincenzo Savarese, Mario Mirenghi, Ylenia Pilato, Pasquale “Dragon” Di Costanzo saranno, come sempre, i prestigiosi anfitrioni in rappresentanza di tutta la tribù DILA & PARTNER.
Residenti e turisti sono invitati. Ingresso gratuito.
Info e-mail: emmegiischia@gmail.com
Cell. 3935937717 (tutti i giorni dalle 14 alle 24)

Museo & DILA inaugurazione

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LOGO DILA 4

 

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Editoriale
Mai come questa volta scrivo l’editoriale in piena euforia!
Sì, perché a volte nella vita capitano situazioni che ti stupiscono e ti lusingano nello stesso tempo.
In poche parole, alla fine di un incontro durato non più di un’ora, il Presidente del Museo Etnografico del Mare, Rino Lauro, ed io abbiamo siglato un accordo in virtù del quale l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” trova “casa” nel Museo e riceve l’autorizzazione ad organizzare in esso eventi culturali di vario genere.
Come dire che dopo oltre nove anni durante i quali abbiamo portato in giro per Ischia (e per molte altre località italiane) i nostri progetti culturali passando attraverso un lungo elenco di luoghi pubblici e privati, ora finalmente possiamo contare su una struttura di enorme prestigio e sulla collaborazione di un gruppo di concittadini realmente e personalmente impegnati nell’idea (speriamo sia utopica ancora solo per pochi anni) di promuovere un’identificazione turistica della nostra isola abbinata ANCHE all’Arte, ANCHE alla Cultura e ANCHE alla difesa ed allo sviluppo dei patrimoni sociali ed ambientali dei quali l’isola d’Ischia è uno scrigno spesso, e purtroppo, violato.
Il lavoro di programmazione, di organizzazione e di realizzazione eventi sarà tanto perché sono tantissimi i nostri progetti; nelle casse della nostra Associazione non ci sono risorse finanziarie (anche perché in oltre nove anni di attività NON abbiamo MAI percepito neppure un soldo da NESSUNA delle pubbliche amministrazioni locali o nazionali); ma il gruppo di Artisti e di Amici che Roberta Panizza ed io abbiamo selezionato in questi anni è un gruppo compatto, composto da persone “speciali”, un gruppo che non teme di posporre i propri interessi personali ogni volta che sia opportuno collaborare alla buona riuscita di un qualificato programma artistico.
Letteratura, musica, pittura, fotografia, scultura, ecc. , sono tutte arti che troveranno spazio nel palinsesto che DILA proporrà nel Museo Etnografico del Mare, e questo editoriale vuole essere anche un invito agli Artisti ischitani e alle realtà Associative dell’isola affinché bussino alla porta DILA nella convinzione di ricevere un indiscusso amichevole “benvenuto”.
Per quanto ho avuto modo di sapere nei pochi giorni che sono trascorsi dall’accordo ad oggi, sono già alcune centinaia i Soci DILA e gli Amici dei nostri progetti che stanno scaldando le gomme per correre qui, ad Ischia da noi, nel desiderio di esprimere la loro arte nella nuova “Casa della cultura – Museo del Mare”.
INFO: emmegiischia@gmail.com
Tel: 3935937717 tutti i giorni dalle 14 alle 24

Bruno Mancini

Museo del mare

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LO SPORT NELLA MENTE E NEL CUORE: IL GIORANALISMO DI VINCENZO SAVARESE

Raffinato e di classe, dalla personalità brillante con svariati interessi che spaziano dalla letteratura alla musica all’arte e allo sport, Vincenzo Savarese non è soltanto un giornalista sportivo a 360°, attento e partecipe a quanto accade a lui intorno tra fatti e storie ordinarie e straordinarie descritte con precisione e talora ironia, ma è anche persona carismatica per quella spontaneità e simpatia con cui sa avvincere il pubblico, rendendolo partecipe al suo dialogo.
Napoletano di origine, ma ben presto ischitano di adozione per essersi trasferitosi dopo la maturità nell’isola più bella del mediterraneo, Ischia, nel comune di Forio, Vincenzo Savarese oltre ad essere un cronista sportivo coinvolgente e preciso, è anche un poeta dell’anima capace di andare oltre il lato puro e documentaristico della notizia, a cogliere i battiti delle emozioni che corrono negli sguardi e nei gesti delle persone incontrate, intervistate specie nell’ambito dello sport agonistico.
È il giornalismo sportivo infatti ad averlo affascinato anche per la sua passione per il pallone e lo sport in generale. Passione che lo ha portato a giocare fin da giovane per la squadra locale da cui poi però è stato costretto a ritirarsi in seguito ad un incidente di percorso, Vincenzo Savarese si è dedicato con passione alla telecronaca per le emittenti locali raccontando le imprese di tanti futuri campioni che tra la fine degli anni ’80 inizio ‘90 militavano nella serie C per quel che riguarda il calcio.
Da Teleradiostella del Golfo dove è stato fino al 1987 a tutte le TV ischitane, si è occupato di diverse tematiche quali cronaca, politica e sport con quell’entusiasmo che non lo ha mai abbandonato, dando vita a dei veri e propri ritratti nel raccontare le imprese di promesse, e di campioni del calcio quali Maldini, Del Piero, Maradona; ma anche del ciclismo, spesso intervistati a fine competizione o poco prima di entrare negli spogliatoi.
Accanto alla telecronaca di cui va ricordata anche la sua collaborazione con la televisione “Canale 21” emittente più importante della Campania, non sono mancate le collaborazioni intense e di grande spessore contenutistico con la carta stampata: in particolare vanno citati il quotidiano “Il Golfo” di Ischia, Procida e Napoli, il settimanale “Ischia Oggi” di cui è stato redattore sportivo dal 1992 e successivamente direttore: e ancora il periodico “l’Osservazione” di Acerra di cui è stato direttore responsabile e “Il Corriere di Napoli” e il “Mattino”.
Per sedici anni ha condotto con grande successo il programma A bordo Campo dedicato alla telecronaca sportiva tra campionato di calcio, giro d’Italia e altri appuntamenti legati allo sport.
Con generosità, entusiasmo e carisma ha regalato e continua a regalare le emozioni della vita attraverso le competizioni sportive dove si avverte tensione, collaborazione e quella passione che tempra e fortifica anche la mente.
E questi aspetti Savarese li ha saputi cogliere nelle parole e nei gesti di quanti nelle sue interviste hanno rilasciato opinioni, pensieri in seguito ad una vittoria o ad una sconfitta.
Significativa a riguardo quella a lui rilasciata nella tappa ischitana dal corridore Vincenzo Nibali vincitore del Giro d’ Italia e del Tour de France 2014.
Una grande lezione di vita nello sguardo e nelle parole del ciclista siciliano che ha dimostrato come la tenacia, la passione e il sacrificio siano le armi migliori per competere e arrivare in alto.
A dare un tono diverso e innovativo al programma del venerdì di “A Bordo Campo” è stata la decisione di inserire a fine puntata, dieci minuti dedicati alla cultura locale in cui venivano presentati dei libri, creando così una sorta di accostamento tra sporte cultura.
Ed è durante uno di questi “sipari culturali” che Savarese ha incontrato e conosciuto Bruno Mancini, presidente dell’Associazione culturale Da Ischia L’Arte-DILA e scrittore e poeta di successo di cui ricordiamo il suo ultimo libro “Erotismo, si’!” pubblicato da pochi mesi. Dall’incontro con Bruno Mancini è nata un’amicizia e una collaborazione che ha portatoVincenzo Savarese a diventare membro del CdA di DILA.
Savarese è stato anche addetto stampa di “Meeting estate” evento cui partecipavano anche i vip a chiusura del quale veniva consegnato il Premio Aragonese ai protagonisti del mondo dello spettacolo, della musica e dello sport.
L’uomo e giornalista Vincenzo Savarese ha saputo con le sue dirette tv regalare al pubblico momenti straordinari legati allo sport privilegiando l’aspetto umano e cogliendo le emozioni dei campioni da lui intervistati, eroi del momento, in sfida anche con se stessi.
Silvana Lazzarino

LO SPORT NELLA MENTE E NEL CUORE: IL GIORANALISMO DI VINCENZO SAVARESE

Raffinato e di classe, dalla personalità brillante con svariati interessi che spaziano dalla letteratura alla musica all’arte e allo sport, Vincenzo Savarese non è soltanto un giornalista sportivo a 360°, attento e partecipe a quanto accade a lui intorno tra fatti e storie ordinarie e straordinarie descritte con precisione e talora ironia, ma è anche persona carismatica per quella spontaneità e simpatia con cui sa avvincere il pubblico, rendendolo partecipe al suo dialogo.
Napoletano di origine, ma ben presto ischitano di adozione per essersi trasferitosi dopo la maturità nell’isola più bella del mediterraneo, Ischia, nel comune di Forio, Vincenzo Savarese oltre ad essere un cronista sportivo coinvolgente e preciso, è anche un poeta dell’anima capace di andare oltre il lato puro e documentaristico della notizia, a cogliere i battiti delle emozioni che corrono negli sguardi e nei gesti delle persone incontrate, intervistate specie nell’ambito dello sport agonistico.
È il giornalismo sportivo infatti ad averlo affascinato anche per la sua passione per il pallone e lo sport in generale. Passione che lo ha portato a giocare fin da giovane per la squadra locale da cui poi però è stato costretto a ritirarsi in seguito ad un incidente di percorso, Vincenzo Savarese si è dedicato con passione alla telecronaca per le emittenti locali raccontando le imprese di tanti futuri campioni che tra la fine degli anni ’80 inizio ‘90 militavano nella serie C per quel che riguarda il calcio.
Da Teleradiostella del Golfo dove è stato fino al 1987 a tutte le TV ischitane, si è occupato di diverse tematiche quali cronaca, politica e sport con quell’entusiasmo che non lo ha mai abbandonato, dando vita a dei veri e propri ritratti nel raccontare le imprese di promesse, e di campioni del calcio quali Maldini, Del Piero, Maradona; ma anche del ciclismo, spesso intervistati a fine competizione o poco prima di entrare negli spogliatoi.
Accanto alla telecronaca di cui va ricordata anche la sua collaborazione con la televisione “Canale 21” emittente più importante della Campania, non sono mancate le collaborazioni intense e di grande spessore contenutistico con la carta stampata: in particolare vanno citati il quotidiano “Il Golfo” di Ischia, Procida e Napoli, il settimanale “Ischia Oggi” di cui è stato redattore sportivo dal 1992 e successivamente direttore: e ancora il periodico “l’Osservazione” di Acerra di cui è stato direttore responsabile e “Il Corriere di Napoli” e il “Mattino”.
Per sedici anni ha condotto con grande successo il programma A bordo Campo dedicato alla telecronaca sportiva tra campionato di calcio, giro d’Italia e altri appuntamenti legati allo sport.
Con generosità, entusiasmo e carisma ha regalato e continua a regalare le emozioni della vita attraverso le competizioni sportive dove si avverte tensione, collaborazione e quella passione che tempra e fortifica anche la mente.
E questi aspetti Savarese li ha saputi cogliere nelle parole e nei gesti di quanti nelle sue interviste hanno rilasciato opinioni, pensieri in seguito ad una vittoria o ad una sconfitta.
Significativa a riguardo quella a lui rilasciata nella tappa ischitana dal corridore Vincenzo Nibali vincitore del Giro d’ Italia e del Tour de France 2014.
Una grande lezione di vita nello sguardo e nelle parole del ciclista siciliano che ha dimostrato come la tenacia, la passione e il sacrificio siano le armi migliori per competere e arrivare in alto.
A dare un tono diverso e innovativo al programma del venerdì di “A Bordo Campo” è stata la decisione di inserire a fine puntata, dieci minuti dedicati alla cultura locale in cui venivano presentati dei libri, creando così una sorta di accostamento tra sporte cultura.
Ed è durante uno di questi “sipari culturali” che Savarese ha incontrato e conosciuto Bruno Mancini, presidente dell’Associazione culturale Da Ischia L’Arte-DILA e scrittore e poeta di successo di cui ricordiamo il suo ultimo libro “Erotismo, si’!” pubblicato da pochi mesi. Dall’incontro con Bruno Mancini è nata un’amicizia e una collaborazione che ha portatoVincenzo Savarese a diventare membro del CdA di DILA.
Savarese è stato anche addetto stampa di “Meeting estate” evento cui partecipavano anche i vip a chiusura del quale veniva consegnato il Premio Aragonese ai protagonisti del mondo dello spettacolo, della musica e dello sport.
L’uomo e giornalista Vincenzo Savarese ha saputo con le sue dirette tv regalare al pubblico momenti straordinari legati allo sport privilegiando l’aspetto umano e cogliendo le emozioni dei campioni da lui intervistati, eroi del momento, in sfida anche con se stessi.
Silvana Lazzarino

Katia Massaro - Vincenzo Savarese

Il Dispari 20160704 tutto ridim

Il Dispari 2016-07-01

http://www.emmegiischia.com/wordpress/dispari-2016-07-01/

CS |

 

AICS “Il Dragone” &

LOGO DILA 4Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Con il Patrocinio del Comune di Casamicciola Terme, l’AICS “Il Dragone”, l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, il Maestro Pasquale “Dragon” Di Costanzo -THE FIRST WORLD RECORMAN-, in collaborazione con il critico d’arte Prof. Enzo Ruju presentano, nei giorni 8 – 9 -10 Luglio 2016 nella Piazza Marina di Casamicciola Terme, a partire dalle ore 18.00, la XXII edizione di “I MITI AL CONTEMPORANEO”.

Durante le tre serate si potrà assistere a mostre estemporanee di pittura, perfomance di arte varia, presentazione di opere di arti visive, body art, tatoo, sfilate di moda, letture poetiche e tanto altro ancora.

In particolare sabato 9 e domenica 10, con inizio alle ore 20.30, ci sarà uno spettacolo di Kung fu della scuola Asia del maestro Maurizio Di Benedetto.

Sono previste le esibizioni di ben tre Leoni Cinesi, del giovane campione del mondo Claudio Di Benedetto nonché dei pluricampioni del mondo di Kung fu Angelo Damasco e Ivan Borrino.

Saranno protagonisti di momenti artistici le pittrici Anna Poerio e Ivana Cosco, la Tatoo Henné Angela Murone, la pittrice-scultrice Luisa Russo.

Pasquale Dragon Di Costanzo, oltre ad esibirsi nelle sue specialità sportive, condurrà le serate coadiuvato dal critico d’Arte Enzo Ruju.

INFO: 330443964

emmegiischia@gmail.com

Ischia 29 Giugno 2016

 

 

 

Il Dispari 2016-06-27

Il Dispari 2016-06-27

Editoriale | Bruno Mancini

La nostra associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” insieme al Circolo sportivo culturale “Il Dragone” presieduto da Pasquale Di Costanzo e con l’avallo di Gaetano Di Meglio Direttore di questa testata, nello scorso mese di Febbraio aveva sottoscritto un impegno ad una reciproca e costante collaborazione, tesa a perseguire lo scopo di promuovere l’Arte in generale, e la Poesia in particolare, con l’associazione “CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli Scampia” presieduta da Vincenzo Monfregola coadiuvato dello scrittore Ivan Caldarese.

Come primo progetto comune fu avviata la partnership per il concorso nazionale di Poesia “Una poesia per il futuro“, ideato ed organizzato dall’associazione “CentroInsieme Onlus”, disponendo che un’apposita giuria organizzata e presieduta dalla Vicepresidente DILA, Roberta Panizza, selezionasse cinque poesie tra quelle regolarmente iscritte al Concorso Nazionale “Una poesia per il futuro” e che tali poesie, unitamente alle prime dieci classificate secondo il bando del premio, entrassero a far parte dell’antologia “Otto milioni – 2016” edita da DILA e contenente, tra l’altro, le poesie finaliste della quinta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”.

In questi giorni Roberta Panizza è impegnata con la Giuria da lei nominata e presieduta a portare a termine la prevista selezione.

Intanto, sabato scorso, in occasione della cerimonia di premiazione, alla quale hanno preso parte lo scrittore Lorenzo Marone e il Presidente della Municipalità di Scampia Paipais Apostolos, sono stati presentati il progetto “Daremo voce i sogni” ed il volume “Ambulatorio 62” di Ivan Caldarese edito dalla Marotta & Cafierio.

Pasquale Di Costanzo ha espresso al presidente Monfregola le congratulazioni da parte di questa redazione e per conto delle associazione DILA & IL DRAGONE annunciandogli la notizia della pubblicazione su questa testata delle poesie classificate ai primi tre posti.

Con i migliori complimento per le tre autrici ecco i testi premiati.

Prima edizione del Concorso Nazionale di Poesia UNA POESIA PER IL FUTURO

Prima Classificata
ANNA LAURA CITTADINO
Come neve a primavera.

E in quegli occhi di bambini
che intimorivano il cielo della Siria
che mi fermai a guardare.

Ogni sosta degli occhi negli occhi
ammutoliva di dolcezza
schiera di angeli e poeti.

Lontani, quegli occhi
dai piantatori di semi di rabbia
di astio e di veleni.

Lontani, dal giorno in cui
seppellirono le bambole
una rosa e il loro destino.

Distanti, dalla nenia di una donna
che gli fu madre intonava per loro.
Dimenticarono una nota al giorno
fino a leggere bianco il pentagramma
di una melodia che divenne troppo lontana
per sentirne l’eco.
Immaginai fiocchi di neve scendere sulle strade,
sui tetti, sui lampioni, sui campi tinti di rosso
sulla voglia di piangere d’ogni donna e d’ogni uomo.

Pregai. Pregai che la pace giungesse
a sorprenderci come neve a primavera
come simbolo di perdono
e ci avremmo danzato sopra tutti insieme
con le mani aperte come i mendicanti
per raccogliere amore.

Seconda Classificata
MARIA ANTONIETTA D’ONOFRIO
Ieri avevo un tempo

Ieri avevo un tempo,
davvero,
credevo in qualcosa.

Parlavo e ascoltavo.

Dalla mia bocca
uscivano parole chiare,
erano speranza
giustizia
verità
pace
libertà
amore.

Ieri avevo un tempo
che volevo cambiare,
una strada che si chiamava
Futuro.

Avevo un libro sotto al braccio
e un sogno al caldo
del cappello.

Una poesia da gridare,
mille musiche per piangere,
eroi e miti da portare nel cuore.

Oggi ho un figlio.

Per lui,
per tutti i figli del mondo
dovrò ritrovare le parole
il libro
la musica
la poesia
i miti e gli eroi,
il vecchio
e il nuovo sogno.

E un lungo tempo cambiato
che sia finalmente
Futuro.

 

Terza Classificata
ANTONELLA PROIETTI
Annaffiate i bambini

Annaffiate i bambini
Con piccole gocce di cultura,
pioggia di libri d’avventura,
giochi all’aperto con gli amici
cavalli, rane, cani e mici.

Annaffiate i bambini
Con grandinate di palloncini colorati,
quadrifogli cercati per i prati,
libellule rincorse fra le siepi,
zolle di muschio adatte pei presepi.

Annaffiate i bambini
Con cascate di stelle spiate nella notte,
con risate gioiose, bottoni, e scarpe rotte,
con luci di tramonti rosati in mezzo al mare,
con nuvole di polvere di cento e cento gare.

 

Annaffiate i bambini,
e loro cresceranno da piccoli germogli di creature
a uomini e donne dalle idee mature,
ben saldi in mezzo al vento, al buio e alle tempeste,
con gli occhi bene aperti delle persone deste.

Annaffiate i bambini,
ci salveranno loro.

Ultimissima

Proprio mentre andiamo in stampa Roberta Panizza ci ha comunicato i risultati della votazione espressa dalla giuria da lei presieduta per conto del DISPARI e delle associazioni DILA e IL DRGONE. Qui di seguito la classifica finale con l’appuntamento alla prossima settimana per ulteriori approfondimenti.

Vivissimi complimenti ai vincitori dei quali fino ad ora non conosciamo le identità..

1° GABBIE
2° NEL DOMANI
3° LA MERITATA LIBERTA’
4° IL VUOTO
5° ABBRACCIA I TUOI SOGNI

Il Dispari 20160627 1 comp

LA VIOLENZA SULLA DONNA

La donna si affaccia nel panorama storico-culturale dalla “Rivoluzione Industriale”, quando per motivi di lavoro, le masse lavoratrici si spostavano dalle campagne alla città e la famiglia da “Patriarcale” si modificava in “Nucleare”, ciò dava della donna una visione molto più aperta e la possibilità di incominciare a essere se stessa: persona distinta, diversa dall’uomo e con le proprie responsabilità. Non più vista come chioccia che protegge, ma anche come persona responsabile capace di affrontare il mondo.

La Donna Nel Ventesimo Secolo

In Italia la comparsa massiccia della donna sulla scena pubblica costituisce la grande novità della storia e dalla fine del secondo conflitto mondiale, diventa nel giro di qualche anno la protagonista del cambiamento in tutti i campi sociali e professionali. La donna combattendo per i suoi diritti ottiene il divorzio, l’aborto, ed entra a fare sempre più parte della vita politica del paese: ministro, segretaria del governo, distinguendosi nell’arte, (intesa come scrittura, arte recitativa, musica, pittura, disegno) nella medicina, nell’insegnamento, nella moda, e oggi anche nello spazio, contribuendo ad educare e a raffinare la società italiana in aspetti fondamentali come le tradizioni, gli usi e i costumi, la sartoria, la cucina ecc.

Oggi, nonostante lo stato evolutivo della donna, sia dal punto di vista geografico sia da quello storico, nella maggior parte dei paesi del mondo abbia raggiunto il riconoscimento dei propri diritti, in altri, ancora adesso, è considerata “merce di scambio” e venduta al migliore offerente.

I paesi civilizzati dovrebbero in qualche modo salvaguardare il diritto alla vita, invece ogni anno, molte sono le donne che vengono uccise, stuprate, violentate sia psicologicamente sia fisicamente dai propri familiari, da fidanzati, conviventi, compagni di vita, datori di lavoro.

A quanto pare il rispetto dei diritti della donna è un percorso ancora arduo per lei, ma facile per chi su di lei scarica la propria violenza.

Non sto qui a riportare fatti di cronaca sul tema perché ne parlano già tanto i giornali, la televisione, la radio e sarebbe noioso, ma ad affermare che, nonostante la presa di coscienza sociale, la violenza, in qualsiasi forma espressa, sulle donne è continua.

Ma perché se un amore finisce deve per forza finire anche la vita dell’ex fidanzata, amante, moglie?

Secondo me, cancellare la vita, oltre ad essere appropriazione indebita, è il risultato di una base di “SCHIZOFRENIA” IN PERSONE NON CURATE DA PICCOLE, O CHE DA PICCOLE SIANO STATE RIFIUTATE DAI GENITORI O DA CHI SI SIA PRESA CURA DI LORO.

Tina Bruno

 

Il Dispari 20160627 tutto ridim

 

Partecipazione antologie LENOIS

Il Dispari: una pagina per DILA

Il Dispari 2015 – 05 – 25

Il Dispari 2015 – 06 – 01

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DILA