Luciano Ventrone e il fascino nascosto della natura morta a Gualdo Tadino

Luciano Ventrone: la mostra dedicata alle sue nature morte inaugurata da Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi, esposta nella Chiesa Monumentale di San Francesco

Oltre l’ordinario, nascosta nel reale si cela quell’immagine che spesso sfugge ad un primo impatto, aprendo all’invisibile: è quella proiezione di un nuovo orizzonte visivo ed emotivo restituita da LUCIANO VENTRONE che a partire dall’uso della fotografia realizza dipinti proiettati verso il superamento  della resa oggettiva della realtà.

Luciano Ventrone mostra a Gualdo Tadino. Accordi naturali

La fotografia diventa per l’artista romano che da oltre trent’anni si dedica a soggetti di nature morte, punto di partenza per cogliere l’oltre e guardare all’astrazione dell’oggetto, superando la semplice apparenza. In particolare le nature morte, slegate dal loro essere materia, sono da Ventrone restituite in pittura attraverso una perfetta e armoniosa combinazione di punti di luci e colore che superano la stessa rappresentazione reale.     Tra gli artisti contemporanei più stimati e apprezzati a livello internazionale Luciano Ventrone, nato a Roma nel 1942, da voce ad un universo fatto di percezioni legate a quel microcosmo che risiede negli aspetti del reale e nelle nature morte con cui far vibrare emozioni di felicità e nostalgia tra illusione e verità che accompagnano l’uomo nella ricerca di risposte al suo destino dove il passato ritorna come presenza costante e silenziosa.

Il suo sguardo soffermandosi sui vari aspetti della realtà e delle nature morte, cattura particolari sempre più dettagliati e quasi invisibili, perché calati entro una realtà dove le immagini si susseguono senza fine allontanando dal banale senso delle cose verso “l’ipernaturale”.

Luciano Ventrone mostra a Gualdo Tadino.  Filo di perle

E’ questo senso autentico delle cose, il loro lato nascosto – tra luoghi vicini e lontani e nature morte- dove emergono luce e colore, a caratterizzare la mostra a lui dedicata “Meraviglia ed estasi “ che ssi è inaugurata domenica 15 aprile 2018 alle ore 17.30 a Gualdo Tadino (Perugia) presso il Teatro Talia (in Via Ruggero Guerriero) alla presenza di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi che ne sono i curatori.   Promossa da Polo Museale città di Gualdo Tadino, con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino, l’esposizione, organizzata dall’Associazione Archivi Ventrone è allestita negli spazi della Chiesa Monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino dove resterà aperta dal 17 aprile al 28 ottobre 2018.

Un percorso intenso dove le nature morte di Luciano Ventrone cattureranno l’interesse dei visitatori per la forza evocativa con cui viene restituito l’universo delle emozioni a partire da rappresentazioni di fiori, frutta e oggetti in posa che proiettano verso percezioni volte oltre i sensi quasi ad avvertire l’ ipernaturale.

La scelta di Gualdo Tadino non è stata casuale: come hanno sottolineato gli organizzatori la stessa cittadina è stata patria di Matteo da Gualdo (1435 circa-1507), tra gli antesignani del genere della natura morta – con la sua celebre tavola raffigurante l’’Albero di Jesse’, della fine del XV secolo- genere pittorico che Ventrone ha interpretato secondo uno stile e un linguaggio innovativo tra i più apprezzati.

Luciano Ventrone mostra a Gualdo Tadino. Approdo

 

Ad accomunare le opere in mostra, realizzate grazie ad una tecnica senza imperfezioni, esagerata e metafisica è l’interazione tra luce, forma e colore a suggerire rappresentazioni scenografiche suggestive dalla forte spettacolarità tali da coinvolgere occhio e mente in un’armonia di stupore e estasi. Delle nature morte Ventrone restituisce l’intrinseca bellezza, la plasticità delle forme, il fascino nascosto esaltato dai riflessi delle luci su superfici ora concave e convesse dove si incontrano e accostano diverse gamme di colori caldi e intensi, opachi e vivaci. Emergono ricordi, nostalgie, attese, guardando al tempo che passa tra sogni e speranze dove affiorano vanità e fragilità per ritrovare se stessi nel mosaico di emozioni che accompagnano la vita.

Tra le opere vanno citate: “Accordi Naturali”, “Antichi sapori” (2011/2017), “Approdo” (2010/2018) e  i  due inediti paesaggi: “Silvi Marina” (2013/2017) e “I racconti del vento” (2006), rispettivamente una marina e un deserto (soggetto eseguito solo in quattro versioni). Esse sono vere e proprie istantanee di luce e colore, dove il sole sostituisce la fredda e artificiale luminosità elettrica delle nature morte riflettendo quella luce calda che vena d’avorio il mare Adriatico nei pomeriggi d’agosto, così come le dune di sabbia della Libia. E poi “Fragilità” (2013/2017), “Il filo di perle”(2010/2018) e “Il tempo delle vanità” (1998), senza dimenticare  “Mosaico” (2011), raffigurante una melagrana gigante spaccata, esposto nel Padiglione Italia della 54° edizione della Biennale di Venezia. Il Catalogo è edito da Carlo Cambi Editore.

Silvana Lazzarino

 

LUCIANO VENTRONE

MERAVIGLIA ED ESTASI

a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi

Chiesa monumentale di San Francesco,

Corso Italia, Gualdo Tadino (Perugia)

Orari: da martedì a domenica 10.00 – 13.00; 15.00 – 19.00

dal 17 aprile al 28 ottobre 2018

Per informazioni: tel. 075. 9142445

 

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FABIOLA LETIZIA, PATRIZIA MAGNANTE e STEFANIA SAVINO A ROMA SALA DA FELTRE

FABIOLA LETIZIA, PATRIZIA MAGNANTE e STEFANIA SAVINO NELLA MOSTRA “QUI E ORA…OLTRE” NELLO SPAZIO OPEN ART TRA ARTE E POESIA

Eleganza, armonia, lirismo e poesia accompagnano le atmosfere della mostra “QUI E ORA…OLTRE” con protagoniste tre figure femminili di cui due artiste contemporanee e una poetessa e scrittrice, che in modi diversi e complementari raccontano le proprie emozioni restituendo tra realtà e sogno i loro modi con cui attraversano le vicende della vita tra ricordi passati e presente con uno sguardo al futuro.

Fabiola Letizia opera espsota in QUI E ORA…OLTRE Roma sala da feltre Open Art

FABIOLA LETIZIA,.PATRIZIA MAGNANTE, STEFANIA SAVINO sono infatti protagoniste del percorso espositivo in corso alla Sala da Feltre nello spazio Open Art a Roma in Via Benedetto Musolino 7, fino al 14 aprile 2018 ad ingresso libero.

La mostra, che è stata inaugurata lo scorso 24 marzo con la presentazione di Silvia Mendico e le immagini video a cura di Alberto Della Porta, affianca ai dipinti dallo stile astratto di Fabiola Letizia e a quelli più aderenti alla realtà di Patrizia Magnante, le poesie di STEFANIA SAVINO ispirate agli stessi dipinti per un percorso tra arte e poesia a creare una contaminazione tra immagini e parole.

La creatività, intesa quale energia con cui dare forma attraverso colori e linee alle rappresentazioni di visioni reali con rimandi al vissuto interiore, guida come un filo rosso le opere delle pittrici che hanno saputo esplorare il proprio orizzonte invisibile di pensieri proiettandolo dentro e oltre le espressioni segniche della pittura.

La capacità di dar voce all’invisibile legato alle emozioni, ma anche l’entusiasmo per la vita dove non mancano dolori e nostalgie, appartengono anche ai versi poetici di Stefania Savino poliedrica nell’interpretare il proprio universo a partire da quanto la circonda con particolare attenzione agli affetti e ai legami umani.

Patrizia Magnante opera esposta in QUI E ORA..OLTRE a Roma Sala da Feltre Open ARt

Se Fabiola Letizia, nativa di Catanzaro, ma dal 1999 a Roma dove insegna, ha utilizzato combinazioni di materiali diversi uniti all’esplorazione dell’astrazione segnica per approdare a quell’idea in divenire con cui raccontare storie vicine e lontane che svelano gioie e delusioni, promesse e speranze, Patrizia Magnante, di Roma, sociologa e docente presso l’Università di Tor Vergata, fa emergere i propri stati d’animo entro scenari ancorati alla natura al passare delle stagioni, alla forza del mare e poi alla dolcezza della maternità restituita nel dipinto come centro del cosmo dove si alternano colori tenui e avvolgenti.

Tra poesia e racconti si muove la creatività di Stefania Savino, nata a Napoli, ma  romana di adozione,  laureata in Pedagogia, da oltre 30 anni insegnante, che nell’arte trova spunto per dar voce alla sua passione per la poesia che va ad arricchire il suo essere autrice e coautrice di saggi e manuali universitari di pedagogia e sociologia. Trasformazione e vitalità, cambiamento quale apertura alle infinite possibilità dell’esistenza tra gioie e delusioni, accompagnano le rappresentazioni che restituisce la Savino nei suoi

poesia di Stefania Savino

versi anche ispirati alle opere delle due artiste Fabiola Letizia e Patrizia Magnante come si può notare nella mostra.

Le sue liriche leggere e avvolgenti come una melodia percorrono viaggi dell’anima tra la terra e il cielo, il passato e il futuro, a toccare nuovi orizzonti emozionali dove respirare sensazioni di libertà e rinascita anche attraverso passaggi notturni dove si avverte quel dolore inevitabile che poi lascia il posto ad una nuova vita. Questi i temi che lei restituisce a partire dalle opere di Fabiola Letizia nelle liriche “Ferite” e  “Mondi a parte”, così come di sogni e nostalgie racconta a partire dai dipinti di Patrizia Magnante con le liriche “Nuvole, sogni,  nostalgie” e “Risvegli”.

Fabiola Letizia e Patrizia Magnante hanno esposto alla mostra “Insieme per un bene più grande: parole e colori per l’Africa” nel 2016 a Roma. Sempre insieme hanno preso parte alla mostra “Biennale d’Arte Forum Roma” del 2017 al cui concorso Fabiola Letizia si è classificata al primo posto con le opere “Adorazione” e “Passione”.

 

Silvana Lazzarino

 

QUI E ORA…OLTRE

FABIOLA LETIZIA, PATRIZIA MAGNANTE, STEFANIA SAVINO

Sala da Feltre- OPEN ART

Via Benedetto Musolino, 7 (Orti di Trastevere- Porta Portese) – 00153 Roma

ORARI dal lunedì al sabato 9.00–19.00

Fino al 14 aprile 2018

Ingresso libero

Per informazioni Tel. 06 58 52 05 251

s.consolini@saleconvegniroma.it

 

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Eglė Budvytytè. L’artista multimediale espone a Roma

EGLĖ BUDVYTYTĖ  CON I VIDEO ESPLORA IL RAPPORTO UOMO AMBIENTE ARCHITETTURA

Oltre l’ordinario a toccare contesti quotidiani, entro i linguaggi messi a disposizione dall’arte di questi ultimi anni in cui il video e gli assemblaggi di immagini costruiscono nuove sinergie con cui guardare il presente carico di tensioni, si orienta la ricerca della giovane artista multimediale della Lituania EGLĖ BUDVYTYTĖ volta a scandagliare entro i ritmi della vita di tutti i giorni i comportamenti dell’uomo spesso condizionato da cambiamenti economici e

Egle Budvytytè mostra a Roma video

. Attiva tra Vilnius e Amsterdam dove  vive, ha esposto a Liste, Basel; Art Dubai commissions 2017, al Centre, CAC di Vilnius e allo Stedeljik Museum di Amsterdam; e poi alla . 19° Biennale di Sidney ed è stata anche artista residente presso Le Pavillon, Palais de Tokyo (Parigi, 2012) e Wiels, Contemporary art centre (Brussels, 2013). Nella sua ricerca tra video e performance Egle Budvytyte si sofferma sul rapporto tra corpo, architettura e ambiente pubblico per scoprire come il corpo assuma

Egle Budvytytè mostra a Roma i video

diverse modalità di superamento di certi comportamenti convenzionali sfidando regole proprio all’interno di determinati spazi pubblici. Alla sua arte originale, volta alla ricerca di nuove possibilità espressive con cui restituisce un muovo modo di ripensare alla realtà, è dedicata la mostra “Tra ciglia e pensiero” che inaugura il prossimo 18 settembre a Roma in Via Flaminia, 122 alle ore 18.30. Curata da Benedetta Carpi De Resmini e patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Municipio II di Roma Capitale, l’esposizione che rientra nel programma AlbumArte, si è avvalsa del supporto del Lithuanian Council for Culture, in collaborazione con Postideja.  Per la prima volta in Italia si potranno ammirare fino all’11 novembre 2017 una selezione di

Eglè Budvytytè esposizione a Roma i viedo

opere video dell’artista in cui ritrovare luoghi inattesi e in contrasto con un tempo che guarda all’omologazione e mette in discussione l’autonomia del singolo. I video presenti nell’esposizione, a partire da quanto accade nella vita di oggi dove i cambiamenti economici e sociali creano condizionamenti, diventano occasione per aprire a attimi di sospensione in cui recuperare la capacità di azione dell’immaginazione quale strumento per ritrovare la possibilità di essere se stessi, liberi da strutture predefinite. Se Secta” (2006) che apre il percorso fa da contraltare a “Magicians” (2011), l’opera “Shaking Children” (2013) dove prevale il movimento incontrollato del corpo dei bambini rimanda alle rigide disposizioni di “As if you are catching a bomb” (2013) – opere video entrambe nate dalla collaborazione con Bart Groenendaal – le quali guidano le azioni di un uomo.

I Video di EGLĖ BUDVYTYTĖ diventano una sorta di denuncia rivolta alla società di oggi che sempre più si lascia catturare dal mondo della rete dove si ritrovano contrasti economici e social. Un monito a recuperare le possibilità insite in ciascun individuo per procedere autonomamente senza costrizioni per giungere agli stessi risultati anche attraverso percorsi diversi.

Un percorso che mostrando immagini e corpi in movimento apre a nuovi scenari del reale dove trovare le risposte agli interrogativi sul senso di questa vita in cui si consuma l’infinita dicotomia tra finzione e verità, apparire ed essere.

Silvana Lazzarino

 

Tra ciglia e pensiero di Eglė Budvytytė

mostra a cura di Benedetta Carpi De Resmini

AlbumArte

Via Flaminia 122, 00196 Roma

Orari: dal martedì al sabato ore 15.00-19.00

Inaugurazione 18 settembre 2017 ore 18.30

dal 19 settembre all’11 novembre 2017

per informazioni; www.albumarte.org e info@albumarte.org

Telefono 063243882

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Premio Magna Grecia Latina -New York

PREMIO INTERNAZIONALE dedicato alla grande drammaturga Maria Panetty Petrarca

Figlia d’arte, nata a Pozzuoli, MILENA PETRACA è un’artista a trecentosessanta gradi, conosciuta in tutto il mondo, ma attiva tra Latina e New York dove ha organizzato il Cinquecentenario di Cristoforo Colombo con personali e collettive che le è valso il prestigioso riconoscimento “Artistic Achivement Award Gallery”. Pittrice di fama internazionale, ma anche scultrice e poetessa di grande sensibilità, stilista e ritrattista che dona emozioni oltre il tempo legate all’uomo e alla sua vita tra gioie e malinconie, passioni e speranze, Milena Petrarca ha esposto in Italia e all’estero in particolare a New York come  al museo Meucci Garibaldi, alla Iadite Galleries a 413 Wall Street e alla Galleria Paint and Brush a Manhattan, inoltre le sue opere sono presenti nei musei italiani e americani e nelle collezioni più prestigiose americane, francesi, inglesi e cinesi.

Premio Magna Grecia Latina- New York
in foto Milena Petrarca

Opere che, passando dalla figura femminile, alle vedute delle coste laziali e campane, dai paesaggi di Napoli alle eruzioni realizzate con le guasche, fino ai quadri sulla danza facendo riferimento ai balletti di Nureyev. incantano gli occhi e la mente per quel loro essere sospese tra realtà e sogno, mistero e poesia, avvolte da una luce che traspare da colori ora caldi e accesi, ora freddi e opachi. Tra le più note promotrici della cultura del Mezzogiorno in tutto il mondo, Milena Petrarca è ideatrice del famoso Premio Internazionale Magna Grecia Latina-New York, che da 19 anni assegna prestigiosi riconoscimenti ad importanti personalità del mondo della cultura e dell’arte italiana e straniera. Istituito nel 1995 con l’approvazione di Rocco Caporale e di Mario Fratti direttore della Magna Grecia a New York, questo Premio unico nel suo genere per la diversità e varietà delle categorie che contempla, è dedicato alla memoria di sua madre Maria Panetty Petrarca, grande drammaturga, autrice di opere teatrali, canzoni napoletane e poesie, nonché fondatrice nel 1952 della scuola “Il Cumanum” e scopritrice di talenti tra cui Sofia Loren, Vincenzo  Salemme e Gennaro Canavacciolo.

Premio Magna Grecia Latina- New York
abito realizzato da Milena Petrarca che diventa un dipinto

L’appuntamento con il PREMIO INTERNAZIONALE MAGNA GRECIA LATINA –NEW YORK sarà il prossimo 4 giugno 2017 a Latina a partire dalle ore 11.00 presso il Museo Storico Demo-Etno-Antropologico della terra Pontina di cui è direttrice la Dottoressa Manuela Francesconi.

Testimonial saranno Principe Sforza Ruspoli di Roma e il Prof. Marcello Ricci giornalista Camera dei Deputati di Roma, Ad introdurre il premio sarà la Presidente Milena Petrarca, seguita dagli interventi della Dott.ssa Manuela Francesconi e del Prof Enzo Bonacci (Membro onorario dell’Ass. Internazionale Magna Grecia Latina New York).

Diversi e di gran prestigio i premi che Milena Petrarca consegnerà a nomi importanti del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra le categorie accanto alla storia, al teatro e al cinema, sono la scultura, la pittura, la poesia, la letteratura, il giornalismo e poi la moda, la solidarietà, i giovani talenti emergenti e dopo due anni torna il premio per la medicina che sarà assegnato alla Dott.ssa Maria Luisa Livani Medico Specialista Oculista presso l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

Tra i premiati citiamo: la Dott.ssa (Manuela Francesconi Premio Cultura Storica), il Prof e drammaturgo Mario Fratti (Premio-Alla carriera-TEATRO Internazionale), Raffaele Walter Poli location Manager (Premio- CINEMA Internazionale), il Maestro Andrea Trisciuzzi (Premio Arte- Scultura), l’artista napoletana Angela Rucco (Premio Arte- Pittura) e la Pof. Lucia Santucci Desideri Arte (Premio-LETTERATURA STORICA).

Premio Magna Grecia Latina New Tork
la modella Cristina Bottoni

E ancora la poetessa napoletana Adele Natali (Premio-POESIA Religiosa), lo storico e poeta pontino Pietro Maroncelli (Premio-POESIA e CULTURA STORICA) la scrittrice pontina Claudia Saba (Premio-LETTERATURA Narrativa) e Vittorio Cobra Due Bertolaccini Reporter del Corriere della Sera (Premio-GIORNALISMO MULTIMEDIALE Foto e video on line). Senza dimenticare Francesco Giuliano (Premio-LETTERATURA Scientifica), Giovanni Berardi cronista dello spettacolo (Premio-SPETTACOLO SAGGISTICA CINEMATOGRAFICA e TEATRALE) e Daniela Mosti (Croce Rossa Italiana) con il Premio -SOLIDARIETA’. Il Premio GIOVANI EMERGENTI ad Alessia Gaveglia per Arte, Disegno e Pittura. Ci scusiamo per quanti non citati.

Nel corso dell’evento si potranno ammirare i dipinti di Milena Petrarca, come anche l’esposizione  delle opere di pittura e scultura degli artisti premiati e dei piccoli allievi del corso di Pittura della scuola G, Rodari curati dalla stessa Milena Petrarca. Anche la moda sarà protagonista con una piccola sfilata dedicata alle creazioni di Milena: abiti che saranno indossati dalla modella pontina Cristina Bottoni. In particolare Cristina Bottoni indosserà l’abito RIVELAZIONE realizzato su seta da Milena Petrarca che una volta sfilato diventa un quadro da incorniciare. Un capolavoro della Petrarca unico e originale mai creato prima che unisce due espressioni artistiche in una. L’abito ha sfilato al Circeo per Lino Banfi, per altri artisti internazionali e per il Principe Ruspoli di Roma.

Sarnano assegnati anche premi ai bambini e ragazzi delle scuole elementari e superiori del territorio pontino che durante l’anno scolastico si sono messi in luce in diversi ambiti tra teatro, poesia, musica, pittura partecipando a concorsi e dando vita a spettacoli di grande qualità.

Silvana Lazzarino

 

PREMIO INTERNAZIONALE MAGNA GRECIA LATINA –NEW YORK

Presidente Milena Petrarca

Interventi della Dott.ssa Manuela Francesconi direttrice del Museo della Terra Pontina

e del Prof Enzo Bonacci (Membro onorario dell’Ass. Internazionale Magna Grecia Latina New York).

Museo Storico- Demo-Etno-Antropologico della Terra Pontina

Piazza del Quadrato, 24- Palazzo ex O.N.C. – LATINA

Domenica 4 giugno 12017 dalle ore 11.00

    

      ELENCO PREMIATI

Premio-CULTURA STORICA- Dott..Manuela Francesconi-

 (Curatore del Museo Della Terra Pontina Latina )

Premio-Alla carriera-TEATRO Internazionale Prof.Mario Fratti –

 ( drammaturgo di New York City)

Premio-Alla carriera -TEATRO Italiano – Paola Pitagora-

 ( Attrice di fama Nazionale)

Premio- CINEMA Internazionale-Raffaele Walter Poli (location Manager)

Premio-Arte-SCULTURA – Maestro Andrea Trisciuzzi –

 (Scultore di fama internazionale)

Premio-Arte -PITTURA -Angela Rucco- (Artista napoletana)

Premio-ARTE e POESIA – Silvana Lazzarino-

 (Poetessa giornalista Internazionale)

Premio-LETTERATURA STORICA-Prof.Lucia Santucci

 Desideri Arte ( Scrittrice pontina)

Premio-ARTE e POESIA. ad Alfred kellyn Proietti Ferretti –

 (Premio alla memoria)

Premio-POESIA Religiosa-Adele Natali -(Poetessa napoletana )

Premio-POESIA e CULTURA STORICA- Pietro Maroncelli

 ( Poeta e storico pontino)

Premio-LETTERATURA Narrativa- Claudia Saba –

 (Scrittrice pontina)

Premio-LETTERATURA Scientifica-Francesco Giuliano

 Francesco FranChym Giuliano(scrittore pontino)

Premio-GIORNALISMO MULTIMEDIALE (Foto e video on line)

 – Vittorio Cobra Due Bertolaccini –

 (Reporter del Corriere della Sera) sito nazionale youreporter.it

Premio-SPETTACOLO SAGGISTICA CINEMATOGRAFICA e TEATRALE – Giovanni Berardi

 (Cronista dello spettacolo)

Premio- MODA – Cristina Bottoni – (Modella Pontina)

Premio -MEDICINA- Dottoressa Maria Luisa Livani (Medico Specialista Oculista)Ospedale Santa Maria Goretti di Latina

Premio -SOLIDARIETA’-Daniela Mosti-(Croce Rossa Italiana)

 (Anzio Nettuno)

PREMIO GIOVANI EMERGENTI

Premio -ARTE PITTURA DISEGNO-Alessia Gaveglia

 

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GLI ALBERI RINASCONO CON EUGENIA SERAFINI

GLI ALBERI DI EUGENIA SERAFINI CON I LORO MICROCOSMI IN MOSTRA A FIRENZE NELLA PERSONALE “ARBOREA ITALIANA” A CURA DI CARLO FRANZA

Con stupore e meraviglia, con passione ed emozione ci si lascia avvolgere dalle rappresentazioni tra visione ed emozione di Eugenia Serafini volte a raccontare dei volti di una natura densa di poesia e solarità che spesso viene dimenticata in questo continuo avanzare di un progresso pronto a  stemperare ogni colore costruendo giungle di cemento. Osservando i suoi dipinti si possono respirare profumi, ascoltare suoni e cogliere i colori di spazi aperti dove la vita prende nuova forma lasciando indietro paure e malinconie.

Gli alberi di Eugenia Serafini
mostra a Firenze

Ad EUGENIA SERAFINI artista, di fama internazionale, che con creatività e sensibilità poetica partendo dalla natura e dai suoi orizzonti racconta dell’uomo e dei suoi percorsi fatti di sogni e speranze, desideri e attese, volgendo l’attenzione in particolare agli alberi, è dedicata la mostra che inaugura a Firenze il prossimo 8 aprile 2017 al Plus Florence- Salone delle Regole alle ore 18.00. Curata dal Prof Carlo Franza, storico dell’arte di fama internazionale e critico del quotidiano “Libero”, l’esposizione ARBOREA ITALIANA che si inserisce entro uno spazio dove è presente il progetto “SCENARI”, attraverso un percorso dove si susseguono immagini di alberi nelle loro diverse sfaccettature e colori, si sofferma su quanto la natura rappresenti un bene prezioso per l’uomo da custodire ora e in futuro, e su come la stessa regali in ogni suo aspetto energia, solarità e armonia chiedendo in cambio solo rispetto. Accanto a questo affiora il bisogno per l’uomo di oggi, sempre più preso dai ritmi frenetici e dai condizionamenti e preconcetti,. di recuperare la magia dell’innocenza e la possibilità di tornare per un attimo ad essere fanciullo.

Gli alberi di Eugenia Serafini
mostra a Firenze

Nata a Tolfa (RM) piccolo e interessante borgo etrusco, e attiva tra Roma e la Toscana, docente presso l’Università della Calabria, all’Accademia di Belle Arti di Carrara e all’Accademia dell’Illustrazione e della Comunicazione Visiva di Roma, Eugenia Serafini non è soltanto una pittrice dalla rara sensibilità capace di costruire ponti di speranza dove uomo e natura siano in armonia, ma è anche poeta, performer e installazionista di gran talento e spessore emotivo.

Le sue opere si trovano in collezioni, musei e archivi di diversi paesi quali: Francia, Germania, Egitto, Lituania, Norvegia, Romania, Ucraina, Uruguay, Argentina e molti sono i premi e riconoscimenti ricevuti tra cui i più recenti: “Premio Artista dell’amo” al  Premium International Florence Seven Stars Firenze 2016, la “Targa alla Carriera” dal Comune di Tolfa nel 2014 e il “Leone d’Argento” per la Creatività 2013 alla Biennale di Venezia.

Il colore delicato e deciso della sua arte che racconta dei battiti di una natura permeata dal respiro del vento, dal filtrare dei raggi del sole o dal sottile rumore della pioggia, da forma alle immagini degli alberi, sorta di microcosmi abitati dal mistero della vita. E’ la vita nella sua continua ciclicità che si manifesta in essi guardando all’uomo al suo destino nella sua ricerca di un senso profondo a questa esistenza dove forse si è invitati a guardare dentro se stessi per capire le proprie fragilità da cui ripartire. Gli alberi di Eugenia Serafini da quelli più grandi a quelli più piccoli esprimono libertà, energia e vitalità conducendo chi li guarda a recuperare sogni lontani e dimenticati, desideri sopiti per troppo tempo e finalmente riabbracciati. Nei venti acquerelli su carta in mostra si susseguono alberi dalle chiome azzurre, altri piene di fiori o attraversate da colorate farfalle, e ancora alberi che diventano riparo per le cicogne o altri che animano il mondo di Pan, fino a ritrovare l’albero che prende il posto di una ciminiera. Essi hanno una vita propria diventando custodi di verità e bellezza: sono rifugio per gli animali, da essi germogliano fiori, e attraverso le loro fronde sussurra il vento, mentre per un attimo il tempo si ferma su tanta bellezza di sogni e aspettative per un domani migliore.

Eugenia Serafini

Un viaggio con gli occhi e la mente attraverso gli alberi di Eugenia Serafini per rinascere nei volti di una natura libera sollecitando lo stupore fanciullo di un animo semplice e pieno di attese. Così accanto a LAlbero azzurro, L’Albero del sogno e L’Albero delle cicogne sono Pan ruba l’albero e L’albero e la ciminiera. Alberi che nel loro diventare linee ideali tra la terra e il cielo vogliono quasi legare l’uomo agli elementi della natura stessa di cui egli è parte integrante. Ancorato alla terra mediante radici, l’albero rappresenta l’immagine idealizzata dell’uomo attaccato alle sue origini e allo stesso tempo il suo essere proteso verso l’alto in sintonia con i rami degli alberi.. I rami dell’albero distesi verso il cielo indicano infatti il desiderio dell’uomo di andare oltre le semplici apparenze. Così’ l’albero da una parte simboleggia l’origine di ciò che è stato l’uomo, i suoi sogni e la sua fantasia e ingenuità e dall’altra con la sua chioma protesa verso l’alto rappresenta il futuro ricco di speranza.

Il vocabolario di immagini che questa volta ci consegna con questa mostra” come sottolinea il Prof Carlo Franza: “è la chiave di volta di una metafora antica quanto l’uomo. L’albero del Paradiso terrestre, l’albero della vita, l’albero genealogico, l’albero degli ulivi che attorniavano Cristo nell’orto del Getsemani, l’Albero della Croce, gli alberi cedri del Libano, l’Albero dell’Arca di Noè, l’Albero del sapere, l’Albero del bene e del male, l’Albero dei simboli, senza dimenticare che Platone osservava che l’uomo stesso è “arbor inversa” e cioè le radici sono i capelli, i rami le braccia, poiché è piantato nei cieli”.

Rigogliosi e imponenti gli alberi di Eugenia Serafini esprimono gioia e serenità, vigore ed energia mostrando attaccamento alla terra e desiderio di libertà ad esplorare cosa si celi oltre questa realtà.

Dipinti che poco a poco conducono ad un abbraccio avvolgente e rassicurante con la natura, a suggellare quel legame tra l’individuo e la natura in quanto madre che rassicura e incanta; ma anche un’occasione per riappropriarsi di quelle perdute origini dove tutto ha inizio e intraprendere un nuovo viaggio inaspettato.

Silvana Lazzarino

 

ARBOREA ITALIANA”

mostra di EUGENIA SERAFINI

a cura di Carlo Franza

PLUS FLORENCE – SALONE DELLE REGOLE

Via Santa Caterina d’Alessandria, 15 – 50136 Firenze

tel.+39 0556286347

Inaugurazione 8 aprile 2017 ore 18.00

8 aprile – 19 ottobre 2017

Ingresso libero

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