MONACO DI BAVIERA: LA MOSTRA DI FABIO VIALE

Monaco di Baviera: presso il Glyptothek Museum inaugura la prima mostra personale di Fabio Viale scultore di richiamo internazionale definito “il cultore del marmo”

Nuovi orizzonti visivi e percettivi  dove il contemporaneo si accosta e integra con la classicità restituendo rinnovato respiro all’opera d’arte in cui riscoprire verità insolite e sogni recuperati oltre il tempo, accompagnano la ricerca compositiva ed espressiva di Fabio Viale che restituisce alla materia nuove forme di vita tra realtà vicine e lontane, presenti e passate.

Monaco di Baviera mostra di Fabio Viale

Classico e contemporaneo si incontrano nei lavori di questo straordinario e affermato artista definito “cultore del marmo” nato a Cuneo nel 1975 che attraverso la sperimentazione da vita a rappresentazioni in costante equilibrio dove si evince la leggerezza della materia cui si affiancano aspetti legati all’innovazione. Accostatosi molto presto alla scultura e gestendo con disinvoltura un approccio sempre in divenire e in “presa diretta” con la materia, Fabio Viale è sempre andato alla ricerca di nuovi risultati sperimentando le leggi della meccanica e della fisica, con cui ad esempio ha dato vita alla famosa barca in marmo con motore: “Ahgalla” che è riuscito a far muovere in mare o al pneumatico gigante sempre in marmo, che ha tanto destato curiosità ed interesse.

Entro un’ottica contemporanea con richiami al classico, ma solo come spunto da rielaborare alla luce del presente, i lavori di Fabio Viale si mostrano spesso semplici, altre volte innovativi specie se combinati con meccanismi legati alle tecnologie per ottimizzare il prodotto definitivo. Lavori che dall’Italia alla Russia, all’America, hanno conquistato un pubblico sempre più internazionale.

Monaco di Baviera mostra di Fabio Viale

Diverse sono state le mostre personali esposte in Italia e all’estero giungendo in Russia e negli Stati Uniti dove Fabio Viale ha ottenuto consensi favorevoli anche per quel nuovo modo di esplorare i linguaggi della scultura utilizzando in particolare il marmo suo materiale di elezione con cui ha sempre amato confrontarsi.

Tra le mostre vanno citate quella di New York del 2012 presso la Sperone Westwater Gallery quella al Museo del Novecento di Milano, l’esposizione alla Basilica di San Lorenzo di due versioni di Souvenir Pietà | Cristo e la recente realizzazione del progetto Souvenir Pietà | Madre, con cui ha inaugurato la nuova sede milanese della Galleria Poggiali, senza dimenticare la mostra della scorsa estate 2017 “Door Release” a Forte dei Marmi negli spazi del Fortino dove ha fatto riferimento alla scultura romana tardo antica e alla statuaria arcaica greca sempre alla luce del contemporaneo  e quella alla Galleria Poggiali a Pietrasanta dello scorso agosto del 2017 dove ha esposto un’opera monumentale in marmo statuario “StarGate” composta da due cassette utilizzate per il trasporto della frutta di oltre 2 metri e cinquanta, unite insieme a suggerire una sorta di stanza o spazio dove lasciarsi guidare dall’immaginazione e dai sogni. L’opera infatti non è solo una replica sovradimensionata in marmo della cassetta di frutta, dell’oggetto di uso comune, ma è un oggetto dalle potenzialità fantascientifiche: una sorta di portale stellare tramite il quale si accede ad altri mondi e universi.

Al Glyptothek Museum a MONACO DI BAVIERA sono esposte dal 12 luglio 2018 con inaugurazione alle ore 19.00, nuove versioni di lavori di Fabio Viale  quei lavori che lo hanno contraddistinto durante la sua carriera e alcuni dei quali sono stati citati prima.

Monaco di Baviera mostra di Fabio Viale

In questa mostra personale viene valorizzato ulteriormente il suo processo creativo basato su quella linea che guarda al confronto di opere in marmo di impareggiabile valore e differenti poetiche associabili per contrasto. Nel percorso espositivo sono presenti undici opere, per lo più di grandi dimensioni, a rappresentare l’intero terreno di indagine della sua arte che vede tra le altre Star-Gate, Aereo, Orbitale, Nike di Samotracia, Infinito, Door Release, Venere Italica e Anchor.

La mostra, aperta fino al 30 settembre 2018, resa possibile con il supporto della Galleria Poggiali e grazie all’Istituto Italiano di Cultura e al Consolato Generale di Monaco di Baviera, rappresenta la prima personale dell’artista in un museo tedesco.

La nuova versione de La Suprema (StarGate) è costituita da due cassette per il trasporto della frutta poste una sopra l’altra e da un tassello per l’ancoraggio delle viti a muro; Anchor è alta oltre due metri e sessanta, mentre “Door Release” è una rilettura del Dito di Costantino (di oltre due metri di dimensione) realizzato in marmo che però si finge polistirolo.

Un progetto monumentale che si estenderà anche nell’antistante Königslpatz, all’interno della quale verrà collocata per la prima volta in assoluto un’opera d’arte contemporanea “il Laocoonte”. Si tratta di un’opera che l’artista ha concepito per la piazza tedesca e nella quale sintetizza l’etica del suo lavoro in cui vengono attualizzati capolavori del passato utilizzando diversi processi e tecnologie del contemporaneo come il procedimento del tatuaggio applicato agli stessi marmi.

Il Laocoontepresenta infatti lungo il corpo tatuaggi restituiti con immagini a colori dove sono raffigurati alcuni passi dell’Inferno di Dante ad indicare l’intento di stabilire nuove connessioni culturali di respiro universale. Essa rappresenta la prima opera d’arte contemporanea esposta in Königslpatz, in dialogo aperto con il quartiere dell’arte moderna e contemporanea di Monaco.

Il catalogo della mostra edito dal Glyptothek Museum presenta testi a cura di Christian Gliwitzky e Sergio Risaliti.

Con questo nuovo progetto al Glyptothek Museum di Monaco di Baviera, Fabio Viale si propone di sintetizzare da un punto di vista formale le sperimentazioni compiute fino ad ora, dopo un articolato percorso artistico con cui ha restituito agli oggetti -anche a quelli più comuni e di uso quotidiano- protagonisti delle sue opere nuovo significato a suggerire che dietro ogni rappresentazione e simbolo si nasconde altro, insito nelle possibilità con cui la materia si lascia plasmare e trasformare.

Silvana Lazzarino

 

FABIO VIALE

In Stein GemeiBelt

Glyptothek Museum   Monaco di Baviera

Konigplatz 1 | Munchen

Inaugurazione 12 luglio 2018 ore 19.00

Orario: Tutti i giorni 10-17 | lunedì chiuso

12 luglio – 30 settembre 2018

Per ulteriori informazioni: https://www.glyptoteket.com

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Stargate di Fabio Viale a Pietrasanta

STARGATE LA NUOVA SCULTURA DI FABIO VIALE CONDUCE VERSO MONDI IMMAGINARI IN MOSTRA ALLA GALLERIA POGGIALI

Il contemporaneo si riempie di classicità a creare nuovi orizzonti visivi e percettivi in cui l’opera d’arte assume nuove valenze dove ritrovare verità insolite e sogni svaniti nel tempo. E’ quanto accade nella ricerca compositiva ed espressiva di Fabio Viale che restituisce alla materia nuove forme di vita tra realtà vicine e lontane, presenti e passate.

Stargate di Fabio Viale a Pietrasanta Galleria Poggiali

“Cultore del marmo” come è stato definito, questo giovane e affermato scultore, nato a Cuneo nel 1975 Fabio Viale tende attraverso la sperimentazione a dare vita a rappresentazioni in costante equilibrio dove si evince la leggerezza della materia cui si affiancano aspetti legati all’innovazione Accostatosi molto presto a questa arte riuscendo a gestire con disinvoltura un approccio sempre in divenire e in “presa diretta” con la materia, Fabio Viale è sempre andato alla ricerca di nuovi risultati sperimentando le leggi della meccanica e della fisica, con cui ad esempio ha dato vita alla famosa barca in marmo con motore: “Ahgalla” che è riuscito a far muovere in mare o al pneumatico gigante sempre in marmo, che ha tanto destato curiosità ed interesse. Entro un’ottica contemporanea con richiami al classico, ma solo come spunto da rielaborare alla luce del presente, i lavori di Fabio Viale si mostrano spesso semplici, altre volte innovativi specie se combinati con meccanismi legati alle tecnologie per ottimizzare il prodotto definitivo. Lavori che dall’Italia alla Russia, all’America, hanno conquistato un pubblico sempre più internazionale. Diverse sono state le mostre personali esposte in Italia e all’estero giungendo in Russia e negli Stati Uniti dove Fabio Viale ha ottenuto consensi favorevoli anche per quel nuovo modo di esplorare i linguaggi della scultura utilizzando in particolare il marmo suo materiale di elezione con cui ha sempre amato confrontarsi.

Stargate di Fabio Viale a Pietrasanta Galleria Poggiali

In particolare va citata la mostra di New York  del 2012 presso la Sperone Westwater Gallery. Numerosi inoltre sono i  premi ricevuti tra cui il Premio Cairo 2015. Guardando alle immagini dei capolavori di maestri del passato (come Michelangelo) e facendo riferimento a simboli legati al quotidiano, le sue opere propongono rappresentazioni nuove, spesso insolite in cui si accenna alla vita e alla morte, al cambiamento e al divenire dell’uomo, compreso il bisogno di  superare i propri limiti. Ed è questa idea di superamento dei limiti cui fa riferimento Viale attraverso l’uso di diverse simbologie come i tatuaggi o gli penumatici già esposti alla galleria Poggiali (sede di Pietrasanta). Da sottolineare la Venere Italica esposta la scorsa estate del 2016 a Pietrasanta realizzata in marmo bianco di Carrara cui Viale ha lavorato per un intero anno e in cui attraverso i tatuaggi che ricoprono alcune delle zone scoperte del corpo della dea, restituisce l’immagine di una bellezza contemporanea. A Pietrasanta Fabio Viale ritorna  tra pochi giorni presentando una scultura in marmo bianco appositamente realizzata per la project room della Galleria Poggiali in Via Garibaldi. Dopo il successo con l’inaugurazione della mostra “Door Release” a Forte dei Marmi negli spazi del Fortino avvenuta lo scorso 24 giugno e aperta fino al 3 settembre 2017 dove ha fatto riferimento alla scultura romana tardo antica e alla statuaria arcaica greca sempre alla luce del contemporaneo, Fabio Viale per lo spazio della Galleria Poggiali ha voluto creare un’opera monumentale realizzata in marmo statuario, STARGATE composta da due cassette utilizzate per il trasporto della frutta unite insieme a suggerire una sorta di stanza o spazio dove lasciarsi guidare dall’immaginazione e dai sogni. Esposta per la prima volta in una galleria italiana dopo le personali al Museo del Novecento di Milano e alla Galleria Sperone di New York, questa opera sarà esposta alla Galleria Poggiali di Pietrasanta dall’8 al 25 agosto 2017. Alta oltre due metri, realizzata con marmo di carrara e rifinita in ogni suo dettaglio ha richiesto dieci mesi di lavorazione. In essa monumentale e sacro si uniscono per la complessità della lavorazione delle trame con pieni e vuoti e per l’uso di un materiale così pregiato quale il marmo di Carrara.

Stargate di Fanio Viale alla Galleria POGGIALI

“Stargate” diventa così entro lo spazio della galleria una presenza provocatoria e spiazzante con cui il visitatore è chiamato a confrontarsi in prima persona. Egli infatti è invitato ad attraversarla, ad entrare al suo interno e vedere con altri occhi quella che è stata il punto di partenza ossia la cassetta della frutta e verdura scelta quale oggetto ordinario di uso comune da trasformare in opera d’arte. L’opera creata da Viale non è solo una replica sovradimensionata in marmo della cassetta di frutta, dell’oggetto di uso comune, ma è un oggetto dalle potenzialità fantascientifiche: una sorta di portale stellare tramite il quale si accede ad altri mondi e universi. In pochi secondi entrando in questo “Stargate” si viene trasportati in luoghi lontani immaginari. Il senso di questa scultura è quello di essere strumento di alienazione da quanto è e appartiene all’ordinario e al quotidiano per diventare veicolo verso lo straordinario, in una sorta di recupero dei sogni infantili dove un semplice oggetto poteva diventare mezzo per entrare in un mondo favoloso. La cassetta della frutta per la complessità geometrica di linee e di pieni e vuoti è sembrata a Viale un oggetto di scarico industriale insolito e adatto per creare un’opera innovativa ed elaborata nella forma e nello stile. In un’ ottica di sfida Viale restituisce nuovi significati agli oggetti protagonisti delle sue opere a suggerire che dietro ogni rappresentazione e simbolo si nasconde altro insito nelle possibilità con cui la materia si lascia plasmare e trasformare.

Silvana Lazzarino

 FABIO VIALE

STARGATE

Galleria Poggiali

Via Garibaldi, 8- Pietrasanta

Orario: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 18.00 alle 24.00

Inaugurazione Martedì 8 agosto 2017 ore 18.30

dall’8 al 25 agosto 2017

ingresso libero, per informazioni. +39.334.9236625 | +39.055.287748, www.galleriapoggiali.com  info@galleriapoggiali.com

 

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Marmo tatuato nell’opera di Fabio Viale

MARMO TATUATO A SUGGERIRE NUOVI SIGNIFICATI ALLA REALTA’ ATTRAVERSO L’OPERA DI FABIO VIALE IN MOSTRA A FORTE DEI MARMI

Classicità e sguardo al contemporaneo si intrecciano nella ricerca formale e compositiva di Fabio Viale capace di restituire aspetti vicini e lontani, presenti e passati della realtà traendo ogni volta dalla materia nuove forme di vita. Verso rappresentazioni in costante equilibrio dove si evince la leggerezza della materia cui si affiancano aspetti legati all’innovazione ci guida il principio di sperimentazione utilizzato da questo affermato e giovane scultore e “cultore del marmo” nato a Cuneo nel 1975, accostatosi molto presto a questa arte riuscendo a gestire con disinvoltura un approccio sempre in divenire e in “presa diretta” con la materia. Alla ricerca di nuovi risultati sperimentando le leggi della meccanica e della fisica, egli ha dato vita ad esempio alla famosa barca in marmo con motore: “Ahgalla” che è riuscito a far muovere in mare o al pneumatico gigante sempre in marmo, che ha tanto destato curiosità ed interesse. I suoi lavori che si muovono in un’ottica contemporanea con richiami al classico, ma solo come spunto da rielaborare alla luce del presente, si mostrano spesso semplici, altre volte innovativi specie se combinati con meccanismi legati alle tecnologie per ottimizzare il prodotto definitivo.

Marmo bianco con pigmenti
Door Release di Fabio Viale

Lavori che dall’Italia alla Russia, all’America, hanno conquistato un pubblico sempre più internazionale. Diverse sono state le mostre personali esposte in Italia e all’estero giungendo in Russia e negli Stati Uniti dove Fabio Viale ha ottenuto consensi favorevoli anche per quel nuovo modo di esplorare i linguaggi della scultura utilizzando in particolare il marmo suo materiale di elezione con cui ha sempre amato confrontarsi.  In particolare va citata la mostra di New York  del 2012 presso la Sperone Westwater Gallery. Numerosi inoltre sono i  premi ricevuti tra cui il Premio Cairo 2015. Guardando alle immagini dei capolavori di maestri del passato (come Michelangelo) e facendo riferimento a simboli legati al quotidiano, le sue opere propongono rappresentazioni nuove, spesso insolite in cui si accenna alla vita e alla morte, al cambiamento e al divenire dell’uomo, compreso il superamento dei limiti. Ed è questo andare oltre i limiti cui vuole arrivare attraverso l’uso di diverse simbologie come i tatuaggi o gli penumatici già esposti alla galleria Poggiali (sede di Pietrasanta). Da sottolineare la Venere Italica esposta la scorsa estate del 2016 a Pietrasanta realizzata in marmo bianco di Carrara cui Viale ha lavorato per un intero anno e in cui attraverso i tatuaggi che ricoprono alcune delle zone scoperte del corpo della dea restituisce l’immagine di una bellezza contemporanea. I tatuaggi che corrono lungo tutta la schiena, adornando parte delle cosce e le spalle della scultura, disegnano figure astratte che si richiamano all’organizzazione criminale giapponese Yakuza. Di tatuaggi, di richiamo alla classicità e sua rivisitazione attraverso il contemporaneo si parla nell’opera che Fabio Viale espone a Fortino a Forte dei Marmi dal 24 giugno al 3 settembre 2017.

marmo bianco con pigmenti Venere di F Viale

La mostra FABIO VIALE. Door Release, curata da Enrico Mattei e organizzata dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Forte dei Marmi si è avvalsa della collaborazione della Galleria Poggiali di Pietrasanta dove l’artista ha esposto come prima accennato lo scorso anno. Il percorso attraverso opere in marmo bianco e anche nero decorate da tatuaggi, realizzate appositamente per gli spazi interni del Fortino, mette in luce la costante sfida portata avanti dall’artista nel confrontarsi con la materia che qui fa riferimento alla scultura romana tardo antica come ad esempio la mano di Costantino intitolata “Door Release e alla statuaria arcaica greca con “Kouros”, nonché a oggetti legati alla quotidianità come le camere d’aria riprodotte in marmo nero. Alta circa cm. 198 questa mano collocata  all’ingresso del palazzo in piazza Garibaldi,  presenta tatuaggi dei detenuti sovietici a creare spiazzamento visivo e percettivo in chi la osserva. La dimensione segnica contemporanea data dai tatuaggi si incontra con l’immagine della statuaria antica a creare una visione in cui la mano diventa nesso tra passato e presente sottolineando una gestualità senza tempo di cui l’uomo di oggi si fa portavoce. Con questa dimensione segnica e gestuale inserita da Fabio Viale sia negli arti del David di Michelangelo, sia nei pugni dell’opera “Il Vostro sarà il Nostro” si vuole creare un disorientamento associando la bellezza classica atemporale ai segni della sintassi dei tatuaggi russi. La bellezza classica al femminile tatuata si ritrova nella “Venere”- riproduzione della Venere di Milo- e nella Nike di Samotracia quest’ultima realizzata sempre in marmo bianco con effetto polistirolo.  In marmo nero sono le camere d’aria “Orbitali” nella versione annodata ad esibire un virtuosismo di forma e stile e Infinito” in cui pneumatici di Suv sono inanellati e posti per terra come fossero abbandonati, inoltre “Flat Line e “Heart” simboleggiano la metamorfosi di oggetti nella società dei consumi.

Attraverso immagini divenute icone Viale riproduce nuovi significati nella sua opera in un’ottica di sfida a suggerire che dietro ogni rappresentazione e simbolo si nasconde altro insito nelle possibilità con cui la materia si lascia plasmare e trasformare, per restituire l’idea di una realtà dove il tempo sembra fermarsi. Il catalogo della mostra presenta testi di Enrico Mattei e un’intervista a cura di Lorenzo Poggiali.

Silvana Lazzarino

 FABIO VIALE

Door Release

FORTINO

FORTE DEI MARMI Piazza Garibaldi

Orario: tutti i giorni: 18 – 24

Inaugurazione sabato 24 giugno oye 18.30

dal 24 giugno al 3 settembre 2017

 

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Il Dispari 2016-08-01

Il Dispari 2016-08-01

Il Dispari 20160801 comp

Editoriale
In vacanza con l’Arte – n° 1

Domani, a partire dalle ore 20.30, presso la sede dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte” situata nel Museo etnografico del mare della Città di Ischia – Palazzo dell’orologio di Ischia ponte-, è in programma un interessante incontro con una delegazione di poeti e scrittori pugliesi particolarmente impegnati anche in pregevoli attività di carattere sociale.
La presentazione delle loro produzioni letterarie, la lettura di testi, musica, dipinti, collage, progetti ed esperienze umane saranno i temi entro i quali si svilupperà l’incontro tra loro ed alcuni artisti ischitani invitati dal Presidente del Museo, Rino Lauro.
Ylenia Pilato, socia fondatrice DILA, fungerà da coordinatrice e da intervistatrice per la produzione di video utili a divulgare le fasi salienti della serata.
Saranno esposti collage di Ylenia Pilato e disegni dell’Artista lettone Liga Lapinska.
L’invito ad assistere ed a partecipare è rivolto in modo speciale a tutti coloro i quali, residenti e turisti, ritengano che l’arte e la cultura possano essere validi motivi per privilegiare le mete delle vacanze.
Qui di seguito troverete brevi schede delle scrittrici che hanno scelto di venire ad Ischia pur di affidare la presentazione delle loro opere alla nostra Associazione culturale DILA.
Ingresso libero.
Info: emmegiischia@gmail.com – tel. 3935937717
Bruno Mancini

DINA FERORELLI, nata a Bitetto (Ba), è laureata in Pedagogia e lavora come docente.
Ha pubblicato i volumi di poesia “Cerchi di luce” e “Mattino di girasoli”.
Alcuni suoi testi sono presenti in diverse antologie, tra cui quelle curate da Santa Vetturi.
“La mia poesia nasce dall’idea che siamo al mondo e percorriamo insieme il nostro viaggio, per questo non possiamo ignorare le atroci sofferenze di altri uomini, nostri fratelli!
Abbiamo delle responsabilità: aiutarli a portare il loro pesante fardello di vita, offrire un sorriso,tendere la mano, far sbocciare una rosa di speranza.
Perché non si muoia più per fame o per guerre o per mano di menti folli e dispotiche, perché il dolore che c’è al mondo è troppo grande per lasciare che i nostri fratelli lo portino sulle spalle da soli!”

MARIA SCHIRALLI nata a Trani nel 1950, vive a Bari fin da bambina.
Diplomata in Applicazioni tecniche, ha conseguito il titolo di infermiera professionale e assistente sanitaria visitatrice.
Da sempre amante della cultura e dell’arte, si è messa in gioco ella stessa scrivendo numerose filastrocche e qualche poesia.
Da tre anni segue il Corso di Scrittura creativa della Libera Università della terza Età “Eurolevante” avente come guida la professoressa Mariella Castoro.
Suoi testi sono pubblicati nelle antologie “Più istruzione, più sviluppo” e “BanglaNepaLove. La solidarietà della cultura” a cura di Santa Vetturi. Ha ricevuto numerose Menzioni d’Onore in concorsi nazionali per le sue poesie.

GIUDITTA ABATESCIANNI è nata e vive a Bari.
Funzionario in pensione della pubblica amministrazione, si dedica con passione a tutto ciò che la mette in comunicazione con il sociale.
La tipologia della sua esperienza professionale e la curiosità l’hanno sempre spinta ad ascoltare empaticamente esperienze e testimonianze di storie vissute.
Da qui l’input a scrivere racconti e poesie, per viag-giare nell’universo dell’interiorità.
Frequenta corsi di scrittura creativa, recita nel teatro amatoriale, collabora gratuitamente con scuole primarie come autrice e regista teatrale, nutrendosi e arricchendosi dell’autentica genuinità del mondo infantile e adolescenziale.
Il racconto “La bambina dalle trecce viola” è inserito nell’antologia “Haiti chiama Bari”.
Ha pubblicato “U Maleverme”.
È coautrice delle antologie “Florilegio barese” , “SOS BANGLADESH”, “Il futuro in una biblioteca”, “BangladesHelp”, “Più istruzione, più sviluppo”, “BanglaNepaLove”, “La solidarietà della cultura” e “Drops from the world”, tutte a cura di Santa Vetturi.
È del 2015 la pubblicazione del libro “Pennellate baresi”.
Nel giro degli ultimi due anni ha vinto più di dieci premi letterari.

2 Agosto Museo DILA locandina OK

Il Dispari 20160801 1 comp

FABIO VIALE E LA SUA SOUVENIR PIETÀ

ALLA BASILICA DI SAN LORENZO A FIRENZE

Scultore e “cultore del marmo” con uno sguardo alla classicità, ma proiettato verso nuove sperimentazioni anche oltre il concettuale, Fabio Viale, nato a Cuneo nel 1975 si è accostato molto presto alla scultura, riuscendo a gestire con disinvoltura un approccio sempre in divenire con questa disciplina artistica affascinante e in “presa diretta” con la materia.
Fabio Viale lavora e trasforma il marmo per trarre da esso nuova vita attraverso opere che passano dalla semplicità alla complessità dove respirare eleganza e leggerezza, ma anche forza e dinamismo.
Alla ricerca di nuovi risultati sperimentando le leggi della meccanica e della fisica, egli ha dato vita, ad esempio, alla famosa barca in marmo con motore: “Ahgalla”che è riuscito a far muovere in mare; o al pneumatico gigante sempre in marmo, che ha tanto destato curiosità ed interesse.
I suoi lavori che si muovono in un’ottica contemporanea con richiami al classico, ma solo come spunto da rielaborare alla luce del presente, si mostrano spesso semplici, altre volte innovativi specie se combinati con meccanismi legati alle tecnologie per ottimizzare il prodotto definitivo. Lavori che dall’Italia alla Russia, all’America, hanno conquistato un pubblico sempre più internazionale tramite sue mostre personali.

Da sottolineare la mostra di New York alla Sperone Westwater Gallery e tra i premi ricevuti il Premio Cairo 2015.
Le sue opere che guardano alle immagini dei capolavori di maestri del passato (come Michelangelo) e si orientano verso simboli legati al quotidiano, propongono rappresentazioni nuove, spesso orientate al superamento dei limiti mediante l’uso di diverse simbologie come i tatuaggi o gli penumatici già esposti in due mostre presso la galleria Poggiali e Forconi.
A Firenze in occasione della “Settimana Michelangiolesca” promossa dal Comune di Firenze, organizzata dal MUS e in collaborazione con Opera Medicea Laurenziana, Basilica di San Lorenzo, Giunti, Arte Dossier, Studi d’Arte Cave Michelangelo e la partecipazione della Galleria Poggiali e Forconi, FABIO VIALE torna con SOUVENIR PIETA’ 2006-2016. L’opera in marmo,visibile fino al 2 agosto 2016 presso la Basilica di San Lorenzo, sottolinea la peculiarità e l’attenzione con cui lo scultore ha saputo riprodurre il Cristo della Pietà Vaticana in due versioni entrambe senza la presenza della Vergine.
Emerge nelle due sculture la morbidezza delle linee, la plasticitàdel corpo e dei tessuti del panno che gli cinge la vita ad indicare una certa bellezza e purezza presenti anche nella morte che avvicina al divino.
Una rappresentazione intensa che ruota introno a quel corpo adagiato, mentre riposa, senza segni di sofferenza fisica, per dare spazio alla speranza nell’abbandono ad una volontà superiore.
Il volto del Cristo levigato, sembra come rapito in un sonno che è ascesa verso il divino.
Una riproduzione del Cristo da leggere in un’ottica contemporanea che invita all’accettazione e al perdono.
La speranza è di avere Fabio Viale ad Ischia in occasione di uno dei prossimi incontri organizzati dalla nostra DILA nel Museo del mare presieduto da Rino Lauro, ma la quasi certezza e di ricevere il suo assenso a rilasciarci un’intervista esclusiva da pubblicare in questa pagina.
Silvana Lazzarino

Il Dispari 2016-08-01

Fabio Viale

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Bruno Il dispari

Il Dispari 2016-07-25

Il Dispari 20160725 comp

Editoriale

Grazie all’intesa raggiunta con Rino Lauro, Presidente del Museo del Mare della Città di Ischia, il 16 Luglio scorso è stata inaugurata la nuova sede della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” situata, appunto, negli ambienti del Museo.
Alla cerimonia hanno partecipato numerosi Artisti, Soci e/o collaboratori di DILA, proponendo un convivio basato su arte e cultura.

Allietati da musiche e da letture di poesie, tutti i partecipanti hanno avuto modo di apprezzare in primis i fascinosi reperti e le splendide collezioni in tema marino presenti nei tre piani del Museo, per poi prestare attenzione al programma di eventi culturali che DILA si prefigge di attivare durante tutto l’arco dell’anno grazie alla Direzione Artistica di Roberta Panizza coadiuvata nel settore musicale da Maria Luisa Neri, Presidente dell’Associazione “Arte del Suonare”, e nel settore arti visive dalla pittrice Ylenia Pilato.

La soprano Paola Occhi ha aperto il concerto che l’ha vista protagonista insieme al violinista Giulio Menichelli, al pianista Roberto Villani e alla piccola Veronica Coppola annunciando la sua intenzione di aprire ad Ischia, con l’etichetta di DILA, una succursale della sua scuola di canto lirico “Lina Cavaliere”.

Il violinista Giulio Menichelli ha incantato il pubblico con una magistrale esecuzione della Sonata n.2 in LA minore di J.S. BACH; Paola Occhi ha creato vibranti suggestioni spaziando tra celebri arie operistiche e famosi brani di operette, il pianista Roberto Villani ha dato prova di seria preparazione accompagnando i due solisti con attenta precisione… e Veronica Coppola è stata subito eletta mascotte della serata per la spigliatezza e la composta esecuzione del repertorio proposto.

Rino Lauro, Nunzia Zambardi, Clementina Petroni, Luigi Esposito e Massimo Natalucci si sono alternati offrendo simpatici siparietti di letture poetiche e di presentazioni delle loro arti.
Con questa pagina dedicata ai protagonisti e agli ospiti dell’evento (che ringraziamo) desideriamo riconfermare il messaggio della nostra assoluta disponibilità a prendere in favorevole considerazione ogni collaborazione proveniente da Artisti e/o da Associazioni sia locali e sia operanti in qualsiasi altra località.

Bruno Mancini

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Museo DILA inaugurazione foto Bruno (21)

Museo DILA inaugurazione foto Bruno (18)Museo DILA inaugurazione foto Bruno (24)Museo DILA inaugurazione foto Anna Di Trani (28) Maria Luisa NeriMuseo DILA inaugurazione foto Anna Di Trani (36) Veronica Coppola - Paola OcchiMuseo DILA inaugurazione foto Bruno (25)Museo DILA inaugurazione foto Anna Di Trani (22) Massimo NataluzziMuseo DILA inaugurazione foto Bruno (13)Museo DILA inaugurazione foto Bruno (25)

Il Dispari 2016-07-25

Bruno oggi parliamo di museo

Il Dispari 2016-07-18

Il Dispari 20160718 comp

Editoriale
Sabato 16 Luglio, così come era stato ampiamente annunciato da questa testata e da numerosi altri organi d’informazione, è stata inaugurata la nuova sede dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ubicata nei locali del Museo Etnografico del Mare della Città di Ischia.
Organizzato da Maria Luisa Neri, presidente dell’Associazione “Arte del suonare”, valenti musicisti e cantanti hanno allietato la serata impegnandosi in un concerto che ha toccato svariati temi: dall’operetta alla musica da camera, dal melodramma alla canzone antica e popolare.
La soprano Paola Occhi, il violinista Giulio Menichelli, il pianista Roberto Villani e la piccola allieva della scuola di canto lirico “Lina Cavalieri” hanno intrattenuto amici e collaboratori di DILA e del Museo per alcune ore.

L’editore Salvatore Monetti, la pittrice Nunzia Zambardi, la poetessa pittrice Clementina Petroni, il poeta Luigi Esposito, lo scrittore Massimo Natalucci hanno parlato della loro arte ed hanno letto qualche loro poesia.
Anna di Trani, esperta manager della scuola “Lina Cavalieri”, è stata la gentile anfitrione.

La ciliegina sulla torta è stata messa dal Presidente del Museo, Rino Lauro, che ha ricordato alcuni momenti di vita ischitana degli anni passati, regalando ai presenti la lettura di alcune sue poesie/canzoni.
La prossima settimana, salvo imprevisti, prevediamo di pubblicare alcune foto dell’evento.
Intanto, giova ripetere che DILA è pronta ad accogliere con un caloroso “Benvenuto” tutti coloro, singoli artisti e/o associazioni culturali, ischitani e non, che intendano collaborare alla realizzazione di un ampio programma di eventi artistici (mostre di arti visive, presentazioni di libri, concerti, ecc.) da allestire nella sede testé inaugurata.
Grazie

Bruno Mancini

Museo DILA inaugurazione foto Bruno (25)

Paola Occhi e Rino Lauro

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A.T. ANGHELOPOULOS ESPONE PRESSO LA GALLERIA CLICHY A FIRENZE E NEI DIPINTI SI ISPIRA A MONTALE CHE SOGGIORNÒ AD ISCHIA

Con i suoi dipinti materici dove si intrecciano le alchemiche linee di un pensiero in costante divenire a cogliere le emozioni che avvolgono il corpo e la mente tra luci e ombre Anghelopoulos, artista tra i più interessanti nel panorama contemporaneo internazionale, proietta chi guarda a percorrere il viaggio interiore dell’uomo tra tormenti e speranze, isolamenti e aperture verso il nuovo e l’ignoto da cui proteggersi.
Segni fitti e armoniosi, squarci densi di chiarori e ancora identità riscoperte oltre quella maschera che imprigiona e poi libera, aprono ad un nuovo sguardo sul mondo dove si delinea quel confine tra materia e spirito al d là del quale si cela la verità sulla stessa esistenza.

Ed è all’esistenza e all’uomo che guarda la sua arte interpretando, attraverso rappresentazioni concettuali e segni, emozioni legate a dubbi, paure, ma anche aspirazioni e desideri dello stesso individuo in difficoltà nel creare ponti relazionali.
L‘uomo diventa protagonista afflitto e fragile nella sua incertezza innanzi a questa vita, ma alla fine desideroso di volgere il proprio sguardo oltre il visibile per lasciarsi aperta una possibilità: un percorso nuovo, fatto di speranza.
I suoi dipinti di grandi dimensioni, intensi per l’energia materica e per l’uso di un colore che alterna tonalità energiche ad altre quasi eteree sono protagonisti della mostra A.T. ANGHELOPOULOS a Firenze presso la Galerie Clichy fino al 24 luglio 2016.

L’esposizione rappresenta la seconda tappa del programma della rassegna “Artisti in Libreria” iniziato lo scorso 5 Maggio con la personale di un altro importante artista contemporaneo Andrea Pinchi con cui lo stesso Anghelopoulos ha esposto nelle sale del Complesso del Vittoriano di Roma nel novembre 2015.
La rassegna “Artisti in Libreria” prevede l’accostamento dell’arte alla letteratura, attraverso una serie di mostre in cui artisti di fama internazionale sono invitati ad esporre opere a partire da un testo letterario dalle cui letture e scritti hanno tratto ispirazione.
In questa raffinata e suggestiva mostra le opere di Anghelopoulos, una quindicina tra cui tre installazioni site-specific, sono affiancate dalle poesie e dai testi che hanno ispirato l’artista tra cui: Neruda, Foscolo, Erasmo da Rotterdam, Chateaubriand e Montale.

Fu Montale a soggiornare ad Ischia verso gli inizi degli anni Cinquanta presso il comune di Forio e a quest’isola, la più affascinante del Mediterraneo, ha fatto riferimento in una poesia della raccolta “Xenia”.
Tra le opere esposte la serie Vite Interiori è l’inedita rivisitazione dei più famosi ritratti di profilo del ‘400 raffigurati però dall’altro lato del volto, quello finora sconosciuto.
Un modo per catturare la vita interiore dei personaggi ed entrare nelle atmosfere del tempo, espresse attraverso i simboli di ingranaggi meccanici innestati sulle figure.

Ritratti quali: l’Anonimo Giovane di Cosmè Tura, I Duchi di Urbino e il Malatesta di Piero della Francesca, e Bianca Sforza identificata nell’opera “La Bella Principessa” recentemente attribuita a Leonardo da Vinci, prendono nuova vita mostrando l’altro lato del loro profilo, quello misterioso e finalmente rivelato.
Per la prima volta sono esposte le opere del ciclo I Planisferi le cui superfici non hanno confini essendo questi relegati solo a determinate costruzioni mentali.
Superfici senza confini spesso in bilico in questa epoca dove si tende a creare punti di separazione e distanze che investono diversi contesti.
Aperture verso ampi spazi a ricordare soglie, varchi, portali che si aprono all’improvviso innanzi agli occhi del visitatore sono descritte nel ciclo Passages-Untitled in cui dominano ampie campiture di colore.

Riguardo l’intensità espressiva e lo stile originale con cui Anghelopoulos entra nella realtà e la supera per parlare dell’uomo all’uomo, Claudio Strinati ha scritto: “Anghelopoulos ha la consapevolezza e la qualità di un artista notevole. (…) La sua percezione ricorda talvolta Klee, talvolta Rothko”.
Silvana Lazzarino

Silvana Lazzarino Anghel (2)

Il Dispari 20160718 tutto ridim

Cod 11: Anna Gura
Ricordando l’estate soleggiata
Già dalla mattinata la pioggia
bussa nella pozzanghera,
proprio come una finestrina che guarda
al cielo dall’assalto umido.
Silenziosamente piange l’autunno,
perché gli uccelli vagabondi
sono già volati via.
Sotto i piedi qualcosa sussurra.
Forse sono le foglie che ricordano
l’estate soleggiata, l’estate splendida,
quando gli uccelli tra le foglie succose
hanno costruito i nidi sicuri
e poi cantavano insieme all’alba timida.
L’autunno. La pioggia. Significa solo
che dopo l’inverno ritornerà la primavera,
quando nei giardini, nelle foreste, nei prati
tra le foglie, quelle nuove più verdi,
di nuovo sentiremo il canto magico dell’usignolo.

Cod 21: Paola Occhi
Pensiero alla nonna
Cara nonna, oggi hai dovuto staccare quel cordone che ci legava in modo unico… per volare dal mio adorato nonno.
Mi hai lasciata in un turbine di rabbia ed un lacerante dolore che non sopporto.
Ho il cuore a pezzi e una parte di me è volata con te.
Mi hai insegnato tante cose e so che questa notte sei passata a salutarmi: ho visto la tua sagoma dietro la tenda, ma purtroppo non ho capito… odio, giuro, chi esce dalla camera ardente dicendo “La sua vita l’ha fatta” “Era anziana” ecc., perché lei stava bene accanto a me.
Mi rammarica non aver preso venerdì più baci dalle tue labbra ed altre carezze che tu, lentamente, mi stavi regalando.
Non ti dimenticherò mai e se piango è perché sono egoista?
No, è perché ti ho amato davvero e non mi vergogno di mostrare le mie lacrime, o la rabbia per averti persa… ti chiedo solo che, quando sarà il mio turno, mi verrai a prendere con il nonno e staremo assieme come ai vecchi tempi ad ascoltare le tue favole.
Ogni concerto che farò sarà un omaggio per voi nonni che mi avete amato come una figlia e tramite voi sarò libera di esprimere al Signore il dolore per la vostra perdita e la gioia di aver vissuto con voi.
Il tuo amore era davvero unico immenso ed ho un ricordo di te che nessuno mai mi toglierà e solo tu ed io sappiamo. Un segreto che non ho mai detto e non dirò mai a nessuno. Era una cosa nostra ed ora è chiusa solo dentro di me.
Ti amo.

Cod 1: Angela Maria Tiberi
Katia Massaro
Meravigliosa donna ischitana,
doni amore alle nuove generazioni che
hanno gli occhi chiusi,
ancora da crescere nella giovinezza grigia e senza calore,
se l’umanità rifiuta l’AMORE verso il mare e la natura
e l’insegnamento degli antichi popoli estinti per l’avidità umana.
Briciole sono rimaste della loro civiltà e cultura,
ma non il loro amore verso MADRE NATURA.
Il mondo hai percorso.
Hai attraversato mari e cielo blu per imparare da popoli lontani
il linguaggio dei famosi tursiopi dell’antico Egitto.
Per verificare l’efficienza della delfino terapia in acque libere,
sei arrivata in Israele fino alla lontana Australia.
Immensa gioia doni ai grandi e ai piccoli quando ti immergi
come una sirena nel mare raggiungendo i profondi abissi.
Sei dentro di noi come l’immagine dell’aurora dopo una notte buia
e una ninna nanna ci accarezza l’anima.

coupon (1)

Bruno Il dispari

Il Dispari 2016-07-11

Il Dispari 20160711 comp
Tre voci intervistano un MITO: DON BACKY

Bruno Mancini. Il buongiorno al MITO Don Backy desidero renderlo pubblico con una lunga serie di ringraziamenti, primo tra tutti quello speciale per avere voluto dare il suo assenso ed entrare come Socio fondatore nell’Associazione culturale che Roberta Panizza ed io, alla fine del 2014, iniziammo a costituire e che ora, con il nome DILA (Da Ischia L’Arte), ha già conquistato l’interesse di una notevole fascia di amanti dell’Arte e della Cultura. Cosa ha spinto il MITO ad accettare l’invito da parte dei due sconosciuti?
Don Backy:Prima di tutto l’affetto che porto a Ischia, ricordando i miei lontani trascorsi datati 1966, quando con i miei Fuggiaschi ci esibimmo per un’intera settimana al Castello d’Aragona, gestito allora da Sandro Petti. In quella settimana avemmo modo di affezionarci ed amare l’isola. Il secondo motivo è che sono sempre interessato alle novità stimolanti.

Bruno Mancini. Il secondo ringraziamento deriva dall’aver voluto includere i ricordi piacevoli dei giorni che hai trascorso ad Ischia nella trilogia “Memorie di un juke box” (edito da Ciliegia Bianca sas  www.donbacky.it ).
Vuoi parlarci di questi tre volumi di ricordi e raccontare ai nostri lettori la disavventura che ti capitò a Ischia?
Don Backy:I volumi sono ben 5 e vanno dall’avvento del rock and roll a oggi (1955/2012). Raccontano in maniera romanzata, una storia vera e meravigliosa, corredata da una documentazione composta da fotografie, articoli, minute di canzoni, documenti storici, etc. che ne fanno una vera e propria enciclopedia, certamente unica nel suo genere, indispensabile anche per chi vi cerca il senso dell’evoluzione della nostra musica leggera nel corso di più di mezzo secolo.
La disavventura vissuta sull’isola, invece, riguarda un lieve incidente d’auto. Per salvare un amico che guidava senza patente il nostro furgoncino e aveva colpito un turista tedesco con lo specchietto retrovisore del mezzo, fratturandogli una costola, fui costretto a dichiararmi autista, guadagnandomi così una denuncia dal sig. Otto Strunz. Tutto si risolse in un processo ischitano (dove tornai in Dicembre), in cui venni condannato a 3 mesi (con condizionale). Oggi è solo un bel ricordo anche quello.

Bruno Mancini. Certo non sai che l’incidente avvenne a pochi metri dal “Bar Italia” che gestivo in quegli anni proprio sul Corso!  Il terzo ringraziamento, e poi mi fermo su questo tema, nasce dall’enorme emozione che ho provato nell’ascoltare le tue letture di nostre poesie. Poiché anche Roberta Panizza mi ha confermato le stesse sensazioni, vuoi dirci in quale modo ti rapporti  alla poesia e quali emotività ti hanno procurato i nostri versi?
Don Backy:Ma pensa… e tu non ricordi (o non c’eri al momento) che noi c’eravamo fermati poco prima proprio al Bar Italia a prendere i crostoni che ci facevano da cena, per poi correre a cambiarci e andare al Castello per la serata. Il mio rapporto con la poesia è piuttosto debole, ma quando qualcosa mi solletica le corde emozionali, allora è evidente che anche il mio essere si adegua e quindi anche la voce. Ma, sinceramente, non pensavo di procurare un’emozione così sentita. Sono felice.

Bruno Mancini. Appena ho accennato alla possibilità di costruire questa intervista con domande provenienti da persone diverse c’è stato entusiasmo in redazione. Avrei voluto accontentare tutti, ma per ragioni di spazio, ecco cosa desiderano sapere da te il Direttore di questa testata Gaetano Di Meglio e la Direttrice Artistica di DILA Roberta Panizza
Don Backy:Bene, sono felice di suscitare ancora un così fresco interesse.”

Gaetano Di Meglio. Spesso le tv locali basano i loro palinsesti su film datati anni 60 e così ultimamente mi è capitato di guardare qualche scena del “Monaco di Monza” dove Lei e Celentano vi esibite in una canzone vestiti da monaci. A me che sono un “patuto” di Totò piacerebbe ascoltare qualche aneddoto delle vostre frequentazioni artistiche, e se ce sono, anche personali e/o prettamente umane.
Don Backy:è un ricordo che mi accompagnerà per la vita, anche se, sinceramente, frequentammo Totò solo per lo spazio di quella scena. Ovviamente tutta quanta quella storia ha inizio la notte precedente alla RCA, dove noi del CLAN eravamo per incidere la colonna sonora di un film appena girato ad Amalfi. Scrissi quella canzone “La carità” in meno di 2 ore per accontentare Sergio Corbucci, che, incontrati Adriano e me al bar della RCA, ci pregò di andare a girare una scena in quel film il mattino seguente. Fu così che la scrissi e la registrammo seduta stante alle 2 di notte. Il tutto è narrato nel 1° volume della serie “MEMORIE DI UN JUKE BOX”. Io ero ancora sulla rampa di lancio e Totò mi fece gli auguri per la carriera. Evidentemente mi ha portato fortuna perché quella canzoncina ancora oggi è molto conosciuta grazie al film.”

Gaetano Di Meglio. Con la politica come la mettiamo?
Don Backy:Sono già molti asini a parlare, non voglio aggiungermi al serraglio. E comunque sono un anarcoide da sempre libero e senza tessere. La mia politica la faccio con le mie canzoni, tipo “Diluvio universale” o “Verità”. Mi diverto e intanto gliele canto e gliele suono”.

Roberta Panizza. Da appassionati di poesia, mondo letterario che si occupa di far emergere ciò che nell’interiorità preme e vuole esprimersi, diamo la dovuta importanza alle emozioni e quindi la domanda che sorge spontanea è: cosa prova Don Backy quando canta?
Don Backy:Ci ho scritto su una canzone intitolata proprio “L’artista” ed è lì che ho descritto tutte le emozioni che ancora oggi avverto dopo 55 anni.”

Roberta Panizza. In una canzone quale peso hanno, messi a confronto tra di loro, la musica, il testo, l’arrangiamento e l’interpretazione canora secondo Don Backy?
Don Backy:Dipende da chi sono gli autori. Per uno che si scrive parole e musica, la voce potrà anche essere non curata (come la mia), ma sicuramente non avrà alcun termine di paragone anche con la più tecnica del mondo. Avrà sempre la meglio, perché l’autore avrà sicuramente vissuto sulla sua pelle quello che canta. comunque, per me la musica è sempre un pelo più sotto del testo. è quello che, se ben descritto, dà il tocco emozionale e ti fa vedere una scena. Una bella musica da sola arriva a una certa altezza, ma non arriva all’acme. Il “nessun dorma”, ha una musica meravigliosa da sola, ma quando entra il tenore  con “all’alba vincerò….” beh, non ce n’è per nessuno e tutto prende vita. Quindi, una bella musica può essere danneggiata da un brutto testo, ma la si esalta quando il testo è grande concettualmente (vedi Mogol Battisti).”

Bruno Mancini. In chiusura, mi piace sorridere per essere uscito indenne dall’incontro con un toscano, eterno ribelle e icona musicale di un mezzo secolo abbondante, uno, dal nome di battesimo Aldo Caponi, che non si è fatto mai prestare parole o azioni, né crude né indigeste, per difendere i propri principi e le ragioni sia della coerenza intellettuale e sia dell’incoerenza artistica. Don Backy cantante musicista lo conoscono in tutto il mondo giovani e anziani come me, Aldo Caponi pittore, scrittore, attore, talent scout, editore ecc. è la faccia semisegreta del MITO. Ci saluti con una carrellata su queste tue attività?
Don Backy: “In tutta sincerità questo mio polimorfismo è dovuto esclusivamente alla curiosità. Sono un incostante cronico e appena ho raggiunto un obbiettivo in quella particolare sfida, devo assolutamente cercarne altre. Non faccio il “mestiere”, ma soddisfo curiosità personali. Solo le canzoni sono ciò che ho scelto di fare da sempre e rinnovano in me il desiderio di riprovare a raccontare nuove emozioni. Le altre, i disegni, il cinema, la scrittura, il teatro, etc. non sono che curiosità soddisfatte, sfide affrontate e vinte. Non mi sono mai arreso senza affrontarle, avendo sempre come motto un vecchio detto: “gli antichi non sapevano che quella cosa era impossibile da farsi, pertanto…. la fecero!”. Avrei avuto rimpianti se non fossi andato ad affrontare quelle sfide in prima persona. Una volta scopertone il segreto, non c’era altro da cercare, mi aspettavano le canzoni.”

Bruno Mancini. Grazie, Don: ti aspettiamo ad Ischia!
Don Backy: “MAGARI… QUANDO??”

Bruno Mancini. Ciao, Don.

Don Backy Totò e Macario comp

Il Dispari 20160711 1 comp

DILA & PARTNER al MUSEO DEL MARE
Sabato 16 Luglio verrà inaugurata la nuova sede dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” negli ambienti del Museo Etnografico del Mare ubicato nello storico Palazzo dell’Orologio di Ischia Ponte.
Ciò, grazie all’accordo stipulato tra i presidenti del Museo, Rino Lauro, e di DILA, Bruno Mancini.
L’Associazione DILA si prefigge di organizzare nel Museo una corposa serie di eventi artistici e culturali che coprano tutto l’arco dell’anno realizzando il progetto annunciato da Bruno Mancini di volere operare affinché “Ischia possa diventare una località conosciuta e stimata in ambito internazionale ANCHE per le sue attività artistiche e culturali”.
A fare da cornice al taglio del nastro giungeranno dal Lazio la presidente dell’Associazione “Arte del Suonare”, Maria Luisa Neri, che illustrerà le linee guida ed il programma dei concerti che DILA & Partner effettueranno nel Museo, offrendone un’anticipazione mediante l’esibizione del celebre violinista Giulio Menichelli;  mentre dalla Romagna arriverà la ben nota soprano Paola Occhi accompagnata dai suoi musicisti tra i quali va citato il pianista, organista, fisarmonicista Roberto Villani.
Un numero sempre crescente di Associazioni, tra le quali la già citata “Arte del Suonare” di Maria Luisa Neri, “AICS IL Dragone” presieduta da Pasquale Di Costanzo, CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli Scampia” presieduta da Vincenzo Monfregola, si sta coagulando intorno al progetto che potrà contare sulla Direzione Artistica della vicepresidente DILA, Roberta Panizza, e sulla costante nonché determinante presenza dei numerosi Soci Fondatori di DILA, tra i quali il Direttore di questo giornale, Gaetano Di Meglio, si trova sempre in prima linea. Katia Massaro, Vincenzo Savarese, Mario Mirenghi, Ylenia Pilato, Pasquale “Dragon” Di Costanzo saranno, come sempre, i prestigiosi anfitrioni in rappresentanza di tutta la tribù DILA & PARTNER.
Residenti e turisti sono invitati. Ingresso gratuito.
Info e-mail: emmegiischia@gmail.com
Cell. 3935937717 (tutti i giorni dalle 14 alle 24)

Museo & DILA inaugurazione

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Partecipazione antologie LENOIS

Il Dispari: una pagina per DILA

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DILA

LA VENERE “TATUATA” DI FABIO VIALE

LA VENERE ITALICA DI FABIO VIALE

ALLA GALLERIA POGGIALI E FORCONI DI PIETRASANTA

Qualsiasi spazio, luogo trova nuovo respiro e una nuovo significato se si incontra e accoglie l’opera scultorea di FABIO VIALE ,(Cuneo 1975) attivo a Torino, che in particolare con la scultura da vita a rappresentazioni in costante equilibrio legate al classico con uno sguardo nel contemporaneo. La sua ricerca è trovare ogni volta nuove forme nella materia – in particolare il marmo di Carrara- che si lascia modellare ed esplorare per costruire nuove realtà dotate di leggerezza ed armonia cui si associa un elemento legato all’innovazione.

La Venere Italica di Fabio Viale a Pietrasanta

Con richiami alla classicità, mai emulata, ma presa quasi a prestito per creare nuove sperimentazioni, Fabio Viale ha mostrato fin da molto giovane uno spiccato interesse per questa disciplina che gli ha permesso di volta in volta, grazie al suo lavoro volto all’innovazione, di aprirsi altre strade nel campo della sperimentazione accostandosi alle leggi della meccanica e della fisica  In questo senso le sue sculture in marmo oltre alla leggerezza e all’eleganza hanno acquistato forza, solidità conquistando la scena per raccontare l’ordinario e lo straordinario, soffermandosi su oggetti comuni, ma anche su soggetti religiosi e mitologici.

Fabio Viale

Alla ricerca di risultati nel passare dalla semplicità alla complessità Fabio Viale, proiettato sempre più verso un discorso sperimentale e di ampio respiro ha progettato una barca in marmo con motore: “Ahgalla” che è riuscito a far muovere in mare e il famoso pneumatico gigante sempre in marmo, che ha tanto destato curiosità ed interesse. La classicità con Fabio Viale supera l’ordinarietà e diventa un modo per ripensare al passato a partire dal presente: lavori spesso semplici, altre volte complessi si avvalgono di strumenti e risultati legati alle tecnologie per creare stupore e allo stesso tempo far ripensare alle possibilità che oggi il campo dell’arte offre per raccontare la vita tra passato e presente, ricordo e superamento dello stesso. In Italia e all’estero Fabio Viale ha conquistato con i suoi lavori pubblico e critica entusiasti per la bravura e quel tocco di genialità che lo fa uscire dagli schemi.

Venere Italica di Fabio Viale

Venere Italica di Fabio Viale

Sculture le sue che propongono nuove rappresentazioni grazie all’uso del tatuaggio, spesso dai segni molto elaborati simili ad arabeschi a suggerire il bisogno di voler superare quel limite che tiene ancorati a concetti e strutture predefinite .Ed anche quando il richiamo è alle immagini dei capolavori dei grandi maestri del passato come Michelangelo e Canova, il risultato finale prevede una nuova lettura avendo di fronte un’opera che supera il tempo ponendosi tra ciò che è stato e ciò che sarà: il passato alla luce del presente con uno sguardo al futuro. In questa direzione andrebbe letta l’opera di Fabio Viale la VENERE ITALICA che sarà esposta dal 29 luglio 2016. presso gli spazi della Galleria  POGGIALI & FORCONI nella sede di Pietrasanta (Lucca).

Venere Italica di Fabio Viale

Venere Italica di Fabio Viale

La scultura in marmo bianco di Carrara e pigmenti cui Fabio Viale ha lavorato per un anno, trae spunto da quella che Antonio Canova realizzò per la Galleria degli Uffizi in sostituzione della Venere dei Medici ellenistica trafugata da Napoleone. Se Canova aveva sottolineato l’atteggiamento umano e pudico della dea nell’atto di coprirsi con il drappo, Fabio Viale è attento a dare un nuovo risalto a questa effige di domma celata da dea evidenziando la sua bellezza secondo l’occhio contemporaneo. I tatuaggi, presenti su alcune delle parti scoperte dal drappo, che corrono lungo tutta la schiena, adornando parte delle cosce e le spalle della scultura, disegnano figure astratte che si richiamano all’organizzazione criminale giapponese Yakuza.

. Tatuaggi che per Viale rappresentano un modo per  evidenziare la linea del corpo della donna/divinità creando un’associazione sorprendente tra

Venere Italica di Fabio Viale

Venere Italica di Fabio Viale

l’esaltazione della bellezza classica e la presenza di un elemento spiazzante , quello dei tatuaggio, legato alla società contemporanea e alle mode del momento. I segni tatuati adornando il corpo donano alle linee sinuose di Venere una nuova presa di coscienza della sua bellezza raffinata ed elegante che qui diventa più materica e tangibile proprio per questa presenza segnica forte e incisiva.

Partendo da un’immagine icona della classicità Viale si è spinto alla ricerca di nuovi risultati nella sua opera dove la presenza di simboli invita a cercare altri significati e possibilità insite nella stessa materia- il marmo- che si lascia rivestire di segni a fermare questo tempo. Tempo del bello rinnovato che supera quello ideale per esaltare insieme alla bellezza e all’armonia quella magica sensualità anche graffiante propria della donna di oggi.

Silvana Lazzarino

FABIO VIALE

VENERE ITALICA

Galleria Poggiali e Forconi. Pietrasanta

Via Garibaldi, 8 . Pietrasanta

Orario: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 18.00 alle 24.00

Inaugurazione venerd0 29 luglio 2016 dalle ore 19.00

fino al 19 agosto 2016

Ingresso libero

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